Ad esempio, costruire una famiglia in questi anni è forse più difficile che in
passato in quanto ci si scontra con un mito molto presente nella società occidentale,
che vede nella libertà individuale e nella propria autorealizzazione un obiettivo da raggiungere
a tutti i costi : pertanto, tutto ciò che minaccia tale obiettivo, legami familiari compresi,
va tenuto a debita distanza. Spesso tuttavia, concentrati su questo mito, si perde
di vista il fatto che, in realtà, potrebbe essere proprio un legame familiare , magari una relazione di coppia matura e appagante, ad aiutarci a realizzare ciò che desideriamo fare o diventare . In questo senso anche la relazione di coppia, lungi dal rappresentare un ostacolo
potrebbe diventare possibilità, trampolino di lancio, luogo dove dimezzare le
fatiche e raddoppiare i guadagni. Non a caso Eugenia Scabini e Vittorio Cigoli ritengono che il rapporto di coppia si fondi non solo su di un patto dichiarato - un patto che ha nel matrimonio la sua visibilità a livello sociale, che è sostenuto dall'impegno e da una progettualità comune connessa alla volontà di dare continuità alla relazione - ma anche su di un patto segreto . Quest'ultimo rappresenta un intreccio inconsapevole di bisogni e speranze che nascono dalla storia personale e familiare di ognuno e che ciascun partner si aspetta di soddisfare all'interno della relazione di coppia . Sulla base di questo intreccio si concretizza la scelta reciproca. Si tratta tuttavia di un patto segreto che a volte può essere praticato - rendendo così possibile ai partner, attraverso il loro incontro, di soddisfare i loro bisogni profondi, e di sperimentare una relazione appagante - e altre volte non può esserlo in quanto i bisogni che i due partner speravano di soddisfare reciprocamente vengono sistematicamente disattesi. In questo caso a prevalere all'interno della relazione di coppia saranno il disagio e il malessere e si potrebbe sperimentare quell'ambivalenza dei sentimenti descritta da Catullo nei famosi versi "Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.escio, sed fieri sentio et excrucior." ("Odio e amo, mi chiedi perché, non lo so, ma sento che accade e mi struggo"); oppure si potrebbe giungere a dire con Warkentin che "Tutto è permesso in amore e in guerra. E il matrimonio è tutt'e due".
Ma non è tutto, perché, paradossalmente, noi abbiamo bisogno di conforto e sostegno proprio da parte di coloro che possiamo aver ferito e che possono averci feriti. Da questo punto di vista non c'è da stupirsi se l'intimità , quando viene definita come la condivisione del dolore e della paura di essere feriti, è così difficile da raggiungere al punto che molti vogliono evitarla il più possibile , senza però rendersi conto che questo tipo di condivisione è quella che ci permette di vivere insieme anche le gioie e mantenere saldo il legame. Condividere il dolore spaventa : non c'è nulla più del dolore in grado di metterci a nudo di fronte all'altro. Condividere il dolore con la persona che si ama significa entrare in relazione senza maschere e lasciare che l'altro tocchi con mano le nostre debolezze e fragilità. Significa anche fidarsi dell'altro e stimarlo capace di sostenerci e continuare ad amarci così come siamo. Ma non è automatico raggiungere questa condivisione, occorrono impegno, una profonda stima reciproca e soprattutto occorre che entrambi i partner si sentano in una posizione di uguaglianza, in una situazione in cui entrambi siano in grado di riconoscere l'uno di fronte all'altro la propria debolezza e vulnerabilità.
E si potrebbe pensare a questa come una terza "contraddizione", ossia, pensare, come sostiene Paolo Menghi , che una coppia sta bene non quando non ci sono situazioni di crisi e sofferenza, ma soprattutto quando è in grado di approfittare dei fastidi e delle eventuali sofferenze come stimolo a una spinta evolutiva e ad una comprensione maggiore dell'altro e del legame. Del resto, i legami non restano mai uguali, si modificano con il tempo e questo può essere fonte di crisi. Crisi in greco significa "separazione, scelta". Ogni cambiamento comporta delle scelte, comporta di rinunciare a qualcosa a favore di qualcosa d'altro. E anche questa può essere vista come un'occasione per continuare a scegliersi, per riscoprire in se stessi e nell'altro qualcosa di nuovo, di unico, di utile per perseguire un progetto comune che veda entrambi vincitori. Probabilmente non c'è soluzione a queste e ad altre contraddizioni della vita di coppia. Forse, la vera sfida, per il mantenimento del legame, è quella di riuscire a guardare al proprio rapporto in tutte le sue sfaccettature, percependo l'intero e non solo una faccia della medaglia. Articoli correlati
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