ENERGIE, MAGIE
È in questo ambito che, generalmente, si usa la parola “magia”, termine che deriva dal greco magheia (scienza, saggezza), e la parola magi (gli antichi sacerdoti persiani). Anche il Nuovo Testamento parla di maghi e di magia: i Magi che, secondo il racconto dell’evangelista Matteo, si recano alla ricerca del bambino Gesù guidati dalla stella, non sono, però, maghi nell’accezione moderna del termine, ma, piuttosto, scienziati o sapienti. Da indagini sociologiche recenti si evince che molte persone si rivolgono ai maghi per conoscere il loro futuro, essere indirizzati nel momento di prendere una decisione importante oppure per ricevere talismani utili a convogliare “energia positiva” e allontanare quella negativa: il responso viene dato attraverso l’uso di sfere di cristallo, lettura di tarocchi, oroscopi ecc. Il fatto sorprendente che emerge dalle statistiche è che, nella storia dell’Occidente, l’epoca della magia non è né il Medio Evo né il Rinascimento, dove pure tali interessi esistevano: l’epoca della magia è il XX secolo (e continua nel XXI), nel quale si assiste ad una straordinaria rinascita dell’occultismo e dell’esoterismo. Il fenomeno è interessante soprattutto se messo in relazione allo sviluppo tecnologico: quanto più la tecnologia progredisce, tanto più si manifesta e si sviluppa, parallelamente, l’interesse per l’occulto.
Secondo una delle diverse forme di pensiero l’ambito della magia è totalmente estraneo a quello proprio della religione. Mircea Eliade (1907-1986) è lo studioso che ha elaborato la distinzione più profonda tra i due fenomeni: magia e religione. Egli afferma: «L’esperienza magica non è tanto un’esperienza del divino o del sacro (ierofania). L’esperienza magica è un’esperienza del potere (cratofania), dove l’uomo manipola il sacro e lo mette al suo servizio». Quindi la religione, secondo questo autore, è una manifestazione del sacro, mentre la magia è una manifestazione del potere, che si serve del sacro: nella magia il sacro viene usato perché serve. La magia cerca il contatto con forze occulte, che sarebbero superiori all’ uomo comune e il mago, che ha dei poteri sovrumani, è in grado di manipolare tali forze, per diversi scopi. Lo scopo può essere nobile (“magia bianca”); può essere assai poco nobile (“magia nera”); può essere di tipo sessuale-amoroso (“magia rossa”). Questi tre colori sono utilizzati nella vulgata popolare per distinguere i vari tipi di magia. Secondo studi recenti esistono diversi tipi di magia che, spesso, si mescolano
e coesistono nei gruppi in cui vengono praticati. Per questo motivo è possibile
fare solo una distinzione di massima dei diversi tipi di magia:
Il tipo di benessere che queste pratiche offrono all’individuo è sia fisico che
psichico. I gruppi magico-esoterici offrono la liberazione da ogni dolore, la
soluzione dei problemi della vita o l’energia necessaria per convivere con quegli
inevitabili aspetti dell’esistenza di fronte ai quali l’essere umano si sente
inadeguato o impotente. Le pratiche magiche vengono percepite come una forma di
salvezza personale e planetaria in alcune circostanze particolari:
In Italia esiste un’organizzazione che viene considerata un caso emblematico all’interno della galassia variegata di gruppi e movimenti magico-spirituali. Si tratta di Damanhur, “la città della luce”, situata in Piemonte, più precisamente in Valchiusella (Torino). Damanhur, per i suoi abitanti, è un luogo magico, un territorio magico, nel quale si sprigiona energia vitale. A Damanhur si insegna alle persone a morire, oppure a “programmare” le proprie future reincarnazioni: è possibile scegliere in chi oppure in che cosa reincarnarsi nelle prossime vite e si può frequentare perfino un seminario denominato “Viaggi nel tempo e tecnologia magica”. Chi aderisce a questo movimento crede che tutto il territorio di Damanhur sia un territorio ricco di energia magica positiva, e che chiunque si trovi in quei luoghi può ottenere, per il fatto di essere lì, benefici dal punto di vista fisico, psichico e spirituale. Grazie alla diffusione di queste credenze la zona della Valchiusella in cui si trova Damanhur, che era stata in passato abbandonata e priva di attività economiche o turistiche, oggi è diventata meta turistica (specialmente per la visita al Tempio damanhuriano) e zona commerciale. Volendo riflettere, da un punto di vista psicologico, sul fenomeno della diffusione
delle credenze magiche tra individui appartenenti a diversi strati sociali e senza
particolari distinzioni di sesso o di età, ci si può riferire ad una interessante
prospettiva nell’ambito della psicologia evolutiva. La teoria di Erikson (Life Span Developmental Psychology) si colloca nella prospettiva evolutiva e psicosociale ed è centrata sul concetto
di epigenesi: in ogni organismo sono presenti delle potenzialità che, attraverso
le "esperienze di vita", regolano le interazioni con l’ambiente esterno. Secondo
questo autore lo sviluppo dell’individuo dipende sostanzialmente da tre processi
fondamentali:
In questa cornice Erikson inserisce gli stadi dello sviluppo psicosociale. La natura epigenetica è riscontrabile nel fatto che nell’organismo sono presenti potenzialità che con il passare del tempo e le esperienze vissute forniscono un carattere dinamico, continuo e ciclico allo sviluppo. Cominciando dal primo stadio evolutivo, i successivi nascono dal superamento delle antitesi evolutive precedenti grazie all’esperienza acquisita. Erikson mette in evidenza come gli stadi dello sviluppo psicosociale possano essere illustrati partendo dall’ottavo, poiché gli stadi superiori hanno integrato in sé le acquisizioni dei livelli inferiori. Ciascuno stadio psicosociale possiede un nucleo critico in cui si contrappongono un potenziale sintonico (dalla fiducia di fondo all’integrità) e uno distonico e antitetico (dalla sfiducia di fondo alla disperazione). Quando il momento critico viene superato l’individuo sviluppa la forza di base o qualità dell’Io (dalla speranza alla saggezza), che ha essa stessa un corrispettivo antitetico (dal ritiro al disprezzo). Nel cammino verso il superamento di queste fasi di sviluppo l’uomo impara ad adattarsi alla realtà esterna. Ci si potrebbe chiedere se, almeno in alcuni casi, le forme magiche e pseudo-religiose che offrono la liberazione facile e immediata dal dolore, dal male e dalla paura della morte, non siamo un modo per “ritirarsi” di fronte alla responsabilità delle scelte o allo smarrimento delle sconfitte. Questa forma di liberazione permette agli individui di affidare a qualcun altro la responsabilità di ciò che accade nella loro vita e ciò, indubbiamente, mitiga l’ansia della vita quotidiana e attenua il disagio derivante dall’inevitabile conflitto che accompagna ogni decisione importante. Tuttavia è proprio grazie alla capacità di affrontare e risolvere i problemi, di compiere scelte libere, che l’individuo si sviluppa, matura, riesce a dare un contributo positivo alla società in cui vive e, soprattutto, è in grado di attribuire in modo creativo un significato alla propria vita. L’affidamento di questo compito a persone, oggetti, formule e riti potrebbe nascondere il desiderio di regredire a fasi di sviluppo precedenti: un processo involutivo le cui ragioni vanno ricercate nella storia personale dell’individuo e nei meccanismi disadattavi che egli ha appreso nel tentativo di adattarsi al mondo esterno.
Bibliografia
- Aletti M. (a cura di), Religione o psicoterapia? Nuovi movimenti e movimenti religiosi alla luce della
psicologia, LAS, Roma, 1994.
ENERGIE, MAGIEArticoli correlati
|