COME SI SCEGLIE IL PARTNER |
A cura della Dott.ssa Anna Pitrone |
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Anche se non si vuole credere ai proverbi, ce ne è uno a cui nessuno (o quasi)
si sottrae: "Dio li fa e poi li accoppia ". Senza tirare in ballo "un personaggio"
così importante possiamo spiegare il proverbio dicendo che la scelta di un partner
risponde a esigenze di tipo sociale e economico, nonché familiari, di affinità
psicologica o sessuale.
Questa mescolanza di elementi determina quella che Goethe chiamava "affinità
elettive" e che spiegava come "sottile affinità chimica in virtù della quale le
passioni si attirano e si respingono, s'associano, si neutralizzano e poi si separano
e ricompongo un'altra volta ". |

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Gustave Klimt, particolare tratto da "Questo bacio a tutto il mondo", 190 |
Gli elementi di tipo sociale
Per capire meglio se e quali elementi di tipo sociale influiscono sulla scelta
del partner si devono prendere in prestito alcuni concetti sociologici quali la struttura sociale (i tipi di gruppo, le associazioni, le istituzioni e i complessi di istituzioni
che costituiscono le società), la funzione sociale e il controllo sociale (il modo in cui le strutture funzionano e si regolano dal punto di vista etico,
religioso e morale) e il cambiamento sociale (il trend della società, i problemi di sviluppo, stasi e declino della società).
Sulla base di analisi e osservazioni di tipo sociologico, Ferrarotti (1972) ha delineato le fasi, le regole, che caratterizzano l'azione del gruppo
rispetto ad una scelta, come anche quella del partner.
Esse consistono nel:
- sviluppare un sistema comune di valori
- far sì che i membri della coppia possano influenzarsi a vicenda
- arrivare ad una decisione comune
- risolvere le tensioni che si possono creare
Di queste norme alcune sono esplicite, altre implicite e vengono trasmesse attraverso
le regole di comunicazione e i giochi relazionali. In questa prospettiva si corre
il rischio di arrivare a soddisfare quanto richiesto (magari anche solo implicitamente)
dagli altri, anche nella scelta del partner.
Gli elementi di tipo personale
Un altro elemento che caratterizza la scelta del partner potrebbe essere collegato
alle remote vicende personali che hanno caratterizzato le esperienze infantili.
John Bowlby per primo ha sottolineato l'importanza dello schema di attaccamento che si struttura
nel bambino e persiste nell'adulto. Bowlby ha identificato non solo il processo
di costruzione dello stile di attaccamento, ma ha evidenziato la costruzione di
un'attenzione o disattenzione selettiva che nell'ottica della scelta del partner viene ad assumere un ruolo molto importante.

Facendo riferimento a questo concetto la scelta del partner è un gioco di "vuoti " e di "pieni " cioè un alternarsi di attenzione selettiva ad alcune caratteristiche del partner e una disattenzione altrettanto selettiva per quegli elementi che potrebbero interferire nella stabilità
della relazione.I processi di separazione e individuazione giocano un ruolo fondamentale,
a tal fine può essere d'aiuto la lettura sistemica della coppia.
Gli elementi di tipo familiare
L'influenza del mito familiare è maggiore o minore proprio in funzione del livello
di differenziazione che la persona ha raggiunto rispetto alla famiglia di origine.La
scelta del partner è infatti il mezzo principale di trasmissione del mito familiare.
Io, tu e gli altri
La scelta del partner non comprende solo due persone ma sottintende una struttura
di tipo triangolare: IO - TU - GLI ALTRI, intendendo per altri tutto ciò che ha
caratterizzato la propria crescita e i processi evolutivi di separazione e individuazione.Quindi
la scelta del partner, in apparenza libera e spontanea, acquista senso solo se
riletta attraverso i miti individuali della coppia e della famiglia di nuova formazione.Silvia Veggetti Finzi (1994) sottolinea come sia importante osservare quali sono i profili delle coppie
che si sono scelte per la costruzione di una famiglia.
Esistono cinque tipologie:
- "la moglie come madre"
- "il marito come padre"
- "la moglie come padre"
- "il marito come madre"
- "i coniugi come fratelli"
La moglie come madre : in questa tipologia l'uomo cerca nella moglie la madre, quella immaginaria,
fortemente idealizzata e quindi ben poco corrispondente alla reale. Questa ricerca
è volta a ricreare la paradisiaca intimità dell'infanzia, quella in cui il bambino
percepisce tratti sconnessi della madre: il tono della voce, il profumo, le mani,
le gambe, il seno... Sono questi poi gli elementi che rimangono nella memoria
inconscia e che vengono ricercati nella compagna. Non è un caso che molti uomini
chiamano la moglie spontaneamente "mamma" e in quanto tale la valorizzano e la
sollecitano a prendere il posto della loro madre reale.In alcuni casi la figura
della madre è talmente idealizzata che alcuni uomini trovano comunque il modo
di lasciarla insostituita. Questo è il caso dello "scapolo a vita" che dice di
non aver trovato mai la donna giusta, o che comunque si rivolge sempre alle donne
meno adatte al suo scopo. Incontrerà la bambina, l'avventuriera, la sposata, figure
in genere lontane dall'idea del focolare domestico; anche nel caso in cui trovasse
la donna materna farà di tutto per perderla vedendo in lei la minaccia della sostituzione
della figura materna idealizzata.La figura della madre così idealizzata è colei
che deve dare tutto senza chiedere nulla in cambio. Il risultato di questa coppia
può anche essere funzionale come diceva Freud che vedeva nella trasformazione
della moglie in madre il fattore principale della stabilità coniugale. Al contrario
alcune donne vi scorgono un grande pericolo soprattutto nella vita sessuale della
coppia, relativa alla difficoltà del ruolo di donna-mamma.
Il marito come padre : come per l'uomo, la donna si trova a cercare nel partner la figura paterna,
suo primo oggetto d'amore eterosessuale, ma con meno forza che nel caso precedente
in quanto anche per la donna il primo attaccamento emotivo si è avuto con la madre.
Ogni marito comunque si ritrova ad essere confrontato con il padre della partner
e in particolare con modelli interiorizzati di responsabilità, sicurezza, autorità
e potere. Anche in questo caso il confronto tra il padre e il partner si gioca
in un mondo fantastico in cui l'estrema idealizzazione del padre produce un' esagerazione
delle aspettative che difficilmente possono essere soddisfatte. Diventa quindi
una sfida in cui la donna, condotta in un processo di infantilizzazione, incita
il proprio compagno a superare il padre portandolo a cadere nel vortice della
ricerca della perfezione.
La moglie come padre : ci sono uomini che attribuiscono alla propria moglie una funzione paterna.
In questo caso di solito la moglie ha più anni del marito e riveste un ruolo sociale
e culturale più elevato del marito, oppure ha una struttura di personalità rigida
e normativa.A questa donna-moglie-padre vengono affidati compiti tipici della
figura paterna: la sicurezza economica, la responsabilità della casa e della gestione
familiare, l' amministrazione del reddito familiare.
Il marito come madre : in coppie in cui si stabilisce questa relazione di solito si incontrano una
donna desiderosa di affetto con un uomo che ama svolgere il ruolo materno per
un' invidia inconscia della figura materna. Si tratta della ricerca da parte delle
donne della stessa soddisfazione di cui abbiamo parlato nella prima tipologia,
solo che in questo caso, essendoci un sovvertimento dell'ordine prevalente nella
società, può risultare dissonante ed essere additato come "strano".
I coniugi come fratelli : alcune coppie non volendosi impegnare in relazioni così impegnative come quelle
descritte decidono di impegnarsi in una relazione più semplice quale quella dell'amicizia
e della fratellanza. In questo tipo di coppia non c'è neanche bisogno di convivere,
spesso si dorme in stanze separate e non si condividono spazi comuni. La sessualità
è di tipo infantile e non è l'elemento centrale: al contrario di solito si condivide
più una passione esterna, che è l'elemento che mantiene unita la coppia. I motivi
che spingono queste coppie ad unirsi sono svariati: si può pensare ad un conflitto
edipico irrisolto o ad un forte investimento narcisistico su di sé.
Una volta che ci si è scelti, ecco un metodo per valutare la "volontà" sentimentale
del proprio partner, con una lista di 20 comportamenti che descrivono la coppia
ideale.E' ovvio che poche coppie possono realmente soddisfare tutti i criteri,
ma una verifica, magari condotta insieme, può aiutare…
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Il vostro partner …
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- trascorre un terzo delle ore di veglia in nostra compagnia (media settimanale).
- il rapporto che ha con te fa sì che non provi malinconia o senso di solitudine
e senti che colma il tuo desiderio di essere amati.
- ti parla dei suoi argomenti personali.
- ascolta con partecipazione i tuoi argomenti personali.
- è affettuosa/o con te (ti bacia, abbraccia, accarezza, vezzeggia…).
- desidera che i rapporti sessuali siano completi, frequenti e soddisfacenti.
- mostra attraente e curata/o anche secondo il tuo gusto.
- progetta il matrimonio e la vita in comune rispettando la condizione numero 1.
- progetta la nascita di figli e una volta nati si dedica attivamente alla cura
di essi.
- soddisfa le prime nove condizioni descritte in questo elenco…
- ti apprezza tanto per i tuoi comportamenti di coppia per le altre tue attività
(dal lavoro al rapporto con gli amici, coi figli…).
- ti fa dei favori e ti ringrazia per i favori fatti.
- ti è sessualmente fedele.
- rispetta la tua volontà, i tuoi oggetti, rispetta gli individui che ti sono cari.
- non ti mente.
- non parla male di te, non ti prende in giro con altre persone.
- non approfitta della tua disponibilità o della tua paura di essere lasciata/o
sola/o.
- non ti ingiuria e non ti percuote.
- porge delle scuse per le sue mancanze di rispetto.
- protesta manifestamente per le mancanze di rispetto subite.
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I primi dieci punti misurano la disponibilità ad avvicinarsi e testano il livello
di attaccamento mentre gli ultimi dieci sondano l'esistenza o meno di aggressività.
La voce 10 cerca di smascherare la diffidenza coordinando le voci precedenti
che indagano la lontananza fisica nella 1°, la freddezza nella 5°, l'assenza di
progettualità nella 8° e 9°.
Gli autori citati:
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John Bowlby (1907- 1990) "Non ci sono altre esperienze che possano avere grandi effetti sullo
sviluppo della personalità di un individuo quanto l'esperienza infantile all'interno
della famiglia. Iniziando dal suo primo mese di relazione con i suoi genitori,
l'infante, si costruisce dei modelli di come le figure affettive si comportano
nei suoi confronti in qualsiasi varietà di situazioni e, su questi modelli sono
basate tutte le sue aspettative e perciò tutti i suoi piani per il resto della
sua vita" Attachment and Loss (1973). |
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Franco Ferrarotti è nato in Piemonte nel 1926. Ha condotto i suoi studi in Italia, Inghilterra
e negli Stati Uniti. Nel 1961 ha vinto il primo concorso per una cattedra in Sociologia,
la quale in quel periodo era annessa alla facoltà di Magistero di Roma. Per alcuni
anni rimase l'unico professore ordinario di questa disciplina finché, insieme
ad altri, non si fece promotore della nascita di una facoltà interamente dedicata
alla Sociologia. Le opposizioni furono forti ma la spuntò Ferrarotti e, nel 1964,
a Trento nacque la facoltà di Sociologia. Nel 1951 ha fondato i Quaderni di Sociologia
con Nicola Abbagnano e attualmente dirige la rivista Critica Sociologica. È stato
tra i fondatori del Consiglio dei Comuni d'Europa, direttore della ricerca sociale
dell'Ocse (1958-60) e deputato alla terza legislatura (1958-63). Ha insegnato
presso numerose università straniere, specialmente in America. Attualmente insegna
presso l'Università La Sapienza di Roma. |
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Silvia Veggetti Finzi Laureata in Pedagogia e specializzata in Psicologia Clinica, ha lavorato come
psicoterapeuta per i problemi dell'infanzia, della famiglia e della scuola. Sposata
il filosofo Mario Vegetti, dal 1975 insegna Psicologia Dinamica all'Università
di Pavia.Attualmente collabora con vari giornali e rubriche - "La psicologa risponde"
- di "Insieme " e - "Psiche Lei" - di "Io donna". | |