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LA FITOTERAPIA NELLA CURA DELLE MALATTIE DELL'INFANZIA

A cura di Anna Paola Tortora

I bambini sono naturalmente esposti al rischio di numerose affezioni. Le malattie di natura infettiva trovano generalmente risoluzione spontanea in breve tempo; non è raro, però, che genitori e medico di famiglia decidano di somministrare farmaci aggressivi per accelerare la guarigione del bambino. Sarebbe buona norma che il ricorso all’intervento terapeutico fosse meno frequente; in particolare la somministrazione di farmaci antibiotici, che dovrebbe invece essere limitato ai casi in cui l’organismo del piccolo paziente non riesce a combattere da solo la patologia.
La maggior parte delle patologie che affliggono i più piccoli hanno un decorso spontaneo senza lasciare conseguenze sulla salute del bambino. Complicazioni gravi, infatti, sopraggiungono solo quando la malattia si inserisce in una situazione di salute già compromessa. In tal caso è ovvio che il ricorso ad una terapia farmacologica mirata e aggressiva sia d’obbligo e più tempestiva possibile.
Per tutti gli altri casi, quelli in cui il ricorso ai farmaci è mirato ad alleggerire la condizione in cui si trova il piccolo paziente, il ricorso alla Fitoterapia, alla Gemmoterapia e all’Aromaterapia può essere particolarmente indicato, soprattutto nei più piccoli, poiché i farmaci d’origine naturale sono in grado di svolgere il compito di dare sollievo ad un fisico debilitato dalla patologia ma senza intossicare l’organismo del bambino, semplicemente agendo sui sintomi della malattia e apportando dei benefici.
Oltre il 40% dei medicinali attualmente in commercio e presenti sul prontuario contengono principi vegetali. Sono oltre 8000 i principi che compaiono tra i prodotti farmaceuticie oltre 500 di questi si ritrovano all’interno degli antibiotici.
Oggi la maggior parte degli alcaloidi sono prodotti di sintesi, ovvero chimici, ma se si analizzano le proprietà e i principi attivi delle varie specie vegetali ci si accorge che le piante inferiori sono grandi produttrici di principi antibiotici mentre da quelle superiori è possibile ottenere sostanze che inibiscono la crescita dei batteri.

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Quando si parla di medicamenti a base di principi vegetali è però importante sapere che spesso non è possibile isolare un unico principio attivo come responsabile delle proprietà guaritrici di una pianta. È infatti l’insieme dei principi di un vegetale e la loro sinergia a rappresentare l’arma vincente. Nonostante, come detto, molti dei farmaci di sintesi siano composti da principi di origine vegetale, è sempre preferibile, quando è possibile, adottare rimedi totalmente naturali per una serie di motivi: il primo è che le proprietà medicamentose risiedono proprio nella sinergia dei principi presenti nell’erba, risultato questo impossibile da ottenere con la medicina di sintesi; spesso i principi attivi benefici non sono riproducibili in laboratorio (è il caso ad esempio del biancospino o della foglia di eucalipto); in ultimo in alcuni casi le proprietà curative della pianta scompaiono nel processo di frazionamento e sintesi.
Sono vari i metodi che possono essere utilizzati per estrarre principi attivi dalle piante e altrettanti i preparati che si possono ottenere o trovare in commercio. Nelle prescrizioni è bene attenersi alla massima semplicità e – quando si parla di bambini – è fondamentale anche pensare al metodo di somministrazione migliore.
Gli oli essenziali possono essere somministrati puri, in quel caso versandone la quantità prescritta su una zolletta di zucchero o dentro un cucchiaino di miele, oppure diluiti. In questo secondo caso quando si parla di piccoli pazienti sono da escludere gli oli essenziali diluiti in alcol; l’unico eccipiente accettabile per i bambini è l’olio (preferibilmente l’olio d’uva). È possibile anche mescolare 3 o 4 oli essenziali ed inserirli in un gel dentro una capsula; metodo, però, poco adatto ai più piccoli. Nei bambini il metodo migliore di somministrazione degli oli essenziali è per via rettale: diluendo alcune gocce di oli essenziali in un cucchiaino d’olio, si immette la soluzione ottenuta all’interno di una microperetta auricolare. Questo metodo è sopportato benissimo e ha un’azione evidente. Meno efficaci le supposte.
Gli oli essenziali possono rivelarsi utili anche se assimilati dall’organismo per inalazione: in questo caso la prassi prevede di impregnare un batuffolo di cotone con qualche goccia di olio essenziale da far inalare al piccolo più volte al giorno. Stesso discorso può essere fatto aggiungendo qualche goccia di olio essenziale a dell’acqua bollente per fare dei fumenti. Per i neonati è consigliato versare una piccola quantità di olio direttamente sul lenzuolo dove sono soliti dormire, in modo che i principi attivi della pianta penetrino nell’organismo per inalazione. Le tisane sono meno usate e generalmente, salvo rari casi, sono utilizzate come coadiuvante della terapia; in più bisogna considerare che le tisane possono avere un sapore poco gradito per i piccoli pazienti. Utilizzando i principi attivi delle piante possono essere creati invece degli sciroppi composti da una miscela di acqua, zucchero e il principio medicamentoso della pianta.

DOSI E POSOLOGIA

Oli essenziali (OE)

Trattandosi di bambini, le dosi delle somministrazioni devono essere adeguate all’altezza e al peso oltre che calibrate sulla forza dei principi presenti nella pianta usata e l’intensità della patologia. Generalmente si diluiscono quantità variabili di oli essenziali a seconda dell’età del paziente (tra 0,5 e 5 g) in 45 ml di olio d’uva; fatta eccezione per lattanti, la posologia in questo caso si aggira intorno alle 15 gocce al dì poiché nel composto varia la quantità di oli essenziali. Altro metodo di somministrazione è quello che utilizza diluizioni in cui sono contenuti circa 3,5 g di oli essenziali in 45 ml di olio d’uva: in questo caso varierà la quantità di gocce somministrate a seconda dell’età. Per i bambini con età inferiore ad un anno è difficile che si somministrino oli essenziali per via orale. Per quanto riguarda la somministrazione rettale si diluisce una quantità variabile di gocce di olio essenziale in un cucchiaino d’olio al quale è possibile aggiungere una o due fiale di grani d’argento e grani di rame: si va avanti con una somministrazione per due o tre volte al dì per qualche giorno e poi si riduce ad una sola, la sera, per circa una settimana.

Tinture madri (TM)
Si somministrano da una a tre volte al giorno e anche in questo caso devono essere adattate all’altezza e al peso del paziente, al numero di somministrazioni giornaliere, alla pianta e alla durata della terapia: si va da un minimo di 2-10 gocce per i bambini con età inferiore all’anno e un massimo di 50 per gli adolescenti intorno ai 15 anni.

Macerati glicerici (Gemmoderivati)
Si usano spesso insieme o in sostituzione delle tinture madri e separatamente, ma non mescolate nello stesso flacone. Le dosi sono raddoppiate o triplicate rispetto a quelle che si usano per le TM.

Tisane
Solitamente si preparano versando una quantità che varia da un cucchiaino ad un cucchiaio di erbe in una tazza contenente acqua bollente lasciando il preparato in infusione coperto per 15-20 minuti. Le dosi di somministrazione variano da un cucchiaino di infuso per i neonati fino a 6 mesi di vita ad una tazza anche più volte al giorno per i bambini intorno ai 6 anni. Le dosi variano a seconda della pianta usata e della concentrazione dell’infuso.

LE PATOLOGIE

Il raffreddore è un’affezione virale banale e molto frequente, causa di molti fastidi, soprattutto per i più piccoli. Nonostante non si tratti di una patologia grave, non bisogna sottovalutarla poiché può degenerare in bronchiti, angine, otiti e tracheiti. Possono essere effettuate delle inalazioni secche di oli essenziali di rosmarino, geranio e salvia, nella dose di 2 g per pianta; a seconda dell’età, è possibile aggiungere al preparato anche 0,25 g di oli essenziali di timo e santoreggia. L’applicazione è semplice: è sufficiente che uno dei genitori bagni il proprio dito con la soluzione così ottenuta e ne spalmi una piccola quantità all’interno delle narici del piccolo ogni 3-5 ore. Con la stessa soluzione è possibile fare dei gargarismi e curare le otiti mediante batuffoli di cotone impregnati del composto.
Il rosmarino, da solo, possiede proprietà stimolanti e antispasmodiche; gargarismi a base di rosmarino aiutano a combattere le afte e l’aggiunta di decotto di rosmarino al bagno dentro una vasca fortifica i bambini più gracili.
Nel caso in cui il raffreddore degeneri in otite un consiglio è quello di somministrare dalle 5 alle 15 gocce per via orale di un composto che contenga 1g di OE di timo e 1g di OE di niauli (o gomenolo), 0,5g di santoreggia, il tutto diluito il 45ml di olio d’uva. Altra soluzione sono le gocce auricolari di una soluzione di 20ml di olio di iperico nella quale diluire 1g di OE di caieput (o cajeput, un olio con proprietà espettoranti e antiinfiammatorie, potente antisettico delle vie respiratorie, forse uno dei più efficaci in natura), 2g di OE di lavanda, 0,25g di OE di cannella e la stessa quantità di OE di timo. Inserendo nelle orecchie del bambino 2-3 gocce del composto, 3 volte al dì, per circa 5 giorni, l’otite guarirà senza complicazioni. La cannella contiene l’eugenolo che conferisce alla pianta proprietà antisettiche e antielmintiche (ovvero in grado di combattere la presenza di vermi e parassiti nell’organismo). Proprietà simili ha il timo, antisettico molto potente ma rispettoso delle mucose (al contrario delfenolo, meno forte e più irritante) e vermifugo: utilizzato per via orale, l’infuso di timo aiuta a guarire la pertosse, la bronchite e laringite acuta.

Sempre contro le laringiti è consigliato effettuare dei gargarismi fino a 5 volte al giorno con un infuso preparato facendo bollire per 3 minuti e lasciando in infusione per altri 20 un cucchiaino di foglie disalvia e uno di foglie di geranio dentro una tazza di acqua bollente; un cucchiaino di foglie di iperico e uno di fiori di bismalva lasciati in infusione 15 minuti possono allo stesso modo essere usati per fare dei gargarismi. Contro la tosse forte è consigliato lo sciroppo di ravanello nero oppure una soluzione composta da: 10ml di tintura madre (TM) di Inula helenium, 15ml di TM di Tussilago farfara, 10ml di TM di Veronica officinalis e infine 125ml di idrolato di tiglio da assumere nella dose di un cucchiaino ogni tre ore il primo giorno e poi dalle 3 alle 5 volte al dì nei giorni successivi.

L’influenza può essere molto fastidiosa e debilitante e può portare, nei più piccoli, anche importanti complicazioni; per evitare gli antibiotici è possibile adottare alcuni rimedi a base di piante. Si possono adoperare gli oli essenziali mescolando 1g di OE di cannella, 1g di OE di timo, 1g di OE di cipresso e 1g di OE di naiuli e 45ml di olio d’uva, il composto va mescolato e a seconda dell’età somministrato al bambino dalle 5 alle 15 gocce 3 volte al giorno per 3 settimane. Esistono poi oli ad azione più specifica che si possono mescolare al composto secondo le manifestazioni influenzali principali: se a risentire dell’infezione sono le vie respiratorie, sono consigliati eucalipto, pino, naiuli e timo; se invece la patologia si presenta sotto forma di influenza intestinale sono da preferire oli di cannella, timo e chiodi di garofano. I chiodi di garofano hanno proprietà benefiche per lo stomaco perché hanno proprietà carminative (tolgono l’aria che si accumula) e analgesiche, in più possiedono capacità battericide.
Mescolando in un recipiente 2g di OE di geranio, rosmarino e cipresso, possono essere preparati composti per inalazioni secche da ripetere dalle 5 alle 3 volte al giorno per tre giorni andando progressivamente a diminuire le somministrazioni. Infine: una tisana che si prepara facendo bollire un minuto in mezzo litro d’acqua due cucchiai di santoreggia (o timo), un pezzo di cannella in scorza, 2-3 chiodi di garofano; dopo aver lasciato riposare in infusione per 20 minuti, filtrare il composto e berne una tazza 3 volte al dì per 5 giorni.

La soluzione idroalcolica di papavero (Papaver rhoeas L.) è efficace contro l’insonnia e l’ansia infantili oltre che contro la tosse secca, le coliche addominali e la pertosse: dalle 20 alle 40 gocce in poca acqua tre volte al giorno. Proprietà antitosse, sedative, antisettiche e antispasmodiche ha il composto preparato mescolando: 60ml di TM di Drosera rotundifolia, 30ml di TM di Grindelia robusta e 35ml di TM di Anemone pulsatilla (dalle 10 alle 45 gocce in base all’età del bambino).

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Tipiche dell’età infantile sono le malattie cosiddette esantematiche. Sono vari gli approcci fitoterapici che possono essere tenuti in questi casi. Ad esempio nel caso della varicella può essere usata l’aloe, una pianta con proprietà cicatrizzanti, per disinfettare e favorire la cicatrizzazione delle bollicine oltre che per limitare il prurito.
Nel lattante, per combattere gli episodi di diarrea acuta, sono consigliate dalle 5 alle 10 gocce di tintura madre di Vaccinium myrtillus (mirtillo nero) fino a 3 volte al giorno: le foglie della pianta, infatti, contengono proprietà astringenti e sono adatte a combattere gli stati diarroici. Utili possono rivelarsi anche microclisteri (successivamente ad una scarica) con oli essenziali di cannella e timo (dalle 5 alle 20 gocce).

Contro le contusioni sono utili le tinture madri di arnica e calendula, dalle 5 alle 20 gocce per via orale, o altrimenti unzioni da ripetere tre o quattro volte al giorno subito dopo il trauma con un olio composto con: 15g di OE di lavanda, 5g di OE di rosmarino, 3g di OE di cipresso, 0,50g di OE di origano. Anche di fronte a una frattura la fitoterapia riesce ad intervenire, dapprima calmando l’infiammazione e in seguito favorendo la ricostruzione del tessuto osseo: il macerato gricerico (gemmoderivato) di ribes nigrum (ribes nero), da assumere dalle 20 alle 70 gocce tre volte al giorno, ha un’azione antinfiammatoria, simile a quella del cortisone. Il macerato glicerico di abete bianco (abies pectinata) aiuta la ricostruzione del tessuto delle ossa (le gemme della pianta infatti possiedono proprietà rimineralizzanti ed essa è particolarmente indicata negli adulti affetti da osteoporosi e bambini che soffrono di ritardi nel consolidamento delle fratture).

Bibliografia
- Bouhours J., La salute del bambino con le piante, Giunti Martello, 1985, Città di Castello;
- Sarandrea M., Culicelli W., Dall’abete allo zafferano. Atlante e schede di cento piante officinali italiane, 2009, Edizioni Grafiche Ambrosini;
- Schauenberg P., Paris F., Le piante medicinali, Newton Compton Editori, 1977, Città di Castello.

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