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Psic. Fitwalking
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FITWALKING
- l’apparato locomotore (ossa, articolazioni e muscoli) registra un sensibile aumento del tono muscolare, per cui la fibra muscolare, irrorata da maggior quantità di sangue, si ossigena e si rinforza. Aumenta la mobilità delle articolazioni che, con la camminata costante, mantengono un elevato grado di elasticità nei tendini e nei legamenti. Anche il tessuto osseo si mantiene compatto e si prevengono rischi di deterioramento precoce dell’apparato scheletrico come l’osteoporosi. Inoltre, mancando la fase di volo, perché un piede rimane sempre a terra, tale attività risulta non essere mai traumatica per ossa, articolazioni e muscoli; - l’apparato respiratorio grazie al fitwalking ne trae numerosi vantaggi. Di fatto, la meccanica respiratoria viene potenziata: i muscoli respiratori e, in particolar modo, il diaframma, con l’esercizio motorio aumentano la loro potenza e l’efficienza dei loro movimenti. Se la gabbia toracica diviene più mobile aumenta lo spazio a disposizione dei polmoni per espandersi. Questo determina l’aumento dei litri d’aria che i polmoni possono inspirare ed espirare (capacità vitale) comportando un numero inferiore degli atti respiratori necessari, durante il fitwalking, rispetto a soggetti sedentari; - il sistema cardiocircolatorio dello sportivo implica delle differenze consistenti rispetto a chi non pratica costantemente l’arte del camminare. Nei primi, infatti, il cuore è più grosso, sia perché le cavità interne aumentano di volume, per contenere una quantità di sangue maggiore, sia perché le pareti, costituite da tessuto muscolare, si rinforzano e si ispessiscono. Sono poi numerosi gli adattamenti che si verificano nella circolazione sanguigna: le pareti dei vasi diventano più elastiche, la pressione sanguigna diminuisce e il maggior tono muscolare complessivo migliora il ritorno venoso del sangue al cuore. Insomma, il fitwalking è un toccasana che previene ipertensione, osteoporosi, diabete, sovrappeso e obesità. I soggetti che dedicano anche solo 30 minuti al giorno alla camminata sportiva hanno un rischio molto basso di sviluppare un significativo aumento del peso corporeo. L’attività fisica, infatti, aiuta a mantenere l’equilibrio tra la quantità di calorie introdotte con la dieta e la quantità di calorie spese e contribuisce al successo dei tentativi di perdere peso. Ma, soprattutto, il fitwalking rientra tra le più significative strategie di coping per scaricare le tensioni della vita quotidiana, ridurre la depressione e aumentare la resistenza agli stress. In altri termini, il fitwalking rappresenta un’ottima strategia per fronteggiare le condizioni di stress cronico, acuto e la sindrome di burn out. In questi casi, la sofferenza è determinata dalla constatazione di una differenza tra i bisogni percepiti e le proprie capacità di risposta. Il fitwalking rappresenta allora un momento con il quale il soggetto può riascoltare se stesso e i segnali che arrivano dal corpo. Infatti, se il coping così come è stato definito da Lazarus si riferisce all’insieme degli sforzi cognitivi e comportamentali attuati per controllare specifiche richieste interne e/o esterne che vengono valutate come eccedenti le risorse della persona, il fitwalking rientra a buon diritto nella categoria delle strategie di adattamento del soggetto, visto che si tratta di: - un processo dinamico attraverso il quale ambiente e individuo si influenzano a vicenda; - un’azione intenzionale, finalizzata a controllare l’impatto negativo dell’evento stressante; - una risposta specifica di regolazione affettiva, che consente di mantenere una prospettiva positiva di speranza e controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio.
Se fino ad ora si sono illustrati gli effetti positivi indiretti prodotti dal fitwalking sull’apparato psichico, non si possono trascurare i recenti studi che concentrano la loro attenzione sui meccanismi diretti e strettamente neurofisiologici trasformati dalla pratica sportiva e che vanno a incidere in termini benefici sull’ansia e sulla depressione. Queste patologie, legate alla disregolazione della noradrenalina e della serotonina, di fatto vengono trattate farmacologicamente con gli SSRI ovvero medicinali volti a regolare i sistemi neurali alterati. Si è visto che chi pratica costantemente e per lungo tempo il fitwalking produce, al pari dei farmaci sopra menzionati, gli stessi mutamenti neurofisiologici, producendo direttamente un miglioramento del tono dell’umore e della serenità del soggetto. Il fitwalking dimostra in sostanza tutto il suo potenziale quando è paragonato ad altre tecniche terapeutiche e psicoterapeutiche con i vantaggi aggiuntivi di: - poter essere autosomministrato; - avere un basso costo; - produrre accettabilità sociale; - essere facilmente accessibile; - generare una lunga serie di benefici fisici. Bibliografia
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