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ESERCIZI DI BIOENERGETICA |
A cura di Sara De Felice |
Non si può non comunicare. I gesti, il tono della voce, gli sguardi, comunicano
sempre qualcosa, ciò che non si dice a parole lo si esplicita attraverso diversi
canali, meno intuitivi, ma ugualmente efficaci. La comunicazione umana è costellata
di impliciti che proprio per loro natura non possono essere immediatamente chiari e non sono
riconosciuti da tutti. L'implicito non si può raccontare, ma si può avvertire, si può intuire.
In psicologia il concetto di comunicazione implicita è un tema centrale, poiché in essa passano quei messaggi che il paziente non
riesce ad esprimere chiaramente in forma verbale.
Molto spesso durante le sedute di psicoterapia i pazienti esprimono dei “no”
che in realtà sono “si” oppure delle richieste d'aiuto celate dietro a frasi “sto
bene”. Il linguaggio implicito è il linguaggio dell'inconscio. Quasi mai il paziente
è consapevole dell'incongruenza che si manifesta tra ciò che dice e ciò che comunica
con l'implicito. Quello che le parole non riescono a raccontare viene narrato
attraverso il corpo.
Secondo l'analisi bioenergetica la struttura del corpo rappresenta la mappa formata dai blocchi energetici:
tensioni muscolari croniche nelle quali viene trattenuta l'energia che non è altro
che un'emozione negata, come impedirsi di piangere, di arrabbiarsi, di dire “no”.
Non esprimere le proprie emozioni significa non solo bloccare il movimento espressivo
del sentimento, ma determina anche un allontanamento da esso e dalla percezione
del corpo.
Reich e Lowen, padri dell'analisi bioenergetica, parlano di “armatura caratteriale”:
l'insieme di tutte le difese inconsce che si formano sin dall'infanzia per sfuggire
ad un sentimento traumatizzante.
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L'analisi bionergetica permette anche un nuovo tipo di intervento che rinforza
l'identità e migliora la consapevolezza e la percezione del corpo e delle emozioni.
Pur non essendo una psicoterapia - manca totalmente il momento della verbalizzazione
e della rielaborazione - può essere considerato un ottimo strumento per ricostruire
e rinforzare il senso dell'identità dell'IO e di radicamento nel proprio corpo
attraverso il quale si ha la prima esperienza e percezione del mondo che ci circonda.
L'obiettivo è quello di identificare i confini del corpo, ritrovare la percezione
di parti dimenticate, rilassare le tensioni muscolari dovute e contrazioni croniche
causate dallo stress o da difese inconsce, esprimere stati emotivi che generalmente
vengono repressi come aggressività o opposizione, imparare a esprimere ma allo
stesso tempo contenere le emozioni. Questo si ottiene ridando la consapevolezza
al movimento, cogliendo le difficoltà nell'eseguirlo, ponendo attenzione all'emozione
sottostante.
La definizione di “Classe di esercizi di bioenergetica” sottolinea diversi aspetti di questa tecnica. La parola “classe” sottintende
due significati: il primo come sequenza strutturata di movimenti, il secondo come
gruppo di persone che hanno il medesimo obiettivo.
Questa duplice interpretazione sottolinea il carattere della tecnica: individuale e relazionale. Il primo aspetto riguarda la possibilità di ridurre le tensioni muscolari,
a fare dei movimenti emozionali, ogni componente del gruppo mette al centro degli
esercizi il proprio corpo, la propria identità. L'aspetto relazionale che riguarda
il gruppo tocca l'imitazione, la regolazione interattiva, e l'autoregolazione.
Si tratta di una “relazione circolare interattiva”: l'andamento della classe non
dipende solo dal conduttore ma è influenzato anche dalla risposta che i partecipanti
danno agli esercizi, dall'energia del gruppo e dalla sensibilità all'ascolto del
linguaggio non verbale.
Il canale che favorisce la riconnessione con il linguaggio del corpo sta nella
specificità dei “movimenti emozionali”, chiamati così perché hanno un immediato
legame con un sentimento soggettivamente significativo. Sono tutte quelle posture,
movimenti o gesti che producono una risonanza emotiva. Ad esempio, l'esercizio
di battere i piedi può rievocare il gesto spontaneo del bambino che protesta, oppure il gesto di
scalciare verso l'esterno evoca la possibilità di allontanare qualcosa o qualcuno di negativo producendo
sentimenti relativi all'opporsi, al distanziarsi, al ribellarsi, al mandare via,
alla possibilità di dire “NO”.
Questi movimenti, soprattutto se ripetuti nel tempo, creano e rievocano stati
emozionali arcaici. È possibile che all'interno della classe di esercizi le persone
possano scoppiare in lacrime o ridere. È importante accogliere queste espressioni
di sentimenti poiché indicano che qualcosa si sta muovendo, che una parte delle
difese si sta aprendo all'esterno e permette un sincero e libero fluire di energie
ed emozioni.
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Bibliografia
• Borrello M. R. (1997) “La classe di esercizi bioenergetici. Uno strumento per il rinforzo dell'identità” Psicologia e Scienze Umane N1 aprile 1997
• Borrello M.R. (2009) “La classe di esercizi bioenergetici, momenti di regolazione interattiva e di
autoregolazione” Il corpo narrante N. 2 Luglio 2010
• Facioni t., Gidaro V. (2010) “La voce che rivela” Il corpo narrante N.2 Luglio 2010
• Lowen A. (1979) “Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica” Astrolabio
• Reich W. (1994) “Analisi del carattere” Sugarco Edizioni.