IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO |
A cura di Monica Barassi, Psicologia in Movimento |
Secondo la classificazione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi
Mentali dell'American Psychiatric Association (DSM-IV, 1995), la caratteristica
fondamentale del Disturbo Oppositivo Provocatorio è una modalità ricorrente di comportamento provocatorio, negativistico, disobbediente
ed ostile nei confronti delle figure dotate di autorità che persiste per almeno
6 mesi (Criterio A) ed è caratterizzato da frequente insorgenza di almeno uno
dei seguenti comportamenti: perdita di controllo (Criterio A1), litigi con gli
adulti (Criterio A2), opposizione attiva o rifiuto di rispettare richieste o regole
degli adulti (Criterio A3), azioni deliberate che danno fastidio agli altri (Criterio
A4), accusare gli altri dei propri sbagli o del proprio cattivo comportamento
(Criterio A5), essere suscettibile o facilmente infastidito dagli altri (Criterio
A6), essere collerico e risentirsi (Criterio A7), o essere dispettoso o vendicativo
(Criterio A8).
Per definire il Disturbo Oppositivo Provocatorio, i comportamenti devono manifestarsi
più frequentemente rispetto a quanto si osserva tipicamente nei soggetti di età
e livello di sviluppo paragonabili e devono comportare una significativa compromissione
del funzionamento sociale, scolastico, o lavorativo (Criterio B). La diagnosi
non viene fatta se l'anomalia del comportamento si manifesta esclusivamente durante
il decorso di un Disturbo Psicotico o dell'Umore (Criterio C), o se risultano
soddisfatti i criteri per il Disturbo della condotta o per il Disturbo Antisociale di Personalità (in un soggetto con più di 18 anni).
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Le manifestazioni del disturbo sono quasi invariabilmente presenti nell'ambiente familiare, ma possono non essere evidenti a scuola o nella comunità. I sintomi del disturbo sono tipicamente più evidenti nelle interazioni con gli adulti o i coetanei che il soggetto conosce bene e possono quindi non manifestarsi durante l'esame clinico. Di solito i soggetti con questo disturbo non si considerano oppositivi o provocatori, ma giustificano il proprio comportamento come una risposta a richieste o circostanze irragionevoli.
Manifestazioni e disturbi associati
Le manifestazioni e i disturbi associati variano in funzione dell'età del soggetto
e della gravità del Disturbo Oppositivo Provocatorio. Nei maschi, si è visto che
il disturbo ha maggiore prevalenza tra coloro che, nell'età prescolare, hanno
temperamenti problematici (per es. alta reattività, difficoltà ad essere tranquillizzati)
o intensa attività motoria. Durante l'età scolare, possono esservi scarsa autostima,
labilità d'umore, scarsa tolleranza alla frustrazione, tendenza ad imprecare,
e uso precoce di alcool, tabacco e sostanze illecite. Vi sono spesso conflitti
con i genitori, gli insegnanti, e i coetanei. Può esservi un circolo vizioso in
cui il genitore e il bambino mettono in evidenza l'uno la parte peggiore dell'altro.
Il Disturbo Oppositivo Provocatorio ha maggiore prevalenza nelle famiglie in cui
l'accudimento del bambino è turbato da un susseguirsi di diverse persone preposte
all'accudimento stesso, o in famiglie in cui sono comuni pratiche educative rigide,
incoerenti, o distratte. Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività è comune
nei bambini con Disturbo Oppositivo Provocatorio. Anche i Disturbi dell'Apprendimento e della Comunicazione tendono ad essere associati al Disturbo Oppositivo Provocatorio.
Caratteristiche specifiche di età e di genere
Dal momento che un comportamento oppositivo transitorio è molto comune nei bambini
in età prescolare e negli adolescenti, si dovrebbe usare cautela nel fare la diagnosi
di Disturbo Oppositivo Provocatorio specie durante questi periodi di sviluppo.
Il numero dei sintomi di opposizione tende ad aumentare con l'età. Il disturbo
ha maggiore prevalenza tra i maschi che tra le femmine in epoca prepuberale, ma
le percentuali sono probabilmente uguali dopo la pubertà. I sintomi sono di solito
simili in entrambi i generi, tranne per il fatto che i maschi possono avere un
comportamento con maggiore tendenza al confronto e sintomi più persistenti.
Decorso
Il Disturbo Oppositivo Provocatorio diviene di solito evidente prima degli 8
anni di età e di solito non più tardi dell'adolescenza. I sintomi di opposizione
spesso emergono nell'ambiente familiare ma col tempo possono comparire anche in
altri contesti. L'esordio è tipicamente graduale, e di solito avviene nel corso
di mesi o anni. In una quantità significativa di casi, il Disturbo Oppositivo
Provocatorio precede lo sviluppo del Disturbo della Condotta.
Familiarità
Il Disturbo Oppositivo Provocatorio sembra essere più comune nelle famiglie in
cui almeno un genitore ha una storia di Disturbo dell'Umore, Disturbo Oppositivo
Provocatorio, Disturbo della Condotta, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività,
Disturbo Antisociale di Personalità, o Disturbo Correlato a Sostanze. Inoltre,
alcuni studi suggeriscono che le madri con un Disturbo Depressivo hanno maggiori
probabilità di avere bambini con comportamento oppositivo, ma non è chiaro fino
a che punto la depressione materna derivi dal comportamento oppositivo nei bambini
oppure ne sia la causa. Il Disturbo Oppositivo Provocatorio è più comune nelle
famiglie in cui vi è un grave disaccordo coniugale.
Diagnosi differenziale
I comportamenti dirompenti dei soggetti con Disturbo Oppositivo Provocatorio
sono di natura meno grave rispetto a quelli dei soggetti con Disturbo della Condotta
e tipicamente non includono aggressioni contro persone o animali, distruzione
di proprietà, o l'abitudine al furto o alla frode. Dal momento che tutte le caratteristiche
del Disturbo Oppositivo Provocatorio sono di solito presenti nel Disturbo della
Condotta, il Disturbo Oppositivo Provocatorio non viene diagnosticato se risultano
soddisfatti i criteri per il Disturbo della Condotta.
Il comportamento oppositivo è una caratteristica comunemente associata ai Disturbi
dell'Umore e ai Disturbi Psicotici che si presentano nei bambini e negli adolescenti
e non dovrebbe essere diagnosticato separatamente se i sintomi insorgono esclusivamente
durante il decorso di un Disturbo dell'Umore o di un Disturbo Psicotico.
I comportamenti oppositivi devono anche essere distinti dal comportamento dirompente
che deriva dalla disattenzione e dall'impulsività nel Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.
Quando i due disturbi insorgono contemporaneamente, si dovrebbero fare entrambe
le diagnosi.
Il comportamento oppositivo è una tipica caratteristica di certi stadi di sviluppo
(per es., prima fanciullezza e adolescenza). Una diagnosi di Disturbo Oppositivo
Provocatorio dovrebbe essere presa in considerazione solo se i comportamenti si
manifestano più frequentemente e hanno conseguenze più gravi rispetto a quelli
tipicamente osservati in altri soggetti con livello di sviluppo paragonabile e
portano a significativa compromissione del funzionamento sociale, scolastico o
lavorativo. Una nuova insorgenza di comportamenti oppositivi nell'adolescenza
può essere dovuta al normale processo di individuazione.
Bibliografia
- Quick Reference to the Diagnostic Criteria from DSM-IV by American Psychiatric Association, Washington D.C.
- Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (DSM-IV) by American Psychiatric Association, Washington D.C.