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IL MASSAGGIO BERBERO

A cura di Andrea Carlucci

Il Massaggio Berbero è un’immersione totale nel mondo arabo fatto di odori di spezie antiche, di essenze profumate, di colori vivaci, di candele flebili, di suoni e di musiche dolci. L’acqua che tempra e rigenera, l’aria che è vapore e respiro, la terra che è fango ed è l’essenza di ogni cosa, il fuoco che è calore delle mani e degli unguenti, sono vissuti in una speciale alternanza e combinazione e vengono donati seguendo i dettami di un’esperienza e di una cultura antica e millenaria.

Ancora oggi, come in origine, il Massaggio Berbero è essenzialmente un rituale di purificazione, che si inserisce all’interno dei riti termali tipici dell’hammam. I segreti e le virtù di questa pratica sono stati custoditi nel tempo e sono stati tramandati di madre in figlia donando oggi a questa pratica una sua collocazione ben precisa che trova largo spazio in molti centri estetici, centri benessere, hammam e beauty farm.
Il Centro “Moresko Hammam Café” di Milano, ad esempio, è uno dei luoghi autentici dove praticare questo massaggio poiché rispetta la tradizione berbera anche grazie ad una elevata professionalità del personale che qui lavora e che è per la maggior parte di cultura araba.
Il massaggio prevede l’utilizzo dell’olio di Argan, un olio molto speciale per le sue proprietà, per la sua storia, e per ciò che rappresenta. Questo tipo di massaggio, che in realtà è meglio definire Percorso Berbero all’Argan poiché si realizza in diverse fasi, consente di eliminare con efficacia lo stress mentale e va a sciogliere le tensioni e le contratture muscolari, infondendo uno stato di completo rilassamento.

Si comincia entrando nell’hammam; il silenzio alternato al suono ipnotico dell’Oud anche detto liuto arabo, il calore del vapore che fa subito cambiare il respiro, la luce di piccole candele qua e la, segnalano l’ingresso in un mondo e in una cultura lontana e affascinante.

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Qui si preparano il corpo e la pelle attraverso la permanenza alternata in ambienti diversi: quello tiepido e quello caldo e umido del calidarium a 43 °C. Poi, nell’assoluta rilassatezza e calma, si passa al Gommage Royale, una pratica che il popolo marocchino, dai bambini agli anziani, conosce bene e compie abitualmente almeno una volta a settimana. Esso comprende un momento di esfoliazione che si pratica attraverso un guanto nero ruvido, chiamato kessa che consente di eliminare le cellule morte della pelle. Successivamente, dopo aver degustato un bicchiere di thè verde alla menta, si prepara insieme all’operatrice l’impacco regale, che va spalmato sulla pelle dai piedi al collo, fatto con polvere di hennè, zollette di ghassoul, boccioli di rosa, fiori di lavanda, acqua di rosa, olio d’Argan e polvere di rosso di Fez (la più antica città imperiale del Marocco), una ricetta millenaria che dal Nord Africa giunge a noi lasciando sulla pelle il ricordo di un benessere ancestrale. Il corpo della persona rimane a riposare cullato e avvolto dai profumi di queste essenze speciali ma soprattutto dall’olio di Argan, un vero e proprio elisir di bellezza, che penetra nella pelle e dona luce e morbidezza grazie alle sue benefiche proprietà. Dopo il risciacquo completo, ci si immerge nella vasca idromassaggio che rivitalizza il corpo ma nello stesso tempo rilassa e distende i muscoli.

Solo adesso si è pronti per il massaggio che dura circa un’ora e si applica a due o a quattro mani. Quello a quattro mani è una danza dolce sulla pelle, è un pianoforte suonato a dieci dita, sono due operatori che si muovono come un’onda sincrona sul corpo della persona. Richiede una particolare abilità, che presuppone grande armonia, preparazione, allenamento e sintonia da parte dei massaggiatori. Il tutto, si svolge nel silenzio e nel calore delle gocce di olio di Argan che viene massaggiato caldo. Si comincia dai piedi per poi procedere verso l’alto, prima supini e poi proni sul lettino. Il tocco è costante e sembra che sia una sola persona e a volte una sola mano a donare quella sensazione che scioglie i muscoli ed elettrizza la pelle. Un’ora di contatti piacevolissimi, di mani che scorrono e si inseguono, di leggere pressioni, di mobilizzazioni lente e forti, dolci e vigorose. Al massaggio vero e proprio si alternano e si integrano anche gli impacchi caldi che vanno a decongestionare le zone più sensibili. Può succedere che chi lo riceve possa, molto spesso, addormentarsi o comunque abbandonarsi ad un rilassamento profondo. Alla fine del massaggio si lascia la persona per un po’ sdraiata e tenuta al caldo da una coperta. Una volta in piedi si viene accompagnati in una “zona relax” dove è possibile degustare frutta secca, dolcetti arabi, tisane e thé verde adagiati su comodi tappeti e cuscini orientali. Qui continua ancora il massaggio ma solo attraverso il ricordo delle sensazioni piacevoli che il corpo ha provato; resta ancora per qualche momento il calore delle mani sul corpo che continuano a disegnare linee; rimane il profumo e la consistenza dell’olio di Argan che avvolge e abbraccia.

Olio di Argan
Argania Spinosa, questo è il nome del frutto di un albero di 8 -10 metri, molto simile all’olivo che nasce nelle terre del deserto semiroccioso, in Marocco, tra Agadir e Essaouira; una vera delizia per il palato con il pane appena sfornato o nelle zuppe o nel cuscus, ma, ancor di più, un toccasana per la pelle e per i capelli. Da millenni le donne berbere lo raccolgono per farne un elisir di bellezza e di benessere dalle eccellenti proprietà. Per fare un litro di questo olio sono necessari 100 chili di bacche e 20 ore di lavoro.
Da sempre l’Olio di Argan è stato utilizzato dal popolo berbero per massaggiare la pelle per difendersi dal vento, dal sole e dalla sabbia e anche per donare alla pelle elasticità, lucentezza e idratazione. Le sue proprietà nutrienti, emolienti e protettive, rigeneranti per la pelle, capelli fragili e opachi ne fanno oggi un olio molto ricercato e utilizzato. Questo olio, ricco di vitamina E, ha proprietà anti-età e dona alla pelle luminosità e freschezza. Viene applicato a partire dai piedi, dopo essere stato riscaldato, per aumentare l’effetto detensivo sulla pelle e la muscolatura. L’altro elemento costituente è un insaponificabile, cioè una sostanza che non si trasforma in sapone dopo aver idrolizzato l’olio con alcali. Quest’olio è uno dei più ricchi di acidi grassi insaturi (80% circa) che penetrano nei fosfolipidi di membrana, idratano e nutrono la pelle. Inoltre è stato dimostrato che l’olio di Argan possiede un’elevatissima percentuale di acidi grassi essenziali in particolare di acido linoleico, fondamentale per il riequilibrio della membrana cellulare e l’elasticità e morbidezza della pelle.
Oltre ad un utilizzo di tipo estetico, l’olio di Argan veniva e viene adoperato per “frizionare” i neonati e proteggerli dalle infezioni cutanee. In campo medico aiuta a limitare la comparsa di acne giovanile, della varicella e dei reumatismi. Può essere anche ingerito con funzione anti-colestero. Da alcune ricerche risulta che tutte queste proprietà siano da ricondurre alla composizione chimica dell’olio di Argan, costituito in particolare da gliceridi, ossia esteri di acidi grassi e glicerina.

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Zoubida Charrouf
La fama dell’olio di Argan è dovuta a Zoubida Charrouf, docente del Laboratorio di Chimica Vegetale e di Sintesi Organica e Bio-Organica alla Facoltà di Scienze dell’Università Mohammed V di Rabat. Il suo impegno è stato notevole affinché fosse possibile fare conoscere e apprezzare questo prodotto sia nel suo paese che fuori. Nel 1995 elaborò e presentò alle autorità locali un progetto finalizzato allo sviluppo e alla promozione dell’olio di Argan, alla salvaguardia della foresta e al miglioramento della condizione della donna rurale marocchina. Fondò una cooperativa a Tamanar (tra Essaouira ed Agadir), “Amal” che in arabo significa speranza. La cooperativa si avvale di altre due illustri professioniste: Khadija Ghalimi (con studi commerciali e di marketing) e Amina Idalkadi (con specializzazione in informatica e corsi di marketing e gestione aziendale in Israele), oggi rispettivamente direttrice e presidente della cooperativa. che produce olio di Argan, considerato una vera delizia gastronomica, estraendolo dalle armelline contenute nel nocciolo del frutto dell’albero. La caparbietà di Zoubida Charrouf la portò a riuscire ad avere il sostegno nella sua opera da parte dell’Ambasciata e del Consolato della Gran Bretagna e il “Comité d’entraide internazionale” che finanziarono l’acquisto delle attrezzature necessarie. La prima sede della cooperativa fu a Tamanar e le altre due a Tizdi e Mesti. La peculiarità delle cooperative è la sua gestione costituita di sole donne marocchine; le pioniere erano 16, guidate da Khadija Ghalimi e Amina Idalkadi sino ad oggi che sono 47 e 120 donne sono quelle, invece, che operano a domicilio. La foresta dell’Argan (circa venti milioni di alberi) è pesantemente minacciata dal processo di desertificazione, dall’estrema siccità e dallo sfruttamento intensivo del patrimonio boschivo; il governo sta cercando di risolvere questa drammatica situazione con programmi di rimboschimento e di protezione del patrimonio forestale. La coltivazione dell’Argan ha portato maggiori flussi di denaro alle famiglie povere del Marocco e ha reso più sensibili queste famiglie al problema della protezione degli alberi di argan. L’UNESCO ha riconosciuto ultimamente l’Argan, ossia l’Argania spinosa, come “albero della vita”.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione, e per il materiale fotografico Viviana Carfì responsabile del Centro Moresko Hammam Café di Milano, www.moresko.it

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