IL DISTURBO DELLA CONDOTTA |
A cura di Barbara Celani, Psicologia in Movimento |
Caratteristica fondamentale del Disturbo della Condotta, secondo il DSM IV, è una modalità di comportamento ripetitiva e persistente
in cui i diritti fondamentali degli altri oppure le norme o le regole della società
appropriate per l'età adulta vengono violate (Criterio A).
Tali comportamenti si possono così raggruppare:
- condotta aggressiva che causa o minaccia danni fisici ad altre persone o ad
animali (Criteri A1-A7);
- condotta non aggressiva che causa perdita o danneggiamento della proprietà
(Criteri A8-A9), frode o furto (Criteri A10-A12), e gravi violazioni di regole
(Criteri A13-A15).
Tre (o più) comportamenti caratteristici devono essere stati presenti durante
i 12 mesi precedenti, con almeno 1 comportamento presente nei 6 mesi precedenti.
L'anomalia del comportamento causa compromissione clinicamente significativa del
funzionamento sociale, scolastico, o lavorativo (Criterio B).
Nel caso in cui non vengano soddisfatti i criteri per il Disturbo Antisociale di Personalità (Criterio C), il Disturbo della Condotta può essere diagnosticato in soggetti
che hanno più di 18 anni. La modalità di comportamento è solitamente presente
in diversi ambiti - casa, scuola, comunità - ma è spesso minimizzata dai soggetti
stessi: alcuni comportamenti potrebbero anche non venire notati.
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Sottotipi
I soggetti con il Tipo ad Esordio nella Fanciullezza presentano i primi segni del disturbo prima dei 10 anni di età e sono di solito
maschi, mostrano di frequente aggressioni fisiche contro altri, hanno relazioni
disturbate con i coetanei, possono aver avuto un Disturbo Oppositivo Provocatorio nella prima fanciullezza. Questi soggetti hanno maggiori probabilità di avere
un Disturbo della Condotta persistente e di sviluppare un Disturbo Antisociale
di Personalità rispetto ai soggetti con Tipo ad Esordio nell'Adolescenza. Questi ultimi non presentano sintomi fino ai 10 anni di età e hanno probabilità
inferiori di manifestare comportamenti aggressivi e tendono ad avere relazioni
maggiormente adeguate con i compagni, sebbene essi mostrino spesso problemi di
condotta in compagnia di altri.
Come si presenta
Persone con diagnosi di Disturbo della Condotta presentano spesso empatia e attenzione
scarse per sentimenti, bisogni, diritti altrui e possono interpretare i comportamenti
degli altri come minacciosi: ciò rende “giustificata”, ai loro occhi, un’aggressione.
Generalmente non sperimentano sensi di colpa per le proprie azioni, oppure mostrano
un falso rimorso per evitare punizioni. I soggetti con tale disturbo accusano
facilmente gli altri e presentano bassa autostima, rabbia, scarsa tolleranza alle
frustrazioni e spesso una intelligenza al di sotto della media. Può accadere che
si presentino molto precocemente condotte sessuali, uso di alcool, droghe, fumo,
spericolatezza, problemi di adattamento con conseguenti difficoltà nel mondo scolastico
e lavorativo, una maggiore esposizione a incidenti, malattie sessuali, gravidanze
indesiderate, risse.
Indubbiamente, per effettuare una diagnosi di Disturbo della Condotta, è necessario
tener conto del contesto culturale, ambientale, sociale in cui il soggetto vive:
alcuni dei comportamenti descritti per tale disturbo possono essere considerati
normali o addirittura incoraggiati in contesti poveri o pericolosi o in certe
culture.
Il Disturbo della Condotta, specie il Tipo ad Esordio nella Fanciullezza, è molto più comune nei maschi e generalmente si manifesta con aggressività
fisica, furto, vandalismo e problemi di disciplina scolastica. Le femmine con
una diagnosi di Disturbo della Condotta mostrano con maggiori probabilità menzogne,
assenze da scuola, fughe, uso di sostanze, e prostituzione.
Il Disturbo della Condotta può anche essere associato con uno o più dei seguenti
disturbi mentali: Disturbi dell'Apprendimento, Disturbi d'Ansia, Disturbi dell'Umore, e Disturbi Correlati a Sostanze.
Diagnosi differenziale
I soggetti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività presentano spesso comportamenti impulsivi e dirompenti, ma ciò non viola di
per sé le norme societarie appropriate per l'età e quindi di solito non soddisfa
i criteri per il Disturbo della Condotta. Se vengono soddisfatti i criteri per
entrambi i disturbi, si dovrebbero fare entrambe le diagnosi.
Sebbene il Disturbo Oppositivo Provocatorio abbia caratteristiche comuni al Disturbo
della Condotta, come ad esempio il mancato rispetto dell’autorità, esso non include
la modalità persistente delle forme più gravi di comportamento, in cui vengono
violati i diritti fondamentali altrui o le regole considerate appropriate per
l'età. Quando la modalità di comportamento del soggetto soddisfa i criteri di
entrambi i disturbi, la diagnosi di Disturbo della Condotta ha la precedenza e
il Disturbo Oppositivo Provocatorio non viene diagnosticato.
In un Episodio Maniacale, si osservano irritabilità e problemi di condotta, ma
hanno, appunto, carattere episodico e sono presenti altri sintomi peculiari. È
possibile, comunque, effettuare la doppia diagnosi di Disturbo della Condotta
e di Disturbo Bipolare.
In generale, il Disturbo della Condotta viene diagnosticato solo se i problemi
di condotta rappresentano una modalità ripetitiva e persistente associata con
compromissione del funzionamento sociale, scolastico, o lavorativo.
Per i soggetti con più di 18 anni di età, una diagnosi di Disturbo della Condotta
può essere fatta solo se non vengono soddisfatti anche i criteri per il Disturbo
Antisociale di Personalità, la quale infatti, non può essere fatta a soggetti
minorenni.
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Bibliografia
- American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision.Edizione Italiana: Masson, Milano.