Menu Salute
Sei in:   benessere.com / Salute / Argomenti vari / Fiori di Bach / Fiori ipocondria

I FIORI DI BACH PER L’IPOCONDRIA 1/2

A cura di Marta Chiappetta

Nella quarta edizione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), l’ipocondria veniva classificata tra i disturbi somatoformi, ovvero quelli accumunati da preoccupazione sul proprio stato fisico, non attribuibile ad una reale condizione fisiologica; in questi casi la sintomatologia lamentata dal paziente ha un’origine psicologica. Nella V edizione del DSM, i disturbi somatoformi hanno subito modifiche significative per rendere più chiari i confini tra i vari disturbi e soprattutto per migliorare le informazioni utili alla comprensione da parte dei medici e dei terapeuti non psichiatri.
Nella ridefinizione del DSM-V sono state eliminate molte delle principali definizioni, tra cui proprio quella di ipocondria. Le diagnosi precedenti di disturbo di somatizzazione e disturbo somatoforme indifferenziato vengono assorbite in un’unica classificazione: il disturbo da sintomi somatici. L’ipocondria, che si presenta con nessuno o con sintomi lievi a livello somatico, ha una nuova definizione: disturbo da ansia di malattia.
La rivoluzione nella riedizione del DSM non è solo nella nuova accezione ma, soprattutto, nei concetti; nella recente versione si dà maggior importanza alla diagnosi posta in base alla sintomatologia, ai segni visibili e da come il soggetto li interpreta. Secondo i criteri precedenti, la valutazione di sintomi dichiarati inspiegabili metteva il professionista (che non aveva una preparazione psichiatrica o psicologica) in una condizione a rischio poiché, in mancanza di una causa medica definita, diagnosticava un disturbo mentale. Questa tendenza è stata agevolata dal fatto che, ancora oggi, sempre più persone che manifestano sintomi somatici si rivolgono in misura maggiore a medici rispetto ad esperti della salute mentale (psichiatri e psicologi).

Il termine ipocondria ha radici molto antiche: deriva dal greco ὑποχονδρος, ipocondrio, una regione dell’area addominale compresa tra le arcate costali e i fianchi, dove risiedono fegato e milza. La zona si estende fino all’epigastrio. Questa sede corporea “presta” il suo simbolismo all’ipocondria perché ai tempi di Ippocrate e della dottrina degli umori, l’ipocondrio veniva considerato il luogo dove risiedevano i “fumi melanconici”.
Diagnosticare una forma d’ipocondria non è semplice perché più o meno tutte le persone che soffrono d’ansia si preoccupano in eccesso della propria salute, hanno paura della malattia e della sofferenza, sono ipersensibili e spaventati da sintomi ai quali non sanno dare una spiegazione. Inoltre, gli ansiosi hanno nei confronti della medicina un rapporto ambivalente: alcuni la temono fino ad evitare tutte le argomentazioni che la riguardano; altri si mostrano, invece, interessati al sapere medico perché sentono il bisogno di controllare tutto ciò che è incerto e imprevedibile.

L’ipocondria, a differenza dell’apprensione tipica dello stato ansioso, è un vero e proprio disturbo caratterizzato da un’eccessiva, irrazionale e costante preoccupazione per il proprio stato di salute. Questa patologia colpisce in egual misura uomini e donne e può presentarsi in qualunque momento della vita, soprattutto nelle fasi di passaggio più delicate (ad esempio dall’adolescenza all’età adulta).
Ciò che definisce lo stato ipocondriaco è la distorsione e l’interpretazione negativa delle sensazioni fisiologiche che provengono dal corpo e che il soggetto interpreta erroneamente come sintomi di una grave malattia. Quelle più temute sono l’infarto, l’HIV, l’ictus, le infezioni croniche e il cancro.
La paura degli ipocondriaci, continua, prolungata e ossessiva, spinge il soggetto ad eseguire visite, indagini cliniche e accertamenti specialistici che, seppur nella norma, non riescono a tranquillizzarlo e a rassicurarlo. Le preoccupazioni riguardano ogni tipo di funzione corporea (alterazioni fisiche, formicolii, disturbi visivi, capogiri ecc.) che diventa oggetto di analisi continue finalizzate a trovare una motivazione grave all’insorgenza dei sintomi. Spesso l’ipocondriaco, dominato dall’ansia, può anche percepire un sintomo dove non c’è; inoltre, questo stato continuo di preoccupazione indebolisce il paziente e fa aumentare i segnali del malessere, generando un pericoloso circolo vizioso.

Pubblicità
Le manifestazioni fisiche dell’ipocondriaco sono estremamente variabili e interessano diverse parti del corpo; quelle più comuni sono mal di testa, nausea, vomito, gonfiore addominale, disturbi intestinali, palpitazioni e aritmie, stanchezza e svenimenti, disturbi urinari, sintomi neurologici (nevralgie, formicolii, insensibilità degli arti, debolezza muscolare), disordini mestruali e problemi nella sfera sessuale. A livello psichico l’ipocondriaco presenta spesso un profondo disagio che si manifesta con depressione e/o disturbi d’ansia che possono precedere o accompagnare il sintomo ipocondriaco.
L’esordio del disturbo può essere spontaneo oppure legato a specifiche cause scatenanti che solitamente si riferiscono a malattie gravi, pregresse o attuali, sia del soggetto stesso che di un suo caro. Molto spesso l’elaborazione dell’evento traumatico e il superamento dell’esperienza negativa porta alla risoluzione del sintomo in pochi mesi. Tuttavia, spesso determinate cause scatenanti fanno semplicemente emergere il disagio già presente nel quadro psichico in forma latente: l’ipocondria vera e propria, che continua a persistere per tutta la vita fino a diventare un modo di essere se non viene adeguatamente curata.
Questa forma radicata e complessa di ipocondria solitamente nasconde problematiche molto profonde, tra le quali la più importante è uno stato di perenne insicurezza, di precarietà e di incapacità di trovare in se stessi elementi di rassicurazione; per questo motivo tutti i pazienti ipocondriaci tendono ad essere dipendenti dagli altri dai quali ricercano continuamente risposte e sostegno sulla natura dei loro sintomi.

Lo psichiatra J. Cottard , già nel 1981, definisce così questo disturbo:
Tipo di patologia nervosa che […] fa credere [ai soggetti] di essere affetti dalle malattie più disparate, cosicché essi passano per malati immaginari, pur soffrendo molto, ed essendo preda di una perenne tristezza”

Nell’ipocondria l’attenzione e la mente del soggetto sono concentrate sul corpo e sui suoi segnali; ma l’ascolto non è obiettivo perché dominato dalla terribile paura di avere qualcosa di grave; in quest’ottica ogni sintomo diventa il segno inequivocabile di una malattia che mette a rischio la vita. Queste preoccupazioni ossessive sono spesso nutrite dalla suggestione e dall’impressionabilità; basta apprendere che un amico o un conoscente sta male per riattivare il meccanismo dello stato d’angoscia.
Le preoccupazioni durature ed eccessive riguardo la propria salute, portano l’ipocondriaco a rivolgersi continuamente al medico, a raddoppiare le visite, le indagini cliniche, gli interventi terapeutici. I sintomi vengono “drammatizzati” nella loro descrizione e definiti con termini tipici come “notevole”, “intollerabile", “indescrivibile”. Il rapporto con i terapeuti è estremamente conflittuale poiché l’ipocondriaco ha dentro di sé un medico immaginario che conferma continuamente le sue “diagnosi d’angoscia” e si pone in una perenne rivalità con il sapere e il potere della medicina, nonostante il bisogno esasperato di risposte e rassicurazioni. Per un medico gestire il paziente ipocondriaco è difficile perché deve, da un lato, accogliere le continue richieste perentorie del paziente e, dall’altro, ha il timore di rischiare di sottovalutare la presenza di reali patologie mascherate dal meccanismo dell’ipocondria.
L’atteggiamento del paziente è quello di una sfida continua lanciata attraverso pretese eccessive che nessun medico riesce mai a colmare, nemmeno mostrando con dati clinici certi la natura benigna dei sintomi; una risposta insoddisfacente genera la reazione di rabbia nel paziente che inizia a criticare il medico sminuendolo e definendolo incapace di gestire le sue patologie per poi rivolgersi a molti altri esperti, senza risultato. Anzi, la moltiplicazione di esami diagnostici, di controlli e di opinioni mediche, provoca un aumento dell’ansia e il mantenimento della patologia perché alimenta i dubbi e imprigiona il paziente in una spirale senza fine.
Proprio questo rapporto ambivalente con la figura terapeutica e la mancata azione rassicurante del risultato delle indagini cliniche, mostra il significato latente dell’ipocondria: un disturbo insopprimibile, attraverso il quale il soggetto cerca disperatamente di esprimere qualcosa che ha dentro ma di cui egli è inconsapevole.
Infatti, una malattia che l’ipocondriaco non rivendica mai è l’ansia patologica che lo attanaglia senza essere riconosciuta e che si sposta sul corpo, vissuto come un nemico che annienta e distrugge. In realtà il corpo rappresenta l’inconscio e quella parte psichica fatta di tappe da affrontare, problemi irrisolti e aspetti vitali con cui i paziente non vuole entrare in contatto.

Pubblicità
Esiste anche un’altra particolare forma di ipocondria che si pone sul versante opposto e può sembrare apparentemente in contrasto; in alcuni soggetti la paura della malattia è talmente forte e angosciante da indurli a rifiutare qualsiasi contatto o intervento medico, anche quelli che vengono ritenuti necessari per reali patologie in atto.
In entrambi i casi, curare un paziente ipocondriaco è molto complesso perché rifiuta totalmente l’idea che i suoi mali possano avere un’origine psichica. La loro relazione con i medici è paradossale perché, da un lato, cercano l’accettazione dell’”intuizione” di essere affetti da una malattia grave e incurabile e, dall’altro, vogliono essere tranquillizzati e rassicurati del contrario attraverso le parole competenti del medico.

Come per la maggior parte dei disturbi psichici, è possibile tracciare il profilo dell’ipocondriaco, una personalità complessa con un vissuto difficile e traumatico alle spalle. Il soggetto tipico ha scarsa attitudine all’introspezione, tende a sminuire, ad ignorare o a banalizzare gli aspetti psichici, sia propri che degli altri. L’ipocondria è la maschera della sua insicurezza e fragilità profonda, vissuta anche in relazione all’aspetto fisico e alle competenze professionali e sociali. L’angoscia ipocondriaca si manifesta spesso in concomitanza con momenti di incertezza o cambiamenti esistenziali che il soggetto vive come una minaccia alla sua integrità: licenziamenti, promozioni, menopausa, uscita di casa dei figli, traslochi ecc. L’incertezza viene proiettata sul corpo e sull’altro, al quale il soggetto chiede rassicurazioni continue che in realtà, però, lo risollevano solo momentaneamente.
Questo disturbo è un vero inferno per chi ne soffre; la vita del soggetto è assorbita dalla costante paura che il suo corpo possa produrre una malattia mortale. Nel momento in cui la patologia temuta viene esclusa, l’angoscia si focalizza su un altro sintomo. Il meccanismo ossessivo che sfocia nel panico si alimenta con l’aumento delle fonti d’informazione che derivano dalla divulgazione dei mezzi di comunicazione, in particolare da Internet. La conoscenza di nuove malattie e forme rare fa aumentare la corrispondenza dei sintomi con determinati quadri patologici e, con essa, cresce l’angoscia ipocondriaca.
Il disturbo ha alla base diverse cause, molto spesso traumi psichici non elaborati, ma nella maggior parte dei casi rappresenta un bisogno narcisistico irrisolto, una ricerca continua di conferme; ma non sui sintomi come il disturbo vuole far credere. L’ipocondriaco cerca di attirare su di sé l’attenzione e, a livello inconsapevole, preferisce avere una malattia pur di non essere invisibile; il bisogno di ascolto che richiede ai medici e a chi gli ruota intorno rimanda a quello primario di riconoscimento e di amore del bambino che non è stato mai accolto profondamente. Non a caso molti ipocondriaci vengono da un passato di precarietà affettiva che li ha portati ad un eccessivo sbilanciamento verso l’attività mentale e ad una dedizione totale allo studio o alla carriera professionale, a scapito della dimensione interiore e dei bisogni primari (gioco, svago, erotismo, intimità).
Per guarire da questo disturbo è importante accettare il ruolo del sintomo psichico e la sua doppia valenza: da un lato quello di mascheramento inconsapevole del bisogno di amore e riconoscimento, dall’altro un alibi per non affrontare la vita ,con tutte le sue prove, e il proprio mondo interiore.
L’approccio psicoterapeutico è il trattamento d’elezione per questo disturbo che spesso nasconde un profondo stato depressivo. Solitamente è molto difficile per lo specialista riuscire a costruire con il paziente un rapporto di fiducia e un dialogo sereno. Quando ciò si verifica, il problema viene trattato su due piani, uno psichico e l’altro somatico, con l’ausilio di tecniche corporee. Considerare nella terapia l’aspetto psicosomatico è utile, da un lato, per non stravolgere il piano comunicativo che il paziente ha “scelto” e, dall’altro, per impedire al disturbo di trovare altre “scappatoie” per esprimersi.
Il disagio che comporta questa patologia è molto invasivo e stravolge tutte le abitudini di vita del paziente costantemente focalizzato sull’angoscia dell’interpretazione dei sintomi. Questo atteggiamento nel lungo periodo interferisce anche con le relazioni sociali, familiari e affettive fino a generare un meccanismo di solitudine emotiva e depressione che acuisce la sintomatologia e l’ossessività del pensiero.

Sei qui Pagina successiva
Inizio articolo Pagina 2/2
I fiori di Bach per l'ipocondria I rimedi

Benessere TV

Benessere Tv ti porta nel mondo della salute, della dietetica, dell'alimentazione sana, della bellezza, della psicologia e del fitness. Grazie alle rubriche con gli esperti del settore e alle video interviste con professionisti di alto livello, sarete sempre informati sulle novità di benessere a 360°.
Ultimo video pubblicato

Le malattie oculari nell'anziano: riconoscere e curare glaucoma, retinopatia, degenerazione maculare

La cataratta è la malattia oculare più conosciuta nell'anziano, ma ci sono altre patologie che, se non riconosciute e curate in tempo, possono portare alla cecità. Glaucoma e retinopatia diabetica, per esempio, possono essere trattate a seguito di una tempestiva diagnosi fatta...

Ultimi post dal blog

Allegria e benessere

Chiedi cos'era il flipper

Scritto il 31 luglio 2018 da Alberto&Alberto

Slot machine e videogiochi hanno soppiantato nei locali pubblici i meno redditizi ma decisamente più divertenti (seppur più rumorosi) flipper. Che celebriamo qui.

Pillole di benessere

I bambini italiani tra i più obesi

Scritto il 28 luglio 2018 da Welly

Uno studio della Commissione Europea fa il punto sull’obesità infantile nel Vecchio Continente. E rivela come l’Italia sia tra i Paesi con la maggiore presenza, in percentuale, di bambini obesi o in sovrappeso.

Offerta del mese
Biochef Axis Cold!Il Meglio a Poco Prezzo!
Offerta del mese

 

BioChef Axis è il primo estrattore di succo orizzontale della marca australiana BioChef. La filosofia di questa casa produttrice consiste nell'offrire la più alta qualità al miglior prezzo.Robot da cucina: fa pasta (spaghetti e noodles), baguette, sorbetti, gelati, omogeneizzati, salse, latte vegetale, burro di frutta secca e molto altro!BioChef Axis Cold Press Juicer è un eccellente estrattore lento, masticatore orizzontale e robot da cucina.Tutte le parti mobili sono fatte in Tritan!

 

Vedi prodotto

Novità
Bio-mex Formato Maxii!!850g incluse 2 spugne speciali rettangolari
Novit del mese

 

Bio-mex .. Grazie ai suoi componenti naturali, biologici e degradabili e’ un aiuto indispensabile per la pulizia della casa e per la gastronomia, scioglie il calcare e il grasso dalle superfici.Ideale per la pulizia e la cura di: acciaio, alluminio, argento, oro, rame, ottone, smalto, stagno, vetro, plastica liscia, legno laccato, ceramica, piastrelle, wc, lavandini, vasche da bagno, lavelli, piani di cottura, pentole, scarpe da ginnastica!
Inoltre e’ anche economico perche' puo' essere un buon sostituto a molti detersivi!
Vedi prodotto

Prenota la tua vacanza benessere!

Cerca

http://www.benessere.com/aec/privacy.htm


copyright © 1999-2018 Vertical Booking S.r.l. - CONTATTI | PUBBLICITÀ | SHOPPING ON-LINE | COOKIE POLICY | PRIVACY

Vertical Booking S.r.l. - Piazza Pontida, 7, 24122 Bergamo (Italia)
CF/P.IVA 02657150161 | REA: BG-312569 | Capitale sociale 100000 € interamente versato