DISABILITA' MOTORIE
La disabilità motoria, che in Italia interessa oltre un milione di persone, comprende un’ampia varietà di condizioni. Di fatto il movimento può essere danneggiato in uno degli aspetti che lo caratterizzano e precisamente: il tono muscolare, la postura, la coordinazione e la prassia. Con il termine tono muscolare si intende l’attività del muscolo che si mantiene e si adatta ai bisogni delle
azioni da svolgere che si realizzano grazie alle cellule nervose che innervano
il muscolo.
Il movimento può essere concepito sia come un corpo in azione impegnato nel perseguimento
di un fine sia come un corpo in azione che si relaziona con l’ambiente. Affinché
il movimento sia illeso sono dunque necessarie sia l’integrità delle diverse vie
motrici (vie piramidali, extrapiramidali e cerebellari), sia l’integrità del “dialogo
tonico” con l’ambiente circostante e della dimensione affettiva che questa presuppone.
Le encefalopatie sono un gruppo di affezioni sia di origine genetica (anomalie cromosomiche, genetiche, ereditarie) sia di origine acquisita all’inizio della gravidanza (embriopatia) o più tardiva (fetopatia). I sintomi motori comuni a tutti i tipi di encefalopatie sono: il tremore, od oscillazioni ritmiche di una parte del corpo causate dall’azione alternata di gruppi muscolari tra loro antagonisti; l’atrofia muscolare che indica la perdita di forma, tonicità e funzione di alcuni gruppi muscolari; e la mioclonia che è una breve e involontaria contrazione di un muscolo o di un gruppo di muscoli non sempre patologica (come nel caso del singhiozzo) a meno che non sia persistente. Nell’ambito del secondo gruppo di patologie della condotta motoria ricordiamo innanzitutto la disgrafia. Lo studio clinico della disgrafia, che comporta una qualità della scrittura insufficiente in assenza di qualsiasi deficit neurologico o intellettivo, mostra spesso la presenza di disordini dell’organizzazione motoria (impaccio motorio, disprassia e instabilità) e disordini spazio-temporali caratterizzati da disturbi nella coordinazione del gesto. Di fatto, la mano dei bambini affetti da disgrafia scorre in modo disarmonico e con fatica. L’impugnatura della penna è spesso scorretta, provocando una pressione della mano sul foglio non adeguata e lasciando spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole. Non è ancora chiara l’eziologia di questa patologia visto che in essa sono implicati sia la motricità sia il rapporto del bambino con il suo apprendimento scolastico e il significato che esso può assumere nell’ambito della sua dinamica familiare e scolastica. Per impaccio motorio si intende una serie di gesti goffi e pesanti o un’impossibilità a ottenere un rilassamento muscolare attivo che può arrivare a una contrazione cerea e a un irrigidimento degli arti tipici della catalessia. Anche in questo caso, è difficile rintracciare le cause eziologiche. Così se qualche studioso pensa a un’origine organica che implica un arresto dello sviluppo del sistema piramidale, altre autorevoli testimonianze riconducono la goffiaggine dei gesti a un significato nevrotico e a un’emotività invasiva.
Le disprassie motorie sono delle perturbazioni nell’organizzazione dello schema corporeo e della rappresentazione spazio-temporale. In questi casi il movimento appare scoordinato e maldestro, tanto da rendere deficitarie azioni come vestirsi, allacciarsi le scarpe, battere le mani, ecc. Nella disprassia gli esami neurologici sono quasi sempre normali, per cui le disabilità motorie sono spesso attribuite a consistenti problematiche psicologiche. Secondo Charcot “I tic consistono nell’esecuzione improvvisa ed imperiosa, involontaria ed assurda, di movimenti ripetuti che rappresentano spesso una caricatura di un atto naturale”. Tra i più frequenti vi sono quelli a carico del viso come l’aggrottamento delle sopracciglia, smorfie, sbattere le palpebre, movimenti del mento, senza dimenticare il sollevamento delle spalle o i tic respiratori come il tossicchiare, lo storcere o il soffiare il naso. Normalmente l’esecuzione del tic nervoso rappresenta il raggiungimento di un sollievo subito dopo un forte vissuto di disagio o ansia. Durante tali situazioni, in queste persone sono spesso presenti sensazioni di vergogna o di colpa per affrontare le quali adottano la tattica di scaricare la tensione con una condotta motoria afinalistica. I tic nervosi di per sé non sono una patologia inabilitante fatta eccezione per alcuni casi. Tra questi ricordiamo la malattia di Gilles de la Tourette che si caratterizza per l’associazione: di tic numerosi, ricorrenti, ripetitivi, rapidi e localizzati più spesso al viso e agli arti superiori; e di tic vocali multipli sotto forma di coprolalia (linguaggio scurrile), ecolalia (ripetizione a eco di ciò che dice l’interlocutore), grugniti, tirate su con il naso, latrati, ecc. Tale sindrome comporta numerose implicazioni a carattere sociale, disturbi psicologici e un quadro neurofisiologico alterato. Aleksandr Lurija in una lettera scritta a Oliver Sacks disse a proposito dei tourettiani "La comprensione di una tale sindrome amplierà necessariamente, e di molto, la nostra comprensione della natura umana in generale. Non conosco alcun altra sindrome che abbia un interesse paragonabile". La prevenzione
Cure e trattamenti
Bibliografia:
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