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LA CORREZIONE DELLE PICCOLE CICATRICI | A cura di Francesca Soccorsi,
con la consulenza del Dott. Gianluca Bencini, Chirurgo estetico, Direttore Scientifico dell’Istituto di Chirurgia e Laserchirurgia in Dermatologia (ICLID) |
Ferite da trauma e interventi chirurgici invasivi lasciano spesso sulla pelle
antiestetiche cicatrici. La cicatrizzazione, ovvero quel processo che porta alla completa guarigione
dell’epidermide, attraversa diverse fasi che consistono essenzialmente nella formazione
di nuovo tessuto connettivo cicatriziale. Ed è proprio il momento in cui si crea
il nuovo tessuto quello in cui possono originarsi le cicatrici. Queste sono porzioni
di tessuto fibroso che sostituiscono aree di pelle normale. Ma il tessuto cicatriziale
non è identico a quello originario: in genere è di qualità funzionale inferiore
tanto da essere, per esempio, meno resistente ai raggi ultravioletti.
Le cicatrici più evidenti sono quelle ipertrofiche, che presentano rigonfiamenti a causa di un’eccessiva produzione di tessuto cicatriziale. Quest’ultimo, prodotto in abbondanza dal corpo, si concentra nella zona traumatizzata dando origine a un accumulo di pelle nuova con una conseguente cicatrice grossa ed evidente. I cheloidi, in genere difficili da trattare, sono, invece, cicatrici più invasive e persistenti, spesso con ramificazioni laterali, e possono insorgere dopo mesi dall’operazione in particolare su lobi dell’orecchio, spalle e regioni vicine allo sterno. Ugualmente antiestetiche sono le cicatrici che, a causa di un non perfetto processo di guarigione dell’epidermide, restano rosse anche dopo molto tempo.
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Flpp Dye Laser
Quello utilizzato per la rimozione delle cicatrici “rosse” è il Flpp Dye Laser,
che emette una particolare luce gialla estesa con tempi di durata dell’impulso
regolabili e variabili. È indicato per il trattamento di tutti gli inestetismi
della pelle di colore rosso in quanto agisce esclusivamente su quel tipo di pigmento.
La sua lunghezza d’onda luminosa ha la caratteristica di venire assorbita in maniera
“selettiva” dal tessuto vascolare della cicatrice: si evitano, così, danni da
calore e vengono garantiti risultati concentrati solo sulla zona da trattare.
Il raggio laser va a colpire e quindi “frantumare” il colore dovuto al sangue
accumulatosi nella cicatrice e permette una progressiva e naturale eliminazione
del pigmento dall’epidermide. Generalmente per raggiungere l’obiettivo desiderato
è necessario un minimo di quattro sedute, ma la durata del trattamento dipende
dalla grandezza della cicatrice. Questo laser può essere utilizzato con risultati
eccellenti anche per la rimozione di angiomi, couperose, smagliature in fase infiammatoria,
tutti problemi causati dalla concentrazione di pigmento sotto la pelle.
Fototermolisi frazionale
Ottimi risultati sono stati ottenuti grazie alle moderne tecnologie anche nella
rimozione delle cicatrici in rilievo o delle più problematiche cicatrici da acne
e varicella. Esiste, infatti, un nuovo tipo di laser che utilizza la tecnica della
“fototermolisi frazionale”: il laser frazionale è in grado di creare minimi canali
nella pelle che generano “micro-danni” controllati esattamente nel punto in cui
è presente la cicatrice. Qui si forma, quindi, un danno microscopico che inizia
immediatamente a generare nuovo tessuto in grado di “riparare” l’epidermide. Questo
nuovo tessuto prende il posto di quello mal cicatrizzato e si sostituisce pian
piano alla cicatrice. La “fototermolisi frazionale” consente di evitare rossori
e lunghi decorsi post intervento perché i microfasci di luce erogati non “bruciano”
la pelle ma agiscono in modo non invasivo tanto che il paziente è in grado di
riprendere immediatamente le proprie attività e la vita sociale.
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Bibliografia
- Benedicenti A., Atlante di laser terapia, Teamwork Media
- Fornezza U., Il laser in terapia e chirurgia. Principi teorici e applicativi, Cortina International
- Goldberg D. J., Laser e luce nella terapia dermatologica, Excerpta Medica Italia
- Iorio M., Navissano M., Il danno da cicatrici cutanee. Classificazione e valutazione medico-legale, Minerva Medica