GRAFOANALISI
Chissà quante persone sono curiose di conoscere il significato del disegno del
proprio figlio: perché disegna sempre robot? Che cosa significano quel cerchietto
sopra le “i”, che scrive la propria moglie? E quelle “l” così lunghe che fa il
proprio marito?
L’uomo è un essere curioso, sempre alla ricerca di strumenti o test in grado
di raccontare qualcosa in più sulla sua personalità. Si direbbe che è nella sua
natura essere affascinati da qualcosa o da qualcuno capace di interpretare il
comportamento umano. Molti osservano il modo in cui si cammina, si parla, la gestualità,
la mimica facciale (il linguaggio non verbale), e riesce a dare delle corrette interpretazioni. Ma uno degli strumenti più
affascinanti capaci di “leggere” l’individuo, è sicuramente è la scrittura seguita
da scarabocchi e disegni.
Scrittura, disegni e scarabocchi rappresentano una vera e propria fonte d’informazioni
legate a chi li ha tracciati su un foglio, e possono essere molto utili per interpretare,
in modo utile, costruttivo i tratti del carattere magari meno noti o semplicemente
più nascosti di ciascun individuo.
È bene, prima di tutto, specificare la differenza tra grafologia e grafoanalisi, perché la somiglianza tra i due nomi potrebbe indurre ad una confusione interpretativa.
Si tratta, invece, di due discipline diverse.
La grafologia studia le caratteristiche idiografiche dell’uomo, grazie alla comparazione di più scritti originali i quali sono consegnati
al grafologo che li sottoporrà a un lungo studio, attraverso il quale verranno
messe in correlazione le varie caratteristiche grafiche con i diversi comportamenti,
basandosi sull’impostazione data dalla scuola morettina.
La grafoanalisi parte, o meglio si origina, dalla grafologia ma si distanzia grazie ad una vera
e propria impostazione di tipo psicoanalitico di base. In questa specifica disciplina facente parte della testologia, si analizza la scrittura in modo molto approfondito interpretandola come una
proiezione delle manifestazioni emotive più intrinseche. Ecco il motivo per cui
si ha una potenziale applicazione sia a livello psicologico sia a livello pedagogico,
della medesima.
I concetti elementari e di base, dai quali si parte per poi affrontare una corretta
interpretazione grafoanalitica, sono quelli classici della psicoanalisi: il conscio, il subconscio e l’inconscio, supportati dall’apparato psichico freudiano (Io, Super Io, e Es). A essi sono ovviamente collegati i vari meccanismi di difesa, per mezzo dei quali il conflitto tra Es e Super Io, si attenua attraverso:
rimozione, regressione, isolamento, compensazione nell’attivismo, sublimazione
e reattività.
Tutti questi meccanismi sono ben visibili in ciò che si scrive, grazie a piccoli
e grandi segni che la mano, quando scrive, lascia sul foglio.
Per tutti questi e altri motivi, la grafoanalisi non va vista come una scienza
occulta, come qualcosa di difficile da interpretare o peggio come qualcosa di
poco utile, poiché da essa si possono ricavare innumerevoli informazioni fruibili
per aiutare anche la persona e migliorare parte del suo carattere e, nel caso
dei disegni infantili, l’utilità è sicuramente volta anche per evidenziare eventuali
problematiche, disagi, ostacoli che nel vissuto del bambino possono creare le
più diverse difficoltà. Uno strumento quindi da usare con professionalità, attenzione
e sempre nel rispetto della persona che si sottopone a tale analisi.
Si tratta di una vera e propria tecnica pratica, attraverso la quale è possibile
venire a conoscenza della personalità dello scrivente, e delle relazioni tra psiche
e dinamicità scrittoria.
La scrittura è dunque un vero e proprio test proiettivo e come tale va interpretato, poiché offre la possibilità di mettere in correlazione
la grafia, quindi lo scritto della persona con le sue emozioni, i vissuti, la
psiche ecc.
Esaminare la scrittura, o un disegno implica molto tempo, pazienza, conoscenze,
professionalità e non può essere fatto velocemente. La diagnosi si basa sullo
studio della scrittura originale e non fotocopiato e implica misurazioni precise, capacità di osservazioni, applicazione
metodologica.
Attraverso un’osservazione e uno studio grafoanalitico si considerano la pressione scrittoria, l’intensità, il calibro, l’inclinazione, tutti i più piccoli segni grafici, gli allunghi superiori e inferiori, la spigolosità o rotondità delle lettere tracciate sul foglio, gli spazi lasciati nelle diverse parti del foglio, insomma nulla è lasciato al caso o
tralasciato, anche le più piccole tracce, segni hanno un loro significato, il
quale va sempre inserito nel contesto di un’analisi globale.
Perché è interessante la grafoanalisi?
Perché tutti sono interessati a conoscersi meglio e a conoscere meglio le persone
vicine, sia quelle più intime (i familiari), sia gli amici, i conoscenti e - perché
no - anche i colleghi.
L’applicazione della grafoanalisi è molto estesa, da quella prettamente personale
volta al miglioramento del sé, a quella di coppia, utile per risolvere o prevenire
eventuali dinamiche che potrebbero portare a incomprensioni, diatribe, ecc. In
ambito lavorativo trova un’applicazione nel settore della selezione del personale,
poiché permette di valutare pregi e difetti, propensioni a lavorare in gruppo,
capacità di raggiungere un obiettivo, resistenza allo stress, determinazione,
qualità tipiche di leader, resistenza ecc. Un’altra applicazione della grafoanalisi
è di valutare in ambito prettamente pedagogico lo stato emotivo e gli eventuali
problemi o disagi di un bambino.
Partendo dal presupposto che la grafoanalisi si basa sui più saldi contenuti
teorici della psicoanalisi, con un interessante livello di attendibilità (anche
se molti esponenti delle comunità scientifiche sostengono il contrario), l’utilizzo
integrato di un test proiettivo quale la scrittura, affiancato alla valutazione di un disegno e una consulenza di tipo psicologico possono, nella loro completezza, dare un quadro davvero interessante e approfondito
legato alla personalità dello scrivente.
Come spesso succede, in ambito medico scientifico, l’unione di più discipline
permette una valutazione più approfondita.
Cenni storici
Il padre della grafoanalisi, o per meglio dire della grafologia dalla quale poi
la grafoanalisi si è evoluta e sviluppata, è stato Max Pulver, nato a Berna nel
1889 e morto nel 1952, uomo di cultura non solo psicologica ma anche filosofica.
Tra i suoi amici più importanti si annoverano Freud e Jung; fu fondatore e Presidente
della Schweizerische Graphologische Gesellschaft (S.G.G.). Evidenziò come dall’analisi
della scrittura si potesse costruire, tracciare appunto, un quadro sulla personalità
dello scrivente.
Tra i concetti più importanti c’era il simbolismo spaziale, dai forti legami antropologici e storici, che parte dal presupposto che nella
scrittura, con ovvie e naturali variabili culturali, esistano dei segni grafici
che persistono da quando l’uomo imparò a scrivere. Per fare qualche semplice e
indicativo esempio: la parte alta (gli allunghi superiori) è legata alla spiritualità, alla ricerca di qualcosa di “superiore” a interessi
culturali elevati ecc. Gli allunghi inferiori invece sono legati alla parte istintuale, alla notte, a qualcosa di oscuro, alle
emozioni più nascoste ecc.
La pendenza verso destra indica quasi sempre la ricerca dell’altro, il padre, l’estroversione, la ricerca
di contatti umani ecc. La scrittura piegata verso sinistra indica invece la madre, il passato, la chiusura, l’introversione, la paura di
procedere guardando verso il futuro, ma anche la ricerca di protezione e di rassicurazione.
Altre osservazioni sono ad esempio collegate allo spazio del foglio che lo scrivente ha occupato, ai margini, alla pendenza rispetto alle righe (una
scrittura che “cade” verso il basso del foglio, è spesso sintomatica di tristezza,
depressione, ecc), questi come altri elementi vanno studiati e messi in correlazione
per costruire un quadro completo e utile per dare un’interpretazione.
Nella scrittura si devono necessariamente operare delle osservazioni supportate
da misurazioni e per fare ciò viene incontro uno specifico strumento utilizzato
dai grafoanalisti consistente in una lente d’ingrandimento millimetrica, la quale aiuta a misurare e fare i dovuti calcoli e medie legate alle lettere,
al calibro di ciascuna, alla distanza tra singole lettere e tra una parola e l’altra
(osservazioni analoghe vengono effettuate anche nel caso dei disegni infantili).
Il foglio rappresenta sempre l’ambiente nel quale l’individuo vive, il suo spazio,
ciò che lo circonda; il disegno diventa quindi un vero e proprio test proiettivo,
basti pensare ai test più famosi, come il test dell’albero o il test della famiglia, o ancora il test della figura umana, per cui si chiede di disegnare soggetti predefiniti, si osserva l’elaborato
e si procede poi con l’interpretazione.
Anche nel caso del disegno esistono decine di simboli. La figura umana, ad esempio
e qualsiasi parte del corpo umano che il bambino disegna ha uno specifico significato
ed è necessario saperla leggere opportunamente. Se un bambino disegna una figura
umana con delle mani molto grandi, quest’ultime possono avere una duplice interpretazione.
Le mani, infatti, servono per accarezzare, per giocare ma anche per fare del male.
Ecco quindi che il tutto dovrà essere inserito in uno specifico quadro interpretativo,
che prenda in considerazione anche altri elementi grafici.
Un bambino che disegna calcando decisamente in modo forte sul foglio, dimostra
di avere una buona energia vitale, ma se arriva a bucare il foglio, ciò è un eccesso
sintomatico di qualcosa che va analizzato in correlazione con altri caratteri
grafici, come ad esempio la scelta dei colori.
In generale, la pressione è una dei primi segni grafici che si va a osservare poiché indicativa della
salute fisica e mentale, dell’energia del soggetto, del suo modo di reagire alla
vita e alle sorprese che questa gli propone nel quotidiano.
Un altro esempio: un bambino che disegna spesso robot, al di là dell’essere magari
influenzato da un particolare cartone animato che vuole “copiare”, come va interpretato?
Indicativamente si tratterà di un bambino con un buon senso pratico, solido e
operoso, ma al tempo stesso potrebbe nascondere sotto la “metallicità” una sorta
di distacco dal mondo dei grandi, con manifestazioni a volte troppo reattive che
nascondono un bisogno di equilibrio e di maggiore affetto.
Il mondo della scrittura e del disegno sono affascinanti perché il semplice e
comune comportamento scrittorio, insito desiderio ancestrale della natura umana,
di rappresentazione grafica del sé, permane indipendentemente dal passare del
tempo e può essere quindi colto ed interpretato in qualsiasi momento, riservando
spesso vere e proprie sorprese.
Bibliografia
- Brenner Ch., Breve Corso di psicoanalisi, ed: Martinelli Firenze
- Cimini e Maero M., Arte e scrittura due espressioni della realtà interiore dell’uomo, ed A.I.G.E.E. Torino 1990
- Corman L., Il disegno della famiglia: test per bambini, Boringhieri, Torino, 1978.
- Quaglia, R., Il disegno infantile, Giunti, Firenze 1995
- Crotti, E., Come interpretare gli scarabocchi, Red edizioni Novara 1996.
|
Sei un genitore che vuole conoscere meglio il proprio bambino (età 2-6 anni)
anche dai suoi disegni?
Benessere.com ti offre la possibilità di avere una consulenza grafoanalitica.
Vedi >
|
GRAFOANALISI