DOMANDE E RISPOSTE
La Fobia Sociale può essere considerata una patologia dei nostri tempi? E' in
aumento?
Qual é la sua incidenza?
Qual è la differenza tra Fobia Sociale e Depressione?
La Fobia Sociale è un disturbo comportamentale che riduce le possibilità del
soggetto di stabilire rapporti sociali. Si tratta di un disturbo che può gradatamente
condurre a stati depressivi e all'auto-isolamento.Parlare di aumento di questo
disturbo é improprio. Oggi c'é una maggiore consapevolezza e una maggiore conoscenza
di questi disturbinon soltanto perché se ne parla sui media, nei congressi, ma
anche perché sono cadute quelle strutture protettive che mascheravano la malattia.
La famiglia era, 50 anni fa, un argine protettivo per il fobico, come per il depresso.
La frantumazione dei rapporti familiari; i ritmi frenetici dei nostri tempi stanno
portando allo scoperto la problematica.
Esiste una relazione fra disturbi psichici e ambiente sociale?
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Dando per scontato che esiste comunque una predisposizione genetica e sicuramente
familiare ai disturbi psichici e comportamentali, il contesto socioculturale gioca
oggi un sicuro ruolo nell'esplosione dei disturbi psichici che vanno dalla fobia
sociale, ai disturbi ossessivo-compulsivi fino alla depressione nelle sue varie
sfaccettature.Ciò nasce dal confronto, spesso conflittuale fra due modelli di
comportamento:
- il comportamento che la società, nella sua evoluzione, impone con le sue regole,
le sue mode, i suoi ritmi all'uomo moderno
- il comportamento individuale
Nella sua storia l'uomo ha sempre dovuto adattarsi ai cambiamenti ambientali
e socioculturali imposti dal gruppo o dall'etnia di appartenenza.
Grazie alle sue capacità di adattamento egli é riuscito sempre a mediare i mutamenti
ambientali con i propri bisogni e il proprio benessere.
Ma in questo ultimo secolo sono avvenuti più cambiamenti che in tutta la storia
millenaria dell'uomo: dal traumatico passaggio da una civiltà contadina a quella
industriale; dall'appartenenza al proprio villaggio al villaggio globale che impone
quasi quotidianamente nuovi modelli di riferimento, nuovi comportamenti, nuovi
stili di vita.
La capacità di adattamento dell'individuo é messa a dura prova; i più fragili
non riescono a tenere il passo con l'evoluzione della società. Si manifestano
così quei disturbi che vanno sotto il nome di ansia generalizzata o di fobia sociale
o forme più chiaramente depressive che hanno spesso in comune la demoralizzazione,
l'evitamento più che la paura del confronto, fino all'isolamento e alla comorbidità
sotto forme più clamorose come gli attacchi di panico, i disturbi ossessivo-compulsivi,
l'agorafobia. |
Quale relazione c'é tra Fobia Sociale e Depressione?
La Fobia Sociale, altre forme di ansia o altri disturbi depressivi minori non
confluiscono necessariamente nella Depressione Maggiore tranne i casi in cui esistano,
a livello biologico, correlazioni neuro-endocrine e biochimiche. Questi sono i
soggetti più a rischio.
In ogni caso, specialmente nei soggetti giovani, é indispensabile cogliere tempestivamente
i disturbi relativi a un disagio sociale se si considera che lo 0.2% dei bambini
nell'età della scuola elementare e l'1% degli adolescenti presentano disturbi
psichici.Il disagio dei giovani trova spesso una via di fuga nella droga. |
Quali sono gli errori più comuni nel trattamento di questi disturbi?
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Gli errori più comuni nascono dalla sottovalutazione che prima la famiglia poi
molti medici fanno dei problemi di questi soggetti prima che il paziente arrivi
allo psichiatra.L'errore più frequente dei familiari é di interpretrare i comportamenti
del congiunto come espressione di timidezza, introversione, mancanza di grinta
e di sollecitarlo a essere più attivo, più aperto, di rimproverarlo per insuccessi
scolastici o sul lavoro.E' come chiedere a un vecchietto di correre i 100 metri
in 10 secondi.
L'errore di molti medici di famiglia é di minimizzare la patologia, di considerarla
una forma d'ansia minore curabile con ansiolitici.Per questo motivo, nonostante
che esistano oggi farmaci efficaci, allo psichiatra arrivano quasi sempre pazienti
già devastati dal disordine mentale per i quali il trattamento terapeutico diventa
inevitabilmente più lungo, complesso e costoso per la comunità. |
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