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I latini usavano dire: Faber est suae quisque fortunae, vale a dire ognuno è artefice della propria fortuna , del proprio destino ed in ultima analisi è il costruttore della propria vita.
In questo senso non è azzardato sostenere che la persona che più di tutte può
renderci felici è rappresentata, per ciascuno, da se stesso. Se proviamo a pensare
in questi termini troveremo senza dubbio curioso il fatto che le persone possano
fare tanto affidamento su previsioni e oroscopi circa l’andamento dell’anno o
della giornata. Infatti, se pensiamo di essere gli artefici del nostro destino,
saremo più propensi a ritenere che il futuro, in linea di massima, sarà come lo decideremo noi e comunque, anche nel caso di eventi del tutto inaspettati e inevitabili, saremo
sempre noi a decidere come e con quale stato d'animo affrontarli. E’ facile notare
come molte persone si lamentino delle proprie condizioni, o siano più portate
a guardare le cose che non funzionano rispetto a quelle che vanno per il verso
giusto, tuttavia è altrettanto facile notare come ben poche persone decidano veramente di prendere in mano le redini della propria
vita , di rimboccarsi le maniche e cambiare quello che può essere modificato. Del
resto tutti, in qualche modo e in qualche circostanza, abbiamo dato il potere
di decidere sulla qualità della nostra vita a qualcuno o a qualcos'altro, trascurando
il fatto che siamo noi stessi i maggiori artefici del nostro destino.
Se dovessimo usare una metafora, potremmo paragonare la nostra vita ad una società per azioni , in cui seppur siano in molti a condizionare ciò che siamo, resta il fatto
che ognuno, nei confronti della propria esistenza, è l’azionista di maggioranza
e quindi il maggior responsabile. Se partiamo dal presupposto che possiamo assumere
il controllo della maggior parte degli eventi della nostra vita, sarà più facile
rendersi conto che non è sempre funzionale al nostro benessere adottare costantemente
l’atteggiamento di chi colpevolizza forze esterne o gli altri per le cose che
non vanno, ma è molto più funzionale assumersi le proprie responsabilità e cercare di capire se e come è possibile
farvi fronte e modificare la situazione. Potrebbe essere persino più facile non scoraggiarsi di fronte agli sbagli e
interpretare gli errori più come occasioni per apprendere e per fare esperienza,
che come fallimenti totali. Da questo punto di vista ci sentiremo maggiormente
legittimati ad usare pazienza nei confronti di noi stessi e a pensarci come vincitori per il solo fatto di aver tentato di modificare
una data situazione piuttosto che falliti perché il tentativo non è riuscito come
ci aspettavamo.
Pensare di essere gli artefici del proprio destino significa:
- scegliere , decidere che cosa si vuole dalla vita per poi agire di conseguenza , senza aspettare che il destino, o le persone potenti, facciano al posto nostro.
Molti passano la vita aspettando che arrivi il compagno perfetto, il lavoro perfetto,
gli amici perfetti: ma non c'è bisogno di aspettare che qualcuno ci dia qualcosa
nella vita! Noi stessi per gran parte abbiamo il potere di conseguire e determinare
ciò di cui abbiamo bisogno, se ci si impegna e si stabiliscono obiettivi e linee
d’azione, ottenere ciò che ci si è prefissi è solo una questione di tempo.
- essere consapevoli delle molte scelte che si hanno a disposizione - sia nell'azione che nei sentimenti - per far fronte
alle situazioni della vita.
Autostima, determinazione, conoscenza e buonsenso possono essere dei buoni compagni!!! |