IL F.EL.C.
L’invecchiamento della cute è dovuto principalmente a due fattori: la prolungata
ed eccessiva esposizione al sole (sia al mare che in montagna), nonché il fisiologico
invecchiamento legato all’avanzare dell’età. Nel primo caso si parla di "photo-aging", nel secondo di "chrono-aging".
Il photo-aging, che a differenza del "chrono" può essere prevenuto, è caratterizzato
da una serie di modificazioni che nel corso del tempo determinano l'assottigliamento
dell'epidermide e contemporaneamente l'ispessimento dello strato corneo, il più
superficiale, dove si accumulano le cellule morte che la pelle non riesce a eliminare.
Gli effetti di queste modificazioni producono inestetismi ben noti al pubblico
femminile: capillari dilatati (couperose) che possono essere apprezzate sulle gote, macchie, rughe, rilassamento dei
tessuti, nonché ispessimento della cute e variazione di colore della stessa dal
giallastro al grigio proprio come se la pelle fosse sporca.
È importante prevenire questi problemi, anzitutto con un corretto stile ed igiene
di vita, e preparare adeguatamente la pelle alla stagione delle vacanze.
Le macchie devono essere asportate, per prevenire un aumento di dimensione e
di spessore, ovviamente non all’inizio della bella stagione ma in tempo utile,
nelle stagioni più fredde. Le ipercromie hanno varie possibilità di trattamento:
cure generali mediante integratori alimentari con azione antiradicali liberi per
preparare la cute a terapie più energiche.
Per favorire lo schiarimento del viso, il medico ha a disposizione i peeling chimici, che esfoliando delicatamente l’epidermide aumentano il turn-over cellulare
“rinfrescando“ globalmente il volto.
Tra le varie tecniche strumentali per il trattamento delle macchie cutanee, si
possono citare quelle riguardanti la soft-dermo-chirurgia che in questi ultimi anni è migliorata, sia come risultato, che come tempo di
recupero, grazie a sempre nuove e più efficaci tecnologie.
Tra gli strumenti più utilizzati quotidianamente negli ambulatori medici, soprattutto
per i sanitari che si occupano di chirurgia, si annovera la vecchia, ma sempre
valida, crio-chirurgia, l’insostituibile radiobisturi, il laser con tutte le sue varianti e l’ultimo nato, il F.EL.C. Mentre il Laser (acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of
Radiation) utilizza l’emissione di fotoni, il radiobisturi agisce per il tramite
di onde radio. Il F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati), invece, utilizza gli elettroni per trattare diverse lesione dei tessuti.
Il F.EL.C. sta dimostrando sempre più la sua efficacia, sia come risultato che
per il rispetto dei tessuti, se usato adeguatamente. Si tratta di un generatore di elettroni, e nasce dall’idea di poter trattare quelle lesioni, come ad esempio le macchie,
che mal si prestano ad un trattamento con altre metodiche.
La potenza con cui il F.EL.C impatta i tessuti è molto piccola ma i risultati
sono notevoli. Inoltre è possibile, proprio per via della modesta potenza, non
creare arrossamento dei tessuti circostanti la lesione.
Una caratteristica peculiare di questa apparecchiatura, più volte ribadita dal
suo ideatore Prof. Giorgio Fippi, è la possibilità di effettuare una anestesia
senza anestetici o aghi, indicata come “anestesia anulare”. Una volta identificata le lesione, per esempio una macchia, se ne delimitano
i margini con il F.EL.C. al minimo della potenza, per non causare fastidio al
paziente. Si creerà quindi una corona circolare che circonda la lesione; a quel
punto, avendo interrotto le fibre nervose responsabili della propagazione del
dolore, si può aumentare la potenza e terminare l’intervento.
Tra le altre possibili indicazioni del F.EL.C ci sono il trattamento delle cicatrici traumatiche e da acne, i fibromi, le rughe del codice a barra del baffo, le macchie cutanee soprattutto come ipercromie ma anche come ipocromie.
Capitolo importante della soft chirurgia sono le macchie sia del dorso delle
mani che del corpo, nonché del viso. La tecnica, per il trattamento delle macchie
cutanee, consiste nell’avvicinare la punta del manipolo alla zona cutanea da trattare
e con fini movimenti, adeguatamente condotti, “disegnare” l’ipercromia. Finita
questa prima fase, si passa a disinfettare con cotone la zona trattata, asportando
contemporaneamente la parte dei tessuti sottoposti all’azione del F.EL.C.; talora
si potrà apprezzare un piccolo gemizio ematico, altre volte non ci sarà la presenza
di sangue nel caso di macchie superficiali. Con questa metodica è possibile attenuare
o cancellare, in pochi secondi, macchie anche di una certa grandezza.
Terminato l’intervento, la pelle apparirà arrossata per lo strofinio del cotone,
non ci saranno sanguinamenti e nei giorni successivi si formerà una piccola crosticina,
che non dovrà essere asportata dal paziente, poiché cadrà spontaneamente dopo
qualche giorno.
Nelle macchie molto profonde che necessitano di una azione più incisiva è possibile
che, in soggetti predisposti, si noti una colorazione rosea che potrà durare a
lungo; a volte la zona potrà apparire più chiara della pelle circostante anche
dopo diversi mesi.
È molto importante, durante il periodo di guarigione, proteggere la zona sottoposta
all’azione della terapia dalle radiazioni solari anche se si è nella stagione
fredda.
In particolar modo i giovani dovranno, oltre al sole, fare attenzione alla esposizione
alle lampade solari, e alle lampade stroboscopiche della discoteche. In caso di
esposizioni inevitabili si dovrà usare cipria fluida per evitare la formazione
di anomalie della pigmentazione.
 |
|
 |
| Prima |
|
3 mesi dopo un trattamento
con il F.EL.C. |
La metodica offre buoni risultati non solo sulle macchie singole o multiple del
volto o delle mani; ma è altrettanto valida nel caso di cloasma. In questo caso il trattamento, data l’estensione della lesione, verrà effettuato
a più riprese, per evitare che una crosticina troppo estesa possa rompersi riducendo
il risultato e l’intervento stesso sarà condotto con la metodica a macchia di
leopardo, per creare meno disaggio possibile al paziente nel post-operatorio.
Anche le ipocromie possono trarre giovamento dalla metodica FELC, in questo caso il manipolo dell’apparecchio
lavorerà alla periferia della zona chiara, ottenendo in caso di risposta positiva,
una riduzione del colorito chiaro.
I tatuaggi possono essere considerati come delle macchie. Il F.EL.C. permetterà quindi di
rimuoverli; dopo una prima seduta di prova per valutare la cicatrizzazione ed
il cromatismo, si passerà al trattamento completo del tatuaggio, che sarà sottoposto,
dopo il trattamento con il F.EL.C., a salatura per eliminare il più possibile
il pigmento.
La bassa potenza generata dal F.EL.C. e l’alta resa della metodica permettono,
nella maggior parte dei casi, una totale assenza di arrossamento nei tessuti circostanti.
Durante il trattamento di lesioni superficiali non si osserva sanguinamento per
cui non ci saranno discromie (variazioni di colore della pelle); inoltre devono
essere anche considerate l’assenza di avvallamenti nel post operatorio.
Infine l’uso del F.EL.C. prevede, almeno in alcuni casi, una sensibile riduzione
della incidenza delle recidive rispetto ad altre tecniche convenzionali.
IL F.EL.C.