Nella maggior parte dei casi comunque i disturbi del sonno possono essere catalogati in tre categorie: parainsonnie, russamento e apnea, insonnia.
PARAINSONNIE
Bruxismo e sonnambulismo sono le due più comuni parainsonnie. Con questo termine si indicano disturbi e comportamenti che si verificano durante il sonno e ne alterano la qualità.
Bruxismo
Il bruxismo è l'atto del muovere e digrignare i denti mentre si dorme; non è
quindi consciamente controllabile. Il continuo movimento notturno della bocca
si rivela, a livello fisico, con possibili danni alla dentatura, che col tempo
risulta usurata; al risveglio inoltre si registrano dolori ai muscoli interessati
e all'articolazione temporo-mandibolare, indolenzimento dell'area, talvolta mal
di testa. Questo disturbo è causato da ansia e stress e non esiste una cura farmacologica
specifica; la salute dei denti può essere salvaguardata tramite un bite
confezionato dal dentista, in materiale gommoso o retinoso, che protegge la dentatura
dal notevole carico di masticazione che si verifica durante il sonno.
Sonnambulismo
Il sonnambulismo, cioè la deambulazione durante il sonno, è un disturbo frequente
che colpisce prevalentemente i bambini, poiché si manifesta soprattutto in fase
di sonno profondo nel primo stadio; ma è riscontrabile anche negli adulti, soprattutto
nei soggetti che attraversano periodi di particolare ansia o stress, in caso di
abuso di alcool, poiché influisce sul normale ritmo sonno-veglia, e in chi ha
orari irregolari, ad esempio dovuti a turni di lavoro che non permettono un equilibrio
nel riposo.
Questo disturbo può essere causato anche da patologie specifiche, come emicrania
e attacco epilettico. In caso di morbo di Alzheimer o demenza senile, non si tratta
di tipico sonnambulismo, poiché il soggetto in effetti è sveglio, e confusione
e disorientamento sono dovuti alla patologia di cui soffre.
I soggetti affetti da sonnambulismo dovrebbero cercare di andare a dormire in
orari prestabiliti, evitando quindi turni di lavoro irregolari, non sovraffaticarsi, rilassarsi e non accumulare tensione; in questo caso l'attività
fisica costante è utile poiché consente di bruciare tensione ed energia in eccesso
e in generale migliora la qualità del sonno. Una causa frequente del disturbo
è l'ansia, che va affrontata con uno specialista. In generale, il sonnambulismo
colpisce prevalentemente i maschi, in genere si manifesta entro i primi dieci
anni, e sembra che ricorra a livello parentale e familiare.
Il sonnambulo non è minimamente cosciente di ciò che fa, tant'è che al risveglio
spesso non presenta alcun ricordo, ma è perfettamente in grado di svolgere attività
semplici come vestirsi e camminare, riuscendo ad evitare ostacoli e in genere
non compiendo attività pericolose; il tutto è dovuto alla confusione del meccanismo
sonno-veglia. Un episodio di sonnambulismo può durare da qualche minuto a un'ora;
chi vive con un sonnambulo non deve cercare di bloccarlo, ma semmai di rassicurarlo
e riaccompagnarlo a letto; se risulta difficile, non bisogna costringerlo ma continuare
a passeggiare con lui, finché non si riesce a riportarlo a letto.
Russamento
Sono molte le cause che determinano il russare, un fenomeno che influisce non
solo sulla qualità del sonno di chi russa, ma anche su quella di chi gli dorme
accanto. La causa di tutto è un'ostruzione delle alte vie respiratorie: quando
si dorme molti tessuti muscolari si rilassano, tra cui quelli della gola. Il rilassamento
della parete muscolare interna superiore determina un conseguente rilasciamento
dei tessuti del palato molle nella parte posteriore della gola; questi tessuti
vibreranno a ogni passaggio dell'aria, emettendo così il tipico rumore del russare.
Le cause sono molteplici: il normale funzionamento dei muscoli può essere condizionato
negativamente sia dall'età avanzata, che comporta un generale rilassamento della
tonicità, sia dall'obesità, poiché anche il grasso in eccesso influisce negativamente
sui muscoli. Le vie respiratorie possono essere ostruite in via transitoria, comportando
quindi un problema non permanente, da allergie, raffreddori, polipi nasali, ingrossamento
di adenoidi o tonsille. A tutto questo vanno aggiunti come possibili cause fumo,
etilismo, consumo di sonniferi, abitudine a dormire in posizione supina. Non sempre
chi russa se ne accorge, si sveglia e compromette la qualità del suo sonno; quando
succede, le conseguenze sono stanchezza, irritabilità e sonnolenza.
Apnea notturna
L'apnea ostruttiva è un fenomeno molto più grave del normale russare perché,
pur durando solo pochi istanti, può ripetersi anche fino a mille volte a notte,
comportando il continuo risveglio del soggetto che ne soffre, poiché determina
una sorta di soffocamento. In sostanza, può succedere che le vie aeree si blocchino
per qualche secondo perché i tessuti del palato molle, non si limitano a vibrare
in modo molto rumoroso come nel russamento, ma vengono proprio risucchiati durante
l'ispirazione, creando un'ostruzione e una sensazione di soffocamento che sveglia
il soggetto; il sonno di chi soffre di questo disturbo viene così interrotto bruscamente
dalla mancanza d'aria, e la persona si sveglia ansimando. Nei casi più gravi di
apnea ostruttiva la vita del soggetto è fortemente compromessa: risulta difficoltoso
lo svolgimento di normali mansioni quotidiane o lavorative, la guida è sconsigliata
a causa della stanchezza e dello stress, poiché guidare in queste condizioni può
avere conseguenze anche gravi; può essere penalizzata anche la vita sessuale,
e in generale l'umore è estremamente instabile. Conseguenze possono verificarsi
anche a livello intellettuale, poiché la fase di sonno REM è ridotta e quella
di sonno profondo è insufficiente, come è inadeguato l'apporto di ossigeno al
cervello. Fortunatamente la maggior parte dei casi di apnea si verificano in fase
di sonno leggero, quando la reazione del cervello alla mancata ossigenazione è
immediata e il soggetto si sveglia subito; in fase REM la reazione è più lenta
e l'inadeguata ossigenazione dura di più. Ci sono poi soggetti per cui questo
disturbo può provocare conseguenze gravi, come chi soffre d'asma o altre patologie
dell'apparato respiratorio, ma anche i cardiopatici e gli ipertesi, poiché un'apnea
improvvisa con soffocamento può causare anche crisi cardiache.
Per il russamento, compresa la sua forma più grave, l'apnea notturna, non ci
sono farmaci, ma regole di vita da seguire: fare esercizio fisico, limitare fumo
e alcool, mantenere sotto controllo il peso, evitare sonniferi e lassativi, non
dormire in posizione supina ma su un fianco: la posizione supina può comportare
che la lingua scivoli verso la gola bloccando il flusso dell'aria. Esistono poi
dei presidi efficaci, come i cerotti e le pinze nasali, che migliorano l'ossigenazione.
Nei casi più gravi di apnea, ci si può sottoporre a un intervento chirurgico:
il palato molle viene cauterizzato, diventa più rigido e non si rilassa più durante
il sonno.
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