DISTURBI GENERALIZZATI DELLO SVILUPPO NEL BAMBINO E NELL’ADOLESCENTE |
A cura di Monica Barassi, Psicologia in Movimento |
Il DSM, come è noto, è una classificazione diagnostica e statistica curata dall'American
Psychiatric Association, giunta alla sua quarta edizione, che riguarda soprattutto
i disturbi mentali dell'adulto e ha una parte dedicata a quelli che insorgono
nell'infanzia e nell'adolescenza. Il DSM IV ed è uno dei sistemi nosografici per
i disturbi mentali più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il
mondo sia nella clinica che nella ricerca.
Nel DSM IV le psicosi dell’infanzia sono definite sotto la categoria Disturbi
generalizzati dello sviluppo che comprende:
- Disturbo autistico
- Disturbo di Asperger
- Disturbo disintegrativo della fanciullezza
- Disturbo di Rett
- Disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato
Disturbo autistico
Il Disturbo autistico corrisponde a quello che in altre classificazioni viene
chiamato autismo infantile precoce e autismo di Kanner. I criteri diagnostici per il Disturbo autistico, secondo il DSM IV sono (p.
88-89):
I. Un totale di 6 (o più) voci da 1), 2), e 3), con almeno 2 da 1), e uno ciascuno
da 2) e da 3):
1. Compromissione qualitativa dell'interazione sociale, manifestata con almeno 2
dei seguenti:
a. Marcata compromissione nell'uso di svariati comportamenti non verbali, come lo
sguardo diretto, l'espressione mimica, le posture corporee e i gesti che regolano
l'interazione sociale;
b. Incapacità di sviluppare relazioni con i coetanei adeguate al livello di sviluppo;
c. Uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico;
d. Mancanza di ricerca spontanea nella condivisione di gioie, interessi o obiettivi
con altre persone (per. es. non mostrare, portare, né richiamare l'attenzione
su oggetti di proprio interesse).
2. Compromissione qualitativa della comunicazione come manifestato da almeno
1 dei seguenti:
a. Ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato (non accompagnato
da un tentativo di compenso attraverso modalità alternative di comunicazione come
gesti o mimica);
b. In soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione della capacità di
iniziare o sostenere una conversazione con altri;
c. Mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di imitazione
sociale adeguati al livello di sviluppo;
3. Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati,
come manifestato da almeno 1 dei seguenti:
a. Dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati
anomali o per intensità o per focalizzazione;
b. Sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici;
c. Anierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo,
o complessi movimenti di tutto il corpo);
d. Persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti;
II. Ritardi o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio
prima dei 3 anni di età:
1. Interazione sociale
2. Linguaggio usato nella comunicazione
3. Gioco simbolico o di immaginazione.
III. L'anomalia non è meglio attribuibile al Disturbo di Rett o al Disturbo Disintegrativo
della fanciullezza.
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Il Disturbo disintegrativo della fanciullezza
Il Disturbo disintegrativo della fanciullezza è una categoria diagnostica che
viene denominata, all'interno di altre classificazioni, come Sindrome di Heller o psicosi disintegrativa. Circa la prevalenza non ci sono dati epidemiologici chiari, anche se si ritiene
che questo disturbo sia molto raro e più presente nei maschi. A differenza del
Disturbo autistico, questo disturbo esordisce dopo un periodo di sviluppo apparentemente
normale nei primi due anni a cui segue (DSM IV, p 92):
I. Perdita clinicamente significativa di capacità di prestazione già acquisite
in precedenza (prima dei 10 anni) in almeno due delle seguenti aree:
1. Espressione o ricezione del linguaggio;
2. Capacità sociali o comportamento adattivo;
3. Controllo della defecazione e della minzione;
4. Gioco;
5. Abilità motorie.
II. Anomalie del funzionamento in almeno due delle seguenti aree:
1. Compromissione qualitativa dell' interazione sociale (per es., compromissione
dei comportamenti non verbali, incapacità di sviluppare relazioni con i coetanei,
mancanza di reciprocità sociale o emotiva);
2. Compromissioni qualitative della comunicazione (per es., ritardo o mancanza
del linguaggio parlato, incapacità di iniziare o sostenere una conversazione,
uso stereotipato e ripetitivo del linguaggio, mancanza di giochi vari di imitazione);
3. Modalità di comportamento, interessi ed attività ristretti, ripetitivi e stereotipati,
incluse stereotipie motorie e manierismi.
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Disturbo Generalizzato dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato
L'ultima categoria utilizzata dal DSM IV è quella del Disturbo Generalizzato
dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato. Questa è una categoria residua con
cui andrebbero diagnosticati tutti quei bambini che pur presentando una grave
e generalizzata compromissione dello sviluppo sociale e relazionale, comportamenti
stereotipati e compromissione della comunicazione verbale e non verbale, non rientrano
in nessuna delle categorie specifiche descritte sopra. In questa categoria viene
compreso anche l'Autismo Atipico dell'ICD 10.
Per gli altri disturbi psicotici dell'infanzia e dell'adolescenza, come quelli
dell'umore o la schizofrenia (che compaiono nella classificazione francese), non
ci sono categorie specifiche separate da quelle valide per l' adulto.
Bibliografia
- Quick Reference to the Diagnostic Criteria from DSM-IV by American Psychiatric Association, Washington D.C.
- Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (DSM-IV) by American Psychiatric Association, Washington D.C.