LA CURA E L’IGIENE DEI PIEDI
CURA IGIENE PIEDI
Una recente indagine ha rivelato una crescente attenzione nei confronti della
cura e dell’igiene dei piedi e dunque di una sempre più ampia diffusione di una
cultura della salute del piede nella consapevolezza di come le buone condizioni
dell’estremità siano essenziali per lo stato di salute generale del corpo. La
crescita di tale attenzione è dimostrata dal fatto che il tempo dedicato alla
sola cura dei piedi - bagni e docce escluse – ammonti mediamente a 52 minuti alla
settimana, in netta crescita rispetto ad un rilevamento precedente.
Cura, igiene e salute del piede non possono prescindere da una sua conoscenza
– anche se sommaria – nonché dall’osservazione di alcuni accorgimenti.
Il piede ha due archi che sostengono il corpo: l'arco mediale (interno) e l'arco trasverso . Quando l'arco mediale cede (fenomeno del piede piatto) si accuserà dolore sotto la pianta nonché al tendine del muscolo tibiale-posteriore
con la conseguenza di una alterazione della postura ed una accentuazione della
curvatura lombare e predisposizione alla sciatica. Se è invece l'arco trasverso
a cedere, il peso andrà a finire sulle cosiddette teste metarsali 2-3-4 con metarsalgie
e/o neuroma di Morton.
Tali fenomeni si possono verificare a causa della scorretta – e innaturale –
posizione del piede costretto a camminare su superfici non deformabili, e dunque
inadatti al piede come asfalto, marmo e cemento. A questo proposito è bene ricordate
che camminare scalzi fa bene solo sulla sabbia . MAI camminare scalzi su superfici dure e indeformabili che a lungo andare
possono provocare patologie dalle gravi conseguenze sulla salute generale.
Tra i problemi del piede più comuni si annovera quindi l’
alluce valgo, conseguenza biomeccanica di un alterato appoggio del piede: si eredita una
lassità muscolare-tendinea che fa sì che il peso corporeo si scarichi tutto sul
primo dito del piede. Giorno dopo giorno - sotto l’effetto del peso - il primo
dito si deforma, fino ad accavallarsi sul secondo. Chi ha l’alluce valgo presenta
generalmente anche tutta la postura alterata, con problemi alle articolazioni
di caviglia, ginocchio, anca e dischi intervertebrali. Non trattandosi di una
problema congenito, quello dell’alluce valgo può essere risolto bloccandone tempestivamente
l’evoluzione attraverso il ricorso ad un plantare. Per questo è consigliato rivolgersi
ad un
medico podologo specializzato , che studi il caso e metta a punto un plantare personalizzato, adatto a risolvere
il problema. Solitamente lo specialista richiede una radiografia del ginocchio
destro e sinistro in carico in proiezione frontale e laterale. Questo perché quando
un piede appoggia e “lavora” in maniera errata si ha come conseguenza un’usura
precoce del ginocchio e dell’anca, con conseguente artrosi.
Corretta posizione del piede, uso di plantari, sorveglianza medica sono requisiti
indispensabili per salvaguardare le proprie estremità. Ma la salute del piede
può essere tutelata anche e soprattutto da una igiene regolare e corretta.
L’igiene corretta:
- È buona norma fare quotidianamente un pediluvio serale.
- Alla sera, quando si tolgono le calzature, eseguire una costante ginnastica al
piede per conservare una buona mobilità. Indicato soprattutto per chi svolge un
lavoro sedentario.
- Servirsi periodicamente di un bravo specialista per la pulizia e il controllo
delle unghie.
- È buona abitudine calzare due paia di scarpe al giorno, riservando al pomeriggio
quelle con maggior calzata. Così i piedi si mantengono più freschi ed la traspirazione
migliora.
Anche la scelta delle scarpe è molto importante infatti le scarpe più appropriate sono quelle che abbiano
al massimo 5 mm di spazio tra l’estremità del dito più lungo e la punta delle
scarpe. Non è necessario comprare scarpe più lunghe solo perchè i piedi sono larghi!
Esistono, infatti, in commercio modelli comodi a pianta larga con tomaia cedevole
specifici per piedi larghi.
Alcune regole per mantenere i piedi in buona salute:
- La calzatura che ospita il piede dev’essere confortevole non solo in lunghezza,
ma anche in larghezza ed in altezza. Questo eviterà il formarsi di callosità nella
parte superiore e laterale, favorirà la mobilità di deambulazione del piede e
ritarderà l’invecchiamento articolare e muscolare. Controllare, quindi, quando si tolgono le scarpe che non vi siano zone di arrossamento
sul piede.
- Il piede dovrebbe preferibilmente essere supportato da un appoggio morbido o
semirigido che accompagni l’andatura del piede (plantare), piuttosto che appoggiare
su una superficie piatta e dura. Così si migliora il ritorno venoso e si stimola
la sensibilità dei piedi. Controllare se sono presenti callosità sotto la pianta e gambe gonfie a fine
giornata.
- Il fondo e il tacco delle calzature sono di importanza capitale poiché riflettono
e condizionano la postura. Se troppo alto o troppo basso, il tacco può nuocere,
come anche la suola se troppo rigida o troppo flessibile. Controllare se vi è dolore ai talloni, alle caviglie, sotto la pianta del piede
ma anche alle gambe e alla colonna.
- È buona norma che i materiali delle scarpe siano naturali. La pelle lascia infatti
passare l’ossigeno attraverso il “fiore” e cede l’umidità. Controllare se vi è senso di bruciore, se la sudorazione è aumentata, se i piedi
sono freddi e maleodoranti.
Se non sussistono problemi particolari e se la calzatura è di qualità, il piede
non avrà difficoltà di adattamento. Se invece il piede presenta alterazioni, dovrà
essere la scarpa ad essere personalizzata grazie ad un plantare specifico, così
da adattarsi al piede e garantirne la comodità.
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Per approfondimenti sulla salute del piede e sull'uso eventuale di plantari:
posturologia |
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