LO STRESS SU MARTE E VENERE
LO STRESS SU MARTE E VENERE
Una delle principali differenze esistenti tra uomini e donne è il loro modo di
affrontare lo stress. Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi e
a concentrarsi sul problema, mentre le donne tendono a sentirsi sopraffatte ed
emotivamente coinvolte. In queste circostanze, le necessità dei due sessi divergono.
L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla. L’incapacità
di capire e accettare questa differenza crea nei nostri rapporti delle frizioni,
che possono minare seriamente la stabilità del rapporto di coppia.
Quando un uomo è turbato, non parla mai di ciò che lo preoccupa. A differenza
delle donne, non accollerebbe mai ad un altro uomo il suo problema a meno che
l’assistenza dell’amico non gli sia necessaria per risolverlo. Diventa invece
estremamente silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per riflettere
sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca della soluzione. Quando
l’ha trovata, si sente molto sollevato, abbandona la caverna ed è pronto al dialogo
con la sua donna.
Se non riesce a trovare una soluzione, allora cerca qualcosa che gli permetta
di dimenticare i problemi, come leggere il giornale o impegnarsi in un’attività
ricreativa. Staccando la mente dai problemi della giornata, riesce gradualmente
a rilassarsi. Se lo stress è davvero forte, è probabile che si dedichi ad attività
ancora più impegnative, come correre in auto, partecipare ad una gara o praticare
degli sport.
Quando una donna è stressata, invece, trova sollievo nel rivolgersi a qualcuno
di cui si fida, rendendolo partecipe del suo disagio e illustrandogli nei dettagli
le difficoltà della giornata. Se si sentono sopraffatte dalle difficoltà, le donne
traggono beneficio dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. E’ questa
la loro natura.
Nell’universo femminile, mettere gli altri a conoscenza dei propri problemi è
segno di amore e di fiducia. Le donne non si vergognano di avere problemi. Non
è la competenza ad alimentare il logo ego (come accade per gli uomini), bensì
la comunicazione interpersonale. Esternano apertamente le loro sensazioni di sopraffazione,
confusione, impotenza e stanchezza.
Vediamo una situazione nello specifico:
Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il giornale. E’ stressato
a causa dei problemi irrisolti della giornata e trova sollievo nell’accantonarli.
Anche sua moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata pesante. Lei, tuttavia,
aspira a trovare sollievo parlando dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione
cresce fino a trasformarsi in risentimento. Tom è segretamente convinto che Mary
parli troppo, mentre sua moglie si sente ignorata. Se non arriveranno a capire
le differenze esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.
E’ probabile che abbiate riconosciuto questa situazione, perché è solo una delle
tante in cui si trovano in contrasto gli uomini (i “marziani”, secondo la definizione
del Dr. John Gray, esperto della coppia ed autore del best seller “Gli uomini
vengono da Marte, le donne da Venere”) e le donne (le “venusiane”).
Parafrasando Gray, una venusiana si sente più a suo agio con se stessa quando
ha amici solleciti con cui dividere difficoltà e stati d’animo. Il marziano si
sente bene quando può risolvere i propri problemi da solo, nella sua caverna.
Come è facilmente intuibile, questa diversità può creare problemi ed incomprensioni
nel rapporto di coppia. Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace
di dare alla sua compagna l’attenzione che desidera. In quel momento egli pensa
esclusivamente a risolvere – da solo – il suo problema. Per lei è difficile accettarlo
perché non si rende conto del grado di stress a cui lui è sottoposto. Se alla
sera il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe a mostrarsi più
comprensiva, ma lui rimane chiuso in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata.
Capisce che il suo compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui non le
voglia bene perché non le parla.
Allo stesso modo, spesso anche l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna
di fronte allo stress. Pertanto, quando la donna vuole sfogarsi parlando dei suoi
problemi, egli pone resistenza, dà per scontato che lei lo ritenga responsabile
delle sue difficoltà. Maggiori sono i problemi, più – indirettamente – egli si
sente rimproverato. Non capisce che lei trova semplicemente sollievo nel parlarne.
Non sa che gli basterebbe ascoltarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.
Ma facciamo un passo indietro. Perché accade tutto questo?
Da un lato, uomini e donne appartengono a pianeti diversi per propria natura,
e quindi per una ragione di tipo biologico; dall’altro, esiste un condizionamento
esterno, a causa di motivi che non possono prescindere dall’educazione che viene
impartita loro e dal contesto socioculturale in cui sono cresciuti. Da sempre,
infatti, le donne vengono educate all’ espressione dell’emotività e all’attenzione
verso i bisogni altrui, mentre gli uomini vengono educati all’inibizione dell’emotività
(e quindi alla razionalità), alla competitività, alla ricerca autonoma di soluzioni.
Questo spiega come mai vi sia una cosi grande differenza nella reazione dei due
sessi allo stress, così come a molte altre situazioni.
Ma allora avere relazioni serene e durature è impossibile? Affatto. Le differenze
non dividono, se alla base del rapporto c’è la consapevolezza. Comprendendo le
dinamiche che regolano le relazioni tra uomini e donne, entrambi i sessi riusciranno
a vedere il mondo con gli occhi dell’altro e – piuttosto che aggravare una ipotetica
situazione di stress - saranno complici dell’altro nella sua risoluzione, con
forti ripercussioni positive sul benessere e sulla serenità della vita di coppia!
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30.000 di copie vendute in tutto il mondo, scritto dal Dr. John Gray, esperto
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