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LA BACK SCHOOL

A cura di Andrea Carlucci

Da numerose ricerche risulta che la causa principale di ogni disturbo sia da imputare, più che a patologie del rachide, all’utilizzo di posture scorrette che impongono alla colonna vertebrale un allineamento non fisiologico; tutto ciò accade quotidianamente, ad esempio, durante lo svolgimento di mansioni o lavori ripetuti, mentre si sollevano dei pesi, mentre si stira oppure solo semplicemente mentre si sta seduti.
Si è osservato, inoltre, che anche lo stress psicologico, il deficit di forma fisica, l’abuso di caffeina e nicotina e la scarsa consapevolezza e conoscenza della fisiologia e della biomeccanica della colonna vertebrale possono incidere negativamente.

La Back School cioè la scuola della schiena nasce con lo scopo di insegnare ed educare ad un uso sano della schiena, attraverso esercizi e posture, secondo quelli che sono i principi chinesiologici che la governano. Essa unisce i contributi della medicina, della chinesiterapia, dell’ergonomia, della psicologia e dell’educazione alla salute. Si è dimostrata la metodica più efficace e duratura nel trattamento della lombalgia e della lombo-sciatalgia ma, più in generale, è utile a chiunque desideri prendersi cura della salute della propria colonna vertebrale.
Una scuola della schiena in grado di integrare metodi diversi; quello svedese, americano e neozelandese con i metodi di rieducazione tradizionali creati da Williams, Caillet e Charrière, insieme con quelli chinesiterapici moderni, la terapia meccanica Mckenzie, il metodo Mézières, il metodo Feldenkrais, il metodo Alexander, il metodo dei Riflessi Posturali, la Rieducazione Propriocettiva, la rieducazione posturale globale di Souchard, l’Idrochinesiterapia, la Bioenergetica. La Back School non si affida ad un metodo solo ma lo sceglie in base all’obiettivo da raggiungere o alla necessità del paziente.

Il paziente come protagonista
La Back School riconosce al paziente un ruolo attivo, lo rende protagonista e collaborante per la buona riuscita di qualsiasi trattamento. Ciascuno viene messo nelle condizioni di conoscere come funziona e come è fatta la propria colonna vertebrale per poi indagare quali sono i meccanismi che innescano una dinamica dolorosa. Attraverso questo processo di consapevolezza si apprende un uso corretto della schiena attraverso posture efficaci e coerenti alle diverse azioni quotidiane. Col tempo si impara ad utilizzare gli esercizi per prevenire o contrastare il dolore all’insorgenza di una ricaduta. Attraverso il controllo della respirazione e del rilassamento ci si rieduca a gestire meglio i propri stati di ansia e ad allentare le tensioni.

Le curve fisiologiche della colonna vertebrale
Vista lateralmente la colonna vertebrale non è diritta ma presenta delle curve armoniose che le conferiscono maggiore resistenza e la capacità di ammortizzare i numerosi carichi che essa riceve quotidianamente.
Esse si chiamano lordosi lombare, cifosi dorsale e lordosi cervicale. Tali curve, essendo normali, vengono definite curve fisiologiche.
È, pertanto, normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
Le cinque vertebre lombari formano una curva a concavità posteriore chiamata lordosi.(fig 1)

Essa è una curva benefica perché permette alla colonna vertebrale di ammortizzare le pressioni le sollecitazioni quotidiane.
Quando si ha la giusta lordosi lombare, la pressione si distribuisce uniformemente sulle strutture anteriori (disco e corpo vertebrale) e posteriori (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate
La posizione in cui la colonna conserva la lordosi fisiologica viene definita anche posizione neutra (fig.2) perché costituisce la posizione intermedia di equilibrio tra la flessione e l’estensione. Il nucleo polposo del disco non viene spinto né posteriormente (fig.3) come avviene nella flessione, né anteriormente (fig.4), come avviene nell’estensione .
Per avere un’idea di come si comporta il nucleo polposo durante i movimenti della colonna vertebrale bisogna paragonarlo ad una saponetta bagnata tenuta tra due mani. Solamente quando le due mani si mantengono parallele la saponetta è in una situazione di stabilità e anche esercitando un po’ di pressione essa rimane al suo posto. Quando invece non vi è equilibrio essa può scivolare da una parte o dall’altra a seconda della prevalenza della pressione.
Lo stesso avviene per il nucleo polposo quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli.

Le posture scorrette
Quando la colonna lombare si flette perde la fisiologica lordosi, o addirittura assume un atteggiamento di cifosi, si ha una cattiva distribuzione della pressione: aumenta la pressione sul pilastro anteriore, sul corpo vertebrale e sui dischi intervertebrali. Lo spazio tra i corpi si riduce anteriormente e aumenta posteriormente, il nucleo polposo viene spinto all’indietro mettendo in tensione le fibre posteriori dell’anello fibroso.
In questa posizione di alterato equilibrio il rachide lombare è più instabile, meno resistente, meno capace di sopportare pressioni.
Ci sono attività che vengono compiute quotidianamente che costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione. Ad esempio, normalmente iniziamo a fletterci fin dal mattino per lavarci; poi ci curviamo per vestirci. Spesso queste operazioni vengono ripetute nell’arco della giornata.

Il dolore non è un ostacolo ma una guida:
Quando le posizioni scorrette vengono mantenute per brevi periodi non provocano danni né lombalgia. Se, al contrario, vengono mantenute per tempi prolungati possono scatenare una lombalgia. Il dolore non è altro che un messaggio intelligente, un segnale di allarme della colonna vertebrale che cerca di far capire il suo disagio ed esprime il bisogno di cambiare posizione. Infatti è sufficiente modificare la posizione per eliminare la lombalgia. Meglio ancora, sempre in presenza di lombalgia posturale, per eliminare il dolore, correggere la postura scorretta.

Il movimento di flessione è ancora più potenzialmente dannoso quando viene eseguito per sostenere uno sforzo: ad esempio, per sollevare un peso. Il rachide lombare è instabile, meno resistente, incapace di sopportare pressioni. Ne possono conseguire problemi anche gravi come l’ernia del disco. La Back School insegna e da indicazioni su come devono essere sollevati e portati i pesi di qualunque genere; in tutte le implicazioni la colonna deve mantenere il più possibile le proprie normali curve fisiologiche.

Il dolore diventa il migliore alleato della rieducazione:
È molto più facile educare un soggetto che soffre di mal di schiena a sedersi e muoversi correttamente, quando, in fase acuta, i movimenti scorretti provocano dolore. Allo stesso modo è più facile convincerlo ad eseguire regolarmente gli esercizi, quando si accorge che con la loro ripetizione può ridurre il suo dolore.

ESEMPI DI ESERCIZI

Capacità di mantenere la lordosi lombare in posizione seduta:
La capacità di mantenere la fisiologica lordosi lombare è un obiettivo fondamentale per la Back School poiché permette di evitare i danni della posizione seduta prolungata.

In posizione seduta di fianco ad uno specchio appoggiare le mani sul bacino e provare a ruotare il bacino in avanti e indietro. Prendere coscienza di come variano i contatti del bacino con il piano del sedile: si percepisce che ruotando il bacino in avanti il peso si sposta sulle tuberosità ischiatiche (dette più brevemente “ischi”), ruotando il bacino indietro il peso si sposta sul coccige.
Allo specchio è possibile osservare che la curva della regione lombare del rachide varia modificando l’atteggiamento del bacino:
• ruotando il bacino in avanti (stando seduti sugli “ischi”) si riforma la lordosi fisiologica (fig A), cioè la regione lombare diventa concava;
• se la rotazione del bacino in avanti viene forzata la lordosi appare accentuata (fig.B);
• ruotando il bacino indietro gradualmente la lordosi si riduce, poi si rettifica ed infine quando il peso si sposta sul coccige si inverte, da concava diventa convessa assumendo un atteggiamento di cifosi lombare (fig. C).
Saper eseguire la rotazione del bacino in avanti permette di acquisire la capacità di mantenere le curve fisiologiche (fig. A), condizione indispensabile per evitare i danni della posizione seduta prolungata.

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Esercizi per combattere il dolore

1) Rilassamento in estensione per chi ha bisogno di riformare la lordosi lombare
2) Mantenere la posizione per alcuni minuti con un respiro calmo e regolare.
3) Rilassamento in flessione per chi ha bisogno di ridurre la lordosi lombare
4) Rilassarsi completamente lasciando scendere leggermente il bacino per effetto della forza di gravità.
5) Mantenere la posizione per alcuni minuti con un respiro calmo e regolare.
6) Non rialzarsi con un movimento brusco, ma lentamente facendo leva sugli arti superiori.

Si ringrazia per la collaborazione il Prof. Benedetto Toso, Docente di Posturologia alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano e all’Università La Sapienza di Roma e Fondatore dell’Associazione Back School (www.backschool.it)

Le foto sono tratte dai seguenti testi:
- Toso, B., Back School, Neck School, Bone School: programmazione, organizzazione, conduzione e verifica, Edi Ermes, Milano, 2003.
- Toso, B., Back School: un programma completo per prevenire e curare le algie vertebrali, Red edizioni, Milano, 2008.

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