INVECCHIARE BENE ...ANZI, MOLTO BENE !
L'invecchiamento è un processo che interessa tutti gli organismi viventi e che
comporta modificazioni biologiche. Nell'uomo si assiste a tali modificazioni del
corpo e delle sue funzioni, seguite da un processo di adattamento psicofisico,
già dopo i 30 anni; il fenomeno è graduale e progressivo, anche se variabile per
ogni individuo. Tuttavia la vecchiaia può assumere un significato positivo e può
essere vissuta nel modo giusto ...non è soltanto il momento della saggezza, ma
può essere anche quello della creatività.
L'invecchiamento fisico
L'aumento della popolazione anziana rappresenta un fenomeno importante della nostra società. Rispetto al passato
non è variata la durata massima della vita umana, ma quello che si è modificato
drasticamente è la percentuale degli individui che raggiungono l'età avanzata.
Il numero di anziani in Italia di età compresa fra i 65 e 74 anni è 8 volte maggiore
rispetto l'inizio del secolo scorso, mentre gli anziani con età superiore a 85
anni sono aumentati di oltre 24 volte. A conferma di ciò studi compiuti in America,
sempre nel secolo scorso, stimavano che solo il 2% della popolazione superasse
i 65 anni, mentre attualmente la percentuale è dell'11%, e questa percentuale
è destinata ad aumentare. Gli anziani sono sempre più numerosi e raggiungono la
vecchiaia in migliori condizioni di salute, merito del progresso sia delle conoscenze
scientifiche (riduzione della mortalità per malattie infettive) che delle condizioni
socio-economiche (miglioramento dell'igiene e dell'alimentazione). L'aumento della
popolazione anziana ha determinato la nascita di nuove discipline:
- la geriatria (dal greco geros=vecchio, iatros=medico): branca della medicina che si occupa
non solo della prevenzione e del trattamento delle patologie dell'anziano, ma
anche dell'assistenza psicologica, ambientale e socio-economica.
- la gerontologia : scienza che studia le modificazioni derivanti dall'invecchiamento.
- la geragogia : scienza che studia tutte le possibilità per invecchiare bene.
Esiste tutt'oggi difficoltà a stabilire l'inizio del processo di invecchiamento,
processo caratterizzato dall'aumento dei processi distruttivi su quelli costruttivi
a carico del nostro organismo.
Si usa comunemente considerare le seguenti fasce di età:
- età di mezzo o presenile 45-65 anni : gli eventi biologici caratteristici sono la menopausa per la donna e l'andropausa
per l'uomo, importanti per le modificazioni bio-umorali (aumento dei grassi nel
sangue, della glicemia, predisposizione all'ipertensione arteriosa).
- senescenza graduale, 65-75 anni : comunemente si indica l'età corrispondente all'inizio della vecchiaia a 65
anni.
- senescenza conclamata, 75-90 anni : in passato individui di età superiore ai 65 anni mostravano riduzione dell'
efficienza psicofisica, ai giorni nostri si assiste alla comparsa di ultrasessantacinquenni
efficienti, e si può ridefinire anziano l'ultrasettantacinquenne.In questo periodo
le malattie che insorgono tendono a cronicizzarsi ed a determinare interventi
assistenziali sociali e riabilitativi.
Biologicamente si assiste ad una generale riduzione del numero delle cellule
(atrofia) ed una diminuzione dell'efficienza funzionale, accompagnata da modificazioni organiche e predisposizione ad una serie di disturbi.
L'invecchiamento psichico
La psicologia dell'invecchiamento si occupa dell'anziano nella sua globalità:
analogamente ad ogni fase della vita umana non si può prescindere dall'importanza
della componente affettiva che determina la modalità di risposta agli eventi della
vita.
Si è visto che la vecchiaia è caratterizzata da modificazioni in senso peggiorativo,
ma si può affermare che non esiste un parallelismo fra le modificazioni delle funzioni in individui diversi
(eterocronia dal greco eteros=diverso e cronos=tempo).
La modalità di invecchiamento non può prescindere dalla personalità e dalle esperienze,
la vecchiaia rappresenta la sintesi del significato dell'esistenza: è nella vecchiaia
che si può raggiungere la saggezza.
Già nell'antichità si riteneva che la vecchiaia fosse sempre accompagnata da
deterioramento mentale permanente, in particolare dal declino patologico delle
capacità intellettuali e dell'adeguato controllo dell'emotività (demenza). Leggendo
S. Antonio da Padova si trova il termine sene-scere inteso come perdere la cognizione
di sé, mentre personaggi come Cicerone (nel De Senectute), Catone e Seneca parlando
di vecchiaia mostrano una visione più positiva: la vecchiaia non è solo un processo
necessariamente legato al decadimento globale dell'organismo umano. In particolare
Catone e Cicerone sottolineavano l'importanza di coltivare molti interessi, fonte
di frutti meravigliosi.
Recenti ricerche hanno evidenziato la possibilità di sviluppare situazioni creative proprio nella vecchiaia ; studi condotti con modalità diverse hanno dato risultati diversi rispetto
al passato: l'anziano può mantenere la sua efficienza psichica globale se sfrutta
le risorse residue, ad esempio mediante l'allenamento mentale, e se motivato.
Studi anatomo-patologici sul cervello mostrarono che nell'invecchiamento
si ha una sclerosi progressiva. Eppure esistono dei casi in cui non sono presenti
modificazioni cerebrali. Ciò a conferma della variabilità del processo di invecchiamento
(eterocronia) fra gli individui. Attualmente si ritiene possibile un recupero delle funzioni cerebrali (fenomeno detto sinaptogenesi).
Le numerose scale di invecchiamento, dal 1950 in poi, dimostrarono che con l'avanzare
dell'età diminuiscono funzioni quali la memoria e la capacità di concentramento,
frequentemente compaiono alterazioni dello stato emozionale, come avviene nella
depressione. Attualmente si è dimostrato che l'anziano è più lento, riflessivo,
ma non meno efficiente: i test utilizzati in passato erano caratterizzati da tempi
brevi di risposta, ecco che l'anziano non aveva il tempo di risolvere i problemi
sottoposti. La biografia di personaggi illustri mostra individui con conservata
funzionalità cerebrale anche nella senescenza, anzi molte opere di scrittori,
filosofi, artisti, compiute alla fine dell'esistenza, rappresentano il coronamento
di tutti i lavori precedenti.
Da notare anche la diversità dei risultati ottenuti da studi trasversali, in
cui si confrontano individui di diverse età, e studi longitudinali, in cui si
controlla un campione di individui per un lungo periodo di tempo. E' intuitivo
comprendere come lo studio longitudinale sia particolarmente difficile da portare
a termine, sia per l'intervallo di tempo sia per la graduale perdita o rinuncia
dei soggetti campione. Gli studi longitudinali confermano che non è la senescenza la condizione patologica, piuttosto sono gli eventi morbosi
a creare le condizioni del rapido declino psicofisico.
Ma quali sono i fattori che influenzano i processi di invecchiamento?
- Fattori genetici , anche il sesso può essere un fattore predisponente (il maschio invecchia più
precocemente).
- Educazione e livello culturale che consentono di trovare più facilmente delle alternative di vita alla pensione,
di creare delle strategie di sopravvivenza.
- Benessere economico
- Interazione e comunicazione
- Comparsa di malattie invalidanti : l'anziano vive come intrinseca la sua malattia, il suo vissuto è che la malattia
appartenga al suo destino.
- Stile personale di vita , cioè subire o vivere la vita.
- Appartenenza ad un nucleo socio-familiare , cioè il gruppo, mediante atteggiamenti di conferma o svalutativi, evidenzia
gli aspetti positivi e negativi della condizione di vecchiaia.
- Eventi drammatici : ad esempio la scomparsa di figure di riferimento.
- Sradicamento dal proprio luogo di origine.
E' evidente l'importanza dei fattori sociali.
La percezione è la capacità di raccogliere le informazioni esterne attraverso i canali sensoriali.
E' quindi legata a due fattori: l'integrazione delle informazioni che avviene
a livello del sistema nervoso centrale e l'assimilazione legata al sensi (sistema
nervoso periferico). La vista e l'udito sono spesso ridotte e influenzano negativamente
la capacità percettiva. Sulla base del principio di costanza percettiva, che dice
che la percezione si mantiene costante nel processo di invecchiamento, il cervello cerca di compensare la difficoltà percettiva legata ad una perdita
sensoriale stimolando i sensi rimasti integri (principio di conservazione). Con l'avanzare degli anni si affina la capacità
di rispondere alla diminuzione di alcune funzioni psicofisiche utilizzando le
conoscenze e le esperienze apprese nella vita. E' stato dimostrato che l'attività
percettiva migliora se migliorano le condizioni in cui si svolge la stessa: l'ambiente
esterno (la società, ma soprattutto il gruppo familiare) può stimolare l'interesse,
dare spazio di espressione, non negare le possibili potenzialità dell'anziano.
La comunicazione , e quindi le relazioni interpersonali che permettono una vita sociale, dipendono
dalla possibilità di percezione. E' noto che l'anziano mantiene integra la memoria
Altro elemento fondamentale è la motivazione . La motivazione, in tutte le età, è la spinta propulsiva fondamentale del comportamento,
insostituibile strumento di apprendimento. Persino l'utilizzo del computer, strumento
estraneo alla cultura dell'anziano, può essere appreso qualora l'anziano sia motivato
a farlo.
Il pensiero e il linguaggio possono essere conservati, ma per mantenere l'interazione
con l'ambiente esterno, l'anziano deve essere in grado di comunicare. Perché ciò
avvenga non si può prescindere dall'importanza dell'affettività , del riconoscimento del suo valore all'interno del nucleo sociale in cui vive.
Gli affetti giocano un ruolo essenziale nell'agire quotidiano, nell'essere al
mondo.
La depressione , espressione di profondo disagio, sofferenza psicologica più frequente nell'età
senile, comporta la rinuncia alla vita: l'aspettativa di vita è statisticamente
limitata, la società invia messaggi di inutilità, si comprende come la volontà di vita dell'anziano per essere mantenuta necessita dell'affetto dei
propri cari che affermano l'importanza della sua esistenza.
La sessualità dal punto di vista psicologico si può conservare fino ad età avanzata,
ma questo è vero anche dal punto di vista fisiologico.
Ebbene, l'esercizio sessuale è fondamentale, come l'esercizio di qualsiasi altra funzione
organica ; tuttavia appare ancora diffuso il pregiudizio culturale che considera la sessualità
in età senile come indecorosa, come se l'anziano non potesse sentire e vivere
le proprie emozioni.
Creativita' Per invecchiare senza sviluppare demenza (vedi sopra) è necessario che l'anziano
mantenga attive le funzioni cerebrali. Per creatività si intende l'espressione
di sé stesso, le cui modalità di esecuzione sono vastissime.
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Un esempio storico eclatante è Sofocle che morì a 80 anni: Iofone, figlio legittimo,
per avere l'eredità prima della sua morte lo portò in tribunale dichiarandone
l'infermità di mente. Ebbene Sofocle diede esempio di grande creatività quando,
per mostrare la sua lucidità, recitò a memoria dei versi.
Ancora, si pensi a Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni, che nella vecchiaia produssero
le loro opere migliori, Monet, Picasso, Goja, Rembrandt, Charlie Chaplin. Nel
mondo dell'arte è facile trovare vecchi creativi.
Pablo Picasso, Vecchio seduto, 1970-71. |
La creatività è caratteristica del mondo evolutivo del bambino. E' fondamentale
per la sua crescita. Ma la creatività diminuisce sempre di più in un società ratiomorfa,
come la nostra, che privilegia la forma, il pensare secondo una logica comune,
non il differenziarsi.
Nell'età senile la funzione della creatività si può manifestare nelle piccole azioni quotidiane , come ad esempio nella creazione di pietanze originali. Questo può valere in
diverse condizioni di aggregazione: all'interno della coppia, del gruppo, ma anche
individuale. Al riguardo molto interessanti sono le iniziative culturali della
università della terza età. Lo specialista psicologo può rappresentare un valido
aiuto per l'anziano nel riconoscere e svelare le potenzialità creative. Qualora
vengano evidenziate le capacità creative, la qualità della vita migliorerà radicamente.
Molto stimolante è il rapporto nonno-nipote . Esiste spesso la difficoltà di esprimersi dei bambini con i propri genitori
impegnati a lavorare; la relazione fra nonno e nipote faciliterà la possibilità
di espressione di entrambi: il nonno è un interlocutore che interagisce raccontando
eventi del passato modificati per facilitarne la comprensione, rendendoli più
piacevoli con un pizzico di invenzione. Il racconto di eventi passati diventa
strumento per stimolare la funzione creativa. L'interazione nonno-nipote diventa
un elemento utile ad entrambi. Relegare gli anziano non rappresenta una soluzione
utile.
Le soluzioni per il futuro degli anziani dovrebbero essere concordate e scelte
in chiave positiva, evidenziando cioè le qualità residue utili al fine di esprimere
se stessi. L'anziano dovrebbe essere sempre posto nelle condizioni di sviluppare
la creatività, tramite fatti-azioni concreti.
Speranze e timori
Il timore più grande per l'anziano non è la morte, che magari rifiuta inconsapevolmente,
piuttosto la malattia, l'abbandono, il disprezzo delle persone con cui ha sempre
vissuto, il rifiuto da parte del suo nucleo familiare. Le soluzioni di ieri non
sono più attuali, le scoperte scientifiche allungano sempre più la durata della
vita. Nei paesi industrializzati la popolazione anziana rappresenta sempre più
una percentuale importante: è indispensabile che la longevità sia caratterizzata
da anni di salute e non di malattia, invalidità e indipendenza.Bisogna considerare
tre aspetti, intimamente collegati fra di loro:
- Preventivo: una buona prevenzione ha il compito di proteggere e mantenere le risorse psicofisiche,
quindi di ridurre le necessità di trattamento (prevenzione medica) e di riabilitazione.
E' necessario stimolare i rapporti con l'esterno , insegnare la geragogia, inserire nel mondo del lavoro la possibilità di avere
l'età di pensionamento flessibile , stimolare il volontariato, non solo verso coetanei della terza età, ma anche
utilizzando l'esperienza dell'anziano utili per l'inserimento dei giovani nel
mondo del lavoro (esperienza già svolta con successo da 5 anni ad Ivrea). Si potrà allora affermare
che invecchiare è un crescere ancora, un recuperare la propria espressione.
- Terapeutico : l'anziano presenta spesso la compromissione di più organi, la cui terapia
consiste nella somministrazione di più farmaci. Diversi studi hanno evidenziato
un abuso farmacologico, in particolare di psicofarmaci: analogamente ai bambini
irrequieti, agli anziani depressi vengono somministrati sostanze farmacologiche.
Attualmente si è mostrata efficace associare (o sostituire, quando possibile alla
terapia con psicofarmaci) la psicoterapia sistemica , che aiuta a creare forme di strategie comportamentali più adatte ai bisogni
individuali: la depressione è la reazione ad una situazione che appare senza via
di uscita, ed esistono tecniche che vengono proposte per riportare l'anziano ad una realtà che può ancora arricchire.
- Riabilitativo : le strutture di riabilitazione svolgono un ruolo importante nel ridurre i
tempi di degenza nei reparti ospedaliero con sollievo per il paziente anziano
e contenimento dei costi per la sanità. Ogni volta che un anziano si ammala e viene ricoverato si mette a dura prova
il suo fragile equilibrio . L'allontanamento dalle mura domestiche gli fa perdere il senso e i confini
della realtà, il ricovero appare come un evento drammatico che può comportare
la morte.Gli anziani che necessitano di un intervento riabilitativo dopo la fase
acuta di una malattia possono venire seguiti a livello extraospedaliero mediante
il servizio dell'Assistenza Domiciliare Integrata ; nel caso di grave compromissione psicofisica negli istituti di lungodegenza
riabilitativa e nelle residenze sanitarie assistenziali.
Si ringrazio il Prof. Marcello Cesa-Bianchi ( Ordinario di Psicologia, Direttore dell'Istituto di Psicologia della Facoltà
Medica - Università di Milano) per la parte dedicata all'invecchiamento psichico. |