Sarò in grado di riconoscere e accettare i miei limiti e i miei punti di forza insieme alla mia energia vitale, che mi renderà capace di pensare rapidamente e di agire con calma senza inutile ansia e tensioni, perché sentirò il mio corpo leggero e rilassato e la mia mente serena, lucida e scattante. Questa profonda consapevolezza mi darà la forza e il coraggio di credere in me e di andare avanti, di amare la vita e di sentirmi veramente libero, in pace con me stesso e in piena armonia con l'universo. So che questo è possibile, può accadere già oggi… semplicemente perché lo voglio! L'importanza di comunicare con il cuore E' inutile negarlo in una società basata sulla conoscenza e l'informazione, caratterizzata
da forte Per comprendere meglio l'argomento è necessario partire da un dato di fatto: la maggior parte delle persone comunica prevalentemente (se non esclusivamente) con la testa mettendo a tacere il cuore, sede dei sentimenti e delle emozioni. Osservando infatti la mimica facciale, il linguaggio del corpo, lo stile di comunicazione e di comportamento sociale ci si rende immediatamente conto del facile trionfo della testa sul cuore, del predominio schiacciante della razionalità sulle emozioni, evidentemente soffocate perché ritenute scomode se non addirittura ingombranti. D'altra parte le emozioni, secondo i piu' sono un fatto così privato, un aspetto così intimo che non conviene assolutamente rivelarle nelle relazioni interpersonali: farle entrare in gioco significherebbe rischiare di perdere la partita. Ma di quale partita si tratta? Di una partita non meglio definita, che si gioca di volta in volta con maggiore o minore impegno e determinazione in funzione della natura e importanza degli obiettivi, ma che è sempre connotata da una costante preoccupazione di fondo: vincere sull'altro, battere l'avversario, dimostrare che si è migliori, più competenti, più bravi, che la propria tesi è più corretta o più giusta rispetto a quella dell'interlocutore e via discorrendo. Tutti concordano sull'importanza di un'efficace comunicazione come conditio sine qua non per creare relazioni sane e reciprocamente gratificanti. Nonostante ciò, comunicare bene diventa sempre più difficile e in alcuni casi addirittura impossibile. Basta guardare le innumerevoli situazioni di conflitto interpersonale che finiscono inevitabilmente nello sterile gioco a somma zero, che vede tutti perdenti, anche se qualcuno conserva l'illusione di aver vinto a spese dell'altro.
La risposta al perché questo accada sembra essere che non siamo emotivamente intelligenti, manchiamo di quella forma sofisticata, ma indispensabile di intelligenza umana di livello superiore, che è appunto l'intelligenza emotiva e così il nostro modo di comunicare risulta inefficace e inappropriato, qualche volta anche socialmente scorretto e comunque disfunzionale rispetto agli obiettivi in gioco. E' proprio l'intelligenza emotiva a fare la differenza tra chi utilizza in modo competente gli strumenti della comunicazione ottenendo buoni risultati in termini di approvazione sociale e consenso e chi, invece, non avendo familiarità con tali strumenti, o ignorandoli del tutto, compromette irrimediabilmente gli esiti comunicativi, riportando la peggio in ogni situazione. E' sempre l'intelligenza emotiva a consentirci di poter affermare senza ansia, con calma e assertività il nostro punto di vista nel pieno rispetto di quello altrui, e senza perdere il controllo della situazione. Quando si è emotivamente intelligenti, si è in grado di comunicare con il cuore e non si sente il bisogno di umiliare, offendere, squalificare l'altro, non si pretende di primeggiare e vincere a tutti i costi alla ricerca di un potere che abbia effetto ansiolitico e che permetta di mantenere sotto controllo la propria ansia e insicurezza. Tutto avviene ed evolve in maniera naturale e gli equilibri relazionali sono salvi. Quando, invece, ci si lascia guidare solo dalla testa e dalla razionalità, mettendo da parte il cuore e le sue ragioni, si finisce quasi sempre per ritrovarsi in una disputa senza fine in cui ognuno è ancorato rigidamente alle proprie posizioni e, senza saperlo, si gettano le basi per un finale prevedibile e abbastanza scontato, che nella migliore delle ipotesi sarà una situazione reciprocamente insoddisfacente del tipo muro contro muro. Se invece si avesse maggiore consapevolezza di sé e del proprio stile di comunicazione (ma la consapevolezza è un elemento fondamentale dell'intelligenza emotiva), si eviterebbero tanti errori nel rapportarsi agli altri.
E' importante rendersi conto che quando si comunica solo con la testa razionalizzando sempre tutto, si arriva al confronto o alla discussione con un Sé fragile, conflittuale, carico di ansia e paure e generalmente questo non porta ad alcuna conclusione positiva, che potrà essere tale solo se entrambi i soggetti comunicanti sentiranno di aver vinto e non perso. In caso contrario, in quel particolare contesto comunicativo si troveranno a confrontarsi due persone in ansia, bloccate dalla paura, che si sentiranno reciprocamente minacciate e insicure e quindi più propense a stare sulla difensiva e a vedere l'altro come un nemico da affrontare e battere a tutti i costi, anziché un partner comunicativo con cui dialogare. In questi casi, quella che nasce come una semplice discussione o confronto, può finire - per effetto della dissonanza cognitiva - in una situazione di aspro conflitto che generalmente diventa guerra psicologica ad oltranza. Quando si comunica in uno stato di paura o di ansia, si tende ad affrontare la situazione con un approccio mentale del tipo vincere/perdere. Io devo vincere, tu devi perdere; io ho ragione, tu torto, io devo parlare, tu devi tacere, ecc.. Alla base di un tale atteggiamento ci sono sempre convinzioni di fondo riguardo alla propria posizione esistenziale, aspetto decisivo della propria personalità, che identifica il modo di porsi nei confronti degli altri e della vita. E un eccesso di razionalità misto ad ansia può spingere l'individuo a pensare Io sono Ok, Tu non sei Oke ad agire di conseguenza, rapportandosi agli altri in maniera sbagliata. In realtà, il problema è che se affrontiamo la questione in questa ottica, squalificando l'interlocutore e attribuendogli inconsciamente il ruolo di perdente, non ne verremo mai fuori e non potremo avviare, costruire e mantenere una relazione reciprocamente gratificante, che potrà durare nel tempo solo se sostenuta da solide basi come il rispetto reciproco, la tolleranza, l'orientamento al dialogo e l'accettazione dell'altro come partner comunicativo. Perciò, è bene considerare che quando comunichiamo con la testa provando ansia da prestazione e da risultato, senza renderci conto di essere guidati dalla paura, allora ci stiamo avviando verso la sconfitta e il gioco a somma zero, micidiale trappola emotiva dalla quale sarà poi difficile se non impossibile uscire. Stando così le cose qual è l'alternativa? L'alternativa consiste nel riuscire a comunicare dal cuore e con il cuore per arrivare al cuore dell'altro, dando il necessario spazio ai sentimenti e alle emozioni. Questo significa aprirsi sinceramente alla cultura del dialogo, dell'uguaglianza e della parità dei diritti. Entrare in una dimensione comunicativa e relazionale vera, autentica, profondamente gratificante, alla base della quale ci sono sentimenti importanti come la fiducia, la tolleranza, l'empatia, l'amore e il rispetto per l'altro. Tutto questo è intelligenza emotiva! Ed è quello che serve per creare sintonia comunicativa, cultura del dialogo, simmetria relazionale, convergenza sugli obiettivi e, in ultima analisi, un risultato finale reciprocamente soddisfacente, che consente ad entrambi di vincere e di sentirsi Ok. A pensarci bene non ci sono alternative! Si potrebbe obiettare che in teoria il discorso non fa una piega, tutto fila liscio come l'olio, ma nella pratica la faccenda è molto più complicata. E' vero, non è affatto semplice comunicare con il cuore. Bisogna prenderne atto, costa più fatica e poi la verità è che non siamo abituati a farlo e ci vuole allenamento! E nessuno ci ha educati a comunicare con il cuore e insegnato ad acquisire questa fondamentale competenza di vita, indispensabile per comunicare bene in qualsiasi contesto e ambiente. E la maggior parte di noi non ha purtroppo avuto buoni maestri né in famiglia né tanto meno a scuola, ed è per questo che oggi risulta difficile operare una inversione di tendenza che richiede coraggio, flessibilità, capacità di mettersi in gioco oltre a uno sforzo notevole di ristrutturazione cognitiva e di cambiamento del proprio stile di comunicazione e di comportamento sociale, indispensabile per riuscire a riconoscere, gestire ed esprimere adeguatamente i propri pensieri, stati d'animo ed emozioni. La maggior parte delle persone non è disposta a compiere questo sforzo, pur sapendo che si tratta di un salto di qualità che può migliorare la qualità della vita, perché pensa di non esserne in grado (ammesso che ne abbia consapevolezza), tanto è cristallizzato l'automatismo di certe routine difensive che creano un modo di comunicare che, per quanto risulti oggettivamente inadeguato e disfunzionale, è pur sempre parte integrante del proprio modo di essere. E cambiare si sa non è per niente facile! Tutte queste considerazioni ci aiutano a comprendere e soprattutto possono spingerci ad applicare correttamente nella vita sociale professionale di tutti i giorni i suggerimenti che seguono, indispensabili per imparare a comunicare con il cuore. Essi costituiscono la premessa fondamentale di un percorso in autoapprendimento sul tema dell'intelligenza emotiva nel quale ognuno potrà trovare, se motivato a farlo, le risposte a un suo bisogno interiore di cambiamento e miglioramento o di semplice riconciliazione con se stesso. Acquisire consapevolezza di questo percorso significa già essere a buon punto sulla strada lunga e a volte in salita del cuore. Il resto viene da sé con la pratica sapendo che il viaggio intrapreso è un viaggio interminabile, ma allo stesso tempo è un'esperienza entusiasmante, un'autentica sfida con se stessi che vale la pena di affrontare perché forse rappresenta l'unica strada conosciuta dal cuore per arrivare a star bene con se stessi e con gli altri. Sette passi per imparare a comunicare con il cuore
Bibliografia:
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