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IL PEELING CON LA SOLUZIONE DI JESSNER | A cura del Prof. Maurizio Fraticelli |
La soluzione di Jessner è una preparazione a base di una miscela di caustici per peeling superficiali e molto superficiali, nella cui composizione sono presenti sia
l’acido salicilico che l’acido lattico, oltre alla resorcina e all’alcool denaturato.
La soluzione si presenta di color ambra chiaro e tende ad oscurarsi alla luce
e all’aria, a causa della fotosensibilità dell’acido salicilico. Buon esfoliante,
dotato cioè di un buon potere cheratolitico, la soluzione è caratterizzata da
potere schiarente.
Di contro, alcuni degli ingredienti che compongono la soluzione possono dare
tossicità, in particolare l’acido salicilico e la resorcina, e la applicazione
sulla cute provocare bruciore e pizzicore, maggiore se raffrontato all’acido tricloracetico
al 10-15%, inoltre esso è dose dipendente, più ne viene applicato più va in profondità.
Quando la soluzione di Jessner è usata da sola, essa permette l’esecuzione di
un peeling superficiale, tale da essere paragonato ad un acido glicolico al 70%
o TCA 10-15%. Se invece tale soluzione è usata in combinazione con altri caustici,
la sua potenza aumenta fino ad assumere le caratteristiche di un peeling di media
forza.
Prima di effettuare il peeling con la soluzione di Jessner, per ottenere i migliori
risultati, è opportuno preparare la pelle, per es. con α idrossiacidi a basse concentrazioni già alcuni giorni prima.
L’effetto della terapia pre-peeling, si concretizza nella stimolazione del turnover
dell’epidermide, con fenomeni di riduzione dello strato corneo, una normalizzazione
della produzione di sebo con rimozione del grasso in eccesso e dei detriti cellulari.
Trovandosi di fronte ad una pelle macchiata, la preparazione prevederà l’uso
di sostanze diverse, quali per esempio agenti sbiancanti come il retinolo.
Qualunque sia la preparazione essa dovrà essere soft, per evitare che successivamente la soluzione di Jessner sia troppo aggressiva.
L’esecuzione del peeling prevede, in un primo tempo, una accurata pulizia della
cute mediante sostanze sgrassanti come alcool o acetone, successivamente verrà
applicato il caustico.
L’apposizione della soluzione sulla cute, avviene tramite diversi strumenti come
appositi pennelli con setole sintetiche a forma di lingua di gatto, applicatori
in cotone o garze; qualunque sia lo strumento adoperato si dovrà applicare uno
strato uniforme.
Generalmente sarebbero da preferire gli applicatori monouso; i pennelli sono
difficilmente sterilizzabili, quest’ultimi e gli applicatori in cotone sono più
utilizzati nel caso di pelli sottili e sensibili mentre le garze, che per la loro
struttura permettono una maggiore penetrazione, sono più indicate per le pelli
spesse e seborroiche. L’applicazione di multistrati sovrapposti ed uniformi aumenta
la profondità del peeling e parallelamente si intensificano il rossore ed il bruciore.
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Al di là del numero degli strati, la profondità e la incisività della soluzione
di Jessner dipendono da:
- La preparazione del paziente;
- Gli strati di applicazione;
- Lo spessore dello strato corneo;
- La sensibilità della pelle;
- Il metodo di applicazione.
Per cui, in riferimento a tutti questi parametri, in una cute assai spessa, per
esempio, ci possono volere anche più di uno strato per arrivare ad un peeling
di primo livello.
Quando ci si trova di fronte a pelli particolarmente sensibili, si può effettuare
un primo passaggio, osservare poi la reazione cutanea, che si realizza di norma
entro 4-6 minuti, poi possono essere applicati i successivi strati, valutando
ulteriormente la reazione cutanea.
Terminato il peeling, comincia quella fase definita come post-peeling, i pazienti
percepiscono la pelle che “tira”, per cui viene fatto abbondante uso di creme
emollienti; nel caso in cui ci si trovi di fronte a cute con tramatura fine e
quindi delicata, essa può sensibilizzarsi e perciò si consiglia l’uso di utili
emollienti senza profumazione come quelli vegetali; inoltre è opportuno non usare
cosmetici e farmaci aggressivi fino a quando la cute si presenta arrossata.
Effettuare un peeling con la soluzione di Jessner ha i suoi vantaggi, in quanto questa miscela è considerata “delicata”, adatta a pelli sensibili; il peeling ha una “naturale” tendenza ad essere più uniforme rispetto ad altri peeling; possiede un buon potere esfoliante non aggressivo come altri caustici per cui raramente diventa più profondo del voluto. Può essere usato efficacemente, insieme a trattamenti domiciliari, nelle macchie cutanee migliorando anche la fotoriflettenza della pelle, generalmente il paziente è subito dopo il peeling “presentabile” (peeling socializzante).
Utilizzando la soluzione di Jessner, considerando che essa contiene la resorcina,
si deve fare attenzione al rischio di tossicità nel caso in cui si trattano vaste
aree, tuttavia il rischio è molto basso rispetto ad un peeling puro con resorcina.
Oltre alla resorcina, anche l’acido salicilico può essere fonte di tossicità,
in ogni caso questa dipende dalla concentrazione delle suddette sostanze assorbite
dalla pelle, dal numero degli strati e dall’ampiezza dell’area trattata: limitandosi
al viso, collo e decolleté, in assenza di specifiche controindicazioni non vi
è rischio di tossicità.
Tra le altre complicanze ricordiamo la reazione allergica: la resorcina è quella
che maggiormente può indurre allergia, utile può essere un test retroauricolare
alcuni giorni prima. Una piccola percentuale di pazienti, può andare incontro
ad eritema per diverse settimane, ma ciò non dovrò preoccupare perché non si tratta
dello stesso eritema dei peeling medi. È un eritema che si presenta minimo al
mattino, peggiora con il lavaggio del viso, con il vino, il sole, cibi con spezie,
esercizio fisico, sale e con tutte le attività che aumentano la vascolarizzazione.
Le principali indicazioni della soluzione di Jessner sono rappresentate dalla
terapia antiaging (per l’effetto cheratolitico) e dalla terapia delle ipercromie.
La soluzione di Jessner può essere usata come componente del peeling misto, essendo
l’altro componente il TCA (acido tricloroacetico). Usando queste sostanze si ottiene
un peeling medio in grado di raggiungere la porzione superiore del derma reticolare.
L’acido tricloroacetico è probabilmente il numero due dei caustici utilizzati
come peeling, preceduto soltanto dall’acido glicolico.
Indicato per peeling superficiali e medi, produce esfoliazione cutanea relativamente
profonda, senza seria tossicità sistemica. L’acido è infatti neutralizzato dal
siero all’altezza del derma superficiale, precedendo quindi l’assorbimento ematico,
per cui si può utilizzare in pazienti con patologie renali, epatiche o cardiache.
Il TCA, se applicato per tempi sufficientemente lunghi, è in grado di arrivare
al derma determinando il caratteristico whitening o frost, testimone della coagulazione delle proteine e formazione di sali.
In alcuni soggetti il peeling di media entità può determinare delle complicanze
come: iperpigmentazioni, eritema prolungato (massimo 3 mesi), cicatrici.
In considerazione del fatto che il TCA usato per un peeling medio può essere
responsabile di complicanze come le ipercromie, per ridurre l’incidenza di questo
danno è stato utilizzato il peeling misto. Si usa in un primo tempo la soluzione
di Jessner, successivamente si procede con il TCA.
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Dopo il peeling compare edema, desquamazione ed eritema, quest’ultimo presente
per almeno una settimana. Tra le complicanze si possono annoverare le iperpigmentazioni,
l’eritema prolungato (3 mesi), le cicatrici. Prima di eseguire questo tipo di
peeling è opportuno prestare attenzione al fatto che devono essere trascorse almeno
6 settimane da un intervento di chirurgia estetica, 2-3 settimane prima o dopo
impianti di filler, 6-10 mesi da terapie con farmaci antiacne per via orale (vitamina
A).
Inoltre in riferimento al peeling combinato è consigliabile evitare: l’esposizione
al sole, la ginnastica con sudorazione, la mimica non strettamente necessaria,
graffiare o strofinare il viso, prestare attenzione nel lavare i capelli.