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IL MASSAGGIO THAI MOOD |
A cura di Andrea Carlucci |
Il massaggio Thai Mood deriva dal massaggio thailandese ma pur rispettando i canoni degli antichi trattamenti orientali, li integra
con un approccio originale rendendolo una vera e propria esperienza che coinvolge
tutti i sensi. Luci soffuse, candele, petali di rose, impacchi caldi alle erbe
naturali, oli essenziali e il suono lontano di scrosci d’acqua contribuiscono
fin dall’inizio del trattamento ad indurre un rilassamento profondo che permane
ben oltre la sua durata che generalmente non supera i 70 minuti. Si pratica individualmente
ma anche viene proposta come esperienza di coppia.
Il lavoro di base del Thai Mood è in gran parte ispirato dai concetti integrati
della medicina tradizionale cinese (MTC) e della medicina indiana ayurvedica con l’innesto di elementi di yoga e di stretching che agiscono sia sul piano energetico che fisico. La pratica, dunque, prevede
pressioni su punti d’energia (chiamati “sen”) oltre che esercizi di stiramento
ed allungamento dei muscoli che richiamano gli esercizi di Hata Yoga.
Origini del massaggio
All’origine dei trattamenti thailandesi ci sono le pratiche dei cinesi e degli
indiani, che risalgono a circa 2500 anni fa; le informazioni storiche su di essi
sono state tramandate più che altro oralmente, dal momento che la maggior parte
degli antichi testi medici antichi sono andati distrutti durante la guerra di
Ayutthaya (antica capitale del Siam) da parte dei Birmani nel 1776. Grazie al
ritrovamento di alcune vecchie tavole con le antiche iscrizioni da parte del Re
Rama III, nel 1832, si è riusciti a ricostruire una cultura millenaria, che trova
oggi la sua testimonianza ufficiale nella più antica scuola di massaggi di tutta
la Thailandia all’interno del Tempio Wat Pho.
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Esecuzione del massaggio
Il massaggio è generalmente preceduto da un colloquio preliminare, durante il
quale vengono analizzate le problematiche e le necessità dell’utente. La prima
parte del massaggio si svolge quindi nella cosiddetta “Tatami Room” dove l’utente viene avvolto da uno strato di impacchi caldi e aromatici che
irradiano i loro effetti sulla pelle, allentano la tensione dei muscoli e donano
uno stato di rilassamento mentale e fisico. L’operatore comincia il suo trattamento
libero di muoversi a 360° attorno al paziente che è sdraiato per terra su un materassino;
egli in questo modo riesce a sfruttare pienamente la spinta proveniente dal movimento
di tutto il suo corpo con particolare attenzione, in questa fase, all’azione delle
mani e degli avambracci. I movimenti del massaggiatore Thai professionista sono
molto coreografici: gli allungamenti dei muscoli vengono effettuati con manovre
di presa reciproca di polso tra utente e massaggiatore oppure della caviglia.
Il massaggio viene realizzato attraverso manipolazioni, trazioni e pressioni lente
ed avvolgenti che si focalizzano sulla testa, sul collo, sul viso e sui piedi.
La seconda parte si svolge nella “Massage Room”; l’utente disteso sul lettino riceve un massaggio completo su tutto il corpo
con l’utilizzo di olii aromatici, coordinato sul ritmo della respirazione del
ricevente per indurlo a raggiungere uno stato di profondo benessere psicofisico.
Chi pratica il massaggio “Thai” è abituato a percepire la pulsazione del battito
cardiaco del cliente durante l’imposizione delle mani; questa fase serve “a cullare”
il ricevente e precede generalmente l’intervento più energico che prevede stiramenti,
palmopressioni, digitopressioni e stimolazioni profonde lungo le linee energetiche
“sen”.
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Tra le controindicazioni vi sono tutte quelle problematiche a livello cardiaco, quelle a carico della colonna vertebrale derivanti da ernie discali, l’osteoporosi e le flebiti.
Si ringrazia per la collaborazione Rossana Gandossi Marketing & Communication Manager “Monticello Spa” www.monticellospa.it