Gli italiani scelgono sempre di più mete esotiche per le loro vacanze, ma spesso
ritornano con problemi di salute: si ammala più del 50% dei viaggiatori. È sempre
più frequente la comparsa di sintomi al ritorno da un viaggio esotico, non sempre
di facile diagnosi, se si pensa che i tempi di incubazione della malattia possono
essere lunghi e può mancare l'immediata associazione viaggio-malattia.Dalla Organizzazione
Mondiale della Sanità vengono emesse circolari mensili di aggiornamento sullo
stato delle infezioni nel mondo e sulle profilassi più idonee. Ogni anno viene
poi compilata una guida ricca di dettagli di geomedicina sulla nuova situazione
patologica mondiale, cui si attengono gli Istituti di Igiene e Profilassi. Quest'anno,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riferisce la presenza di fastidiose
diarree del viaggiatore, che colpiscono fino all'80% di chi si reca nei paesi
in via di sviluppo, di infezioni acute (contratte da un viaggiatore su 100), di
epatite A (1 su 300) e di epatite B (1 su 1000). Ecco perché, quando si decide
di intraprendere un viaggio in paesi tropicali, in particolare se ci si reca lontano
dai circuiti turistici e si privilegiano mete come l'India e la Cambogia, è bene
valutare attentamente i rischi presenti. Prima della partenza occorre consultare
il proprio Medico di Base o un centro di prevenzione all'interno di struttura
pubbliche, come ad esempio l'Ufficio di Igiene, o ambulatori di Infettivologia,
presenti su gran parte del territorio nazionale. Questi centri forniscono tutte
le informazioni necessarie su eventuali problemi sanitari e vaccinazioni raccomandate
per la destinazione prescelta. Le vaccinazioni possono richiedere tempi più lunghi
del previsto, perciò è bene pensarci almeno due mesi prima della partenza. Possibilità
e probabilità di infezione sono strettamente correlati ad alcuni elementi: destinazione,
periodo dell'anno in cui si svolge il viaggio (ad esempio dopo il periodo delle
piogge aumentano i rischi per la malaria), durata e scopo del soggiorno, località
da visitare, tipo di alloggio e livello di confort. Generalmente i viaggi organizzati
che prevedono soggiorni nelle località turistiche, espongono a minore rischio
rispetto i viaggi avventura o safari. La permanenza in zone rurali, soprattutto
con sistemazioni precarie, espone facilmente alla possibilità di contrarre le
infezioni tipiche delle zone tropicali. Questi viaggi sono inoltre sconsigliabili
a chi soffre di particolari condizioni morbose, quali malattie croniche, perché
c'è una minore resistenza alle infezioni. Devono essere affrontati con maggiore
cautela dai bambini, dagli anziani e dalle donne in gravidanza e un riguardo si
deve avere anche a chi soffre di allergie, perché necessita di farmaci salvavita
di uso immediato.
Profilassi e vaccinazioni
Il termine profilassi indica l'insieme dei provvedimenti atti a prevenire la
diffusione delle malattie. Si distingue una profilassi generica ed una specifica.
PROFILASSI GENERICA
Per profilassi generica si intende un insieme di norme di igiene pratica il cui
fine è difendersi dalle malattie infettive che si possono incontrare in qualsiasi
posto del mondo.Al fine di prevenire l' insorgenza di gastroenterite (infezione dell'apparato intestinale) i consigli forniti dagli uffici di Igiene
e di Sanità sono così riassunti:
- Lavare accuratamente frutta e verdura, preferibilmente con acqua addizionata di succo di limone o aceto.
- Usare acqua in bottiglia. L'acqua è uno dei veicoli più comuni delle malattie a trasmissione oro-fecale.
L'acqua gasata è da preferire in quanto l'acido carbonico ha effetto blandamente
battericida. Se non si è sicuri che l'acqua sia potabile, farla bollire per alcuni
minuti e non usare il ghiaccio per il rischio che sia contaminato. Si può disinfettare l'acqua con iodio, prodotti clorurati, o permanganato di
potassio.
- Alimentarsi solo con cibi e bevande di sicura provenienza ed in perfetto stato
di conservazione. L'acquisto degli alimenti deve essere fatto solo presso rivenditori autorizzati.
Si ha maggiore sicurezza se gli alimenti vengono ben cotti, perché molti microrganismi
non sopravvivono alle alte temperature. Evitare assolutamente di mangiare molluschi e frutti di mare crudi!
- Evitare di bere latte non bollito, latticini freschi, gelati e dolci.
- Curare scrupolosamente l'igiene personale , in particolare lavare le mani dopo essere stati nei bagni pubblici.
- Frequentare luoghi che presentano buone condizioni igieniche, fare attenzione alle mosche ed altri insetti che sono vettori di infezioni
(ad esempio malaria e febbre gialla), scegliere alberghi con zanzariere.
- Utilizzare insetticidi per l'ambiente e insettifughi da contatto, curare scrupolosamente
la propria pelle e detergerla dal sudore. Le eruzioni cutanee possono indicare la presenza di uova di mosche e zanzare
che sono penetrate nel sottocute.
- Le ferite trascurate, per esempio insorte dopo l'uso di calzature non idonee, possono trasformarsi in ulcere se non adeguatamente trattate.
- Attenzione al contatto con animali per la possibilità di contrarre malattie anche in maniera indiretta tramite
i loro parassiti.
I microrganismi più noti responsabili come agenti di infezione alimentare sono
le Salmonelle, le Shigelle, lo Stafilococco e l'Escherichia Coli . Però ne sono responsabili anche parassiti come il Toxoplasma e le Tenie presenti nella carne non cotta.E' importante non sottovalutare i rischi legati alle condizioni climatiche. Il viaggiatore diretto nei paesi tropicali a clima caldo-umido può rischiare
il colpo di calore, perché l'atmosfera carica di umidità ostacola l'evaporazione del sudore. Il
disturbo è in genere transitorio e può essere sufficiente riposarsi in ambiente
fresco e ventilato. Particolare precauzione devono avere i turisti affetti da
patologie cardiache. Il viaggiatore diretto in regioni caldo-secco o desertico
può rischiare l'insolazione. Un consiglio, apparentemente banale, è quello di portare un cappello! Il desiderio
di mostrare una bella abbronzatura può predisporre alle ustioni solari, causate principalmente dai raggi UVB (raggi ultravioletti di tipo B): si possono
facilmente prevenire utilizzando creme protettive ed esponendosi in maniera graduale.
Inoltre è bene proteggere gli occhi con occhiali da sole per evitare l'insorgenza
di congiuntiviti. Attenzione alle perdite di acqua e sali attraverso la sudorazione
e la respirazione, che ammontano a 600ml circa al giorno, ma che possono aumentare
in maniera importante a seguito di sudorazioni profuse o di dissenterie. Spesso
il viaggiatore non si rende conto della pericolosità di andare incontro a disidratazione. Si rischia il collasso se non vengono reintegrate le scorte di liquidi e sali.
In questa situazione può essere necessario assumere fino a dieci litri di acqua
al giorno, integrata con sali. Può essere utile portare delle compresse di sali
da masticare.
PROFILASSI SPECIFICA
Si intende una profilassi mirata contro alcune malattie ricorrenti e pericolose
per la vita. Vi sono più modalità per indurre immunità: si può ricorrere alla
immunizzazione passiva assumendo delle immunoglobuline, anticorpi rivolti contro
un agente specifico, capaci di conferire immunità passiva per un periodo di un
mese circa. L'altra modalità è la vaccinazione. In questo caso è il nostro organismo
che produce anticorpi contro l'agente patogeno in seguito a inoculazione dell'antigene,
cioè di sostanze esogene appartenenti all'agente patogeno e che provocano la fisiologica
risposta anticorpale dal nostro organismo. In altre parole, il nostro organismo
si difende contro le sostanze che lo invadono producendo gli anticorpi: questa
è una immunizzazione attiva.Prima di sottoporsi a vaccinazioni è bene verificare
lo stato vaccinale, cioè controllare quali sono state le vaccinazione fatte in
precedenza e se è necessario eseguire un richiamo, con particolare riguardo per
la vaccinazione antitetanica, antipoliomielite e per le vaccinazioni internazionali
obbligatorie. A seconda del paese meta del viaggio ci sono vaccinazioni e certificati
richiesti dallo stato ospite a tutela dei propri cittadini, che sono perciò obbligatori,
e vaccinazioni consigliate nell'interesse del viaggiatore.
Schema-base di vaccinazione Questo schema viene dato a scopo puramente informativo. Si ricorda che qualsiasi vaccinazione o terapia farmacologica deve essere discussa
insieme al proprio medico curante.
| Antitetanica |
L’infezione da Clostridium Tetani, un bacillo anaerobio (vive in assenza di ossigeno)
presente nel terreno e nelle feci animali, può insorgere in seguito ad una infezione
cutanea. Il rischio di infezione è maggiore nelle zone rurali. Contrariamente
a quanto comunemente si creda è ua infezione pericolosa per la vita. E' caratterizzata
da spasmi dei muscoli volontari.
L’immunoprofilassi passiva con immunoglobuline antitetaniche viene eseguita nei soggetti che sono stati
vaccinati da un periodo superiore ai 10 anni, è prontamente efficace, ma conferisce
immunità solo per 2-4 settimane. Generalmente, in caso di ferite sospette, si
associa anche il vaccino.
Vaccino antitetanico
La vaccinazione nell'infanzia è obbligatoria nel nostro paese. Nel caso siano
passati più di dieci anni dall’ultima vaccinazione non c’è più immunizzazione,
in questo caso è necessario ripetere la prima dose di vaccino e far seguire altre
due dosi da praticare rispettivamente dopo 4-8 settimane e dopo 6-12 mesi. Se
sono passati meno di dieci anni basta ripetere il richiamo un mese prima della
partenza. La vaccinazione conferisce immunità per 10 anni e si riattiva con una
dose di richiamo. |
| Antifebbre gialla |
La febbre gialla è una infezione virale trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzare,
di diverso genere, dopo aver punto una persona infetta. Il virus colpisce uomini
e scimmie. Il virus può provocare infezioni di varia gravità, caratterizzara da
febbre, può essere complicata da insufficienza epato-renale (a cui consegue la
tipica colorazione giallastra della cute che dà il nome a questa malattia) ed
emorragie diffuse, pericolose per la sopravvivenza.
E' l'unica vaccinazione richiesta ancora obbligatoriamente da molti paesi, ma
è sempre raccomandata a chi si reca in zone endemiche o nei paesi limitrofi. Zone
endemiche sono l'Africa ed il sud America. Sconsigliata in gravidanza, ai bambini
di età inferiore ai 6-9 mesi, agli immunodepressi, a chi presenta allergie alle
uova. La vaccinazione antiamarillica , deve essere eseguita un mese prima, in una unica dosa sottocutanea. Dopo 10
giorni induce una immunità che protegge per dieci anni. |
| Antifebbre tifoide |
L'agente eziologico è la Salmonella typhi . La via di trasmissione è alimentare: l'ingestione di alimenti inquinati dal
contatto con mani sporche o da mosche vettori, o di frutti di mare spesso coltivati
in scarse condizioni igieniche (allo sbocco di fognature) dove questo microorganismo
prolifera facilmente, è un problema molto diffuso. E' caratterizzata da febbre,
dolori addominali, dissenteria. Le complicazioni possono essere pericolose per
la sopravvivenza.
E' una vaccinazione consigliata soprattutto a chi si reca in Africa, centro e
sud America, Asia. E' sconsigliata in gravidanza ed ai bambini di età inferiore
a 3 anni. La vaccinazione antitifica deve essere eseguita un mese prima per rispettare i tempi di somministrazione
e per permettere la comparsa dell'immunità che necessita un periodo di tempo di
circa 15 giorni. Consiste nella somministrazione orale di 3 capsule, nell'arco
di 6 giorni, contenenti Salmonella typhi e paratyphi inattivate.
L'immunità conferita protegge per alcuni anni (3-4). |
| Antiepatite A |
L'infezione da epatite A è causata dal virus HAV (Hepatits A Virus), un virus
che sopravvive 10 ore a 68°C, supera congelamenti e scongelamenti e resiste agli
acidi come il succo di limone e l'aceto che sono invece efficaci nel colera. Viene
inattivato a temperature elevate (sopravvive solo 1 minuto a 100°C). Sono maggiormente
a rischio i viaggiatori che alloggiano in ambienti "modesti" o che utilizzano
il sacco a pelo. La trasmissione è feco-orale, cioè il virus si trova nelle feci
di animali infetti (anche le scimmie) e viene trasmesso attraverso l'ingestione
di cibi ed acqua contaminata.
A volte i cibi sono sani, ma gli involucri che li contengono sono contaminati.
I cibi a rischio sono in primo luogo i frutti di mare, seguono ortaggi, freschi
frutta, latte e latticini, dolci. È perciò prevenzione indispensabile seguire
le norme di prevenzione già indicate ed alloggiare in luoghi in buone condizioni
igienico-sanitarie. E' spesso asintomatica nei bambini, che nei paesi con condizioni
sociosanitarie di basso livello vengono infettati e sviluppano immunità. Comunemente
l’evoluzione è infatti benigna e conferisce immunità duratura. Consiste in una
infiammazione acuta del fegato con febbre, disturbi gastrici, ittero (colorazione
giallastra della cute). Esistono però forme pericolose per la sopravvivenza.
La vaccinazione è raccomandata a chi si reca in alcune zone dell'Australia, Canada, Stati Uniti,
Europa occidentale, Giappone, Nuova Zelanda. Sconsigliata ai bambini di età inferiore
ad 1 anno. La vaccinazione deve essere fatta circa 15 giorni prima della partenza
perché conferisce l'immunità dopo circa 2 settimane.
L'immunità conferita protegge per più di 1 anno. Un richiamo dopo 1 anno conferisce
immunità per almeno altri 10 anni. Molto sicuro ed efficace. |
| Chemioprofilassi antimalarica |
La malaria è una parassitosi provocata da protozoi (microrganismi) appartenenti
al genere Plasmodium. La malaria è provocata da 3 tipi principali di plasmodi:
Pl. Malariae, Pl. Ovale, Pl. Vivax, Pl. Falciparum. Viene trasmessa dalla femmina
delle zanzare del genere Anofele, nella cui saliva si trovano i plasmodi. La fonte
d’infezione è rappresentata dagli stessi soggetti infetti. Il contagio è indiretto
e necessita dell’anofele come vettore. La trasmissione può avvenire in conseguenza
della puntura della zanzara o per inoculazione di sangue infetto. Quando il plasmodio
viene immesso nell’organismo, dopo poco tempo entra nei globuli rossi e si riproduce
ciclicamente all’interno di questi, provocando la lisi dei globuli rossi e dando
origine alle caratteristiche febbri (intermittente, terzana o quartana). Si ha
un quadro clinico caratterizzato da febbre, anemia, ingrossamento della milza
(splenomegalia), ed un decorso cronico-recidivante. L’evoluzione spontanea della
malaria è per lo più favorevole: dopo periodi di febbre recidivanti si ha la scomparsa
e la risoluzione del quadro clinico. Questo in particolare quando l’infezione
è causata da Plasmodium Vivax e Ovale.
La malaria provocata dal Plasmodio Falciparum non ha invece una buona prognosi
ed è rischiosa per la sopravvivenza dell’individuo. Senza trattamento può infatti
essere fatale.
E’ la malattia più diffusa a livello mondiale (più di 200 milioni di malati).
Debellata in America ed in Europa è di recente ricomparsa come malattia di importazione.Il
rischio di infezione è alto nelle zone umide a bassa quota, dove sono presenti
in gran numero le zanzare, e si riduce ad alte quote (oltre i 1500 metri di altitudine).
Al fine di evitare le punture da parte di zanzare anofele è consigliabile l’impiego
di repellenti, dormire con zanzariere, coprirsi il più possibile. Seguire queste
norme igieniche diminuisce molto la possibilità di infezioni.
Non esiste tuttora una vaccinazione né una sieroprofilassi.
Viene perciò consigliata la chemioprofilassi. La profilassi con farmaci non è
sicura al cento per cento per la presenza di plasmodi resistenti. Il principale
responsabile delle infezioni è il Plasmodium Vivax che come si è detto è caratterizzato
nella maggioranza dei casi da una buona prognosi.
La terapia farmacologica deve essere sempre discussa con il proprio medico di
base per la presenza di controindicazioni ed effetti collaterali importanti.
Il farmaco più utilizzato è la Meflochina (il cui nome commerciale, unico in Italia, è Lariam). E’ un farmaco abbastanza
recente, usato con successo contro tutti i tipi di Plasmodium. Per l’alta frequenza
di guarigioni nei casi resistenti alla Clorochina è il farmaco più utilizzato.
Sono però segnalati ceppi resistenti di Pl. Falciparum. La modalità di somministrazione
nella profilassi è di una compressa da 250 mg una volta alla settimana, meglio
sempre allo stesso giorno della settimana, la terapia viene iniziata una settimana
prima di partire e continuata durante il soggiorno. E’ consigliabile continuare
la profilassi per 4 settimane dopo il ritorno. Tuttavia non si dovrebbero superare
8-12 settimane di trattamento. E’ essenziale consultare il proprio medico di base
per valutare i tempi. E’ una terapia che può dare effetti collaterali gastrointestinali
(nausea, vomito,diarrea) e vertigini. E’ controindicato in gravidanza e nei bambini
con peso inferiore a 15 Kg, in alcune condizioni morbose, come ad esempio l’epilessia.
Si ricordi ancora la Clorochina che può essere somministrata anche in gravidanza, mentre è da usare con estrema
cautela nell’età pediatrica. Presenta numerosi effetti collaterali. La posologia
per la profilassi è di 500 mg (due compresse da 250 mg) una volta alla settimana,
iniziando la terapia 2 settimane prima e proseguendo per 6 settimane dopo la fine
dell’esposizione al contagio.
Altro farmaco antimalarico è il Proguanile , tra gli antimalarici è il farmaco meglio tollerato. Sconsigliato però nella
gravidanza al primo trimestre. L’utilizzo è limitato per la presenza di molti
ceppi resistenti e per la modalità di assunzione che richiede una somministrazione
giornaliera continuativa.
Nel caso di lunghi soggiorni l’antimalarico consigliato è la Primachina. E’ uno dei farmaci più efficace per prevenire le recidive. E’ controindicati
in chi soffre di favismo (deficit di glucosio 6 fosfato deidrogenasi che può essere
causa di anemie emolitiche).
Da questo panorama sulla chemioprofilassi antimalarica è intuitivo che si sconsiglia
alle donne gravide e ai bambini piccoli viaggi in aree a rischio per la malaria.
Considerata la pericolosità della malattia ai viaggiatori che si recano in zone
a rischio (Africa, alcune zone dell’Asia e dell’America) o in paesi confinanti,
si consiglia la chemioprofilassi anche se non c’è l’indicazione delle autorità
locali.Attualmente non esiste un vaccino efficace in commercio. |
A questo schema-base delle più importanti vaccinazioni se ne possono
aggiungere altre, sempre su indicazione medica perché può essere pericoloso associare
alcune vaccinazioni fra loro. Le vaccinazioni sono controindicate nei soggetti
portatori di patologie croniche evolutive (tumori, insufficienza di organi come
rene e fegato, patologie cardiache, immunodepressione grave). Le vaccinazioni
non devono essere eseguite in soggetti che presentano infezioni intercorrenti,
è richiesta particolare cautela nei pazienti allergici.
La vaccinazione per l’epatite B è indicata in chi non abbia presente gli anticorpi. Si ricordi che questa vaccinazione
è diventata obbligatoria dal 1 Gennaio 1992 per i neonati e per i bambini al 12°
anno d'età. L’agente eziologico è il virus HBV (hepatitis B virus). La modalità
di trasmissione è il sangue, come avviene direttamente attraverso trasfusioni
di sangue infetto o tramite passaggio del virus attraverso lesioni della cute.
Quindi la trasmissione può avvenire mediante iniezioni con aghi contaminati, pratiche
sanitarie (ad esempio odontoiatriche) attuate con strumenti infetti o in condizioni
di non sterilità, più comunemente può avvenire mediante tatuaggi con strumenti
non sterilizzati, ma anche utilizzando forbici o materiale sanitario in comune
(rasoi, spazzolini infetti), come pure praticando rapporti sessuali con soggetti
a rischio, dove è sempre raccomandato l'uso del preservativo. L’HBV resiste 30
minuti a 60°C, 1 minuto a 100°C. La vaccinazione è sicura ed efficace ed una volta
completato lo schema di vaccinazione conferisce immunità per almeno 10 anni (attualmente
si ritiene che sia più duratura). Vengono iniettate 3 dosi del vaccino, la seconda
dopo un mese dalla prima, la terza generalmente dopo 6 mesi. Dopo la 2° dose si
ha una buona copertura immunitaria, perciò se non si ha tempo di completare il
ciclo prima della partenza, si raccomanda di fare almeno le prime 2 dosi.
La vaccinazione contro il colera, causata dal vibrione (bacillo a forma di virgola) del colera, non è consigliata
perché protegge solo del 50 per cento e per breve tempo. Nessun paese richiede questa
vaccinazione. Il colera è una malattia infettiva a diffusione oro-fecale dovuta
al Vibrio cholerae. La sorgente di infezione è l’uomo, malato o portatore asintomatico,
che diffonde il vibrione con le feci. L’infezione si contrae prevalentemente attraverso
l’assunzione di acqua o alimenti contaminati, meno frequentemente tramite vettori
meccanici come le mosche. L’infezione provoca diarrea profusa e vomito che può
condurre a shoch ipovolemico. Essenziale ripristinare i liquidi ed i sali minerali
perduti. Il consiglio è di seguire le norme igieniche prima indicate.
La vaccinazione difterica quando richiesta è indispensabile, se è già stata eseguita è sufficiente eseguire
un richiamo a distanza di 10 anni. E’ recentemente ricomparsa nei paesi dell’Est.
L’agente eziologico è il Corynebacterim Diphteriae, la trasmissione è aerogena,
mediante secrezioni. Il contagio è facile, la malattia si manifesta con disfagia
(difficoltà ad ingerire) e senso di soffocamento e può rappresentare rischi per
la sopravvivenza. In Italia la vaccinazione è obbligatoria nel primo anno di età
e dovrebbe essere ripetuta ogni 10 anni.
La vaccinazione contro il Morbillo. L'immunità nei confronti del morbillo è essenziale per tutti i viaggiatori
che, se non hanno già contratto la malattia, necessitano di essere vaccinati o
rivaccinati. Un singolo attacco di morbillo conferisce immunità per tutta la vita.
La vaccinazione in età infantile è raccomandata, ma non obbligatoria, in quanto
il morbillo ha una prognosi generalmente benigna ed autolimitante. Le raccomandazioni
specifiche dipende dalla epidemiologia del paese-meta delle vacanze. Il vaccino
del morbillo è indicato a causa della accresciuta incidenza nei bambini dei paesi
in via di sviluppo, per la contagiosità del morbillo e per la potenziale gravità
dell'infezione nell'adulto (encefalite, otite, polmonite). Il morbillo è provocato
da un virus (paramixovirus) che si diffonde attraverso le goccioline provenienti
da naso, gola e bocca. I sintomi comprendono febbre, rinite, tosse, congiuntivite,
accompagnate dal tipico esantema(eruzione cutanea). Il vaccino del morbillo è
un vaccino composto da virus vivi attenuati, è sconsigliato in gravidanza e nei
bambini di età inferiore ai 15 mesi. Si consiglia alle donne non immuni di posticipare
il viaggio a dopo il parto. Tutti i bambini che affrontano viaggi all'estero di
età superiore ai 15 mesi, dovrebbero essere sottoposti alla vaccinazione combinata
con il vaccino contro la parotite e la rosolia.
La vaccinazione contro la poliomielite. I soggiorni in Cina, India, Africa sud-sahariana, Perù, Bolivia, espongono ancora
al rischio della poliomielite anteriore acuta o paralisi infantile. E' una infezione
virale (poliovirus) che colpisce solo l'uomo. L'infezione si verifica per contatto
diretto principalmente attraverso le secrezioni faringee, può colpire il Sistema
Nervoso Centrale provocando paralisi. La vaccinazione infantile è obbligatoria
nel nostro paese in età infantile e può essere ripetuta, in dose unica, se ci
si reca in una zona a rischio. E' importante che la donna gravida sia sottoposta
a richiamo perchè la malattia paralitica può verificarsi con una frequenza maggiore
e può essere pericolosa per il feto.
La vaccinazione contro la rabbia. E' una malattia virale, acuta, che colpisce i mammiferi, soprattutto carnivori,
caratterizzata da irritazione del Sistema Nervoso Centrale, a cui può seguire
la paralisi e morte. Il virus è presente nella saliva degli animali colpiti e
questi trasmettono l'infezione per morso ad altri animali o all'uomo. La rabbia
è ubiquitaria. Si consiglia perciò ai turisti di non avvicinarsi agli animali
(che di rado saranno vaccinati) e soprattutto se sono selvatici. Nel caso di morsicature,
si consiglia di detergere accuratamente la ferita, per allontanare la saliva dell'animale,
e disinfettare con tintura di iodio. Nei viaggi a rischio rabico conviene portarsi
delle immunoglobuline specifiche che conferiscono immunità per 1-2 settimane,
in attesa del vaccino che deve essere abbinato. La vaccinazione profilattica è
consigliata se si prevede una lunga permanenza in paesi nei quali sia diffusa
la rabbia canina, oppure nel caso di esposizione ad animali a rischio.
La vaccinazione antimeningococcica. La meningite cerebro-spinale ha ancora aree di diffusione nel centro Africa
ed in Brasile. E' un'infezione batterica: il Meningococco si diffonde attraverso
l'inalazione delle goccioline di saliva, si manifesta con i sintomi caratteristici
della malattia respiratoria, febbre, cefalea, rigidità nucale e vomito. Si hanno
alterazioni della coscienza fino al coma. Si può praticare profilassi con antibiotici
specifici (l'antibiotico più utilizzato è la Rifampicina), ma la vaccinazione
è più efficace. La vaccinazione consiste in una unica dose per via sottocutanea,
l'immunità è specifica e non copre meningite provocate da agenti diversi, compare
dopo 1-2 settimane e dura 2 anni. Il vaccino è controindicato in gravidanza e
nei bambini al di sotto dei 2 anni.
Tubercolosi. In molti paesi in via di sviluppo la tubercolosi è molto diffusa. E' una infezione
provocata dal Mycobacterium Tubercolosis. L'infezione avviene per inalazione di
goccioline infette emesse con la tosse, può essere anche trasmessa attraverso
il latte e prodotti del latte non pastorizzato. La probabilità di infezione dipende
dall'intensità dell'esposizione, perciò la vaccinazione è raccomandata solo a
chi preveda un soggiorno lungo in paesi a forte endemicità tubercolare. La vaccinazione
avviene con un ceppo attenuato di Mycobatterio T., ed è sufficiente una dose:
l'inizio dell'efficacia si ha dopo 2 mesi.
Un discorso a parte meritano le malattie sessualmente trasmesse. Una buona parte di queste viene contratta proprio durante i viaggi all'estero.
Le malattie sono: la sifilide, l'infezione da gonococchi, l'infezione da chlamidia
e trichomonas, epatite B e infezione da HIV. Le misure preventive sono le stesse
del proprio paese: rapporti protetti mediante l'uso del preservativo. Non dimentichiamolo,
perché se è vero che le infezioni batteriche sono curabili mediante antibiotici,
è pur vero che si stanno verificando dei fenomeni di resistenza a molti antibiotici,
mentre per le infezioni virali non esiste ancora terapia.
Farmacia da viaggio
Quando si viaggia è sempre opportuno portare con sé alcuni farmaci che potrebbero
non essere disponibili nel paese visitato. I farmaci consigliati sono:
- antinfiammatori
- antibiotici ad ampio spettro
- antispastici
- antistaminici
- antibiotici intestinali e farmaci sintomatici utili nel combattere la diarrea
del viaggiatore
- farmaci di uso abituale
- farmaci ad uso topico come le pomate per le ustioni
Utili sono senz'altro anche materiale da medicazione per i piccoli incidenti:
garze, disinfettante, cerotti, pinzette, siringhe, senza dimenticare gli insetticidi
e repellenti.
Per concludere: conoscere la località di vacanza ed attuare le norme di prevenzione
consigliate permette al viaggiatore di ridurre al minimo i rischi e di godersi
il meritato riposo e divertimento. |