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LA MINDFULNESS PER BAMBINI |
A cura di Andrea Carlucci |
La Mindfulness è una metodologia di origine americana che unisce teorie zen, buddismo e meditazione
alle più occidentali teorie freudiane e di psicoterapia. Attraverso l’apprendimento
di alcune tecniche, si diventa capaci di prestare attenzione al presente in modo
consapevole senza farsi travolgere dal flusso dei pensieri e provare a vivere
e a guardare il mondo con entusiasmo e soddisfazione.
I presupposti su cui si fonda la Mindfulness sono cinque:
- Non reattività: percepire sentimenti ed emozioni senza reagire forzatamente;
- Auto-osservazione: restare in contatto con le proprie sensazioni e sentimenti anche quando sono
spiacevoli;
- Concentrazione: prestare attenzione a ciò che si fa, momento per momento;
- Descrizione: essere capaci di esprimere a parole le proprie convinzioni, opinioni e desideri;
- Non giudicare: non criticarsi perché si provano emozioni irrazionali o inappropriate.
Le situazioni che si possono superare attraverso la pratica della Mindfulness interessano stati di stress, attacchi di panico, disturbi dell’attenzione, difficoltà di relazione, malessere psicosomatico; sono, queste, tutte sindromi che possono colpire i bambini o i giovanissimi, in particolare coloro che, nonostante e forse proprio a causa della loro abilità nell’uso degli apparati tecnologici, risultano essere sempre meno in contatto con sé stessi e con l’ambiente circostante.
Le esperienze di Mindfulness, come vengono chiamati gli interventi e le tecniche utilizzate, possono accompagnare la crescita dei bambini e dei ragazzi per educarli ad una maggiore e migliore consapevolezza di sé. Durante un corso di Mindfulness si intrecciano insegnamenti di pratica di meditazione, di consapevolezza, momenti di condivisione e aspetti psicoeducazionali. Ci sono attività che sviluppano la coscienza nella respirazione, altre che accrescono la consapevolezza dei sensi, dei pensieri e delle emozioni; altre che promuovono la gentilezza nei confronti di se stessi e verso gli altri, come la pazienza, la generosità, la gratitudine e giochi che danno la possibilità di entrare in relazione con i pensieri, le emozioni e con il punto di vista dell’altro.
Benefici della Mindfulness:
- Rilassamento fisico;
- Maggiore concentrazione;
- Maggiore tranquillità e capacità di affrontare positivamente lo stress;
- Migliore resistenza alle malattie attraverso il potenziamento del sistema immunitario;
- Maggiore presenza mentale;
- Aumento della comprensione di sé, con un atteggiamento positivo;
- Sviluppo del pensiero creativo;
- Potenziamento della memoria;
- Sviluppo dell’evoluzione spirituale e del senso etico.
L’intervento sul bambino non potrà mai avere successo se non coinvolge anche i genitori; da Milano è partito il primo progetto italiano di corsi per genitori e figli dai 4 agli 11 anni che insegnano a “giocare” attraverso diverse tecniche elaborate dal Prof. John Kabat-Zinn, fondatore della clinica per la riduzione dello stress dell’Università del Massachussetts. Il programma di Susan Keiser Greenland, guru americana della Mindfulness nelle scuole, è stato rivisto e riorganizzato per donare ai bambini, insieme ai genitori, uno strumento efficace per una serena relazione. Durante gli incontri di Mindfulness, genitori e figli vengono divisi in due gruppi separati cui vengono proposti gli stessi giochi e le stesse attività. Alcune esperienze da condividere vengono poi assegnate come “compiti a casa” da svolgere insieme, con i genitori che dovranno lavorare nell’ambito familiare per consolidare le esperienze apprese. Un corso è generalmente costituito da 8 incontri per i bambini abbinati ad 8 incontri per i genitori della durata di due ore circa e alla fine un incontro al quale parteciperanno entrambi. Il 1° incontro è dedicato allo sviluppo della presenza mentale, il 2° alla concentrazione, il 3° e il 4° alla consapevolezza corporea, il 5° alla creatività, il 6° e il 7° alla consapevolezza emotiva, l’8° alla gentilezza amorevole verso sé e gli altri.
Anche l’ambito scolastico può essere una sede utile ove introdurre e praticare Mindfulness; un lavoro in team tra insegnanti, psicopedagogisti ed operatori Mindfulness può diventare una sinergia importante per il buon funzionamento della classe, per la qualità delle relazioni in un gruppo e per un più efficace lavoro didattico. Possono essere diversi i momenti della giornata in cui utilizzare la Mindfulness: al mattino, ad esempio, attraverso una meditazione “visiva” è possibile focalizzare l’attenzione sul corso della giornata, sulle attività previste e predisporsi favorevolmente all’apprendimento. Prima di ogni evento importante, come può essere un esame, una prova, un test o una competizione sportiva è necessario imparare in modo consapevole a gestire lo stress, la propria ansia, riorientare le proprie energie e la propria attenzione. Così facendo è possibile migliorare la concentrazione, liberare la mente da pensieri che interferiscono e avere un approccio più rilassato rispetto alla performance.
Alcuni esercizi:
Per la consapevolezza dell’ambiente: un modo per introdurre il concetto di consapevolezza ai bambini è attraverso
il richiamo a prestare attenzione a ciò che li circonda. Si può chiedere al bambino
di immaginare un oggetto da disegnare: un telefono, una scarpa, delle forbici
o un orologio. Va precisato che l’attività non si basa sulla loro capacità di
disegnare ma sul loro sforzo nel realizzare il miglior lavoro possibile, sempre
e solo in base alle loro possibilità. In un secondo momento gli si chiederà di
guardare l’oggetto reale focalizzandosi sui più piccoli dettagli e di ripetere
il disegno una seconda volta. Confrontando i disegni si chiederà al bambino di
indicare le caratteristiche mancanti nel primo che invece ha inserito nel secondo.
Fare riflettere su come e cosa ha portato a rendere il secondo disegno completo
e più realistico.
Per la consapevolezza del movimento: in questo esercizio l’attenzione è rivolta al corpo e alla modalità di interazione con l’ambiente. Si può proporre ad un gruppo numeroso di bambini a condizione di disporre di uno spazio grande. Utilizzando un sottofondo musicale si chiede ai bimbi di muoversi liberamente nello spazio e di sentirsi leggeri, come se si camminasse su gusci di uovo o su un pavimento di vetro molto fragile. Far prendere coscienza di tutti i movimenti che si stanno compiendo, mentre si solleva una gamba, si appoggia un piede in successione o l’oscillazione delle braccia; oppure concentrarsi sulla parte destra o sinistra del corpo, sulla velocità o sulla lentezza del movimento. Così facendo si allontana ogni pensiero di disturbo e ci si immerge in una vera e propria “meditazione in movimento.
Consapevolezza del respiro: sarà necessario aiutare soprattutto i più piccoli, che non hanno mai prestato attenzione a questa funzione naturale, ad affrontare un itinerario semplice: si può iniziare chiedendo di sentire l’aria fredda che entra dal naso e poi quella calda che viene espirata, il tutto con una frequenza naturale. Un altro modo può essere contare pochi secondi per l’inspirazione e poi ancora in fase espiratoria, anche qui senza mai forzare il meccanismo. Il cuore della pratica consiste nel notare le divagazioni della mente, di accorgersi quando i pensieri catturano l'attenzione, e nel riportare l'attenzione sul respiro. Sarà importante introdurre il concetto di calma e di serenità e percepire lo stato di benessere così raggiunto per poi trasferirlo nella propria quotidianità e nelle varie attività.
Si ringrazia per la cortese collaborazione la Dott.ssa Rossana Candia, Psicologa, Psicoterapeuta e responsabile della Associazione “Bau…sette” di Milano www.bausette.it
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