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I FIORI DI BACH PER IL DUBBIO E L'INCERTEZZA

A cura di Marta Chiappetta


HORNBEAM

(Nome botanico Carpinus betulus - Nome italiano Carpino Bianco)
Sintomi chiave: stanchezza mentale
Il Carpino è un albero simile al faggio che mostra una notevole vitalità. La fioritura è piena, intensa, quasi improvvisa. Il suo legno buono, dal quale si ricavano strumenti di lavoro, trasmette una grande idea di forza, energia, utilità. Proprio il collegamento con la sfera professionale richiama la crisi che investe questo ambito: il soggetto perde il suo coinvolgimento nel lavoro, si sente esausto e crede di non farcela ad affrontare gli impegni quotidiani. È il fiore di chi si sente spossato ed esaurito, mentalmente e fisicamente fiacco come dopo una notte insonne; la sensazione che prova è quella “del lunedi mattina”, al momento del risveglio. Il soggetto non ha energie e tende a fare uso di sostanze stimolanti come e caffè perché teme di non riuscire ad affrontare gli impegni quotidiani. Questo fiore può rappresentare sia uno stato passeggero che uno stato cronico: quest’ultimo richiede un’analisi più dettagliata per essere individuato.
Ci sono molti altri fiori che agiscono su questo disturbo ma nel caso di Hornbeam la carenza energetica che si avverte è a livello mentale. Nello stato passeggero il soggetto avverte un momento di noia legato al suo stile di vita, alla quotidianità ma anche ad un carico estremo protratto per lungo tempo: un esempio tipico è lo studente che si prepara per mesi ad un esame. Lo stato passeggero del fiore diventa facilmente una condizione cronica come, ad esempio, quella del professionista stressato ed esaurito mentalmente che da anni conduce la stessa vita lavorativa, priva ormai di stimoli e di situazioni appaganti. In alcuni soggetti, in particolare in quelli che hanno subito costrizioni o violenze nel loro passato, il sintomo della stanchezza viene percepito come senso di sconfitta, dolore e colpa.
Nello stato Hornbeam negativo c’è una mancanza di comunicazione tra i vari livelli del sistema energetico. Quello mentale ha un’eccessiva esigenza rispetto agli altri livelli e questa perturbazione nello scambio determina il deficit energetico. Una condizione che si rispecchia bene in quella dell’uomo della società del benessere che consuma troppo e assorbe più sensazioni di quelle che riesce ad elaborare. La routine dell’uomo contemporaneo allontana il soggetto dal proprio Io Superiore spingendolo verso gli automatismi che bloccano la possibilità di sviluppo.
La percezione della noia di Hornbeam è descritta come una sensazione di “vuoto” che in realtà è un’emozione piena di significati. Quando il vuoto viene avvertito si mettono in atto attività “riempitive” come l’aumento di occupazioni che non lasciano spazio ai pensieri oppure si cerca il riempimento di sé attraverso il cibo. La stanchezza che affligge il soggetto sparisce improvvisamente quando questo vuoto si spezza in seguito all’introduzione di un elemento diverso o di novità emotivamente significative che interrompono la routine e portano la persona su piani diversi. Quando il soggetto Hornbeam si distrae dalla propria stanchezza e trova nuovi stimoli diventa vitale e loquace: l’energia torna a circolare.
Il fiore è ideale per tutte le situazioni in cui è presente un forte sovraccarico mentale come nel caso degli studenti, dei managers o gli scrittori. È un rimedio di sostegno nelle grandi condizioni di stress e viene prescritto per tutti i problemi legati agli occhi che derivano da un eccesso di stanchezza. In questo caso è molto utile l’applicazione locale.
Oltre ad un forte bruciore agli occhi tipico del fiore, altri sintomi importanti che derivano dallo stato negativo sono insonnia, mal di testa, debolezza, difficoltà a svegliarsi al mattino, sensazione di testa pesante, lipotimia, ipotensione, disturbi dell’appetito, alterazioni della libido, convalescenza lenta. Inoltre c’è un’evidente mancanza di tono del tessuto connettivo che simboleggia una carenza di tensione spirituale.
Nello stato trasformato, che deriva dall’assunzione del fiore, si assiste ad un livellamento armonico dei livelli energetici e si avvertono nuovamente gli impulsi dell’Io Superiore. Nel soggetto torna la gioia di vivere, di lavorare e la certezza di avere tutte le energie disponibili per fare ciò che si vuol fare. La mente è lucida, chiara e c’è la voglia di buttarsi in nuove esperienze .
Il fiore è molto indicato anche per i bambini stanchi e svogliati che non vogliono andare a scuola e mancano di entusiasmo e curiosità.

CERATO
(Nome botanico Ceratostigma willmottiana - Nome italiano Piombaggine)
Sintomi chiave: Incertezza, insicurezza
Il Ceratostigma è un piccolo arbusto originario dell’estremo Oriente che è stato importato in Europa e viene utilizzato come pianta ornamentale. La sua origine è incerta: per alcune fonti pare sia stata introdotta in Inghilterra dalla Cina, altre sostengono che sia originaria del Tibet.
Intorno alla scelta di questo fiore ruotano molti interrogativi poiché normalmente Edward Bach non sceglieva mai piante coltivate ma solo quelle allo stato selvatico. La nebulosità delle origini di Cerato e la non chiarezza sulla scelta di Bach indicano già la sua caratteristica chiave: l’incertezza.
Il fiore ha una corolla blu (colore dello spirito) striata di rosso (colore della materia). Il soggetto Cerato ha difficoltà ad integrare queste due sfere, per questo sceglie di rivolgersi all’esterno. Inoltre è un fiore senza odore e questo richiama la mancanza d’identità.
Il problema di Cerato è la lotta continua tra intuizione e ragione; queste personalità rifiutano di riconoscere il ruolo dell’Io Superiore e questo si traduce nella disarmonia caratterizzata da una mancanza di fiducia nelle proprie intuizioni. I tipi Cerato studiano e leggono tantissimo, accumulano informazioni ma non riescono ad utilizzare le conoscenze acquisite. Dubitano di loro stessi, si sentono incerti e insicuri e non si fidano mai della loro capacità di giudizio. Cerato si aggrappa agli altri, fa continue domande dettagliate e spesso futili, cerca continuamente pareri e risposte.
Nello stato bloccato il soggetto è lontano dal proprio centro interiore di conoscenza e gli altri diventano indispensabili. Questa dipendenza dall’ambiente esterno produce in realtà un maggior disorientamento poiché le opinioni altrui si basano su esperienze di persone spesso completamente diverse dal soggetto e possono anche influenzarlo in modo negativo. In realtà nessuna risposta esterna è soddisfacente per Cerato e viene messa in discussione al primo parere discorde. Con la stessa modalità questa personalità segue mode, atteggiamenti e comportamenti. Le doti intuitive non sono utilizzate e l’autorità che non attribuisce a se stesso viene “spostata” all’esterno, in genere su persone delle quali ha molta stima e considerazione.
Le ragioni dello squilibrio di Cerato nascono da paure profonde e radicate come quella del giudizio negativo degli altri, dell’abbandono o di non essere degni di fiducia. Queste emozioni negative determinano l’eterno terrore di sbagliare e, insieme alla negazione dell’intuito, producono nel soggetto un profondo stato di confusione. Quando Cerato si ammala tende a consultare più medici senza essere mai sicuro della diagnosi, non a caso molti soggetti nello stato disarmonico diventano ipocondriaci.
I disturbi psichici e fisici più comuni sui quali il fiore agisce sono debolezza, stanchezza, insonnia, tensione generalizzata, tremori, disturbi alimentari, cervicalgia associata a cefalea, incertezza motoria, dolori vaganti, disturbi di stomaco, fissazioni, ossessioni. Il bambino Cerato è quello che corregge tantissime volte i compiti e tende a copiare quelli dell’amico perché li reputa più corretti dei suoi. Il rimedio è utile anche per gli adolescenti che tendono a seguire modelli sociali (attori, cantanti ecc.) soffocando il loro vero modo di essere.
Nello stato trasformato Cerato torna a fidarsi di sé e del proprio intuito. L’assunzione del fiore aiuta il soggetto a sviluppare saggezza interiore e a riconoscere le proprie capacità profonde integrando razionalità e prassi. Non ha più bisogno di aggrapparsi agli altri ma tende a condividere le conoscenze acquisite che vengono elaborate e applicate. La capacità d’intuizione diventa una qualità importante che rende i soggetti Cerato adatti a professioni nel campo della ricerca e della sperimentazione.

SCLERANTHUS
Nome botanico Scleranthus annuus - Nome italiano Centigrani)
Sintomi chiave: Instabilità, indecisione
Il Centigrani è una piantina di dimensioni minuscole, dall’apparenza insignificante, che sfugge alla vista e tende fondersi con l’ambiente circostante. I fiori hanno le corolle verdi e si confondono con le foglie; questa caratteristica simboleggia l’incertezza per la quale il rimedio è indicato. Gli stami della pianta sono intrecciati e sembrano crescere in direzioni opposte: allo stesso modo il soggetto sente il bisogno di scegliere, di distinguere.
Nel suo stato disarmonico Scleranthus è indeciso tra due possibilità, oscilla continuamente tra due strade come una bilancia in movimento. Il fiore corrisponde ad una personalità che mostra tratti di instabilità caratteriale con umore e pensieri che cambiano rapidamente passando da un estremo all’altro, caratteristica che fa sembrare questi soggetti labili e inaffidabili.
Scleranthus è assente e perso, vive proiettato fuori di sé, non c’è ordine nei suoi impulsi e pensieri. Non trova l’orientamento interiore perché non dice sì al proprio Io Superiore che gli donerebbe forza e direzione. Il suo percorso non riesce a svilupparsi perché è continuamente influenzato da vari fattori e l’energia viene dispersa. La concentrazione è scarsa e difficoltosa perché pensa a molte cose contemporaneamente. A differenza di Cerato non chiede consigli, è introverso, non si confida e vuole arrivare da solo ad una soluzione anche se questo richiede molto tempo.
La discontinuità di questo fiore si esprime molto a livello esteriore, sia come mutamento improvviso di umore, sia attraverso sintomi fisici che manifestano aspetti variabili e alternati: diarrea e stitichezza, fame e inappetenza, anoressia e bulimia, sbalzi della pressione, colon irritabile, sonnolenza diurna e insonnia notturna, depressione bipolare, stanchezza generalizzata per la dispersione energetica.
Scleranthus è uno dei rimedi utilizzati nel trattamento delle nevrosi ossessive caratterizzate dal costante rimuginio e dal dubbio, aspetti peculiari del fiore. La mancanza di equilibrio interiore si traduce in problemi al vestibolo (organo dell’equilibrio) che provocano instabilità, mancanza di coordinazione nei movimenti, vertigini, mal di mare, mal d’auto, mal d’aereo, problemi d’udito, sindrome di Meniere. Il fiore agisce, inoltre, su tutti i disturbi ciclici come emicranie e gastriti e su nausea e vomito (anche da gestazione), disturbi mestruali, sindrome premestruale.
I bambini Scleranthus sono molto volubili e manifestano forti sbalzi d’umore e sentimenti. Si arrabbiano e piangono all’improvviso, hanno difficoltà di apprendimento, tic nervosi, scatti e gesti repentini. L’azione riequilibrante del fiore aiuta il soggetto a ritrovare chiarezza interiore e sicurezza, soprattutto nelle decisioni, portandolo a fare la scelta più giusta per se stesso. L’equilibrio viene mantenuto in tutte le situazioni pur integrando nella vita cambiamenti e nuove possibilità.
Nello stato trasformato, Scleranthus diventa eclettico e flessibile, si acquisiscono sicurezza e calma che vengono trasmesse anche agli altri.

WILD OAT
(Nome botanico Bromus ramosus - Nome italiano Avena selvatica)
Sintomi chiave: Insoddisfazione, mancanza di obiettivi
L’avena selvatica è l’unica graminacea tra i fiori scelti da Bach ma si differenzia dalle altre per la maggiore altezza degli steli (simbolo di un tentativo di crescita verso l’alto) e per le pannocchie dei fiori ciondolanti in varie direzioni che esprimono la difficoltà del soggetto ad indirizzarsi verso un obiettivo specifico.
I fiori di Wild Oat, di un colore giallo-marroncino, non si distinguono tra gli steli come quelli di Scleranthus ma mentre questo non si sviluppa in altezza e la sua indecisione si riferisce a problemi pratici, i lunghi steli di Wild Oat identificano la ricerca continua di una propria posizione nel mondo. Il tipo Wild Oat è estremamente intelligente, intuitivo e di grande talento. Molto sensibile ed estroverso, ha facilmente successo in tutto quello che fa; la sua grande ambizione e la sua fame di vita lo portano a tendere ad alte mete che però non riesce a definire perché una fragilità interna gli impedisce di essere deciso e di trovare e seguire la propria vocazione.
Nel suo stato disarmonico questo fiore è insoddisfatto e scontento perché si perde nella ricerca di più obiettivi senza portare nulla a termine, come un adolescente che intraprende continuamente nuove strade. Finché il percorso iniziato non richiede troppo impegno proseguono con entusiasmo, ma appena si avvicinano all’approfondimento e intravedono quella che potrebbe essere una forma di ripetitività, temono di annoiarsi e mollano la presa. Wild Oat non ha pazienza e perseveranza e per questo non vede mai i frutti dei suoi sforzi. Raccoglie moltissimi stimoli e vorrebbe godersi la vita ma in realtà la rifugge non coinvolgendosi mai totalmente. Il problema di questo fiore è il cercare incessantemente le proprie mete nel mondo esteriore senza affidarsi al proprio Io Superiore, senza cercare di trovare la decisione nel luogo dove in realtà essa già risiede, cioè dentro di sé. Nello stato negativo si sente fuori posto ovunque e non riesce a stabilizzarsi in nessun ambito di vita (affettivo, sociale e lavorativo); insoddisfatto e assalito dalla noia disperde tutte le sue energie fino a diventare depresso e demotivato.
Il bambino si annoia facilmente, è incostante, non si stabilizza nelle amicizie, inizia un’attività e poi l’abbandona per dedicarsi ad un’altra. Lo stato disarmonico della fase adulta spesso è causato dalla presenza di genitori dominanti che, durante la delicata fase di crescita, hanno soffocato le capacità decisionali del bambino, indebolendo e bloccando la sua evoluzione.
Wild Oat è indicato per tutti i sintomi vaghi, indecifrabili, che non si riferiscono ad un quadro clinico definito e che nascondono la strada da percorrere per la guarigione. Il fiore, nel suo stato disarmonico, soffre di febbricole ricorrenti, affezioni delle vie respiratorie, astenia, ipotensione, lipotimia, collasso, irritabilità, apatia. Ha la tendenza ai disturbi alimentari, la “fame di vita” lo porta a mangiare e a bere troppo.Il rimedio viene indicato anche per l’andropausa e per i disturbi della sfera sessuale legati alla mancanza d’iniziativa.
Insieme ad Holly, Wild Oat è uno dei fiori “catalizzatori”, molto utili all’inizio del trattamento, che vengono somministrati quando c’è incertezza sulla scelta del rimedio più adatto. L’assunzione del fiore aiuta il soggetto ad individuare chiaramente una meta e a realizzare le proprie ambizioni utilizzando talento e risorse individuali.  Nello stato armonizzato riesce ad andare finalmente in fondo con impegno e entusiasmo, senza distogliere l’attenzione dai suoi obiettivi, anche quando si svolgono più attività contemporaneamente.

GORSE
(Nome botanico Ulex Europaeus - Nome italiano Ginestrone)
Sintomi chiave: Disperazione da perdita di speranza, resa
Il Ginestrone è un arbusto spinoso che cresce sui terreni rocciosi. È una pianta forte e robusta che, se tagliata, ributta molto velocemente. Le foglie ricoperte di spine creano una rete di sostegno che difende la pianta dagli agenti esterni. I fiori sono di un colore giallo oro come il sole e ricordano la stessa luce dello Spirito che illumina le emozioni nei momenti di abbattimento psicologico. I fiori di Gorse non scompaiono del tutto in inverno e alcuni resistono al freddo: questa caratteristica simboleggia la speranza, chiave dello stato trasformato conseguente all’assunzione del rimedio. Non esiste un vero e proprio tipo psicologico Gorse; il fiore corrisponde più che altro ad uno stato transitorio che però a volte può durare molto tempo fino a trasformarsi in uno stato cronico.
Il rimedio è indicato per colui che ha vissuto un disagio continuato e delusioni ripetute pur avendo lottato tanto e senza un buon esito. Nello stato Gorse negativo il soggetto è scoraggiato, triste e disperato; la speranza di farcela lascia il posto alla rassegnazione, non si ha la forza di ricominciare e non si crede più in un mutamento positivo. Questa condizione di disperazione è tipica di chi soffre di malattie croniche e ha tentato vari trattamenti terapeutici senza successo; spesso ci si lascia convincere dalla persone care a continuare le cure contro la propria volontà.
La condizione spirituale di Gorse deriva da un rifiuto del ruolo dell’Io Superiore come guida del proprio destino al quale non si lascia la responsabilità di ciò che accade ponendo una resistenza al processo di sviluppo. Se tutto non va come era deciso, la personalità si arrende senza capire il senso dell’accaduto. Questo atteggiamento si riflette nell’aspettativa che tutto dipenda da un intervento esterno non riconoscendo, invece, che la guarigione deriva da un processo interiore. Gorse si abbandona al proprio destino e rinuncia a mettere in moto i meccanismi di guarigione e superamento.
Un aspetto importante che distingue questo fiore dagli altri che coprono stati d’animo simili è la rabbia che accompagna la resa: apparentemente Gorse è passivo, in realtà sente la sofferenza e la rabbia per la sua situazione. Non piange e rinuncia a fare ulteriori sforzi per sé stesso ma non si spegne emotivamente e, se può, cerca di aiutare gli altri.
Occorre molto tempo prima di vedere i risultati dell’assunzione del fiore poiché la cristallizzazione delle emozioni, unita all’atteggiamento di sfiducia e di chiusura che caratterizzano il paziente Gorse, ostacolano il processo di guarigione. Tra i disagi più frequenti riscontrati nello stato negativo ci sono malattie croniche o degenerative, ansia, forte depressione con tendenze suicide, agitazione psicomotoria, dolori alle gambe, malattie autoimmuni, insonnia, disturbi della memoria, blocco dei meccanismi di autoguarigione.
Il rimedio è indicato per i bambini tristi, pallidi, rassegnati che versano in un forte stato depressivo conseguente ad un lutto, ad una grave malattia o ad un handicap. Di fronte ad un tentativo di aiuto nel risolvere un problema da parte degli adulti si bloccano e fuggono.
L’assunzione del fiore porta una nuova luce nel cuore che accende la speranza e trasforma la rabbia in tenacia. Il soggetto recupera fiducia in sé stesso, si apre ad una nuova consapevolezza e lotta contro le difficoltà, attivando il processo di guarigione.

GENTIAN

(Nome botanico Gentiana amarella - Nome italiano Genzianella autunnale)
Sintomi chiave: Scoraggiamento, depressione per cause note
Gentian è una pianta erbacea che cresce sui pascoli e sui prati delle zone alpine, per questo può dominare dall’alto. I suoi fiori, di colore violetto, hanno una corolla composta da cinque lobi che li fa somigliare alle stelle. Hanno la capacità di aprirsi e chiudersi a seconda delle variazioni della temperatura, caratteristica che simboleggia la grande sensibilità di questo fiore che dipende dalle condizioni esterne e sente molto le sofferenze del mondo.
Il tipo Gentian è dubbioso, pessimista, scettico, estremamente analitico; la sua capacità di cogliere i dettagli lo porta ad incastrarsi nel dubbio e a creare resistenze al flusso della vita. La chiave del suo stato disarmonico è il pessimismo: un minimo intoppo offusca anche gli aspetti positivi, tutto diventa difficile e insuperabile, c’è una totale identificazione con il problema. Questo atteggiamento causa il processo delle profezie che si auto-avverano, portando negatività e ostacoli continui nella vita del soggetto.
Gentian manca di coraggio, domina tutto con il pensiero creando un inferno con la sua mente che lo porta a perdere il contatto con il suo Sé e quindi con la fonte dove risiede la fede. Aspettandosi sempre il peggio, si rifugia nella razionalità e nello scetticismo per proteggersi da delusioni e ferite. Nello stato fortemente disarmonico il fiore cade in una visione negativa dell’esistenza, si abbatte, spera di morire presto, perde la fiducia e vede i problemi della vita come un fallimento. Gentian viene prescritto in seguito a lutti, perdite, rotture sentimentali, malattie croniche che non guariscono e, in generale, agisce su tutte le forme depressive che derivano da avvenimenti specifici e noti. La personalità Gentian nasce da una ferita infantile che ha permesso comunque lo sviluppo di relazioni affettive ma ha generato un sottofondo di diffidenza e di sfiducia che impedisce la totale apertura del cuore.
I sintomi maggiormente riscontrati nel soggetto non armonizzato sono depressione, gastriti, insonnia, tosse cronica, ipotensione, vertigini, ipocondria, sensazione ossessiva di aver sbagliato tutto, ritardi nella guarigione per carenza di fiducia.
Il fiore è indicato anche per i bambini scoraggiati da insuccessi scolastici ed è un validissimo sostegno per tutti coloro che non riescono ad intraprendere le terapie per mancanza di fiducia. Così come fa il fiore sulle Alpi, l’assunzione del rimedio dona la capacità di vedere le cose dall’alto senza farsi bloccare dai dettagli. Nello stato trasformato il soggetto vede la luce nell’oscurità, sente che le difficoltà si possono dominare e superare, ritrova la fede e l’ottimismo. Gli ostacoli e i dubbi diventano occasioni di crescita e si impara a lottare senza scoraggiarsi.

Bibliografia
- Lucani F., Vivere con i fiori di Bach: una rivoluzione terapeutica, Armando Editore, Roma, 2006
- Scheffer M., Terapia con i fiori di Bach, Tea, Milano, 2011
- Nocentini F., Peruzzi M.L., Il libro completo dei fiori di Bach, Giunti Editore, Milano, 2007
- I manuali di Riza, Guida pratica ai fiori di Bach, Edizioni Riza, Milano, 2007
- Trevisani C., Fiori di Bach per adulti e bambini, Urra, Milano, 2011

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