CAFFÈ E PATOLOGIE
Cos'è il caffè
Il caffè è una gustosa bevanda ottenuta dalla torrefazione e macinazione dei semi di
alcuni alberi tropicali del genere Coffea, appartenenti alla famiglia botanica
delle Rubiacee. Esistono diverse specie di caffè che si caratterizzano per il
gusto, il contenuto o meno di caffeina e la capacità di adattarsi a climi o ambienti
diversi da quelli di origine. La prima specie coltivata e largamente conosciuta
in Italia, è l’arabica; i semi vengono estratti dalla “Coffea arabica”, pianta
che cresce in Etiopia, in Sudan, in Kenia e nello Yemen. Attualmente tutte le
specie coltivate esistono ancora, nelle zone d'origine, allo stato selvatico,
tuttavia ci sono anche molte nuove varietà, create artificialmente.
La funzione protettiva della caffeina
Molti studi mettono in evidenza la capacità “protettiva” della caffeina nell’insorgenza di alcuni tumori, specialmente quelli relativi all’apparato
digerente. Il consumo moderato di questa bevanda (3-4 tazzine al giorno) non incide
affatto negativamente sulle patologie cardiovascolari, epatiche e intestinali.
Amleto D’Amicis, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sull’Alimentazione
e Nutrizione (INRAN) ha affermato che non si possono escludere rischi sul consumo
di caffè, ma non si può nemmeno ignorare che in alcuni casi, possa addirittura
giovare alla salute.
Gli effetti positivi del caffè per la salute del fegato, per la prevenzione di
alcuni tumori e su molte funzioni fisiologiche dell’uomo, sono già da tempo noti.
Recenti studi evidenziano la forte azione preventiva e protettiva del caffè nei
confronti del diabete e della malattia di Parkinson; un’altra ricerca sostiene
che “il consumo moderato di caffè è associato ad un ridotto rischio di mortalità".
“Per prevenire le malattie cronico degenerative, come i tumori è importante formulare
linee guida che siano orientate agli alimenti, e che prendano in considerazione
quelle variazioni salutistiche della dieta che sono fattibili in una specifica
situazione ambientale” hanno dichiarato gli esperti.
Il caffè per combattere l’Alzheimer
Preservare la memoria con il caffè? Non è un’utopia ma una reale possibilità.
Infatti una ricerca dell'università della Florida, pubblicata sul “Journal of
Alzheimer”, dimostra che bere fino a cinque tazze al giorno di caffè sarebbe molto
utile per contrastare i problemi di memoria legati all'Alzheimer. La sperimentazione è stata inizialmente fatta sui topi e i risultati sono stati
talmente confortanti che i ricercatori statunitensi hanno deciso di iniziare i
trial clinici anche sull'uomo.
La caffeina, secondo il team americano, ostacola la produzione di placche beta
amiloidi nel cervello, traccia “inconfutabile” della patologia neurodegenerativa.
Lo studio è stato realizzato prendendo in esame animali affetti dalla malattia
mangia-memoria per eccellenza. I topi giunti a 18-19 mesi, ovvero (l'equivalente
dei settant'anni d'età dell’essere umano), sono stati sottoposti a test comportamentali
per verificare la loro memoria e suddivisi in due gruppi: uno di controllo, l'altro
composto da animali a cui sono stati dati circa 500 milligrammi al giorno di caffeina,
disciolta nell'acqua. L'equivalente di cinque caffè. Dopo due mesi, i ricercatori
hanno ripetuto gli stessi test eseguiti all'inizio dello studio, rilevando che
i topi che avevano assunto caffeina, ottenevano risultati migliori rispetto all'altro
gruppo alle prese con la malattia. Addirittura le performance dei topi ai quali
era stata somministrata la caffeina, erano paragonabili a quelle degli animali
della stessa età, ma senza Alzheimer. Il risultato sorprendente è stato quello
che, nei topi che avevano assunto caffeina, la proteina beta amiloide (responsabile
delle placche dannose, generate dalla malattia), fosse ridotta del 50%. Questa
quindi, secondo gli studiosi, sarebbe in grado di “intervenire” su quegli enzimi
che accendono la produzione della proteina sotto accusa, riuscendo contemporaneamente
a contrastare l'infiammazione che colpisce il cervello quando ha inizio la iper-produzione
di beta amiloide. La conclusione è che “è possibile che la caffeina non solo protegga
dall'Alzheimer intervenendo direttamente nel processo di formazione della malattia,
ma addirittura possa ‘curare’ questa patologia”.
Caffè “scudo” per alcune tipologie di tumori
Basterebbero tre caffè al giorno per proteggersi dai tumori. Questo è quanto
sostengono i ricercatori dell'Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, che
hanno approfondito con attenti e lunghi studi, l'effetto protettivo della bevanda
“più amata” dagli italiani, specialmente nelle colazioni e pause di lavoro. Il
caffè quindi sembra avere un effetto protettivo nei confronti dei tumori dell’apparato
digerente, del fegato e del colon. Uno studio italiano, analizzando 2.166 casi
di pazienti con questa patologie, hanno dimostrato come il consumo di caffè sia
associato ad un ridotto rischio di cancro. "Per quanto riguarda ad esempio il
tumore al colon, in esso il caffè, oltre alla presenza di antiossidanti e sostanze
antimutageniche, riduce la secrezione di colesterolo e acidi biliari, stimola
la secrezione di steroli neutri e aumenta la motilità". Per quanto riguarda il
fegato, “la bevanda nera” aiuterebbe a tenere lontana l’eventuale possibilità
di cirrosi epatica, importante fattore di rischio del tumore. Non solo: contiene
anche due sostanze, kahweolo e cafestolo, protettive per il fegato e non importa che sia moka, espresso, miscela arabica
o liberica. 2 italiani su 3 bevono regolarmente caffè e la dose consigliata dagli
esperti è di massimo tre tazzine al giorno (equivalenti a 300mg di caffeina totale).
Inoltre il caffè si è dimostrato “alleato” delle donne perché, secondo gli studi,
ha mostrato effetti protettivi nei confronti del tumore dell'endometrio, la mucosa
che riveste internamente l'utero. I ricercatori hanno infatti potuto constatare
dall’anno 2000 ad oggi, su 450 casi e oltre 900 controlli, un rischio ridotto
fino al 50% nelle forti bevitrici di caffè (più di 4 tazze). Ciò è spiegabile
con il fatto “il caffè esercita un effetto favorevole sul metabolismo degli estrogeni
(riducendoli), sui livelli di insulina e sui fattori di crescita legati all'insulina.
Queste proprietà sono confermate anche dal fatto che la frequenza del diabete
è ridotta nei consumatori di questa bevanda”.
Il caffè per contrastare le metastasi nel cervello
A breve potrebbe essere possibile impedire le metastasi delle cellule tumorali
all'interno del cervello, grazie ad un'innovativa tecnica inglese, studiata presso
l'Università di Oxford. La nuova metodica è stata illustrata in un articolo pubblicato
sulla rivista “Plos One”. La ricerca, guidata dal Dott. Shawn Carbonell, spiega
che ”la chiave” della nuova terapia è l'integrina, (una molecola presente sulla
superficie delle cellule cancerose), che consente a queste ultime di attaccarsi
ai vasi sanguigni cerebrali e di ricevere nutrimento per proliferare e diffondersi
nei tessuti encefalici. Utilizzando farmaci specifici, ma anche bevendo caffè,
si può quindi “bloccare” l'integrina, “affamando” così le cellule tumorali (che
non verrebbero più alimentate quindi morirebbero) evitando quindi le metastasi
cerebrali. Queste sono fortemente letali e una volta diffuse nei tessuti cerebrali,
la sopravvivenza media dei pazienti non supera generalmente i 9 mesi. L'equipe
del Dott. Carbonell ha scoperto che il 95% delle cellule tumorali metastatiche
cerebrali si sviluppa intorno ai vasi sanguigni del cervello e non attorno ai
neuroni. Perciò i ricercatori britannici hanno pensato di rimuovere l'integrina
e infatti, facendo ciò, le cellule del cancro metastatiche smettevano di legarsi
ai vasi sanguigni e interrompevano la loro crescita e si evitava quindi il proliferarsi
delle metastasi nel cervello. Questa scoperta offre sicuramente una maggiore comprensione
delle dinamiche con le quali si sviluppano i tumori e si potranno quindi elaborare
trattamenti mirati per rallentarne la crescita. In questo caso il caffè potrebbe
essere un valido alleato.
Il caffè fa ingrassare?
I dietologi, nelle diete ipocaloriche, raccomandano un solo caffè al giorno,
massimo due. Questo perché esistono anche degli effetti collaterali quali, nervosismo,
pressione alta, tachicardia e per le donne, aumento della ritenzione idrica, e
quindi cellulite (solo nel caso in cui l’organismo assume quantità eccessive di
caffeina). Ecco perché gli esperti “suggeriscono” di non superare mai le 4 tazzine
al giorno. Quindi nessun problema di “interferenza” con la dieta, a patto che
la bevanda venga consumata “con razionalità”. Come in tutte le cose “in medio
stat virtus” e quindi per trarre benefici dalle proprietà del caffè, non bisogna
abusarne. Infine, il caffè verde ha dei “principi” interessanti: attività drenante,
dimagrante, levigante ed è quindi adatto a trattamenti cosmetici/estetici.
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