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L'IRIDOLOGIA: CURARSI ATTRAVERSO GLI OCCHI

A cura di Stefania Somarè


Gli occhi vengono considerati da molte culture, compresa quella occidentale, "lo specchio dell'anima". Si pensi, in proposito, alla difficoltà di molti a lasciarsi guardare negli occhi, come se ciò consentisse alle persone di guardare dentro di noi e scoprire cose sul nostro conto che vorremmo conservare solo per noi, a partire dal nostro stato d'animo. Ma gli occhi possono fare anche di più: secondo l'antica e la moderna iridologia, possono infatti parlare dello stato di salute del corpo umano.

L'iridologia indaga gli aspetti fisici e psichici dell'uomo attraverso l'osservazione dell'iride, arrivando a determinare le malattie cui è predisposto, il grado di intossicazione di un organismo e anche il tipo di comportamento che lo contraddistingue. Le radici di questa pratica che è fatta rientrare nell'ambito delle medicine alternative sono davvero antiche: guaritori e medici cinesi, egizi, caldei, esseni, ebrei e greci utilizzavano l'occhio per diagnosticare i malanni dei loro pazienti. Le dimostrazioni di tale pratica si trovano nei testi antichi, in primis quelli dell'Antico Egitto, per i quali l'occhio è per l'uomo ciò che il Sole è per la Terra, e a quelli della Medicina Tradizionale Cinese in cui si legge della relazione esistente tra iride e salute psico-fisica dell'uomo. Per guardare civiltà più vicine alla nostra, come quella greca, si ricorda che Ippocrate di Cos affermava "Considerate l'Occhio, con quale arte sia costruito e con quanta mirabile finezza il corpo abbia impresso la propria anatomia nella sua immagine".
Nei testi moderni l'iridologia viene menzionata invece da Paracelso, intorno al 1400: da allora bisognerà attendere, per sentirne parlare ancora, il 1886, quando il medico ungherese Ignatz von Peczely pubblicò il primo schema topografico dell'iride nel testo intitolato "Introduzione allo studio diagnostico per mezzo degli occhi". In questa prima mappa apparivano 35 punti, corrispettivi ad altrettanti organi. Il lavoro di von Peczely venne in seguito "arricchito" dall'apporto di altri studiosi, tra cui il pastore protestante svedese Nils Liljequist che nella sua opera "On Oegendiagnosen" del 1893 fece alcune osservazioni sulle variazioni cromatiche dell'iride a seguito dell'assunzione di sostanze chimiche. Nello stesso periodo il sacerdote Emanuel Felke fece un importante lavoro di promozione in favore dell'iridologia. Grazie all'apporto di questi personaggi, l'iridologia si diffuse pian piano in Europa e in America. Varie le scuole che si formarono successivamente, ognuna con la propria particolarità.

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Le scuole
Tra le scuole di iridologia formatesi nel corso del secolo scorso, quella tedesca viene considerata tra le più affidabili, probabilmente per la sua valenza fortemente organicistica che la avvicina molto alle posizioni della Medicina accademica. Tra i nomi più noti dell'iridologia tedesca si ricordano H. Hense (1868-1955), il naturopata J. Deck e J. Angerer che unisce l'Iridologia alle più moderne conoscenze di biochimica. Di orientamento assai differente da quello tedesco, la scuola francese segue un indirizzo omeopatico, energetico e naturopatico, valutando l'uomo nel suo complesso. Tra gli iridologi francesi si ricordano A. Roux, G. Jausas e B. De Bardo. Ancora diverso l'orientamento americano, dove l'iridologia viene utilizzata in chiave prevalentemente nutrizionistica e naturopatica, con esponenti come B. Jensen. Le varie scuole si differenziano tra loro non solo per i principi alla base, ma anche per il metodo.
In Italia l'iridologia è arrivata abbastanza tardi, intorno alla metà degli anni Settanta del XX secolo, a opera di Luigi Costacurta, autore del primo vero trattato sull'Iridologia "La grande mappa topografica delle iridi". In seguito la pratica iridologica è stata studiata da vari italiani, tra cui Siegfried Rizzi, il quale ha elaborato una sua mappa iridea sulla base di quella fondamentale di Josef Angerer, fondatore dell'omonima scuola a Monaco di Baviera in Germania; Padre Emilio Ratti, Vincenzo Di Spazio, Daniele Lo Rito per i suoi studi relativi all'orlo pupillare interno, Lucio Birello e il Dott. Rudy Lanza, fondatore e direttore dell'Istituto omonimo e della Scuola di Iridologia Olistica. La particolarità della scuola italiana è il suo orientamento olistico che unisce all'indagine organica anche quella energetica e psichica, tenendo fortemente in considerazione anche l'aspetto psicosomatico ed emozionale nel determinare la malattia. La vera differenza sta nel fatto che l'iridologia italiana viene usata per creare un quadro completo del malato, prima che della malattia, che viene dunque affrontata utilizzando metodi integrati che uniscono alimentazione, nutrizione, terapie energetiche, fitoterapia, omeopatia e altro ancora. In effetti, oggi la scuola italiana viene apprezzata per la sua maggior completezza rispetto ad altre.

Occhi e cervello: connessione alla base dell'iridologia

Prima ancora di capire su quali principi si fonda l'iridologia, vale la pena sottolineare che esiste una forte connessione tra occhi e cervello. Gli occhi sono degli organi di senso e, in quanto tali, sono fortemente connessi con il Sistema Nervoso Centrale cui portano gli impulsi visivi. Tale connessione è però più estesa ed è alla base del funzionamento dell'iridologia stessa: lo stretto rapporto esistente tra occhio, sistema cerebrale e nervoso fa sì che ogni alterazione organica percepita dal cervello venga trasmessa all'iride attraverso i nervi, producendo delle alterazioni sotto forma di macchie, fessure, striature, linee, punti, rilievi, anelli e diversità nella pigmentazione. L'iridologo, dunque, attraverso l'uso dell'iridoscopio e della macchina fotografica digitale, osserva l'iride e la disposizione del pigmento, passando poi a valutazioni successive. Esistono, ovviamente, delle mappe che localizzano i vari organi del corpo a livello dell'iride: individuando dunque la zona dove si trovano alterazioni nel pigmento si può determinare la zona del corpo colpita da problemi, ma anche il carico di tossine presenti a livello dell'organo, il suo livello energetico e le eventuali carenze di minerali. In altre parole, con l'iridologia è possibile fare un'analisi dello stato di salute della persona, arrivando a conoscerne la costituzione organica, la vitalità, la capacità di reagire sia da un punto di vista fisico sia psichico, lo stato degli organi interni... E ciò sia per l'adulto, sia per il bambino. Studi svolti in Svezia, Gran Bretagna, Francia e negli Stati Uniti, stanno confermando anche la natura diagnostica e preventiva dell'iridologia, dicendola utile anche per il medico allopatico. Lo studio svedese, in particolare, ha dimostrato la connessione esistente tra iride e carattere delle persone, illustrando in un articolo pubblicato sulla rivista Biological Psychology. Gli stessi ricercatori hanno inoltre suggerito che tale relazione sia connessa al gene PAX6, responsabile dello sviluppo dell'iride nell'embrione, le cui mutazioni sono già state associate a impulsività e asocialità.

Colore e distribuzione degli organi nell'occhio

Le varie scuole di iridologia hanno sviluppato le proprie mappe. In generale, gli organi doppi, come i reni e i polmoni, trovano un loro riflesso tanto nell'iride destra, quanto in quella sinistra, mentre gli organi singoli, come il fegato e la milza, si trovano nell'una o nell'altra iride. Di norma, gli organi posizionati a destra nel corpo compaiono nell'iride destra e viceversa. Fanno eccezione il cuore, lo stomaco e il timo, perché posizionati sull'asse centrale del corpo. All'interno dell'occhio si distinguono inoltre delle zone e aree (zona del sistema nervoso; zona del cervello; zona del cuore; zona dell'esofago; zona dello stomaco; zona degli intestini; area della pelle) e anche aree legate a processi infiammatori e a ferite gravi e traumi di ordine meccanico.
Oltre alla localizzazione di organi, zone e aree, l'iridologia osserva con attenzione anche il colore di base dell'iride che indica il tipo di costituzione della persona. Esistono in particolare tre grandi costituzioni, la Linfatica, la Ematogena e la Biliare, ognuna con delle sottodivisioni. La luminosità del colore, invece, indica se la persona è sana o meno: l'opacità è infatti indice di una certa difficoltà a interagire con il mondo esterno per ripulirsi, nutrirsi e, in ultima analisi, stare in salute.
Altro aspetto che comunica importanti informazioni all'iridologo è la compattezza o meno delle lamelle dell'iride e la loro distribuzione. Per esempio, il grado di compattezza dell'iride fornisce informazioni rispetto alla forza di volontà della persona, la sua capacità di reagire alle malattie e anche la sua predisposizione ad accumulare o meno le tossine.

L'iridologia è una pratica molto antica che è stata riscoperta e riformulata anche con tecniche moderne, arrivando ad avere i primi sostegni anche dalla scienza odierna. Può essere un utile strumento diagnostico, ma, come tutte le terapie alternative, necessita della interazione con la medicina allopatica e l'utilizzo di strumenti di indagine più ordinari.

Bibliografia

- Lo Rito D., Birello L., L'Iridologia - La salute dagli occhi, Edizioni Xenia
- Ratti, E., Iridologia - L'Occhio Specchio del Corpo e della Mente, Associazione iridologica italiana
- Salomoni A., Iridologia - Manuale Pratico, Eifis Editore
- Lo Rito D., Birello L., Iridologia Naturopatica, Enea edizioni
- Sabato G., Manuale di Iridologia, L.S. Gruppo editoriale

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