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IL MASSAGGIO KALARI |
A cura di Francesca Soccorsi |
Il massaggio Kalari (dal nome di un’antica arte marziale indiana) è caratterizzato dall’uso esclusivo dei piedi anche se, per ottenere un effetto-relax,
è ammesso in particolari casi l’utilizzo delle mani. Molto amato tra i praticanti
di arti marziali, i danzatori e gli artisti circensi, ha origini lontanissime, risalenti ad almeno
3000 anni fa: nella regione del Kerala (Sud-Ovest dell’India) era considerato
il miglior tonificante per i guerrieri che si preparavano ad affrontare una battaglia
o che dovevano guarire da traumi e contusioni. Anche oggi è usato per allentare
la rigidità articolare, sciogliere i blocchi muscolari, alleviare la stanchezza.
La tecnica
L’operatore determina e modula il tipo di pressione da esercitare sulle diverse
parti del corpo del ricevente appendendosi a una corda fissata al soffitto. Il
massaggio prevede l’uso di oli che vengono applicati indifferentemente con la
pianta del piede destro o sinistro e con movimenti drenanti e linfostimolanti:
in particolare i movimenti condotti dal tronco verso le estremità riattivano la
circolazione arteriosa e aumentano l’ossigenazione dei tessuti, mentre quelli
nella direzione opposta, cioè verso il cuore, migliorano il flusso venoso contrastando
i gonfiori. Effetti benefici si hanno anche sulla funzionalità intestinale: le
manovre concentrate sulla zona dell’addome alleviano stipsi e colite favorendo
la peristalsi.
L’olio
In genere l’olio viene scelto tenendo conto delle caratteristiche individuali
del ricevente, in modo da compensare eventuali eccessi o deficit energetici: nel
caso di un soggetto magro e di temperamento nervoso si preferisce l’olio di sesamo, dal potere riscaldante; su chi ha un carattere passionale e sanguigno si usa
l’olio di cocco, altamente rinfrescante; alle persone più robuste si riserva l’olio di senape, piuttosto secco. Per alcuni trattamenti mirati si miscela all’olio un decotto
di erbe con proprietà specifiche: nel caso di un massaggio decontratturante destinato
a uno sportivo, per esempio, si possono sfruttare gli effetti balsamici della
canfora.
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Le fasi di una seduta
Un massaggio Kalari dura circa un’ora, ma la seduta può protrarsi fino a 2 ore.
Si articola di solito in cinque fasi seguite da una manovra finale:
- Fase 1: Gambe. Il ricevente è supino. Il massaggiatore comincia trattando la parte destra
del corpo e percorre la gamba destra dalla caviglia all’inguine e viceversa, per
riattivare la circolazione. Arrivato al ginocchio esercita specifiche pressioni
circolari per sciogliere l’articolazione. Stimola la zona dell’inguine dove si
trovano i gangli linfatici e infine passa alla gamba sinistra.
- Fase 2: Addome. Il ricevente è supino. Il massaggiatore esegue movimenti a spirale in senso
orario partendo dall’ombelico. Queste manovre stimolano e riequilibrano l’intestino.
- Fase 3: Torace e braccia. Il ricevente è supino. L’operatore massaggia torace, costole e seno, con direzione
oraria per il seno sinistro e antioraria per il destro. Tratta poi la mano e il
braccio destro con manovre drenanti simili a quelle eseguite sulla gamba, in entrambe
le direzioni. Quindi esercita pressioni delicate sulla spalla, per “aprirla” e
sbloccarne l’articolazione. Ripete il tutto a sinistra.
- Fase 4: Parte posteriore delle gambe. Il ricevente è in posizione prona. Il massaggio prevede scivolamenti drenanti
effettuati dall’alto verso il basso e viceversa. Con un movimento rotatorio in
senso orario l’operatore stimola i gangli linfatici che si trovano nell’incavo
dietro le ginocchia.
- Fase 5: Dorso. Il ricevente è in posizione prona. L’operatore comincia trattando la zona lombare
per poi risalire. Fa scivolare i piedi dalla colonna vertebrale verso l’esterno.
Massaggia le scapole, il trapezio (il muscolo che si trova nella parte posteriore
delle spalle) e scende lungo le braccia per terminare con le mani. Appoggia poi
un piede sulla zona dei reni e lo fa oscillare in modo da esercitare una lieve
pressione alternativamente con la punta e con il tallone, massaggiando i muscoli
paravertebrali ai lati della colonna.
- Manovra finale. La seduta si conclude con una manovra spettacolare dal potere allungante e
decontraente. Il massaggiatore, che fin qui ha utilizzato un solo piede, sale
con entrambi sul corpo del ricevente. Aiutandosi con la corda, per dosare il peso,
si sofferma dapprima sulle piante dei piedi della persona, tenendo i propri talloni
sul pavimento. Poi si sposta con l’intero piede sui polpacci, sale fino alle cosce
e arriva alla schiena. Qui appoggia un piede sull’osso sacro e l’altro sulla parte
alta del dorso ed esercita pressioni alternate che sciolgono eventuali tensioni
residue e migliorano la postura.
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Controindicazioni
Il massaggio Kalari può essere eseguito su persone di qualsiasi età. Le uniche
controindicazioni sono rappresentate dalla presenza di un’ernia del disco, di
stati infiammatori acuti o di traumi recenti, come fratture e strappi muscolari.
Bibliografia
- Vignali S., Mappa dei punti Marma nel massaggio ayurvedico, Red edizioni.
- Dal Degan A., Nel cuore del massaggio ayurvedico. Uno sguardo sull’India, Il punto d’incontro.