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MASTOPLASTICA ADDITIVA:
Più volume al seno, ma su misura

Testo a a cura di Monica Alberti
Con la collaborazione del dott.
Carlo Alberto Pallaoro

Ingrandire chirurgicamente il seno non significa realizzarlo in maniera standard: ogni donna ha caratteristiche fisiche e tessutali diverse, così come differenti sono le aspettative di ciascuna nei confronti di quello che é tra gli interventi di chirurgia estetica più richiesti dalle donne: la mastoplastica additiva. La scelta delle protesi, come la tecnica chirurgica, vanno valutate attentamente perché un seno su misura è senza alcun dubbio un seno più bello.

Comprereste un abito solo perché starebbe bene alla maggior parte delle donne? Certamente no. La scelta dell'acquisto sarà determinata - costo a parte - da una serie di fattori: dovrà adattarsi alle vostre caratteristiche fisiche, mettere in risalto alcuni punti, nasconderne eventualmente altri, corrispondere ai vostri gusti ed aspettative. Il discorso non fa una piega neppure se traslato alla chirurgia estetica. Poiché non esiste una donna esattamente uguale all'altra, non potrà conseguentemente essere accettabile un rimodellamento chirurgico esattamente uguale ad un altro. Ciascuna paziente presenta infatti caratteristiche, tessuti, desideri diversi. Ragion per cui l'ingrandimento chirurgico del seno non dovrà seguire regole standard, ma adeguarsi ottimamente al singolo soggetto. In poche parole, se la mastoplastica additiva è personalizzata, il risultato chirurgico sarà più apprezzabile e naturale.

 

Le parti principali del complesso seno sono due: contenitore (pelle) e contenuto (ghiandola mammaria).

Qual'è il seno migliore?

Difficile rispondere a questa domanda, anche perché i gusti e le aspettative in materia cambiano da persona a persona. Le caratteristiche ed il volume del seno tra l'altro sono soggetti a continue modificazioni nel ciclo vitale di una donna: durante l'adolescenza e la gravidanza, le sue dimensioni aumentano per poi ridursi e cambiare forma dopo il parto e l'allattamento. Anche l'età contribuisce a cambiare l'aspetto, la posizione e la consistenza della mammelle. Da qui si evince che il seno migliore in un determinato stadio della vita non potrà esserlo in un altro. Se una donna non è soddisfatta del proprio seno, potrà valutare il ricorso all'intervento chirurgico per ottenere il miglior seno che fa per lei, in base ai suoi desideri ed a ciò che le caratteristiche del suo corpo le permetteranno di ottenere.

Tipologia di pazienti di mastoplastica addititva

Normalmente sono tre le tipologie di donne che scelgono di sottoporsi all'ingrandimento chirurgico del seno:

 
Donne che hanno avuto uno scarso od inesistente sviluppo del seno durante la pubertà.
Le mammelle risultano troppo piccole (sproporzione tra busto e bacino). Un inadeguato sviluppo del seno può causare disagi psicologici alla donna così come una differenza di forma e volume tra una mammella e l'altra (asimmetrie). La chirurgia estetica si rivela in questo caso l'unica soluzione per ristabilire le migliori proporzioni.
Donne che, dopo la gravidanza e l'allattamento, hanno avuto una perdita di riempimento nella parte superiore del seno, accompagnata da un rilassamento cutaneo e/o ghiandolare.
Durante la gravidanza, il tessuto all'interno delle mammelle si espande e la pelle viene tesa, soprattutto a livello della parte inferiore del seno. Diventato più pesante, il seno tende verso il basso, richiamato dalla forza di gravità. Dopo la gravidanza e l'allattamento, il tessuto mammario diminuisce fino anche ad una taglia in meno rispetto a prima della gravidanza mentre la pelle non ritorna com'era (tanto contenitore e poco contenuto). Anche il capezzolo scende rispetto alla sua posizione originaria.
Donne che - pur non presentando inestetismi apparenti - desiderano migliorare il volume e l'aspetto del proprio seno.
In questo caso non ci sono problemi di asimmetrie, di volume eccessivamente piccolo o di svuotamento. Il ricorso alla mastoplastica additiva è dettato solamente dalla voglia di avere un seno più grande che soddisfi le proprie aspettative, per poter sentirsi meglio come donna.

Felice dei risultati, se le aspettative sono realistiche

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Sono molte le ragioni che inducono le donne a desiderare e ad ottenere - con la chirurgia - un maggiore volume del seno. Alcune scelgono la mastoplastica additiva per sentirsi più seducenti, altre per sentirsi psicologicamente a posto, altre per migliorare la propria sfera sessuale o la posizione professionale (pensiamo alle modelle e alle attrici, ma ciò può servire anche ad occupazioni meno in vista). Una decisione di questo tipo deve ad ogni modo essere realistica perché non si può relegare il successo della propria vita al miglioramento di un solo attributo fisico. Anche il volume che si vuole dare al seno dovrà rientrare in schemi "accettabili": lo sarà quando sarà in linea con le proprie caratteristiche fisiche e le proprie aspettative.

Se il seno è piccolo, i fianchi e la parte inferiore del corpo appaiono più larghi rispetto alla parte superiore. Il profilo del seno tra l'altro risulta all'interno del profilo del corpo.

Dopo l'intervento di mastopalstica additiva, vengono restituite le giuste proporzioni: il profilo del seno appare all'esterno del profilo del corpo e c'è un migliore bilanciamento con i fianchi (il giro vita sembra più stretto).

Ci vuole misura!

Per un apprezzabile risultato estetico, l'ingrandimento del seno deve essere proporzionato alla silhouette della paziente e a ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Meglio evitare quindi di richiedere al chirurgo un volume di seno spropositato: più grande la protesi e più sottili i tessuti, maggiori saranno le difficoltà di incorrere in delusioni (visibilità della protesi, eccessivo aumento del seno durante la gravidanza, rilassamento dovuto all'età). Ecco alcune indicazioni di massima, suggerite dal dottor Pallaoro, per essere soddisfatte della mastoplastica additiva anche nel lungo periodo:  

IL TUO SENO ATTUALE L'INGRANDIMENTO CHE FA PER TE
Cute sottile con tessuto mammario minimoEvitare una grande protesi per non causare un eccessivo stiramento della pelle e rendere la protesi evidente. La parte superiore dell'impianto dovrà essere posizionata in una tasca sotto il muscolo pettorale
Seno svuotato (magari a causa di una gravidanza) e pelle rilassata (in eccesso). Tessuto mammario minimoEvitare un forte riempimento del seno. In questo caso, meglio optare per una protesi più stretta rispetto al tessuto mammario
Cute tesa, tessuto mammario moderatoIn questo caso il tessuto mammario è sufficiente a coprire la protesi e a renderla meno evidente: è la condizione ideale per una mastoplastica additiva tanto che paziente e chirurgo possono godere di una più ampia scelta di protesi di vario formato e larghezza
Cute molto rilassata, tessuto mammario moderatoCon queste condizioni ci sarebbe spazio per una protesi molto grande ma la cute non ne sopporterebbe il peso.E' importante quindi valutare la protesi ideale che consenta di riempire e sollevare adeguatamente il seno

Per avere un seno ideale bastano 4 passi

La decisione di cambiare la propria taglia di seno deve essere consapevole così come l'esperienza chirurgica dovrà essere vissuta nel migliore dei modi. Ecco alcuni suggerimenti per ottenere un ingrandimento del seno che soddisfi in tutti i sensi.

  1. Corretta informazione
    Più si conoscono le caratteristiche dell'intervento, maggiormente consapevole sarà la scelta di ricorrere alla chirurgia. Il colloquio preliminare con il chirurgo estetico dovrà servire a chiarire qualsiasi domanda, dubbio e curiosità nonché a mettere in luce eventuali limitazioni e complicanze che può determinare la mastoplastica additiva. L'idoneità all'intervento viene stabilita dopo la lettura di alcuni esami clinici (in particolare, delle urine, del sangue e l'elettrocardiogramma).  
  2. Accurata misurazione del seno
    Prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva, viene accuratamente programmato - rilevando le caratteristiche del seno (forma, volume, qualità della pelle, proporzione del capezzolo e dell'areola) della paziente nonché le sue aspettative - quello che dovrà essere il risultato chirurgico. Per la misurazione del seno vengono rilevati in particolare i seguenti dati:

    • Distanza tra capezzolo e capezzolo
    • Distanza tra capezzolo e fossetta giugulare
    • Distanza tra solco mammario e mammelle
    • Distanza tra capezzolo e solco sottomammario

  3. Individuazione della protesi più adeguata
    Il chirurgo può lavorare solo con quello che la paziente porta: il tessuto e le proprie aspettative. Il volume del seno raggiunto con la mastoplastica additiva dipende da questi ultimi due fattori ma anche dalle caratteristiche della protesi inserita. Lo stesso tipo di protesi non potrà mai produrre su due pazienti diverse due seni esattamente uguali così come una singola mammella non potrà - neppure con la chirurgia -mai essere identica all'altra. La scelta della protesi è un passo particolarmente importante da stabilire in concerto con il chirurgo in modo da far combaciare le aspettative della paziente con gli effettivi risultati che si possono raggiungere. Gli impianti mammari dell'ultima generazione consentono un'ottimale naturalità sia estetica che tattile. Una loro progettazione altamente tecnologica, rende inoltre minimo il rischio di contrattura capsulare (dolorosa formazione di tessuto fibroso attorno alla protesi) mentre risolve egregiamente il problema della diffusione (si evita cioè che microgocce di materiale passino dall'interno all'esterno della capsula). Un apprezzabile ingrandimento del seno deve tenere conto di tre fattori: spessore dell'impianto, spessore della pelle, quantità di materiale contenuto nella protesi. Le protesi si differenziano inoltre - oltre che per la misura - per il loro diametro e proiezione.

    Il ricorso ad un tipo di protesi piuttosto che all'altra è legato al tipo di seno che si ha e che si desidera avere dopo la mastoplastica. Naturalmente la scelta va incanalata dal chirurgo che però deve tener conto delle aspettative della paziente nonché delle caratteristiche del suo seno. L'impianto che può offrire i risultati migliori viene valutato tenendo conto di alcuni fattori come le dimensioni sia del seno da rimodellare che della protesi o la finalità dell'intervento (se cioè la mastoplastica viene praticata per il miglioramento estetico, per una sostituzione dell'impianto o per la ricostruzione della mammella). La differenza principale sta nella caratteristica del loro profilo, che può essere "basso" oppure "alto". Le protesi "low profile" sono più piatte mentre quelle "high profile" sviluppano rotondità verso l'alto e sono particolarmente indicate nel caso di un insufficiente sviluppo della ghiandola mammaria. 

  4. Individuazione della tecnica chirurgica più adeguata
    L'introduzione della protesi può avvenire attraverso tecniche diverse, stabilite dal chirurgo in base al caso specifico. L'intervento di mastoplastica additiva si realizza in regime day-hospital (niente ricovero), in anestesia locale accompagnata da sedazione. Gli impianti protesici - spiega il dottor Carlo Alberto Pallaoro - possono essere inseriti attraverso un'unica, piccola, incisione nella piega sottomammaria; ma si può incidere anche lungo il bordo inferiore dell'areola oppure sotto le ascelle (creando poi una sacca per l'inserimento dell'impianto), limitando in ogni caso la visibilità delle cicatrici. Le incisioni vengono praticate in riferimento al posizionamento della protesi, che può avvenire in sede retromammaria o dietro il muscolo pettorale. Una variante a questa alternativa viene adottata in caso di seno ptosico: inserendo l'impianto parzialmente dietro il pettorale - fa presente lo specialista - il risultato apparirà più naturale ed il seno verrà collocato ad un'altezza ideale.

Protesi retrommammaria  
 
Protesi_retromuscolare  
Protesi in sede retromammaria La protesi viene inserita dietro il tessuto mammario. La tecnica viene consigliata nel caso vi sia un adeguato spessore di tessuto (oltre 2 cm) al di sopra del tessuto mammario. Se la protesi viene inserita di fronte al muscolo, ci sarà un maggiore controllo nei confronti della forma e del riempimento del nuovo seno.  
Protesi in sede retromuscolare La protesi viene inserita dietro al muscolo pettorale. La tecnica non consente un buon risultato in termini di forma e posizione del seno, anche se talvolta è utile nei casi di ricostruzione mammaria.  
Protesi in sede parzialmente retropettorale La protesi viene inserita solo parzialmente dietro al muscolo pettorale. La tecnica è consigliata nei casi in cui lo spessore del tessuto sia inferiore ai 2 cm. Questa scelta può avere come inconveniente una distorsione della forma del seno quando il muscolo si contrae (non accade spesso) ed un leggero aumento con il tempo della distanza tra le due mammelle. "Queste evenienze - afferma il dottor Pallaoro - sono però più accettabili rispetto alle conseguenze di inserire la protesi sotto tessuti troppo sottili."  
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La mastoplastica additiva richiede un'incisione minima (sia dal punto di vista dello spessore che delle dimensioni), che non lascia cicatrici evidenti: quella praticata alla base del seno coinciderà con la piega mammaria; l'incisione periareolare, si confonderà con la pelle rugosa di questa zona, ma potrà essere "camuffata" con una semplice seduta di trucco permanente. L'incisione, infine, praticata sull'ascella può risultare la migliore dal punto di vista estetico: non ha niente a che fare con la zona del seno e tra l'altro è posizionata in un punto discreto e normalmente nascosto alla vista.

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