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I FIORI DI BACH PER LA MANCANZA DI INTERESSE PER IL PRESENTE

A cura di Marta Chiappetta

La categoria di Bach per l'apatia ha contorni poco definiti e raggruppa fiori che rappresentano, ognuno in modo diverso, un allontanamento dal presente.
Pur cambiando le modalità, tutti i rimedi hanno una caratteristica comune, quella di ritirare l’attenzione dall’esterno per rivolgerla verso l’interno, lì dove risiedono paure ed emozioni che vengono riequilibrate dal potenziale positivo racchiuso in ogni fiore.

CLEMATIS
(Nome botanico Clematis Vitalba - Nome italiano Vitalba)
Sintomi chiave: Assenza, fuga dalla realtà
La Vitalba è una pianta rampicante dai delicati e piccoli fiori bianchi che si aggrappa ai muri o agli alberi; l’aspetto esteriore, il bianco dei fiori (colore senza forza) e l’insieme delle corolle esprimono l’idea di una dimensione irreale, come fosse un sogno. Quando la pianta cresce copre e opprime l’albero a cui si aggrappa e, con le sue linee morbide, trasmette l’immagine di una nuvola.
La Vitalba rappresenta perfettamente il soggetto al quale si prescrive questo fiore: fragile, etereo, sognante, poco ancorato alla fisicità, perso in un mondo fantasioso ed irreale. Queste personalità vivono rinchiuse nelle loro fantasie, si assentano dal presente restando in contatto solo con i propri pensieri, le proprie fantasie, le idee e le emozioni. Il loro è un mondo fantastico, irreale, astratto, molto diverso dalla realtà che vivono come noiosa e banale e dalla quale fuggono continuamente.
L’individuo Clematis sogna ad occhi aperti, è distratto, idealista, smemorato; le sue fantasie riguardano il futuro ma anche il passato che non ha avuto e per il quale prova nostalgia o, al contrario, angoscia. È distaccato, spende in cose futili, inciampa spesso e fa cadere le cose per distrazione. Nello stato negativo dà poca importanza alla realtà, è indifferente ed ha scarsa capacità d’osservazione.
Queste personalità vivono come fossero in un sogno e la loro condizione le fa reagire con indifferenza verso l’esterno, tanto da avvertire e mostrare raramente avversioni o paure. Nel loro ritorno alla realtà l’emozione più frequente è la noia. Nello stato fortemente negativo Clematis non riesce a costruire perché non è radicato nel mondo reale; il suo carattere estremamente debole lo porta a dipendere dalle personalità forti e molto ancorate alla realtà che diventano per lui un sostegno negli aspetti pratici ed emotivi. L’origine della dinamica risiede molto spesso in un passato di maltrattamenti e freddezza affettiva e il ritiro dal presente è il risultato di un risentimento dovuto a scarso interesse da parte degli altri.
L’individuo Clematis ha un enorme potenziale creativo che spesso impiega nelle attività che richiedono molta immaginazione come la moda, la cinematografia e la stampa. Quando questo potenziale non viene incanalato nel contatto con il reale può assumere forme distorte come idee fisse, eccentricità o romanticismo esasperato. Nello stato non armonizzato il fiore ha poca energia e questo si traduce in sonnolenza, confusione mentale, mani e piedi freddi, stanchezza. L’assenza tipica di Clematis si manifesta con collassi e svenimenti e un lento ritorno alla guarigione dopo le infezioni. Gli occhi e le orecchie sono rivolti più all’interno che all’esterno, per questo sono frequenti i disturbi visivi e uditivi.
Altri sintomi tipici riscontrati sono lipotimia, anoressia o bulimia, ipotonia muscolare, tossicodipendenza, arteriosclerosi, disturbi della memoria e dell’equilibrio, epilessia, problemi circolatori.
Il fiore fa parte dei cinque rimedi inseriti nel Rescue remedy (rimedio d’emergenza); ha un’azione a lungo termine ma può essere impiegato anche per stati transitori, fisici o spirituali.
Il bambino Clematis è sensibile, sognatore, disattento a scuola, distratto, cade dalle nuvole, urta gli oggetti, inciampa facilmente. Gli adolescenti sono idealisti e sognatori, vivono nei loro luoghi mentali immaginari fatti di sogni e illusioni. Nello stato trasformato il mondo fisico e quello dell’anima si collegano; i pensieri sono sotto controllo, si sviluppa il senso pratico e l’attenzione alla realtà che assume nuovamente importanza. I soggetti riescono ad incanalare la loro grande fantasia e sensibilità nel mondo concreto attraverso figure professionali come artisti, artigiani, scrittori, guaritori.
Un’azione importante di questo rimedio (unito ad altri fiori) è stata sperimentata da coppie che presentavano sterilità senza un’origine organica.

WILD ROSE
(Nome botanico Rosa canina - Nome italiano Rosa canina)
Sintomi chiave: Apatia, rassegnazione
La Rosa canina cresce lungo i bordi soleggiati dei boschi, vicino alle siepi o nei dirupi sassosi. I fiori sono bianchi, rosa chiaro o scuro, hanno le corolle piatte con cinque grandi petali a forma di cuore e si aprono singolarmente o a gruppi. La pianta, protesa verso la luce, assorbe i raggi solari e la loro energia, la stessa racchiusa nel rimedio che riporta amore, gioia e luce nell’animo di coloro che sono rassegnati. Secondo la tradizione astrologica, nel fiore sono racchiusi le segnature di due pianeti: Venere, simboleggiato dalla rosa, che rappresenta la gioia di vivere, l’ebbrezza, la bellezza del corpo e la sensualità: Marte, che si manifesta nei frutti e nelle spine, componente che risolleva dallo sconforto e dall’apatia.
Wilde Rose ha perso interesse nei confronti della vita, è rassegnata, passiva, spenta. Questa condizione è il risultato di delusioni ripetute, malattie croniche, insoddisfazioni sul lavoro, matrimoni infelici, aborti, prognosi infauste, gravidanze indesiderate, prigionia, disastro economico. Questo fiore agisce sia su uno stato transitorio che su un temperamento di base; in entrambi i casi la reazione agli eventi sarà sempre una totale rinuncia alla lotta di fronte a qualunque avvenimento e la mancanza di iniziativa personale. Lo stato negativo Wilde Rose va oltre quello depressivo; queste personalità sono crollate interiormente, si sono abbandonate al loro destino pensando che non ci sia alcuna via d’uscita. La sofferenza ripetuta getta questi soggetti in una sorta di limbo dove le emozioni sono opacizzate, la speranza si è esaurita e non si avverte più né il piacere né il dolore.
La caratteristica dominante dello stato fortemente negativo è l’apatia; lo sguardo è assente, la voce è monotona, la pressione sanguigna è bassa e c’è grande resistenza nei confronti delle medicine.
Accorgersi di questo stato non è sempre facile, non solo perché essendo il risultato di eventi prolungati nel tempo è difficile individuare una causa immediata, ma anche perché spesso questa dinamica è mascherata; a volte, infatti, la persona Wild Rose può mettere in atto comportamenti di compensazione del vuoto spirituale come attività sfrenate, ritmi estremamente frenetici (ad esempio nel caso dei manager di successo). Lo stato disarmonico è grave dal punto di vista emotivo, si arriva a non avere interesse per la guarigione, si smette di lottare e di reagire, si prova indifferenza anche per le terapie, ci si chiude nell’isolamento e nella tristezza. A livello fisico si presentano sintomi come stanchezza estrema, ipotensione, colorito pallido, impotenza e anorgasmia, assenza di libido, malattie cicliche, allergie, problemi digestivi, depressione apatica.
I bambini Wilde Rose dormono spesso e si muovono poco da svegli, smettono di parlare dopo aver pianto tante ore, sono apatici e svogliati, incostanti nell’apprendimento, non mostrano interesse per gli eventi ed i giochi. Il rimedio è molto indicato per quei bambini che hanno avuto grosse carenze affettive.
L’azione del fiore è spiccata: torna la voglia di vivere e di sorridere, si ritrova l’entusiasmo, si riscopre la bellezza della quotidianità, si recuperano speranza ed energie, sia fisiche che mentali. L’energia del rimedio aiuta a coltivare dei pensieri positivi e a modificare gli schemi mentali per vivere con libertà e flessibilità interiore. Questo fiore è molto indicato, inoltre, per la transitoria mancanza d’energia che si verifica durante le psicoterapie complesse e profonde nelle quali si lavora intensamente sulla personalità.

HONEYSUCKLE
(Nome botanico Lonicera caprifolium - Nome italiano Caprifoglio)
Sintomi chiave: Nostalgia del passato, difficoltà a vivere il presente
Questa pianta rampicante fiorisce tra luglio e agosto e cresce nei boschi e nella brughiera. I fiori, internamente bianchi ed esternamente rossi, cambiano colore durante l’impollinazione diventando gialli. Il Caprifoglio rosso è più raro ma Bach lo scelse perché è il colore che rappresenta la forza dinamica che cancella le lusinghe del passato e mette il soggetto Honeysuckle davanti al presente. La forma dei fiori rappresenta due simbolismi: possono sembrare dei rampini (l’appiglio con il passato) ma anche delle piccole trombe (necessità di evoluzione, proiezione nel presente).
Questo fiore si prescrive a quelle persone nelle quali il passato ha un ruolo fondamentale che condiziona il presente, poiché tutte le energie restano congelate su antiche esperienze. Nello stato Honeysuckle negativo non c’è unione con il flusso vitale e la personalità rifiuta di farsi guidare dal proprio Io Superiore e quindi di accettare un nuovo sviluppo, un’evoluzione. Questo progresso emotivo viene controllato e inconsciamente rifiutato dal soggetto, soprattutto per ciò che riguarda la sfera dei sentimenti.
La difficoltà di Honeysuckle è quella di non riuscire ad utilizzare i vantaggi che comporta l’elaborazione del passato. Il fiore, dunque, non ha interesse per il presente perché vive nella nostalgia di un passato idealizzato.
Tipici stati Honeysuckle sono quelli di chi ha subito un lutto e non riesce a superare il dolore e la mancanza della persona amata, di chi trasloca nella nuova casa e ha difficoltà ad ambientarsi perché prova nostalgia per la vecchia abitazione; è il caso di un soggetto che non accetta il tempo che passa e rimpiange la gioventù, spesso utilizzando vestiti e accessori poco consoni all’età anagrafica; è il fiore dell’emigrante che pensa sempre al suo paese d’origine, della donna che non ammette di essere invecchiata, della giovane ragazza che rifiuta altre relazioni perché è ancora legata ad un amore del passato. Il rimedio si prescrive a quelle persone che non riescono a gettarsi nel flusso della vita e a proiettarsi verso il futuro perché ripensano alle opportunità mancate, ai sogni non realizzati, a situazioni di vita nelle quali si sentivano felici o realizzate o che condizionano in qualche modo il loro presente. Il problema di questo stato è che i soggetti a volte rimuovono dalla memoria i ricordi passati e con essi anche gli aspetti conflittuali. In questa condizione è molto difficile individuare lo stato d’animo del fiore.
Honeysuckle non si aspetta nulla di buono né dal presente né dal futuro ma non va confuso con Clematis che, invece, non pensa al passato e fugge dal presente rifugiandosi nella fantasia ma spera sempre in un futuro migliore. Il fiore è molto utile nei grandi cambiamenti (casa, città, lavoro), nelle separazioni (divorzi, figli che vanno via di casa), durante una psicoterapia e in caso di malattie che non si risolvono. Spesso dietro lo condizione Honeysuckle c’è un’infanzia di abusi e maltrattamenti.
A livello fisico i soggetti che rispecchiano questo fiore soffrono di determinati disturbi in fasi cruciali della vita. Quelli riscontrati più frequentemente sono asma, bronchite, aritmia cardiaca (il cuore è nel passato), tubercolosi, dolori articolari e muscolari, disturbi gastrici e mestruali, aborti, gravidanze difficili, assenza di desiderio sessuale. Honeysuckle si curva sotto il peso del passato, per questo è soggetto a discopatie. A livello emotivo è ansioso, malinconico, angosciato, soffre di solitudine.
È  molto utile per i bambini che devono affrontare il distacco dalla madre nei primi giorni di scuola o in tutte le situazioni in cui lasciano la famiglia; si prescrive anche quando c’è paura di crescere, soprattutto nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza.
Nello stato positivo il passato diventa uno strumento per affrontare il presente e guardare al futuro con fiducia. Il fiore aiuta ad accettare i cambiamenti e a vivere nell’oggi e nel presente, senza paura. Le esperienze passate vengono elaborate creando un dialogo con esse che rinnova i pensieri e genera nuove energie che il soggetto impiega in modo costruttivo, ad esempio incanalandole in una professione (archeologo, storico, scrittore).
Su Honeysuckle Bach scrisse: “ Toglie dalla coscienza tutti i rimpianti e tutti i pensieri del passato. Neutralizza tutte le influenze, i desideri e le nostalgie del passato e ci riporta nel presente”.

OLIVE

(Nome botanico Olea europaea - Nome italiano Olivo)
Sintomi chiave: Sfinimento, esaurimento psicofisico
La pianta dell’ulivo è molto forte, cresce nelle condizioni climatiche e ambientali più difficili, resiste alla siccità e alle temperature elevate. La fioritura porta da 20 a 30 piccoli fiori bianchi. L’ulivo ha una forte capacità di rigenerazione anche quando appare vecchio e consumato e l’energia trasmessa dal rimedio deriva dalla luce e dal calore assorbiti dalla pianta. Nel racconto biblico, la colomba porta a Noè il ramo di un ulivo come simbolo della fine del diluvio universale e, quindi, del ritorno alla pace; allo stesso modo il fiore simboleggia la rigenerazione e il ritorno all’equilibrio dopo una dura lotta del corpo e dell’anima.
Questo fiore viene prescritto a tutte quelle persone che si trovano in uno stato di esaurimento fisico e mentale; il soggetto che ne ha bisogno è prostrato, sfinito, ha bruciato ogni riserva energetica.
Olive non corrisponde ad un tipo psicologico specifico, è un rimedio che si usa per uno stato transitorio. La mancanza di interesse per il presente si ritrova nell’aspetto disarmonico di coloro che sono troppo stanchi anche per le azioni più piccole e scontate, sono indifferenti a tutto perché hanno consumato le loro energie e desiderano solo dormire. Le persone che vivono lo stato negativo di Olive sono molto disponibili e affidabili ma non hanno imparato a gestire le loro forze, non avvertono l’allarme fisico che comunica quando il limite energetico si sta esaurendo. In questi soggetti il senso del dovere è molto forte e provano senso di colpa quando non portano a termine fino in fondo i compiti gravosi che si sentono costretti ad affrontare in determinate circostanze. Questo stato psicofisico si determina dopo gravi malattie, sofferenze emotive e fisiche protratte nel tempo, dopo anni di alimentazione errata, sonno insufficiente, forti stati di stress.
Altre situazioni tipiche nelle quali si ha bisogno di Olive sono attività lavorative stressanti, lunghi periodi di assistenza a persone care o percorsi di sviluppo interiori, profondi e complessi.
I sintomi tipici che derivano dallo stato di Olive disarmonico sono quelli legate alla stanchezza e all’esaurimento come l’astenia, sonnolenza, cefalea da stanchezza, atrofia muscolare. Altri disturbi frequenti sono un forte deperimento organico con conseguente deficit immunitario, convalescenze lunghe, depressione accompagnata da astenia, geloni, nausea e vomito, gambe pesanti, sonnolenza diurna e insonnia notturna, disturbi epatici, traumatismi.
I bambini che hanno bisogno di questo fiore sono quelli che devono affrontare delle prove che richiedono forza e concentrazione o quelli che sono deboli, inappetenti ed esauriti dopo una malattia. Può essere utile anche nei casi di bambini prematuri che hanno avuto una grave sofferenza durante il parto.
Il rimedio dona una forza e vitalità, aiuta a rimettere in contatto la persona con la sua parte più intima per imparare a gestire al meglio le energie e ad ascoltare i segnali del corpo. Nelle situazioni che richiedono sforzi o fatiche dona l’energia necessaria per fronteggiarle.
Olive è un grande ricostituente ed è indicato per rafforzare il sistema immunitario e per il recupero del benessere psicofisico dopo stati di anoressia, digiuni o durante le convalescenze. L’azione rigenerante del fiore dona ottimismo, fiducia e voglia di fare.
 
WHITE CHESTNUT
Nome botanico (Aesculus hippocastanum - Nome italiano Ippocastano bianco)
Sintomi chiave: Dialogo interiore logorante, pensieri ossessivi
La struttura dell’Ippocastano bianco rispecchia gli aspetti legati agli stati d’animo sui quali il rimedio agisce. I fiori bianchi sono asimmetrici, hanno i petali arricciati e gli stami ricurvi che emergono proiettandosi nell’aria; la loro distribuzione sull’albero è diffusa e casuale. La corteccia è irregolare e simboleggia la discontinuità dei pensieri del soggetto White Chestnut mentre il bianco dei fiori è il colore che rappresenta la pace.
Questo fiore viene prescritto a coloro che soffrono di una tensione psichica costante legata ad un eccesso di attività mentale. Ripercorrere con se stessi eventi o situazioni vissute è un’esperienza comune a tutti; tuttavia, quando questo stato d’animo è frequente e continuato e la mente rimugina senza sosta, siamo in presenza di uno stato negativo White Chestnut. Il soggetto che rispecchia questo rimedio è colui che pensa ad ogni minima azione della giornata, alle cose fatte e dette in passato, come se avesse un tribunale interiore che giudica tutto ciò che fa.
Il tipo White Chestnut non rimugina solo su avvenimenti passati ma anche su impegni che lo attendono, sulle situazioni che si dovranno affrontare in futuro fino ad arrivare ad elementi banali come l’organizzazione della giornata successiva o la scelta del pranzo domenicale. Ciò che determina lo squilibrio non è il contenuto ma la modalità ripetitiva del pensiero che crea un vortice ininterrotto. Queste personalità interiorizzano l’ansia, anticipano con scene mentali ciò che dovranno affrontare. Il pensiero circolare viene spesso rappresentato come un criceto in gabbia che corre su una ruota che gira e rimane sempre nello stesso posto; questa immagine descrive perfettamente il pensiero ossessivo che è fonte di grande disagio perché non può essere arrestato in nessun modo, come se fosse sganciato dalla coscienza. Nello stato disarmonico del fiore compaiono le cefalee (soprattutto frontali) causate dal lavorio mentale e l’insonnia dovuta all’incapacità di rilassarsi.
White Chestnut è completamente assorbito dai suoi pensieri e non riesce ad utilizzare al meglio la sua forte energia mentale. Questo monologo senza fine non permette di concentrarsi sul presente, l’aspetto mentale prevale e determina un allontanamento dalle emozioni profonde dalle quali tende a fuggire. Una condizione causata dall’allontanamento della persona dall’Io Superiore e dalla mancanza di una guida interiore che induce il soggetto a giocare troppo con la mente, fraintendendo i suoi messaggi e diventando vittima di tutti gli impulsi mentali.
Il fiore agisce su quei disturbi che si ripetono in modo continuo, ad esempio acufeni a ripetizione, stanchezza mentale e fisica, tensioni al collo e agli occhi, tremori, tachicardia, tic , singhiozzo, tosse ricorrente, starnuti a ripetizione, impotenza, bruxismo, malattie croniche e ricorrenti. A livello psichico lo stato disarmonico è caratterizzato da difficoltà a rilassarsi e ad apprendere, tormento mentale, tossicodipendenza, mancanza di concentrazione e attenzione, incubi ricorrenti, insonnia e enuresi notturna nei bambini, piscosi con comportamenti paranoidi. White chestnut è il rimedio d’elezione per i disturbi ossessivo-compulsivi.
I bambini che hanno bisogno di questo fiore non riescono ad addormentarsi la notte perché rivivono mentalmente le esperienze della giornata, si bloccano durante lo svolgimento dei compiti quando non riescono a risolverli, inoltre la loro concentrazione è scarsa perché è assorbita dalle preoccupazioni e dall’apprensività. A differenza dello stato Clematis che si rifugia nei luoghi interiori più soddisfacenti del presente, White Chestnut è vittima della sua mente e dei pensieri circolari e vorrebbe tanto riuscire a liberarsi da questa gravosa e inutile attività mentale.
Il rimedio aiuta a dirigere il pensiero e a gestire l’energia, favorisce la calma e la concentrazione, dona lucidità e acutezza. Nello stato positivo il soggetto armonizzato elimina gli impulsi estranei, utilizza in modo costruttivo le capacità mentali e lascia emergere da sole le risposte e le soluzioni ai problemi.

MUSTARD
Nome botanico (Sinapis arvensis - Nome italiano Senape selvatica)
Sintomi chiave: Depressione, tristezza senza causa apparente
La senape selvatica è una pianta infestante dei terreni coltivati; i semi germogliano all’improvviso quando il terreno viene smosso a causa di arature, scavi, costruzioni di strade ecc. Il comportamento di questa pianta ci mostra da un lato la sua grande forza vitale e dall’altro rappresenta la depressione immotivata che appare improvvisamente nei soggetti più sensibili. I semi addormentati simboleggiano il buio e la desolazione dell’animo mentre il giallo dei fiori sono la luce, la vitalità e l’allegria che derivano dallo stato armonico del rimedio.
Le personalità che si trovano in uno stato Mustard negativo sono prigioniere di una nube nera di tristezza profonda che compare all’improvviso e senza un motivo apparente. La condizione nella fase acuta ricalca le caratteristiche di un forte stato depressivo che rende impotenti, inconsolabili e disinteressati al presente e alla vita. Nello stato disarmonico il soggetto si sente abbandonato dal proprio Sé che rappresenta la sorgente interiore dove attingere luce e amore. Nella fase acuta tutto è immerso nel buio e nel vuoto e si riesce ad intravedere solo una sofferenza senza sollievo. Chi è preda di questo stato non riesce a riconoscere la causa scatenante che risiede in un calo di tensione psicologica, un sentire che non è generato da una causa esterna ma dal profondo dell’animo. Quando si chiede al soggetto di identificare la causa della sua malinconia improvvisa, egli non sa dare una risposta; proprio questa condizione genera il timore di sentirsi preda questa forza oscura che invade improvvisamente e sparisce di colpo, così come è comparsa. Spesso tristezza e depressione si presentano in situazioni prive di stress o di condizioni negative come, ad esempio, le vacanze. Pur non riconoscendo la causa immediata, solitamente queste sensazioni emergono in concomitanza con momenti evolutivi della vita o in seguito ai cambiamenti di stagione.
Il rimedio è utile per i bambini che soffrono di depressione e smettono di parlare o scoppiano a piangere e per tutte le fasi di passaggio importanti nella vita delle persone: adolescenza, menopausa, andropausa, fase pre-mestruale, gravidanza, tristezza del post-partum.
Lo stato Mustard estremo viene paragonato a quello della depressione endogena. La malinconia, la tristezza e la mancanza di vitalità si traducono in sintomi psicofisici tipici del rimedio: movimenti rallentati, riduzione della percezione, debolezza, ipotensione, depressione immunitaria, oppressione alla gola, pianto improvviso, crisi d’asma, inappetenza, sudorazione, perdita dei capelli, nevralgie facciali (anche legate al pianto), insonnia, disturbi della sfera sessuale (impotenza e anorgasmia), bruciori gastrici, ipocondria, disordini mestruali, gravidanze difficili, depressione post-partum. Il rimedio scioglie le emozioni non risolte, dissolve la nube di tristezza, aiuta a mettersi nuovamente in contatto con il proprio Sé.
Quando la tristezza arriva, i soggetti armonizzati l’accolgono senza paura, sentono una gioia serena nell’animo, avvertono il senso della rinascita. Bach scrisse: “ Mustard scaccia l’afflizione e riporta la gioia nella vita”. Chi assume questo fiore ha la sensazione di svegliarsi lentamente da un brutto sogno; torna la calma interiore, il senso di stabilità e si recupera la capacità di affrontare i momenti difficili della vita.
 
CHESTNUT BUD
Nome botanico (Aesculus Hippocastanum - Nome italiano Gemma di Ippocastano)
Sintomi chiave: Ripetizione dell’errore, incapacità d’apprendimento
Il rimedio Chestnut Bud non viene ricavato dal fiore dell’Ippocastano, ma dalle sue gemme. Questa caratteristica simboleggia l’energia del nuovo che è pronta per sbocciare. Nella gemma è racchiusa la promessa del fiore che deriva da una lezione già appresa legata al modello della specie insito nella gemma stessa. Allo stesso modo, il soggetto Chestnut Bud che assume questo rimedio eviterà di ripetere sempre gli stessi errori apprendendo da essi e dall’esperienza. Tutti noi affrontiamo ogni situazione della vita facendo riferimento al bagaglio di informazioni e conoscenze che derivano dalle esperienze passate; è questo il meccanismo che permette la crescita e l’evoluzione. Le personalità Chestnut Bud, al contrario, non imparano dalle esperienze passate e sono quindi portate a ripetere sempre gli stessi errori. In loro emerge quella che Freud definisce coazione a ripetere, ovvero quel meccanismo inconscio che porta a dimenticare le esperienze negative e a riproporle, spinti da una forza incoercibile, attraverso situazioni analoghe. I soggetti che hanno bisogno di questo fiore non si rendono conto di ripetere gli stessi errori, non hanno aggancio con il passato e ricominciano da zero ogni volta, pur avendo una forte spinta verso il nuovo e il futuro. In linea generale, alla base di questa condizione c’è una coscienza molto infantile, un atteggiamento superficiale e una mancanza di attenzione nei confronti degli eventi della vita. Ma l’uso del fiore non deve essere limitato alle personalità che hanno queste caratteristiche o che sono rimaste ad uno stadio infantile. Infatti lo stato negativo di Chestnut Bud può essere vissuto a vari livelli; nei soggetti più evoluti “l’errore” ripetuto corrisponde ad un impulso che li spinge a rivivere determinati eventi emotivi problematici che non hanno ancora sciolto e risolto. Questo avviene soprattutto nelle situazioni importanti nelle quali diventano vittime di questo meccanismo inconscio. È il caso delle persone che si innamorano sempre dei soggetti sbagliati o di quelli che acquistano oggetti o abiti non adatti alle loro esigenze.
Chestnut Bud è buono e generoso, dotato di grande fantasia e immaginazione, è distratto e dimentica facilmente poiché ha poco contatto con la realtà; è chiuso in un suo mondo dove manca l’osservazione e l’attenzione, dove è eccitato e felice per le piccole cose ma ha una scarsa concezione del tempo e non comprende mai dove sia l’errore. Quando la vita ripropone sempre le stesse dinamiche che restano irrisolte, si sente vittima della sfortuna e non si chiede mai cosa dovrebbe cambiare. Nell’atteggiamento infantile rientrano anche lo scarso impegno nel presente, la fuga nel futuro e la tendenza a rimandare le cose spiacevoli. Nello stato disarmonico questo fiore ripete continuamente le esperienze, è incapace di apprendere e di assimilare.
Il rimedio andrà ad agire su quei disturbi che si ripetono ciclicamente, sui sintomi ricorrenti e le malattie croniche: ritardo psicofisico, difficoltà di assimilazione, ulcere recidivanti, eczema stagionale, cefalee periodiche, malattie croniche o resistenti alle terapie, dislessia, problemi di vista, disturbi ricorrenti, miopia, sordità, tic, tendenza ad ammalarsi sempre delle stesse patologie.
Chestnut Bud si miscela bene con gli altri fiori, spesso rafforza la loro azione e viene usato frequentemente per le difficoltà nello studio. È un fiore molto indicato nelle forme di autismo e nei casi di gravi handicap mentali.
I bambini sono disattenti, distratti, disorientati a livello emotivo, incapaci di osservare e a scuola hanno molti problemi d’apprendimento.
La somministrazione del fiore favorisce l’attenzione e la comprensione, dona una visione chiara degli eventi e aiuta il soggetto a mettersi nuovamente in forte contatto con la realtà. La capacità di osservazione aumenta e si metabolizzano a livello profondo i pensieri e le vicende negative; questa crescita permette di non ripetere l’errore e di sfruttare al meglio ciò che si è appreso dalle esperienze.

Bibliografia
- Molino A., Tizian F., La floriterapia, una medicina per l’anima, Xenia Edizioni Milano, 1996
- Silvi M., La salute con i fiori. Prontuario dei fiori di Bach, Edizioni Mediterranee, Roma, 2011
- Trevisani C., Fiori di Bach per adulti e bambini, Urra, Milano, 2011
- Nocentini F., Peruzzi M.L., Il libro completo dei fiori di Bach, Giunti Editore, Milano, 2007
- I manuali di Riza, Guida pratica ai fiori di Bach, Edizioni Riza, Milano, 2007
- Lucani F., Vivere con i fiori di Bach: una rivoluzione terapeutica, Armando Editore, Roma, 2006

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