IL DISTURBO ISTERICO E ISTRIONICO |
A cura di Monica Barassi, Psicologia in Movimento |
ISTERIA, ISTRIONISMO
Nel passaggio dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali - DSM
II - (American Psychiatric Association, 1968) al DSM III (American Psychiatric
Association, 1980) il disturbo isterico scompare dalla nomenclatura diagnostica della psichiatria americana. Il DSM
III sostituì tale entità diagnostica con il disturbo istrionico di personalità che, suggerisce il manuale, è sinonimo di disturbo isterico di personalità. I criteri diagnostici per il disturbo istrionico di personalità del DSM III
descrivevano in realtà una variante molto più primitiva, molto più impulsiva e
molto meno stabile, che per molti aspetti ricordava il disturbo borderline di personalità. Neanche i criteri diagnostici per la personalità istrionica proposti dal DSM
III R (American Psychiatric Association, 1994) riuscivano a delineare in maniera
completamente soddisfacente il funzionamento ben integrato e di alto livello tipico
della personalità isterica. I criteri del DSM IV hanno aggiunto un nuovo item,
“considera le relazioni più intime di quanto, in realtà, non lo siano”, basandosi su concetti tradizionali e sulle opinioni favorevoli di consulenti
esperti. Anche i nuovi criteri, tuttavia, non colgono appieno le caratteristiche
della personalità isterica. Poiché nella pratica clinica si incontrano sia il disturbo isterico di personalità con un livello di funzionamento elevato, sia il più primitivo disturbo istrionico di personalità, entrambi saranno considerati in questo testo, tracciando distinzioni clinicamente
utili.
A tal proposito, si ritiene utile elencare qui di seguito, la tabella contenente
i criteri diagnostici del DSM IV per il disturbo istrionico di personalità:
Tabella: Criteri diagnostici del DSM IV per il disturbo istrionico di personalità
Un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione, che compare
entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato
da cinque (o più) dei seguenti elementi:
1) è a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione;
2) l’interazione con gli altri è spesso caratterizzata da comportamento sessualmente
seducente o provocante;
3) manifesta un’espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale;
4) costantemente utilizza l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé;
5) lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e privo di dettagli;
6) mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione esagerata delle emozioni;
7) è suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze;
8) considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente.
Disturbo isterico vs istrionico
La natura fortemente ateoretica dei criteri per disturbi di personalità nel DSM
IV è particolarmente problematica quando si considerano pazienti con tendenze
istrioniche. Per la comprensione dei problemi di questo eterogeneo gruppo di pazienti,
una considerevole fonte di confusione è stata la tendenza a fare riferimento alle
caratteristiche del comportamento, invece che alla comprensione psicodinamica
del problema. Un’ulteriore sorgente di confusione è che il termine isterico è stato usato non soltanto per descrivere un disturbo di personalità, ma anche
per riferirsi ad una malattia prevalentemente femminile, caratterizzata da frequente
ricorso alla chirurgia e da molteplici lamentele somatiche.
La prima condizione, conosciuta come isteria di Briquet o sindrome di Briquet, è attualmente inserita nell’ambito del disturbo da somatizzazione del DSM IV,
mentre i sintomi di conversione si possono ora ritrovare sull’asse I come disturbo
di conversione. Sebbene i sintomi di conversione possano essere riscontrati in
pazienti con disturbo isterico di personalità, possono essere presenti anche in
diverse altre diagnosi del carattere. La moderna letteratura ha visto una convergenza
di opinioni sull’esistenza di pazienti isterici sani e malati. All’interno di tale concettualizzazione ci si riferisce al gruppo sano in termini di disturbi isterici di personalità e al gruppo più disturbato in termini di disturbi istrionici di personalità. Per alcuni autori questi gruppi rappresentano gradazioni lungo un continuum, per altri autori sono entità diagnostiche distinte. Ciò che sembra accomunare
i soggetti isterici e istrionici è una sovrapposizione nelle caratteristiche apparenti del comportamento, come emotività labile e superficiale, ricerca di attenzione, disturbi della
funzione sessuale, dipendenza, impotenza e autodrammatizzazione. Queste prerogative
hanno finito con l’essere associate all’uso del termine isterico da parte del profano per caratterizzare una ipereattività drammatizzata. Il paradosso è che queste caratteristiche sono molto più tipiche dei pazienti
istrionici che non dei pazienti isterici. La letteratura che distingue i due gruppi
può essere riassunta elencando le caratteristiche che permettono di differenziare
il disturbo isterico di personalità dal disturbo istrionico di personalità. Ecco
di seguito uno schema riassuntivo dei criteri secondo il DSM IV.
Disturbo isterico di personalità
1) Emotività ristretta e circoscritta;
2) Esibizionismo sessuale e bisogno di essere amati;
3) Buon controllo degli impulsi;
4) Seduttività sottilmente attraente;
5) Ambizione e competitività;
6) Mature relazioni d’oggetti triangolari;
7) Le separazioni dagli oggetti d’amore possono essere tollerate;
8) Super-io rigido e alcune difese ossessive;
9) I desideri sessuali nel transfert si sviluppano gradualmente e sono considerati
irrealistici.
Disturbo istrionico di personalità
1) Emotività florida e generalizzata;
2) Esibizionismo avido con un aspetto esigente, orale che è freddo e meno partecipe;
3) Impulsività generalizzata;
4) Seduttività cruda, inadeguata e distanziante;
5) Afinalismo e impotenza;
6) Primitive diadiche relazioni d’oggetto caratterizzate da adesività, masochismo,
paranoia.
La personalità istrionica è più florida di quella isterica praticamente da tutti i punti di vista. Tutti i sintomi indicati dai criteri
del DSM IV risultano più marcati nel soggetto istrionico. Maggiore labilità affettiva,
maggiore impulsività e seduttività più scoperta sono tutti elementi che lo caratterizzano.
Il loro bisogno esigente di essere al centro ed esibizionistico di essere costantemente
al centro dell’attenzione può anche allontanare gli altri a causa della sua natura
eccessiva. Al contrario, gli individui con un vero disturbo isterico di personalità
possono essere teatrali ed esibizionistici in modo più discreto e accattivante.
Inoltre, secondo lo studioso Wallerstein (1980-81) un gruppo abbastanza numeroso
di isterici di alto livello è costituito da soggetti per nulla teatrali ed esibizionistici
e a volte francamente timidi. Wallerstein ha sottolineato in maniera persuasiva
come il fatto di considerare più i comportamenti manifesti che le dinamiche sottostanti
possa condurre a errori diagnostici. I pazienti con un disturbo isterico di personalità
hanno spesso un ragionevole successo nel lavoro e dimostrano ambizione e una costruttiva
competitività. Questa attiva capacità può essere contrapposta ai tipici aspetti
di afinalismo, impotenza, dipendenza che impediscono ai pazienti istrionici di
aver successo, tranne nel senso di manipolare passivamente gli altri affinché
vengano incontro ai loro bisogni. Mentre il vero paziente isterico ha raggiunto
una relazione matura con un oggetto interno caratterizzata da tematiche edipiche
triangolari ed è stato in grado di strutturare relazioni significative con entrambi
i genitori, il paziente istrionico è fermo ad un livello diadico di relazione
d’oggetto più primitivo, spesso caratterizzato da eccessivo attaccamento, masochismo
e paranoia. Quando i pazienti isterici iniziano una psicoterapia, i desideri transferali
sessualizzati si sviluppano gradualmente nell’arco di un considerevole periodo
di tempo e sono considerati generalmente irrealistici dagli stessi pazienti. I
pazienti istrionici, al contrario, sviluppano quasi immediatamente desideri di
un intenso transfert erotico e spesso considerano questi desideri aspettative
realistiche. Quando i desideri vengono frustrati, il paziente può divenire furibondo
con il terapeuta per il fatto di non venire più gratificato. La capacità del paziente
isterico di differenziare l’alleanza terapeutica dai sentimenti di transfert è
profondamente connessa alla capacità di separare la realtà interna da quella esterna,
funzione egoica che è compromessa nel paziente istrionico.
Stile cognitivo e meccanismi di difesa
Lo stile cognitivo impressionistico è complementare ai due principali meccanismi di difesa della personalità isterica: rimozione e diniego. La rimozione è facilitata da questo stile cognitivo a causa della lacunosa
ritenzione dei fatti da parte del paziente e della sua conseguente eccentrica
rievocazione dei fatti impressionistica e poco precisa. A causa della labilità
dell’attenzione aspetti della realtà sono altresì disconosciuti, in linea col
meccanismo di difesa del diniego. Un tempo questo atteggiamento era definito come
la belle indifference dell’isteria, intendendo con questo termine l’apparente mancanza di preoccupazione
per i propri sintomi mostrata dai pazienti. D’altra parte, a questa inibizione
dell’attivazione emozionale spesso si alternano eccessi di emotività che può essere
considerata essa stessa un ultimo meccanismo di difesa utilizzato dai pazienti
isterici ed istrionici. Infatti, diventando intensamente, ma molto superficialmente
emotivo, il paziente può difendersi dagli affetti più profondi e sinceri che desidera
evitare: il paziente si impedisce in questo modo di entrare in contatto con qualunque
stato o atteggiamento affettivo autentico nei confronti di sé e degli altri. Da
un punto di vista più strettamente psicodinamico, si è potuto verificare come
i pazienti con stili di personalità isterica o istrionica tendono a trovarsi in
difficoltà in due delle classiche fasi dello sviluppo psicosessuale: in genere
sono soggetti che hanno un’esperienza di relativa privazione materna durante la
fase orale ed hanno difficoltà a risolvere la situazione edipica ed emergere con
una chiara identità sessuale. Il paziente istrionico ha maggiori difficoltà in
una fase più precoce dello sviluppo psicosessuale, mentre il paziente isterico
è fissato ad una fase più tardiva
Il trattamento
I pazienti con disturbo isterico di personalità generalmente rispondono bene
alla psicoterapia individuale. Sebbene alcuni pazienti con disturbo isterico di personalità possano presentare
un sintomo discreto, come una disfunzione sessuale, più comunemente essi entrano
in psicoterapia a causa di un’insoddisfazione generale nelle loro modalità relazionali.
L’evento precipitante può essere la rottura di un matrimonio o di una storia d’amore.
Essi possono anche provare dei vaghi sentimenti di depressione o di ansia in relazione
a delle delusioni con il partner attuale. Il paziente con disturbo isterico di
personalità si lega facilmente al terapeuta e sviluppa rapidamente un’alleanza
terapeutica in cui il terapeuta è percepito come utile. I pazienti isterici spesso
iniziano la psicoterapia con un’aspettativa inconscia che il terapeuta sia in
grado di comprenderli in maniera intuitiva, non verbale e generalmente senza conoscere
i dettagli del loro mondo intrapsichico. I terapeuti, affrontando questa aspettativa,
devono realisticamente far sì che i loro pazienti si rendano conto che l’unico
modo che essi hanno per poter sviluppare la comprensione è quello di avere da
parte dei pazienti un racconto dettagliato della loro esperienza interna. Tanto
prima il terapeuta avrà stabilito la necessità di dettagli, tanto più sarà probabile
che il paziente faccia i conti con la propria condiscendenza. I pazienti isterici
non sono abituati a pensare in tali termini e il terapeuta può aspettarsi risposte
del tipo “non so”. Il terapeuta deve aiutare, ripetute volte, il paziente ad apprendere
come riflettere invece di riportare semplicemente un sentimento vago. I terapeuti
possono così richiamare l’attenzione del paziente sulla vaghezza della percezione
e interpretare le ragioni difensive del non voler riconoscere pienamente certi
pensieri o sentimenti.
L’esperienza interna del paziente isterico è spesso quella di essere come una
foglia al vento colpita da potenti stati affettivi. Vi può essere una completa
rimozione delle idee che connettono un sentimento a un altro. Stimolando il paziente
isterico a riflettere e a occuparsi in dettaglio della realtà interna ed esterna,
il terapeuta aiuta il paziente a recuperare le connessioni idetiche tra i sentimenti.
Come hanno notato alcuni autori, una parte di questo processo coinvolge l’insegnare
al soggetto isterico a sentire più in profondità e più genuinamente. I sentimenti
superficiali e poco profondi rappresentano una difesa nei confronti di affetti
vissuti in modo più disturbante. Quando i pazienti isterici identificano i loro
sentimenti, i loro atteggiamenti e i loro stati idetici, sviluppano un maggior
sentimento di sé come agente in interazione attiva con l’ambiente anziché avere
il senso di un Sé-vittima-passiva dell’ambiente. I pazienti isterici spesso fanno
esperienza di fantasie e immagini visive vivide, ma non le traducono in parole
a meno che il terapeuta non li aiuti in tale processo. Così, i terapeuti aiutano
i loro pazienti a identificare ciò che essi vogliono e sentono.
Il lavoro terapeutico all’interno del transfert è il principale veicolo di cambiamento.
I problemi che i pazienti incontrano nelle relazioni esterne alla terapia saranno
riprodotti all’interno del transfert. Alcuni autori si sono mostrati alquanto
ottimisti nei confronti della sensibilità dei pazienti istrionici ad alto funzionamento
alle psicoterapie a orientamento psicoanalitico. Hanno infatti riportato che questi
pazienti riescono a sviluppare facilmente un’alleanza terapeutica e a percepire
la terapia come utile. D’altra parte, però, ritengono che il trattamento per gli
individui a basso funzionamento debba implicare l’utilizzo delle strategie adottate
nel trattamento degli individui con Disturbo Borderline di Personalità. Altri sostengono che la dinamica di base presente in tutte le manifestazioni
del Disturbo Istrionico di Personalità sia l’eccessivo e irrisolto tentativo di
avere soddisfatti, da qualcun altro, tutti i propri bisogni. L’obiettivo generale
della terapia dinamica è esaminare l’origine di questa caratteristica ed esplorare
le strategie nevrotiche (per es. la seduzione, la collera d’interferenza, il fascino
o il pensiero illogico) utilizzate da questi individui per soddisfare i propri
bisogni.
Bibliografia
- Quick Reference to the Diagnostic Criteria from DSM-IV by American Psychiatric Association, Washington D.C., 1994-1995
- Gabbard Glen O. (2000), Psychodynamic Psychiatry in Clinical Practice, American Psychiatry Press, Inc.(trad. it. Psichiatria psicodinamica, Raffaello
Cortina Editore, Milano, 2002)
ISTERIA, ISTRIONISMO