RIDURRE IL SENO CON LA CHIRURGIA
MASTOPLASTICA RIDUTTIVA |
Testo a a cura di Monica Alberti
Con la collaborazione del dott. Carlo Alberto Pallaoro |
Un volume eccessivo del seno (iperplasia) non costituisce solo un problema estetico
ma molto spesso comporta per la donna interessata disagi psicologici e fastidiosi
disturbi. Per ritrovare l'armonia nelle proporzioni e la giusta serenità si può
ricorrere alla mastoplastica riduttiva, intervento realizzato in day hospital in anestesia locale.
Difficile trovare una donna pienamente soddisfatta del proprio seno: c'é chi
lo vorrebbe più grande o più piccolo, più alto o più sodo, più simmetrico o più
proporzionato alla propria corporatura. La chirurgia estetica ha in mano la chiave
d'accesso per realizzare il seno dei propri desideri e mettere fine ad un cruccio
puramente estetico che in qualche caso procura un inaccettabile sdoppiamento della
propria immagine ideale e fisica. C'é un caso in cui il desiderio di modificare
l'aspetto del proprio seno va al di là della sola aspettativa estetica ed é il
caso appunto di un seno eccessivamente sviluppato. La correzione chirurgica dell'iperplasia é raccomandata senza riserve anche perché
l'intervento procura notevoli benefici di carattere funzionale. La moderna mastoplastica
riduttiva consente una minore invasività di intervento ed una notevole riduzione
dei disagi post-operatori e dei tempi di guarigione.
Iperplasia e gigantomastia
Il volume del seno, così come la sua forma, sono determinati geneticamente.
L'iperplasia é quindi ereditaria e nulla si può fare per impedire alla ghiandola mammaria di seguire il suo naturale
sviluppo. Mammelle di eccessive dimensioni possono comunque essere legate a cause secondarie (come l'alimentazione od una gravidanza) che portano ad un aumento considerevole
del volume di grasso. Anche un seno di taglia media può "allargarsi" a causa del
fisiologico rilassamento (ptosi), a seguito della conseguente comparsa di cute
e grasso in eccesso. C'é infine una situazione clinica definita con il termine
gigantomastia e che riguarda l'abnorme sviluppo della ghiandola mammaria, problema
che si riscontra già in età puberale e che comporta seri problemi estetici, fisici
e psicologici.
Un problema non solo estetico
Un seno dalle misure "extra" non é affatto un bel seno. Se si può concedere una
classifica, é più "sopportabile" il problema inverso all'iperplasia (e cioé l'ipoplasia,
ovvero lo scarso sviluppo delle mammelle): un seno di dimensioni piccole o inesistenti
dà infatti meno all'occhio e si può nascondere meglio di un seno voluminoso. L'iperplasia
non é comunque solo un problema di "apparenze" . Una donna con un seno smoderato non vive affatto bene la propria femminilità : é limitata nella scelta dell'abbigliamento, può provare difficoltà ed imbarazzo
nei rapporti personali e nell'intimità, sentirsi ostacolata nei movimenti e nella
pratica dello sport. Il problema si estende anche alla sfera della salute poiché
l'eccessivo peso delle mammelle la spinge a vizi di postura ed a conseguenti dolori alla articolazioni e alla schiena (con facilità alla
scoliosi).
La mastoplastica riduttiva non presenta particolari controindicazioni e viene
anzi consigliata per un recupero estetico, psicologico e funzionale della donna.
L'intervento é particolarmente indicato alle giovani, che possono così ritrovare
dimensioni più adeguate del seno e migliorare di conseguenza la propria qualità
di vita. Per la riduzione chirurgica delle mammelle non é necessario attendere
(come nel caso invece dell'intervento additivo) il completo sviluppo della ghiandola
mammaria: in caso di gigantomastia é preferibile intervenire prima dei diciott'anni in modo da evitare alla ragazzina inutili complessi che, specie a quet'età,
impediscono una serena accettazione di sé e compromettono le relazioni sociali.
Una visita per programmare la giusta correzione
L'evoluzione della tecnica chirurgica consente di ridurre enormente il volume
del seno con un'ottima risalita delle mammelle. La riduzione chirurgica va però programmata "su misura", nel corso della visita preliminare effettuata dal chirurgo. Per una corretta
valutazione delle nuove misure da dare al seno vengono prelevate le misure corrette
del seno attuale e rapportate in base alle caratteristiche soggettive della paziente,
come l'età, l'altezza, la corporatura.
Allattamento protetto
La riduzione del seno avviene asportando parte della ghiandola mammaria e della
cute in eccesso. Chi ha in programma una futura gravidanza può stare tranquilla
poiché la mastoplastica riduttiva non pregiudica in alcun modo la possibilità di allattamento che, ad ogni modo, si riduce in proporzione alla ghiandola rimossa.
Meno invasività rispetto al passato
La mastoplastica riduttiva é un intervento poco impegnativo per la paziente che
vi si sottopone. Oggigiorno la riduzione chirurgica delle mammelle avviene in day hospital, consentendo alla donna di ritornare a casa in giornata e di dedicare solo pochi
giorni alla convalescenza vera e propria. Anche la procedura anestesiologica risulta
essere meno "impegnativa": in luogo dell'anestesia totale si pratica oggi l'anestesia locale accompagnata da sedazione . Questa procedura si rivela ideale in quanto meno tossica per l'organismo,
che la smaltisce più rapidamente pur prolungando gli effetti analgesici. La sedazione
consente inoltre alla paziente di non essere "vigile" durante l'intervento e di
vivere pertanto l'esperienza chirurgica in maniera serena facilitando nel contempo
l'operato del chirurgo." Un altro vantaggio della moderna chirurgia riguarda l'applicazione
del laser e la somministrazione - in sede anestesiologica - di particolari sostanze vasocostrittrici (adrenalina): accorgimenti che riducono al minimo l'entità delle incisioni ed il sanguinamento, rendono "pulito" il campo chirurgico e favoriscono un più rapido processo di
guarigione con minore visibilità delle cicatrici.
La tecnica chirurgica
La riduzione della ghiandola mammaria avviene praticando delle sottili incisioni attorno all'areola, dall'areola al solco sottomammario e lungo il solco sottomammario.
Il chirurgo provvede inoltre ad asportare la cute e l'eventuale grasso in eccesso, in quantità tali da ottenere un'apprezzabile proporzione. Il seno viene quindi
rimodellato in modo che il risultato risulti in armonia con la silhouette globale
della paziente e l'areola viene conseguentemente riposizionata in virtù delle
nuove dimensioni. L'intervento di mastoplastica riduttiva (che richiede in media
75 minuti) si conclude con l'applicazione di alcuni punti di sutura, eseguita
attraverso una particolare tecnica che procura una minore visibilità delle cicatrici.
I punti (intradermici) vengono praticati con speciali graffette ("skin stapplers")
che, a differenza del classico filo chirurgico, evitano trazioni irregolari della
pelle. L'immediato post-operatorio prevede l'applicazione di drenaggi (da rimuoversi
dopo 24 ore) e di un bendaggio compressivo da tenere per una settimana.
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Se il seno è anche rilassato
E' facile che l'eccessivo peso delle mammelle anticipi il fisiologico rilassamento
della struttura muscolo-cutanea della zona. In questo caso, oltre alla riduzione
del seno, si dovrà effettuare anche un rassodamento chirurgico in modo da risollevare il seno e riportarlo alla sede ideale. Questa procedura
(mastopexia) può essere eseguita contemporaneamente alla mastoplastica riduttiva, ricorrendo
sempre all'anestesia locale ed aumentando di pochi minuti la durata della chirurgia.
La mastopexia può essere eseguita anche a distanza di anni dalla mastoplastica
riduttiva, per restituire tono e plasticità ad un seno già rimodellato dalla chirurgia
ma destinato ugualmente con gli anni al fisiologico rilassamento.
Per la cicatrice ci pensa la microchirurgia
Dopo la mastoplastica riduttiva il seno riporterà una cicatrice a forma di T
rovesciata, in corrispondenza delle incisioni praticate. Con il tempo l'esito
cicatriziale (sottile grazie all'utilizzo del laser) andrà sempre più attenuandosi
tanto da non incidere pesantemente sull'estetica del "nuovo" seno.
Chi volesse comunque liberarsi della cicatrice post-mastoplastica può sottoporsi,
a due mesi dall'intervento, ad un paio di sedute di microchirurgia (mosaic surgery).
Si tratta di una particolare tecnica che, utilizzando un drill microchirurgico
denominato trilix, asporta microporzioni di tessuto cicatriziale del diametro
di appena un millimetro. "Il tessuto asportato - spiega lo specialista - viene
gradualmente sostituito con derma in buone condizioni, prelevato da zone nascoste
del corpo e dalle adeguate caratteristiche." Questa sorta di mosaico ricostruirà
interamente la parte lesionata senza attivare un importante processo di cicatrizzazione,
con il risultato altamente apprezzabile di non lasciare segni esteticamente rilevanti
della chirurgia.
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