La diffusione della televisione tra gli strumenti di comunicazione di massa ha
gradualmente trasformato le abitudini quotidiane di molte persone. E' entrata
nelle case occupando inizialmente il tempo libero e ricevendo ben presto una promozione
da bene di lusso, in possesso di pochi, a bene di largo consumo e alla portata
di tutti. L'utilizzo di questo mass media si è guadagnato un posto di primo piano
tra le attività quotidiane più diffuse, uno spazio che qualche volta finisce per
trasformarne l'uso in abuso da parte di chi ne usufruisce per intere giornate,
lasciando poco spazio ad un atteggiamento critico di fronte ai contenuti ricevuti.
Alle radici della teledipendenza
La Tv, sempre più spesso, è additata come responsabile di numerose conseguenze
negative sul pubblico e dell'origine di numerosi mali che affliggono la nostra
attuale società. Ciò tuttavia non può far dimenticare i suoi meriti e le sue capacità
informative e, indubbiamente, non si può attribuire ad essa tutta la responsabilità
della crescita, negli ultimi anni, del fenomeno della teledipendenza. Come ogni
strumento di comunicazione, anche la televisione può essere utilizzata bene o
male e può diventare oggetto da cui dipendere quando si ricercano soddisfazioni
ai propri bisogni e quando, in una società come quella attuale, si assiste a numerose
crisi delle istituzioni che hanno finito per delegare a questo mezzo di comunicazione
compiti che non dovrebbe svolgere e per i quali la televisione non è stata progettata
adeguatamente.
La teledipendenza, come molte altre moderne forme di dipendenza, rappresenta
infatti il prodotto dell'incontro tra alcuni moderni fattori psico-sociali e determinati fattori comportamentali ; i primi predispongono un terreno fertile su cui si possono sviluppare comportamenti
errati che possono degenerare in diverse forme di dipendenza che, qualche volta,
si ritrovano co-presenti nella stessa persona.
Quando sono presenti moderne dipendenze come quella dal mezzo televisivo, infatti,
si possono ritrovare anche altre forme di cosiddette dipendenze senza sostanze
che spesso si associano ad essa, come la dipendenza da Internet o la dipendenza
dagli acquisti, magari di prodotti pubblicizzati attraverso la stessa Tv (Alonso-Fernandez
F., 1999).
Fattori psico-sociali
I principali fattori psico-sociali che hanno alimentato il proliferare dei comportamenti di abuso televisivo riguardano
alcune trasformazioni delle funzioni sociali assolte dalla televisione, che è
passata dall'essere considerata uno strumento di informazione e di intrattenimento
nel tempo libero all'essere trasformata in un vero e proprio educatore di bambini
e modello per gli adulti, divenendo uno strumento umanizzato, al punto da rappresentare
una vera e propria compagnia virtuale, talvolta preferita in parte o in tutto
a quella reale.
In tal modo, i due propositi tradizionali della televisione, quello di informare
e di intrattenere, sono stati amplificati fino al punto da giungere alla creazione
di due atteggiamenti piuttosto diffusi:
- il primo, secondo il quale quello che è detto in televisione assume il valore di realtà assoluta, incontestabile e inopinabile;
- il secondo, per il quale si è creata un'equazione tempo libero = uso dei mezzi di comunicazione di massa, fra i quali la televisione ha sempre un posto in prima fila.
Tutto ciò ha comportato, nella sfera individuale di numerose persone, un impoverimento
di esperienze dirette di confronto con la realtà, a vantaggio del proliferare
delle attività di conoscenza della realtà mediate dai mezzi di comunicazione di
massa, un processo che frequentemente tende a generare la confusione tra realtà
virtuale e realtà concreta (AA.VV., 2001).
La realtà televisiva ha cominciato a produrre dei
veri e propri modelli di vita che sono diventati esempi da imitare, non solo per i bambini e per gli adolescenti,
sempre più spesso educati e cresciuti dalla TV-genitore, ma anche per gli adulti,
sempre più conquistati dai personaggi che spiccano nelle telenovele, nei film
d'azione e nei varietà. La mancanza di modelli reali ha lasciato spazio al consumo
di modelli televisivi, con cui identificarsi e di cui studiare approfonditamente,
per ore ed ore, gli schemi comportamentali da interiorizzare e da riprodurre (Popper
K., Condry J., 1994).
La presenza di persone che si possono vedere, ascoltare, di cui si conosce una
storia (vera o pseudo-reale non importa) ha comportato l'umanizzazione della televisione ed ha assegnato ad essa un ruolo sociale di compagnia spesso molto importante,
come nella terza età, ed altre volte abusato in fasce di età in cui sarebbe più
facile e naturale lasciare spazio alle compagnie reali di amici e conoscenti.
Pertanto, se la televisione conquista sempre più spazio nella vita delle persone
è perché contemporaneamente la famiglia, la scuola e le agenzie di socializzazione
sono spesso entrate in crisi o hanno accolto con troppa disponibilità le potenzialità
di un mezzo che, rappresentando la realtà in modo così completo, sembra possa
sostituirla, aiutando a trovare i pezzi che mancano per rispondere continuamente
al bisogno di costruire e ri-costruire l'Identità.
A questo si aggiunge l'aumento sempre crescente della complessità dell'organizzazione
sociale, di fronte alla quale la dimensione virtuale diventa uno spazio dove è
facile rifugiarsi alla ricerca di nuovi modi per adattarsi, di modelli alla moda,
che consentano di stare al passo con i tempi per mantenere alte le possibilità
di successo (La Barbera D., 2002).
Le importanti ricadute di questi fattori sociali hanno trasformato le abitudini
quotidiane di molte persone, facendo leva anche su alcuni fattori comportamentali che predispongono alla dipendenza.
Fattori comportamentali
Tra questi ultimi, assumono grande rilevanza nello sviluppo della teledipendenza
due atteggiamenti comportamentali: il Teleabuso e la Telefissazione.
Il Teleabuso
Si intende fare riferimento ad una contemplazione quantitativamente eccessiva della televisione , che viene esercitata in modo regolare, sistematico e quotidiano. A questo
proposito occorre sottolineare quanto l'ingresso tra le abitudini quotidiane di
tutti dell'uso della televisione abbia reso difficile tracciare la linea di confine
tra utilizzo normale della televisione e suo abuso, che può predisporre alla teledipendenza.
La Telefissazione
E' un'altra fonte comportamentale di propensione alla teledipendenza e coincide
generalmente con una tendenza alla contemplazione anomala della televisione, in
stanze semibuie, con un atteggiamento silenzioso e immobile, da soli o ignorando
le persone presenti.
Il comportamento descritto è estremamente determinante nell'etiologia della teledipendenza,
in quanto comporta una propensione a lasciarsi catturare completamente dal messaggio
televisivo, che può diventa facilmente ipnotico.
Il potere conferito allo strumento di comunicazione televisivo, attraverso questo
atteggiamento passivo di fissazione, raddoppia le potenzialità naturalmente ipnotiche
della televisione, che possiede l'intrinseca capacità di saturare tutti i nostri
canali sensoriali, creando una situazione di sovraccarico che è un'ottima base
per ottenere facilmente una, più o meno lieve, alterazione dello stato di coscienza
(Gamberoni G., 2002). Quest'ultima non deve essere considerata né una violenza
televisiva, né uno stato negativo, ma può diventarlo se abitualmente diviene una
condizione psicologica che media i messaggi televisivi che, in questo stato, non
vengono controllati e selezionati attivamente.
Il linguaggio televisivo comprende infatti immagini, suoni e sensazioni che possono
impegnare tutti i nostri sensi e, soprattutto in soggetti predisposti e in condizioni
ambientali adeguate come la penombra e il silenzio che inducono naturalmente uno
stato crepuscolare, possono attivare una confusione sensoriale che attiva la parte
emotiva del nostro cervello (l'emisfero destro), lasciando meno spazio alle aree
del pensiero razionale.
Per le stesse ragioni esposte, un comportamento altrettanto errato è quello della
Fissazione Anomala, ossia quello costituito dall'abitudine di guardare la televisione mentre si
svolgono altre attività intellettuali, non tanto perché si possono limitare queste
ultime, bensì per il rischio di mantenere troppo impegnato l'emisfero cerebrale
sinistro, deputato alla logica e alla critica e molto utile nel filtrare i messaggi
ricevuti dalla TV. Le differenze individuali nella suggestionabilità televisiva,
la frequente presenza di televisione anche nei locali pubblici frequentati ed
il suo utilizzo quotidiano per diverse ore, rendono sempre molto difficile comprendere
quando si stia abusando della tv e quando si sia soggetti inconsapevolmente alla
telefissazione.
La difficoltà maggiore nell'individuare i comportamenti di vera e propria teledipendenza
sta poi nella iniziale tendenza a negare il problema da parte di chi vi è soggetto
in prima persona.
Riconoscere la dipendenza televisiva
Esistono degli indicatori qualitativi e quantitativi importanti per comprendere
se il consumo del mezzo di comunicazione televisivo è eccessivo, di cattiva qualità
e se, rispondendo ad alcuni bisogni psicologici, rischia di sfociare persino in
una vera e propria dipendenza.
L'abuso e la Telefissazione , infatti, non coincidono direttamente con la Teledipendenza, che si manifesta con una serie di comportamenti simili ad una vera e propria
dipendenza da una sostanza e con la presenza persino di crisi di astinenza in
assenza del suo consumo.
Di seguito vengono descritti alcuni comportamenti che devono far sospettare di
essere in presenza di teledipendenza.
|
Principali segni di teledipendenza: |
|
- Abuso televisivo, con contemplazione della TV superiore alle 2-3 ore quotidiane;
- Telefissazione o Fissazione Anomala;
- Euforia o esaltazione nella contemplazione delle immagini televisive dei programmi
preferiti;
- Riduzione delle attività di svago alternative alla visione televisiva;
- Rarefazione dei rapporti sociali, con apatia di fronte ad inviti allettanti e
sostituzione della comunicazione con i presenti con consumo di programmi televisivi,
sui quali non si tollera l'interferenza e il commento;
- Appiattimento delle capacità critiche e passività mentale di fronte ai contenuti
mediati dalla tv;
- Confusione tra realtà e descrizione televisiva della realtà, con accettazione
di quanto detto in televisione come realtà assoluta e superiore alle altre; (ricorrenti
affermazioni di certezze, durante le conversazioni, testimoniate da frasi come
l'hanno detto in televisione!)
- Crisi di astinenza con nervosismo, irritabilità e agitazione ansiosa, nel momento
in cui il soggetto non ha disponibile una televisione o tenta di resistere all'impulso
di accenderla;
- Desiderio di acquistare prodotti pubblicizzati attraverso il mezzo televisivo;
- Preoccupazione abnorme e ricorrente associata a notizie apprese in televisione.
|
La teledipendenza non è un fenomeno tutto-o-nulla, che o è presente o non lo
è. Spesso esistono manifestazioni intermedie, legate alle caratteristiche di personalità
di un individuo, in cui l'astinenza si manifesta in modo più contenuto e più come
sofferenza interiore.
In altri casi il problema può comportare comportamenti eclatanti e irrazionali
come l'affitto di un televisore o la richiesta di un prestito televisivo ad un
amico, nei casi di guasto al proprio apparecchio televisivo, o anche il consumo
contemporaneo di più programmi con diversi apparecchi televisivi.
Inoltre, non tutti i teledipendenti sono uguali perché, sebbene i fattori comportamentali
che predispongono alla teledipendenza siano sempre presenti, esistono delle differenze
individuali legate ai motivi psico-sociali che hanno alimentato questo tipo di
comportamento, intrecciandosi alla storia individuale della persona che ne è vittima.
Infatti, mentre alcune persone non tollerano alcun tipo di interferenza nel corso
di programmi televisivi che rappresentano fonte di modelli da apprendere o strumenti
per soddisfare virtualmente i propri bisogni frustrati, altri utilizzano la teledipendenza
per vincere la solitudine e sono meno interessati ai contenuti veri e propri,
ponendo maggiore attenzione alla compagnia virtuale nella quale consentono con
piacere le interferenze di amici reali.
I comportamenti descritti come sintomi della dipendenza televisiva lasciano chiaramente
intendere come siano naturalmente predisposte alla teledipendenza le persone che
hanno una storia personale connotata da una rete sociale reale ridotta o di cui
fruiscono poco.
Questo spiega perché le categorie maggiormente a rischio siano gli anziani, le persone con insicurezze relazionali o che per particolari ragioni
(stanchezza lavorativa, esigenze emotive o personali di stare soli per un periodo…)
riducono i contatti relazionali con il mondo esterno.
Inoltre, esistono due rischi importanti che la teledipendenza, come l'abuso televisivo,
porta con sé: la predisposizione ad altre moderne dipendenze nei confronti delle
quali la televisione può svolgere un'azione induttiva (es. dagli acquisti o dal
sesso) e la vulnerabilità alle notizie catastrofiche, con conseguente propensione
a lasciarsi coinvolgere nelle psicosi collettive, come la paura del contagio di
alcune malattie o il terrore di guerre e catastrofi imminenti (Ricciardi M., 2003).
Verso la tele-indipendenza: prevenzione, limitazione e cura della teledipendenza
A questo punto si possono tracciare alcune regole che possono aiutare a stabilire
un rapporto equilibrato nella fruizione della televisione, al fine di prevenire
o ridurre la teledipendenza, soprattutto se si ritiene di rientrare nelle categorie
a rischio, anche temporaneamente.
Le stesse regole sono utili per migliorare il consumo televisivo nell'infanzia,
affinché la tv non diventi quello che è stato più volte chiamato provocatoriamente
il terzo genitore, nonché per limitare gli effetti negativi che si associano all'abuso
televisivo, tra i quali i più noti sono la passività mentale, il pensiero sintetico,
l'obesità, la propensione ad imitare modelli inadeguati e le fobie di eventi catastrofici
(D'Amato M., 1997).
|
Regole per prevenire o ridurre gli effetti della teledipendenza: |
|
- Limitare la dose massima di esposizione giornaliera televisiva a due-tre ore.
Nei bambini è importante la mediazione degli adulti nella codifica dei messaggi
televisivi;
- Evitare ogni forma di Telefissazione o di Fissazione Anomala della tv, guardando
la televisione con una idonea postura e luminosità, senza svolgere contemporaneamente
lavori intellettuali;
- Coltivare altri hobbies alternativi e lasciare spazio ad attività creative e
attive nel corso della settimana;
- Mantenere attivi i contatti sociali;
- Confrontare le notizie televisive con quelle provenienti da altre fonti, mantenendo
un atteggiamento logico e una visione globale dei fenomeni.
|
Quanto detto fino a questo momento consente di comprendere come la teledipendenza
possa rappresentare un fenomeno temporaneo o semplicemente il risultato di abitudini
sbagliate e di modalità compensatorie con cui si affrontano alcuni bisogni personali.
In alcuni casi è possibile regolare le proprie abitudini autonomamente per far
scomparire il fenomeno nel giro di poco tempo, lasciando spazio anche ad altre
attività più creative. In altri casi, soprattutto quando questa dipendenza si
associa ad altre, diventa necessario un trattamento specifico che può richiedere
anche un cambiamento globale delle proprie abitudini di vita .
Bibliografia:
- AA.VV. (2001). 2° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia, della Preadolescenza
e dell'Adolescenza, Eurispes - Telefono Azzurro.;
- Alonso-Fernandez F. (1999). Trad it. Le altre droghe, Edizioni Universitarie
Romane, Roma.;
- D'Amato M. (1997). Bambini e Tv, Il Saggiatore, Milano;
- Gamberoni G. (2002). Ipnosi, Demetra, Firenze;
- La Barbera D. (2002). Dipendenze tecnologiche e abusi mediatici: psicopatologia
e psicodinamica, in Psichiatria e mass media, CIC, Roma;
- Popper K., Con dry J. (1994). Trad it. Cattiva maestra televisione, Reset, Milano;
- Ricciardi M. (2003). La paura della SARS, in La protezione civile italiana, 4,
26-28.;
- Withey S., Abeles R.P. (1980). Television and Social Behaviour. Beyond violence
and children, Lawrence Erlbaun Associates, New Jersey.
TELEDIPENDENZA