LA TERAPIA OCCUPAZIONALE |
A cura di Barbara Celani, Psicologia in Movimento |
TERAPIA OCCUPAZIONALE
Introduzione
Nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, (OMS) diffonde l’ICIDH (International Classification of Impairment, Disabilities and Handicaps), che
distingue una situazione intrinseca dovuta a malattia, infortunio o malformazione
da altre situazioni, quella esteriorizzata (menomazione, esteriorizzazioni di stati patologici), quella oggettivizzata (disabilità, restrizione nelle capacità di svolgere azioni ritenute normali),
quella socializzata (handicap, conseguenze sociali e ambientali di una disabilità).
La classificazione dell’handicap fatta nell’ICIDH si basa su situazioni reali
e si riferisce alle funzioni di orientamento, indipendenza fisica, mobilità, occupazione,
integrazione sociale, autosufficienza economica.
Con l’ICIDH-2, nel 1997, l’OMS pone un accento maggiore sull’influenza dei fattori
ambientali e personali sulla patologia, fino ad arrivare all’ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health), strumento
di classificazione adottato iin moltissimi paesi come standard internazionale
di misurazione e classificazione di salute e disabilità. L’ICF propone un nuovo
approccio alla salute, non più centrato sulla menomazione o sul deficit, come
faceva l’ICIDH, ma sul risultato finale posto come obiettivo del processo riabilitativo
e di cura che deve tener conto della globalità del soggetto (unità di funzioni
e strutture corporee, capacità di compiere attività quotidiane e il coinvolgimento
sociale) e del suo ambiente.
L'ICF (2001) tiene conto di fattori contestuali ambientali (norme sociali, ambiente
culturale, naturale e costruito, fattori politici, istituzioni, ecc.) e della
persona (genere, età, condizioni di salute, capacità di adattamento, background
sociale, educazione, professione, esperienze passate, stili caratteriali) classificandoli
in maniera sistematica attraverso criteri comuni e comparabili in maniera interdisciplinare.
Tale premessa è utile per introdurre la figura del terapista occupazionale che
si muove proprio negli ambiti della prevenzione, della promozione della salute
e del miglioramento della qualità della vita di persone che, per problematiche
di vario genere si trovano in una condizione di svantaggio.
Chi è il Terapista Occupazionale?
Il Decreto del 17 gennaio 1997, n. 136, ne definisce il profilo professionale:
Art. 1
1. È individuata la figura professionale del terapista occupazionale, con il
seguente profilo:
il terapista occupazionale è l'operatore sanitario che, in possesso del diploma
universitario abilitante, opera nell'ambito della prevenzione, cura e riabilitazione
dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici, psichici sia con disabilità
temporanee che permanenti, utilizzando attività espressive, manuali - rappresentative,
ludiche, della vita quotidiana.
2. il terapista occupazionale, in riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni
del medico, nell'ambito delle proprie competenze ed in collaborazione con altre
figure socio-sanitarie:
• effettua una valutazione funzionale e psicologica del soggetto ed elabora,
anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma riabilitativo
volto all'individuazione ed al superamento dei bisogni del disabile ed al suo
avviamento verso l'autonomia personale nell'ambiente di vita quotidiana e nel
tessuto sociale;
• tratta condizioni fisiche, psichiche e psichiatriche, temporanee o permanenti,
rivolgendosi a pazienti di tutte le età; utilizza attività sia individuali che
di gruppo, promuovendo il recupero e l'uso ottimale di funzioni finalizzate al
reinserimento, all'adattamento e alla integrazione dell'individuo nel proprio
ambiente personale, domestico e sociale;
• individua ed esalta gli aspetti motivazionali e le potenzialità di adattamento
dell’individuo, proprie della specificità terapeutica occupazionale;
• partecipa alla scelta e all'ideazione di ortesi congiuntamente o in alternativa
a specifici ausili;
• propone, ove necessario, modifiche dell'ambiente di vita e promuove azioni
educative verso il soggetto in trattamento, verso la famiglia e la collettività;
• verifica le rispondenze tra la metodologia riabilitativa attuata e gli obiettivi
di recupero funzionale e psicosociale.
3. Il terapista occupazionale svolge attività di studio e ricerca, di didattica
e di supporto in tutti gli ambiti in cui è richiesta la specifica professionalità.
4. Il terapista occupazionale contribuisce alla formazione del personale di supporto
e concorre direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale.
5. Il terapista occupazionale svolge la sua attività professionale in strutture
socio-sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale.
Che cosa fa il Terapista Occupazionale
La terapia occupazionale studia e promuove l’occupazione, le abilità essenziali
alla persona per partecipare attivamente nel proprio ambiente, per impegnarsi
in attività soddisfacenti e gratificanti a livello personale e interpersonale,
in base alla cultura d’appartenenza, razza, età. La terapia occupazionale consente
dunque di promuovere la partecipazione al contesto sociale e la qualità della
vita. Attraverso il “fare”, la persona sviluppa competenze e autonomie che favoriscono
il proprio ruolo sociale, la propria autostima e dignità, la salute psicologica
e fisica. Le occupazioni sono fondamentali per l’identità, l’autoefficacia ed il senso di competenza
dell’utente e permettono inoltre di decidere come impiegare il proprio tempo,
conferendo significato alle giornate. L’etimologia greca del termine ergoterapia (terapia occupazionale) esprime infatti il concetto dell’essere attivi: l'essere impegnati rappresenta un bisogno primario dell'essere umano e un'attività
svolta in maniera mirata ha degli effetti terapeutici. Fare contribuisce ad essere: su ciò si basa la terapia occupazionale, una professione riabilitativa molto
diffusa, soprattutto all’estero.
La terapia occupazionale, attraverso l’azione sui processi motori, sensoriali
e cognitivi, si propone di aiutare il paziente ad arrivare al maggior grado di
indipendenza possibile. Tra gli obiettivi troviamo la garanzia delle condizioni
fisiche, la promozione delle autonomie individuali, la tutela dell’equilibrio
sociale e psichico e, dunque della salute, intesa non solo come “assenza di malattia”
ma come qualcosa di notevolmente più ampio e complesso. Secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS), infatti, un problema di salute o una malattia possono
non essere conseguenza di una limitazione fisica (nei movimenti, in una funzione
psichica, ecc.) o di un danno strutturale corporeo (un arto, un organo ecc.),
ma nascere dall'interazione fra molteplici fattori. L’OMS riconosce che la salute
può essere compromessa dall’incapacità di svolgere attività e di partecipare alle
situazioni di vita a causa di barriere ambientali oltre che di problemi a carico
delle funzioni e strutture del corpo (WHO, 2001). Dunque attività, partecipazione,
fattori ambientali e fattori personali (capacità d'azione) rivestono un ruolo
fondamentale e si influenzano a vicenda. La terapia occupazionale si inserisce
efficacemente in tale visione, proponendosi con l’intento, appunto, di promuovere
salute e autonomia personale.
Tra le categorie di soggetti destinatari di questo tipo di terapia si trovano
senza dubbio gli anziani: l’allungamento della vita cui si assiste negli ultimi
decenni, ha come conseguenza l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle
patologie croniche o legate alla senilità e dunque una domanda maggiore di interventi
legati al miglioramento della qualità della vita e alla riduzione del danno. Altri
destinatari sono tutti i soggetti che presentano problematiche nelle pratiche
quotidiane legate a malattie, traumi, difficoltà economiche, culturali e psicologiche.
La terapia occupazionale trova collocazione “fisica” in molte realtà, ospedali,
centri diurni psichiatrici, per minori, anziani o portatori di handicap, servizi
territoriali, scuole etc, oltre che nel domicilio dell’utente stesso.
La terapia occupazionale può avere un ruolo riconosciuto sia come parte integrante
di un percorso riabilitativo o di un trattamento intensivo sulla fase acuta, sia
nell’ottica della promozione della salute e della prevenzione. La promozione della
salute punta a raggiungere e mantenere uno stato di benessere fisico, psicologico
e sociale, in accordo con quanto specificato dall’OMS, lavorando sulle risorse
e sulle potenzialità degli individui e dei gruppi.
La prevenzione si distingue in primaria (riduzione di fattori di rischio, i destinatari
sono soggetti sani), secondaria (diagnosi precoce e interventi per evitare l’aggravamento
di una patologia) e terziaria (riportare un soggetto colpito da una condizione
o evento patologico allo stato di maggior salute possibile, evitando peggioramenti).
La terapia occupazionale abbraccia in particolare i concetti di prevenzione secondaria
e terziaria oltre che l’intervento in fase acuta e all’interno della riabilitazione.
Come agisce il Terapista Occupazionale
Primo compito del terapista occupazionale è raccogliere l’anamnesi del paziente,
la storia personale, familiare e della patologia, le abitudini, gli stati emotivi
e i bisogni, al fine di elaborare il programma riabilitativo. Seguirà una fase
di osservazione per valutare le capacità residue della persona e stabilire una
relazione positiva all’interno della quale il terapista, spiegando le modalità
del suo intervento, si accorderà con il cliente stesso e/o la famiglia, sulle
azioni necessarie. Prima di ciò viene ovviamente svolta una prima valutazione
che avrà come riferimento i criteri della classificazione internazionale proposti
dall'OMS (ICF). La valutazione iniziale indaga limitazioni e risorse (capacità
d'azione), strutture e funzioni fisiche compromesse e fattori vari, sociali, culturali,
istituzionali e materiali.
Successivamente, una volta elaborato il piano di trattamento, verranno anche
individuati ausili o protesi necessari al lavoro stesso o comunque al miglioramento
della qualità della vita. Il trattamento può prevedere attività individuali e/o
di gruppo che favoriscano il reinserimento e l’integrazione della persona nel
proprio ambiente e anche eventuali modifiche all’ambiente stesso che coinvolgano
anche la famiglia e la collettività.
L’elaborazione dell’intervento parte dalla definizione degli obiettivi concordati
e formulati tenendo presenti gli aspetti motivazionali del cliente e dovranno
essere realistici e misurabili, al fine di rendere possibile la valutazione periodica
dei risultati e l’adeguamento, conferma o integrazione del programma.
Facendo riferimento alle dimensioni ICF, il terapista occupazionale può lavorare
a vari livelli: con il cliente secondo la dimensione della partecipazione alle
attività per lui rilevanti, a livello delle attività, per il miglioramento di
strutture e funzioni fisiche e per favorire l’adattamento all’ambiente del paziente.
Indispensabile, come accennato, è la valutazione sistematica, anche insieme alla
persona stessa, dei risultati raggiunti, che porrà le basi per pianificare i passi
successivi e terrà conto di ogni cambiamento relativo al paziente o legato ai
fattori ambientali.
La valutazione è importante anche alla fine del processo, per confrontare la
situazione di partenza con quella finale e valutare dunque l’efficacia delle strategie
adottate. Tale fase è fondamentale anche per condividere con le altre figure professionali
coinvolte in quanto avvenuto.
Il terapista occupazionale si relaziona infatti con diversi operatori, spesso
il lavoro si svolge in èquipe multidisciplinari che possono vedere al proprio
interno logopedisti, medici, psicologi, ortopedici, psicomotricisti etc.
Oltre alle competenze tecniche specifiche, il profilo professionale del terapista
occupazionale necessiterà dunque anche di capacità relazionali, non solo per rapportarsi
con i colleghi ma in particolare per costruire relazioni positive con il cliente
e la sua famiglia, senza favorire dinamiche invischianti che renderebbero difficoltoso
il lavoro, ma mettendo in campo, comunque, empatia e consapevolezza.
Bibliografia e sitografia
- Benedetti E. (2008), L'ICF nella valutazione riabilitativa della sclerosi multipla, www.fisiobrain.com
- www.terapiaoccupazionale.it
- www.obkircher.com
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