Sta dando buoni risultati l'uso sperimentale della musicoterapia nella riabilitazione
degli afasici, in chi cioè, a seguito di una lesione cerebrale, causata da trauma
cranico, ischemia, ictus, emorragia o tumore, manifesta dei disturbi nell'espressione
e nella comprensione del linguaggio parlato o scritto ed anche, indipendentemente
dalla localizzazione ed estensione della lesione, disturbi della memoria, difficoltà
nei movimenti, incapacità di riconoscere gli oggetti, alterazioni della percezione
sensoriale e instabilità emotiva.
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| Henri Matisse, Musica, 1939. |
Gabriela Wagner - docente di musicoterapia presso l'Università del Salvador di Buenos Aires
e membro del Consiglio della Federazione Mondiale di Musicoterapia - afferma che
pur essendo solo agli inizi, l'utilizzazione degli elementi sonoro-musicali nella
riabilitazione di questi malati serve come mezzo di comunicazione alternativo
e diventa un modo per potenziare il linguaggio intenzionale, per migliorare indirettamente
la lingua parlata, per sperimentare relazioni affettive con gli altri, per contenere
l'ansia, l'irritabilità e per scaricare le tensioni emotive. Dunque, il lavoro
musicoterapico può affiancare con profitto quello logopedico.
La riabilitazione con la musica
Un'attenta valutazione delle capacità musicali e della loro relazione interdisciplinare
con gli altri aspetti alterati della comunicazione, permette un approccio musicoterapeutico.
I due principali disturbi, espressivo e ricettivo, non sono sempre accompagnati
anche dalla compromissione di tutte le capacità musicali: pazienti quasi completamente
afasici sono comunque in grado di cantare e di fischiare qualche melodia e ciò
giustifica il lavoro con la musicoterapia. Gli aspetti del comportamento corporeo-sonoro-musicale
possono essere utilizzati come elementi agevolatori nella riabilitazione delle
persone afasiche per il conseguimento di differenti obiettivi. In questi casi,
infatti, ci si concentra sull'espressione sonoro-vocale del paziente, non solo
con l'obiettivo di recuperare, ma anche di ampliare la gamma delle possibilità
espressive, mediante la creatività.
La valutazione neuro-musicale
Un quadro di afasia può essere accompagnato anche da un' alterazione delle funzioni
musicali di diverse proporzioni. Il primo obiettivo è quello di cercare di elaborare
una scheda di valutazione neuro-musicale con l'idea di poterla utilizzare tanto
con pazienti senza formazione musicale, quanto con quelli con una buona preparazione
musicale precedente la loro afasia. La ricerca sulle funzioni musicali si realizzerà
con obiettivi differenti e l'intenzione è che la prova di valutazione musicale
possa essere utilizzata come:
- punto di partenza per l'elaborazione di un progetto terapeutico di riabilitazione
in musicoterapia;
- contributo agli studi riguardanti la localizzazione delle funzioni in entrambi
gli emisferi e l'individuazione delle funzioni dell'attività musicale che coinvolgono
in particolare l'emisfero dominante;
- base per l'elaborazione di una classificazione delle amusie, fondata sulle funzioni
musicali;
- base per l'eventuale elaborazione di metodi terapeutici per la riabilitazione
linguistica, partendo dalle funzioni musicali che tendono a facilitare l'espressione
verbale.
Con la valutazione musicale si può scoprire esattamente qual è la sede della
lesione e quali funzioni sono alterate. Infatti alcuni afasici distinguono altezze,
intensità, durate, timbri, rumori e suoni; altri invece percepiscono la musica
come un frastuono, non ricordano canzoni precedentemente conosciute o cantano
parole che però non riescono più a pronunciare.
Le prove musicali per la valutazione
L'attenta valutazione delle capacità musicali e la loro relazione con gli altri
aspetti alterati della comunicazione offrono un importante contributo agli studi
neurologici, riguardanti la localizzazione e l'estensione delle lesioni, permettendo
di compiere precise scelte terapeutiche per un'efficace riabilitazione linguistica.
Prima di iniziare si valuta il fare musica del paziente: imparare una canzone,
suonare uno strumento, improvvisare, canticchiare un'opera, rilassarsi ascoltando
musica, mantenere il ritmo, distinguere l'altezza, sono solo alcune delle prove
sottoposte ad analisi. Per la relazione fra canto e linguaggio, è importante osservare
se e come canta il paziente e se l'eventuali difficoltà siano dovute ad un problema
motorio, di memoria o a una disfunzione sensoriale.
Le prove sono così articolate:
- prova di valutazione ritmica : comprende una prova per valutare le capacità del paziente di adeguarsi a ritmi
esterni, di riprodurre schemi ritmici dotati di una struttura musicale, ossia
che abbiano una distribuzione regolare di tempi forti e deboli, e infine di ripetere
il ritmo delle canzoni proposte nella sezione sulla valutazione del canto.
- prova di valutazione canora : nel valutare il canto del paziente si prendono in considerazione aspetti distinti
tra i quali la sua capacità di iniziare il canto in forma volontaria o su richiesta
del terapeuta. Si valuta, inoltre, se la sua eventuale incapacità è dovuta a un
problema relativo alla memoria, ad aspetti motori o ad aspetti connessi a una
disfunzione sensoriale. Si osserva se è capace di cantare con i versi, se presenta
certe alterazioni e in quale misura, e fino a che punto può tenere separati i
versi dalla melodia.
- prova di discriminazione uditiva : durante la valutazione si propone la discriminazione uditiva di suoni prodotti
da un'enorme varietà di fonti sonore e la loro associazione con una serie di immagini.
Questi comprendono i suoni prodotti con il proprio corpo, i rumori e i suoni dell'ambiente
circostante, i rumori della natura, i suoni di strumenti musicali, la sovrapposizione
di più suoni, la memoria uditiva (ricordare una sequenza di tre suoni) e l'interpretazione
di avvenimenti registrati in forma sonora ( per esempio, quando si apre una bottiglia
e se ne serve il contenuto). Si valuta anche la percezione del linguaggio musicale:
vari livelli d'intensità, durata, timbro, altezza, senso degli intervalli.
Riassumendo si può dire che queste prove di valutazione cercano di abbracciare,
oltre agli aspetti connessi alla storia sonora del paziente, anche quelli ricettivi
ed espressivi connessi all'ambito ritmico, melodico e canoro.
Il contenuto delle prove di valutazione è di enorme importanza poiché si può
scoprire che non tutte le sue funzioni sono alterate: alcuni pazienti, che riescono
a percepire e comparare altezze, intensità, durate e timbri, distinguere i rumori
dai suoni con altezze definita, non riconoscono e non distinguono una canzone
da una composizione musicale. Il messaggio musicale non viene decodificato, ma
percepito come un frastuono senza grandi variazioni, indipendentemente dalle informazioni
musicali che contiene. Il riconoscimento della propria voce parlata mostra una
capacità ricettiva, senza tuttavia mostrare la capacità di decodificare il messaggio
vocale.
Una volta effettuata la valutazione si elabora un progetto terapeutico individuale
o di gruppo, di portata limitata, da modificarsi a seconda delle necessità del
paziente.
Il progetto
Dopo la valutazione si elabora un progetto musicoterapeutico individuale o di
gruppo e, trattandosi di pazienti afasici, il lavoro si concentrerà sulla fonazione,
la respirazione, il canto, l'accentuazione e la struttura ritmica della parola.
Ad esempio con alcuni ischemici è consigliato avviare un trattamento riabilitativo
che escluda il linguaggio e si serva solo del canto: lavorando su una canzone
si accompagna il paziente all'uso della parola, passando attraverso una sorta
di recitativo cantato, come quello delle opere di Mozart. Il canto è utilizzato
anche quando si vuole stimolare la memoria: in sedute di gruppo si cerca di ricordare
una canzone e la si ricostruisce in tutti i suoi particolari, dal testo al fraseggio,
dalla melodia al ritmo. Così si procede anche quando vi sono difficoltà nell'espressione
e nella produzione linguistica: ancora attraverso il canto il paziente viene indotto
ad ascoltare la sua voce, esplorare le sue possibilità vocali, controllare i movimenti
della bocca. Il lavoro ritmico, invece, è utilizzato in quei pazienti che non
comprendono il significato delle parole.
Nell'intervento è previsto anche l'uso di strumenti musicali: la scelta cade
su strumenti a percussione elementari e/o di origine folcloristica facilmente
adattabili ai problemi fisici eventualmente presenti in un quadro di afasia. Inoltre,
non richiedono un apprendimento formale ed offrono una gratificazione immediata.
Vista da un'altra angolazione, la loro inclusione favorisce il raggiungimento
degli obiettivi di un miglior equilibrio psicomotorio. Per quanto riguarda l'interazione
che ne risulta, gli strumenti musicali permettono di lavorare sugli aspetti analogici
della relazione con l'altro come, per esempio, i ruoli e i vincoli tradotti in
dialoghi sonori, le forme speciali di non comunicazione come l'isolamento, gli
aspetti della connessione con la realtà, come la percezione di uno stimolo e la
risposta data ad esso in forma pertinente. Mediante l'improvvisazione con questi
elementi il paziente può sperimentare nuove risposte in un ambiente che dà fiducia
e sicurezza.
Gli obiettivi del trattamento musicoterapico
Il paziente può a poco a poco riguadagnare la spontaneità e scoprire nuove possibilità
di comunicazione con l'altro; il malato dovrà rendersi conto dei suoi limiti e
accettarli così come sono, per poi utilizzarli in maniera più positiva per lui
e per coloro che lo circondano. Quanto più riuscirà a recuperare il contatto con
il proprio corpo e le proprie sensazioni, tanto più avvertirà una diminuzione
delle inibizioni e un aumento della realizzazione delle sue possibilità. La decisione
relativa alla forma di lavoro da adottare viene presa insieme all'èquipe interdisciplinare
in base ai risultati delle valutazioni fatte in musicoterapia, in psicolinguistica,
in fonoaudiologia, in psicopedagogia, in psicologia, in terapia occupazionale
e in terapia fisica.
In genere si opera per raggiungere una serie di obiettivi così suddivisi:
- il primo gruppo riguarda la percezione e l'espressione delle emozioni e comprende: la comunicazione, il rafforzamento del senso d'identità, contatto
con la realtà e la sua percezione, contatto con il corpo come mezzo di espressione,
contatto con i propri sentimenti, percezione e espressione del messaggio verbale;
- il secondo gruppo riguarda il linguaggio parlato e comprende l'immagine vocale, il ritmo della parola, la relazione fra melodia
e parola;
- il terzo gruppo riguarda la valutazione psicomotoria in generale e viene definito dal punto di vista della percezione, la memoria e la riproduzione.
Le sedute
I pazienti partecipano a sedute individuali e/o di gruppo, a seconda delle loro
necessità. Il numero delle sedute, così come la durata, può variare. I criteri
d'inserimento in un gruppo tengono conto della capacità di comunicazione verbale
e non-verbale del paziente, della capacità di percepire e interpretare la realtà,
del suo grado di tolleranza delle tensioni causate dall'afasia e dai sintomi che
possono eventualmente accompagnarla e delle sue difese dell'io, di fronte alle
reazioni causate dai danni prodotti dalla malattia. Le attività proposte mirano
a stimolare la memoria - il gruppo cerca di ricordare una canzone e tutti insieme
ne ricostruiscono la prima parte; a poco a poco vengono aggiunti altri elementi,
come il fraseggio, l'intonazione, il respiro e l'appoggio ritmico, fino a ricostruire
una strofa - a conseguire obiettivi connessi all'espressione e alla comprensione
orale con il canto - canto di gruppo, con accenti e ritmi ben scanditi, canto
di gruppo senza accompagnamento ritmico e canto individuale senza sostegno esterno,
con induzione e imitazione simultanee dei movimenti della bocca per cantare; in
questo lavoro il paziente può ascoltare la sua voce, esplorare le sue possibilità
vocali, creare piccole melodie e riapprendere una canzone - a produrre sequenze
ritmiche strutturate - esercitare la capacità di accompagnare una canzone marcando
il ritmo regolare, adeguandosi a un ritmo esterno (ad esempio pazienti con sordità
verbale parziale non comprendono i versi delle canzoni che erano soliti ascoltare
in precedenza e se gli vengono recitati li capiscono meglio; non sono in grado
di riconoscere la melodia delle canzoni note e hanno difficoltà a mantenere un
ritmo regolare quando accompagnano un canzone registrata o cantata dal terapeuta).
Per saperne di più
L'afasia: L'afasia si manifesta con disturbi nell'espressione (afasia espressiva) e nella
ricezione (afasia ricettiva e percettiva) del codice simbolico o del linguaggio
parlato o scritto. L'esperienza clinica insegna che l'afasia pura non è molto
frequente. Indipendentemente dalla localizzazione ed estensione della lesione,
possono presentarsi anche disturbi nelle attività cognitive, nell'espressione
gestuale intenzionale, nelle attività della vita quotidiana, alterazioni della
percezione sensoriale, difficoltà nella mobilità degli arti inferiori e superiori,
instabilità emotiva. La sintomatologia neurologica si manifesta ogni volta con
caratteristiche individuali diverse. L'afasia espressiva (studiata da Broca per
la prima volta nel 1861) - le persone affette da questo tipo di afasia hanno difficoltà
soprattutto nell'espressione verbale, nell'articolazione, hanno una limitata capacità
di scelta della parola adeguata quando cercano di esprimere le loro idee, un vocabolario
molto ristretto, che si riduce in casi gravi, all'emissione di suoni disarticolati,
e una struttura grammaticale che retrocede verso forme primitive. L'afasia ricettiva
o percettiva ( studiata da Wernike per la prima volta nel 1874) viene definita
anche afasia sensoriale e può presentarsi in due forme principali: con sordità
verbale e con disturbi della comprensione verbale; è caratterizzata dalla perdita
della memoria delle immagini uditive della parola. Le persone che ne soffrono
mostrano difficoltà nella comprensione e produzione del linguaggio, a tal punto
che il loro discorso può trasformarsi in una specie di gergo incomprensibile.
Aprassia : Difficoltà nell'espressione gestuale intenzionale - dimenticare come vestirsi,
perdere la capacità di disegnare ecc.
Agnosia: Incapacità di riconoscere oggetti, immagini, suoni, colori, figure simboliche
…
Amusia: Disordine acquisito connesso alle capacità musicali - può essere espressiva,
ricettiva, mista e può colpire diversi aspetti delle capacità musicali - può riguardare
l'esecuzione strumentale, la lettura musicale a diversi livelli di competenza,
l'uso del canto vocale (avocalia), la scrittura musicale, il riconoscimento di
melodie familiari.
Avocalia : Difficoltà nell'uso del canto vocale. Questo disturbo può colpire la capacità
melodica nel canto, può creare difficoltà ad iniziarlo, oppure può apparire a
livello del ritmo e a quello della trasmissione dell'emozione. Per contro ci sono
situazioni paradossali in cui una persona può cantare varie parole ma non può
pronunciarle.
Per riassumere, ciascuno di questi disturbi correla a lesioni nell'emisfero destro,
in quello sinistro o in entrambi. I due emisferi cerebrali avrebbero entrambi
un certo ruolo nella regolazione dell'emissione vocale, intervenendo ciascuno
su aspetti particolari del canto. L'emisfero destro sarebbe coinvolto nella produzione
della linea melodica e il sinistro nell'espressioe ritmica del canto. La prosodia
della parola parlata è in relazione con l'attività dell'emisfero destro.
Bibliografia
- R. O. BENENZON, V. HEMSY de GAINZA, G. WAGNER, La nuova musicoterapia, Roma,
Ed. Phoenix, 1997
MUSICOTERAPIA E AFASIA |