Menu Salute

I FIORI DI BACH PER IL LUTTO E LE PERDITE 1/2

A cura di Marta Chiappetta

“Mai nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di sorgere”.
(P. Coelho)


Il lutto è una delle condizioni più penose e difficili della vita di un individuo, un sentimento di intenso dolore e uno stato emotivo inevitabile legato principalmente alla morte di una persona importante. Il “lavoro” svolto dal lutto è lento e difficile poiché comporta un processo interno di abbandono graduale. In senso più esteso, il lutto psichico non si riferisce solo alla morte di una persona ma anche a tutti quei passaggi critici vissuti da un individuo che si confronta con una perdita: scomparsa, rotture sentimentali e affettive, divorzi e separazioni, cambiamenti e perdita del lavoro, cicli di vita naturali (infanzia, adolescenza, età adulta, vecchiaia), cambiamento di casa o città, esperienze fortemente traumatiche. L’elemento comune è sempre la perdita, la fine di tutto quello che abbiamo amato.

Il modo in cui il soggetto gestisce il lutto e completa la sua elaborazione dipende da molti fattori: l’età di chi subisce il lutto e della persona che ci lascia, le modalità della morte e della separazione, il contesto sociale e affettivo, le risorse interne e gli aiuti esterni. In particolare, molto dipenderà dalla storia precedente, sia quella legata alla persona o alla situazione perduta, sia quella riferita al soggetto e al suo rapporto con l’amore e la perdita.
Queste stesse variabili dalle infinite combinazioni giustificano la difficoltà a identificare una specifica modalità di reazione, pur trovandosi di fronte ad emozioni che solitamente si ripetono per ogni percorso come tristezza, disperazione, angoscia, rabbia, dolore, paura, senso di colpa. Tuttavia è possibile delineare un percorso comune costituito da diverse fasi che possono variare e sovrapporsi, ma ricorrono sempre nel processo di elaborazione di un individuo adulto. Il completamento del percorso dura circa un anno, anche se molto spesso il soggetto impiega due anni o più, soprattutto nel caso di perdite affettive primarie (genitori, partner, figli).

Tutti i lutti sono accompagnati da uno stato depressivo, conseguenza fisiologica e naturale del dolore per la perdita; tuttavia, se a seconda del vissuto del soggetto la durata dello stato depressivo si protrae molto a lungo, si entra nella fase di quello che viene comunemente definito lutto complicato: quest’ultimo si verifica quando il soggetto non riesce a ritornare nei modelli di comportamento funzionali entro un tempo non troppo prolungato e/o quando compaiono sintomi psicopatologici.

Pubblicità
Le fasi di elaborazione del lutto
1. Shock, rifiuto/negazione: in questa fase, relativamente breve e immediatamente successiva all’evento traumatico, il soggetto è intontito e incredulo, nega la perdita, tende all’isolamento. Il rifiuto della realtà è un meccanismo di difesa utilizzato come risposta psicologica temporanea per attenuare il dolore e la sofferenza insostenibili. Questa fase di negazione può durare anche molto e persistere oltre lo shock iniziale.

2. Rabbia e risentimento: il soggetto inizia a prendere coscienza della perdita, la maschera della negazione si scioglie ed emergono le realtà dell’evento traumatico e il dolore che esso comporta. Tuttavia, la persona non è ancora pronta a gestire l’intensità della sofferenza, quindi quest’ultima viene “spostata” e trasformata in rabbia e risentimento per la perdita vissuta come un’ingiustizia. La rabbia si rivolge all’esterno ma si può anche riferire alla persona che viene a mancare, come se si volesse colpevolizzarla per il dolore subito. Ciò può avvenire anche nel caso della morte di una persona cara che viene vissuta come un abbandono agito, nello stesso modo in cui un bambino odia la madre perché lo ha lasciato solo. In questa fase molto delicata possono comparire momenti di angoscia, instabilità emotiva, pianti, lamenti, iperattività, regressione. La persona può cercare aiuto in maniera molto marcata o, al contrario, chiudersi totalmente all’esterno.

3. Senso di colpa, autorecriminazione: in questa fase, molto frequente nell’elaborazione, la persona si colpevolizza, la maggior parte delle volte in maniera irrazionale. La naturale ambivalenza nei rapporti d’amore, fatta anche di aspetti e momenti negativi, diventa ora motivo di colpa così come la rabbia o il desiderio di vedere finire la sofferenza della persona cara dopo una lunga malattia. In particolare, la persona si autorecrimina per azioni che si sarebbero potute compiere per evitare la perdita, come consultare un medico tempestivamente o fare qualcosa che avrebbe potuto impedire il tragico evento. In questo passaggio, l’oggetto della perdita viene idealizzato nel tentativo di ricompensarlo per il male (quasi sempre immaginario) che si teme di avergli fatto. Nello stato di lutto cronico o complicato, non si riesce a superare questa fase dell’elaborazione.

4. Depressione: il soggetto prende realmente coscienza della perdita. Il dolore e la sofferenza sono molto intense e questa fase, estremamente variabile nella sua durata, rappresenta il momento più delicato di tutta l’elaborazione perché si attraversano le emozioni più difficili e dolorose che provocano manifestazioni tipiche come tristezza, disperazione, agitazione, apatia, crisi di pianto, inappetenza, disturbi della concentrazione. La persona riconosce il carattere permanente della perdita con tutte le sue conseguenze e le differenti modalità di reazione con cui ogni personalità esprime il dolore e la disperazione. Nei lutti causati dalla morte, molti hanno la sensazione di sentire e “vedere” il defunto per materializzarlo e convincersi che sia ancora in vita.

5. Accettazione/compimento del lutto: fase finale dell’elaborazione caratterizzata da una parziale regressione dei sintomi depressivi e da un tentativo di ridefinizione della realtà da parte del soggetto. Sono ancora presenti livelli di rabbia e depressione intervallati dal riemergere della progettualità, dal risveglio degli interessi in vari campi e dalla ricerca di comunicazione profonda con familiari e affetti. Il soggetto si adatta modificando il suo comportamento per poter sopravvivere e, nonostante le ricadute e i momenti di scoraggiamento, gran parte del processo del lutto viene completato. Questa tappa finale, che ha caratteristiche e durata variabili, non tutti riescono a raggiungerla e a completarla.

Ogni individuo vivrà il processo di elaborazione del dolore in modo diverso e con differenti reazioni, sia emotive che fisiche. Il percorso è unico e personale e questo aspetto è la chiave interpretativa di ogni terapia di sostegno nei lutti e nelle perdite.
Pubblicità
I fiori di Bach sono di grande aiuto per affrontare il lutto poiché “lavorano” sul sentire profondo che caratterizza tutti gli stadi della sofferenza. La loro azione si estende anche alle somatizzazioni del dolore, ripristinando l’equilibrio psicofisico interrotto dall’evento traumatico. Inoltre stimolano il soggetto all’ascolto di se stesso per individuare i rimedi da somministrare. Più le emozioni fluiscono e si liberano, più la perdita potrà essere “introiettata” correttamente per completare l’elaborazione, accettare il distacco e ristrutturare un nuovo equilibro psico-emotivo.
In tutto il difficile e doloroso percorso del lutto ci sono cinque rimedi che devono essere inseriti sempre, alternandoli, da soli o in associazione con altri fiori, perché rappresentano le emozioni-chiave che accompagnano ogni vissuto di perdita e separazione. Di ogni fiore si devono assumere 4 gocce, pure o diluite in acqua o associate ad altri fiori nelle miscele preparate dal floriterapeuta. La somministrazione minima è 4 volte al giorno ma soprattutto nella fase acuta, i fiori vanno assunti con una maggiore frequenza giornaliera (circa 8 volte al giorno) e al bisogno.
Ogni fiore rappresenta uno stato d’animo o un’emozione che può prevalere rispetto alle altre o coesistere: sarà il medico, il terapeuta o il farmacista ad aiutare la persona attraverso l’ascolto di vissuti e sintomi fisici e psichici, ad individuare il rimedio più adatto e a modificare di volta in volta le miscele, i tempi di somministrazione ed eventuali associazioni con altri fiori.

Il primo rimedio che si utilizza al momento del trauma acuto è il Rescue Remedy, una miscela di Bach di pronto soccorso già pronta, composta da 5 fiori: Rock Rose, per il panico e il terrore; Clematis, per la confusione mentale e la perdita di coscienza; Impatiens, per tensione e irritabilità legate al dolore; Cherry Plum, per la paura di impazzire e di perdere il controllo, Star of Bethelhem per lo shock e il trauma. L’applicazione di questa miscela è indicata per tutte quelle situazioni che creano destabilizzazione fisica e psichica dopo una situazione traumatica. Somministrato immediatamente dopo il lutto, nella fase acuta, aiuta a riequilibrare lo stato psicofisico caratterizzato da tensione nervosa, stato di forte stress, senso di confusione mentale, paura di perdere il controllo, e a superare lo stato di blocco emozionale. Se ne assumono 4 gocce pure o diluite in un bicchiere d’acqua da sorseggiare a piccoli intervalli, finché non si ripristina lo stato di equilibrio.
Il Rescue Remedy viene utilizzato anche dopo una separazione traumatica che ha generato uno stato di shock. Il rimedio d’emergenza è utile solo nella fase iniziale, anche se molte persone lo utilizzano anche successivamente, finché la fase acuta non si è stabilizzata.

Sweet Chestnut: angoscia profonda, “la buia notte dell’anima”
Questo fiore deve essere utilizzato sempre, a prescindere dalle diverse fasi dell’elaborazione che il soggetto sta attraversando; nel lutto è fondamentale perché corrisponde al massimo livello di angoscia e disperazione, un totale senso di annientamento e dolore oltre ogni sopportazione. L’angoscia acuta e disperante è uno degli stati depressivi predominanti che accompagna i lutti e le perdite irreversibili, come quella del partner (reale o affettiva) o di un figlio. Lo stato Sweet Chestnut di solito non viene comunicato ma resta un dolore silenzioso che non cerca modalità per distrarsi o evita di essere ascoltato da chi lo prova. Il soggetto in preda all’angoscia disperata si sente perso, solo, abbandonato al proprio destino; ha il cuore spezzato, si sdraia sul letto, non ha la forza di alzarsi e spesso si presentano disturbi come stati acuti di collasso psico-fisico con debolezza generalizzata, dolori alle gambe, alla testa e alla nuca, senso di peso sul petto, attacchi d’ansia, incubi notturni, anoressia fino ad arrivare a malattie gravi come l’artrite reumatoide. Nella fase di elaborazione in cui si manifestano forti somatizzazioni, questo fiore è molto indicato perché il corpo viene utilizzato dal soggetto come mezzo per comunicare il disagio, la sofferenza e la desolazione che prova dentro. Il rimedio dona speranza e coraggio; angoscia e disperazione lasciano spazio alla fiducia e alla sicurezza per sostenere chi dentro di sé lotta quotidianamente con il dolore della perdita.

Star of Bethelhem: lo shock
Questo fiore ha una connotazione particolare perché non corrisponde ad uno stato d’animo o ad un preciso quadro psichico, ma si rapporta a tutti gli eventi che possono essere considerati traumatici (lutti, separazioni, geografiche e psichiche) e che provocano uno sbilanciamento improvviso di tutte le energie fisiche e mentali. La sua azione è determinante sia subito dopo l’evento scioccante, sia in un periodo successivo; nel tempo molto spesso le emozioni negative vengono rimosse e restano “congelate” nelle parti inconsce più profonde. In questi casi la sofferenza che si è allontanata dalla coscienza, riemerge sotto forma di disturbi fisici o mentali come ansia, stress e depressione. Somministrare questo fiore subito dopo lo shock aiuta ad evitare la chiusura profonda e problematica e l’allontanamento dal dolore. Nella floriterapia di Bach, Star of Bethelhem viene chiamato “il fiore della consolazione”: in natura si schiude al sole e questa sua caratteristica ne richiama il ruolo simbolo del risveglio dell’anima. Il rimedio è contenuto nel Rescue Remedy per la sua azione anti-traumatica. A livello emotivo, si utilizza efficacemente quando il soggetto che subisce un lutto o una separazione manifesta sintomi come apatia, blocchi psicologici, insensibilità emozionale e disfunzioni organiche importanti come disturbi della tiroide e del mestruo, congestione linfatica, asma, ipertensione, problemi cutanei.

Walnut: il cambiamento
Questo fiore va somministrato sempre, spesso in associazione ad altri, ed è un sostegno fondamentale in tutte le fasi dell’elaborazione. Walnut è il rimedio del cambiamento, dell’adattamento ad una nuova condizione dell’anima e del corpo. Come per Star of Bethelhem, anche Walnut non corrisponde ad una tipologia caratteriale ma ad una condizione che tutti possiamo sperimentare nella vita. La sua azione nel lutto e nelle separazioni ha una funzione protettiva durante il cambiamento, dona sicurezza e coraggio. Il cambiamento al quale il fiore rimanda può assumere varie forme in cui c’è una transizione ad una nuova condizione (morte, malattie, gravidanza, menopausa, pubertà, ecc.). Nel caso dei lutti e delle perdite affettive, ma anche delle separazioni dai luoghi o da condizioni specifiche (come un ruolo professionale, ad esempio) nelle quali anche le personalità più forti perdono ogni riferimento, Walnut è utilizzato come fiore di protezione da tutte le influenze negative, agisce sul blocco emozionale, rafforza la personalità, dona lucidità e stabilità nelle decisioni, infonde coraggio. Il suo ruolo è importante soprattutto nella fase di accettazione, quando il soggetto si confronta con una vita completamente diversa in cui la perdita è stata resa reale dalla psiche e ogni memoria dello stato antecedente fa fare dei passi indietro nella sofferenza.

Honeysuckle: il distacco dal passato
Questo fiore si utilizza soprattutto nella fase intermedia e finale dell’elaborazione, quando il soggetto arriva ad un’accettazione e ad una consapevolezza della propria condizione ma è fortemente legato al passato, vive e si rifugia nel ricordo della persona che ha perso o delle situazioni che non può più vivere. Il rimedio si utilizza quando chi ha vissuto la perdita, o un grande cambiamento, vive di nostalgia e rimpianti, non costruisce nel presente, non riesce a buttare nulla che faccia riferimento al passato, rifiuta le novità e vorrebbe tornare indietro. Nei lutti di natura affettiva e sentimentale lo stato Honeysuckle è molto frequente ed è caratterizzato da tristezza, evoluzione bloccata, malinconia, apatia. Il rimedio favorisce la trasformazione e l’accettazione dei cambiamenti, aiuta a proiettarsi verso il futuro facendo tesoro del passato.

Oltre a questi fiori, essenziali nel percorso di elaborazione, la floriterapia di Bach ne propone anche altri che sostengono la persona nelle diverse fasi critiche del lutto. I fiori possono essere miscelati tra loro, oppure utilizzati come rimedi singoli negli stati acuti in associazione alle miscele già composte a seconda dei diversi sintomi e delle modalità espresse dal soggetto.

Sei qui Pagina successiva
Inizio articolo Pagina 2/2
I Fiori di Bach per il lutto e le perdite I Fiori di Bach per il lutto e le perdite: altri rimedi

Benessere TV

Benessere Tv ti porta nel mondo della salute, della dietetica, dell'alimentazione sana, della bellezza, della psicologia e del fitness. Grazie alle rubriche con gli esperti del settore e alle video interviste con professionisti di alto livello, sarete sempre informati sulle novità di benessere a 360°.
Ultimo video pubblicato

Tumori del cavo orale in aumento: attenzione a igiene dentale e prevenzione

La salute del cavo orale è sempre più al centro dell’attenzione per numerose patologie. I numeri relativi al cancro oro-faringeo sono in aumento: quasi 6000 casi all’anno in Italia. Esiste un rapporto effettivo tra le infezioni orali più frequenti, in particolare...

Ultimi post dal blog

Allegria e benessere

Al mercato, allegria e benessere

Scritto il 17 April 2018 da Alberto&Alberto

Una passeggiata in un qualsiasi mercato rionale è una sana iniezione di allegria. E ci racconta lo spirito di una città e di coloro che la abitano.

Pillole di benessere

Contro l’ictus, misuriamo la pressione

Scritto il 30 March 2018 da Welly

Aprile è il mese di prevenzione dall’ictus; un’occasione per ricordare come il controllo periodico della pressione sia fondamentale a causa del ruolo rappresentato dall’ipertensione come fattore di rischio. 

Offerta del mese
Biochef Axis Cold!Il Meglio a Poco Prezzo!
Offerta del mese

 

BioChef Axis è il primo estrattore di succo orizzontale della marca australiana BioChef. La filosofia di questa casa produttrice consiste nell'offrire la più alta qualità al miglior prezzo.Robot da cucina: fa pasta (spaghetti e noodles), baguette, sorbetti, gelati, omogeneizzati, salse, latte vegetale, burro di frutta secca e molto altro!BioChef Axis Cold Press Juicer è un eccellente estrattore lento, masticatore orizzontale e robot da cucina.Tutte le parti mobili sono fatte in Tritan!

 

Vedi prodotto

Novità
Bio-mex Formato Maxii!!850g incluse 2 spugne speciali rettangolari
Novit del mese

 

Bio-mex .. Grazie ai suoi componenti naturali, biologici e degradabili e’ un aiuto indispensabile per la pulizia della casa e per la gastronomia, scioglie il calcare e il grasso dalle superfici.Ideale per la pulizia e la cura di: acciaio, alluminio, argento, oro, rame, ottone, smalto, stagno, vetro, plastica liscia, legno laccato, ceramica, piastrelle, wc, lavandini, vasche da bagno, lavelli, piani di cottura, pentole, scarpe da ginnastica!
Inoltre e’ anche economico perche' puo' essere un buon sostituto a molti detersivi!
Vedi prodotto

Prenota la tua vacanza benessere!

Cerca

http://www.benessere.com/aec/privacy.htm


copyright © 1999-2018 Vertical Booking S.r.l. - CONTATTI | PUBBLICITÀ | SHOPPING ON-LINE | COOKIE POLICY | PRIVACY

Vertical Booking S.r.l. - Piazza Pontida, 7, 24122 Bergamo (Italia)
CF/P.IVA 02657150161 | REA: BG-312569 | Capitale sociale 100000 € interamente versato