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LA FITOTERAPIA NELLA CURA DI NASO, GOLA E ORECCHIE

A cura di Anna Paola Tortora

Quando si parla di patologie del distretto otorinolaringoiatra, si fa riferimento a tutte le malattie che colpiscono naso, gola e orecchie. Spesso si tratta di affezioni non gravi, seppure fastidiose, derivanti da infiammazioni che nella maggior parte dei casi sono affrontabili con farmaci locali e senza il ricorso a terapie invasive. Sempre più frequente, però, è l’abuso di antibiotici o di pazienti che spesso tendono ad affrontare le malattie dell’apparato “autoprescrivendosi” farmaci non indicati e che spesso, anziché debellare l'infezione, finiscono invece per aggravarla. Una valida alternativa, in questo senso, può essere rappresentata dai cosiddetti antibiotici naturali, derivati dalle piante.
Il ricorso alla fitoterapia è dunque consigliato per affrontare con successo i fastidi derivanti dall’infiammazione del tratto otorinolaringoiatra ma ciò non vuol dire che i sintomi debbano essere trascurati: una visita medica, anche a fronte di semplici affezioni, è utile per accertarsi che manifestazioni come dolore, catarro, tosse o raucedine non nascondano la presenza di patologie più importanti che richiedano una cura specifica mediante farmaci di sintesi.

Naso
Le affezioni più comuni sono quelle del naso, affetto spesso da riniti e altre patologie che possono essere curate con l’uso delle piante. Le riniti (raffreddori) possono essere di origine infiammatoria o anche allergica. Nel caso in cui sia un’infiammazione a causare il fastidio, è utile un lavaggio delle fosse nasali con della soluzione fisiologica iniettata all’interno delle narici con perettine di gomma. Un consiglio: scaldare leggermente il liquido in modo da abbinare alla pulizia del setto un’azione decongestionante che liberi il naso dalla sensazione di ostruzione tipica dell’affezione.
Quando si è in presenza di una rinite acuta – il tipico raffreddore – per combattere la stenosi nasale (senso di "attappamento") e la rinorrea (la fuoriuscita di muco), si possono bere delle tazze di un infuso preparato con borage (30 g), agrimonia (30 g) e timo (40 g). L’agrimonia combatte le infiammazioni di bocca e gola mentre il timo combatte le malattie da raffreddamento: contro le riniti sono utili le inalazioni del vapore balsamico del timo oppure bere delle tazze dell’infuso della pianta ottenuto facendo bollire 5-10 g di foglie di timo in 250 ml di acqua; con l’infuso è possibile anche fare dei gargarismi contro il raffreddore.

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Per i più piccoli contro le riniti sono indicate inalazioni secche di olii essenziali di rosmarino, geranio e salvia (2 g per pianta): si spalma la soluzione sotto il naso del piccolo per dare sollievo dalla sensazione di stenosi.
Un uso eccessivo di farmaci di sintesi contro la rinite può portare spesso alla comparsa di riniti croniche contro le quali un ottimo alleato è rappresentato dalle gocce nasali a base di melaleuca (tea tree oil) il cui olio essenziale neutralizza funghi, batteri e virus. Quando la rinite è allergica il consiglio è prima di tutto quello di allontanarsi dalla fonte dell’allergia e poi assumere farmaci antistaminici. Quelli di sintesi, però, presentano tutta una serie di effetti collaterali di cui le piante invece sono prive: una soluzione contenente pino (1,5 g di O.E.), cipresso (3,5 g di O.E.) e macerato glicerico di ribes nigrum (90 g) può aiutare molto, come anche infusi con sambucus nigra, plantago major e timo.

Gola
Le faringiti, le tonsilliti e le laringiti, sono le classiche affezioni del cavo orale che, nonostante non presentino gravità elevata, possono portare a forme croniche e fastidi non indifferenti. Sono molte le cause di queste patologie, da quella virale batterica a quella allergica ecc…
La terapia dovrà essere stabilita solo dopo aver accertato l’origine dell’infezione. In ogni modo il 60% delle tonsilliti e delle faringiti è di origine virale e per questo la fitoterapia da sola può portare alla guarigione. Il propoli e la tintura madre estratta da esso sono ottimi per fare dei gargarismi mentre come terapia per bocca si possono prendere dalle 50 alle 80 gocce di una miscela di tinture madri di echinacea (30 ml), agrimonia (30 ml) e propoli (40 mg). Il propoli, in particolare, ha proprietà antibatteriche e antiflogistiche e la sua azione risulta efficace proprio sull’apparato respiratorio; anche l’echinacea possiede proprietà antinfiammatorie ed è indicata nella cura delle infezioni recidivanti dell’apparato respiratorio oltre ad essere uno stimolante delle difese immunitarie. L’essenza di niaouli è particolarmente indicata nelle tonsilliti recidivanti.
Non necessitano di terapia antibiotica e tendono a risolversi in fretta tutte le laringiti tipiche del periodo invernale caratterizzate da febbre, mal di gola, abbassamento della voce. Utili possono rivelarsi in questo caso delle tisane a base di altea, pianta dalle virtù espettoranti e decongestionanti: per le infiammazioni della gola è possibile bere un infuso preparato con 2 g di altea in 100 ml di acqua, fino a tre tazze al dì; la pianta può essere poi utilizzata in associazione con il sisymbrium officinale (pianta dalle proprietà antinfiammatorie, emollienti e antispastiche particolarmente adatta per combattere le infiammazioni della gola) e la liquirizia, che possiede doti emollienti, antinfiammatorie ed espettoranti. Anche malva e timo aiutano a combattere le laringiti come anche vari oli essenziali, ad esempio quello di lavanda. Sempre contro le infiammazioni della laringe un buon risultato si può ottenere con la salvia, il geranio per fare un decotto per i gargarismi come anche iperico e fiori di bismalva. La salvia infatti possiede proprietà antinfiammatorie ed espettoranti mentre l’iperico, oltre ad essere un antinfiammatorio, possiede anche proprietà calmanti.

Orecchie
L’orecchio è l’organo più complesso tra quelli dell’apparato otorinolaringoiatra. Può essere interessato da diverse patologie a seconda della profondità dell’infezione (orecchio interno – orecchio esterno) e le affezioni che possono colpirlo sono di differente natura. L’orecchio, infatti, può presentare problemi a livello superficiale, dermatologico, o patologie più importanti che possono arrivare a compromettere nei casi più gravi il senso dell’udito.
La parte esterna dell’orecchio è composta da padiglione auricolare e condotto uditivo esterno. Le patologie che possono interessare questa parte dell’organo sono varie. Una di queste è l’otomicosi causata da un fungo che attacca il derma della zona; l’infezione tende a cronicizzarsi facilmente e alterna momenti di apparente guarigione con fasi acute. Colpisce di norma un solo orecchio e la terapia è principalmente topica. Una corretta detersione della parte è fondamentale ma poi la fitoterapia può aiutare notevolmente a risolvere la problematica: le erbe efficaci contro l’otomicosi sono la salvia, l’origano e le foglie del noce da frutto: una miscela di 200 mg di O.E. di origano, 150 mg di O.E. di salvia e 30 ml di macerato glicerico di gemme di noce da frutto (gemmoterapico) applicata sulla parte interessata fino a tre volte al giorno, dalle 3 alle 5 gocce a volta, può portare alla guarigione dell’affezione. Una volta ottenuto il risultato, però, si renderà necessaria una terapia di mantenimento che consiste nel proseguire la cura per almeno 15 giorni dopo la scomparsa dei sintomi. L’origano è una pianta dalle proprietà toniche e antisettiche come anche la salvia, che possiede in più doti antinfiammatorie; le foglie del noce invece hanno proprietà depurative, astringenti e antibatteriche, in particolare le gemme con le quali si produce il macerato glicerico che, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie, è anche antidermopatico. Il prodotto è per questo indicato contro tutte le affezioni cutanee e le otiti croniche. Anche gli eczemi della parte esterna dell’orecchio possono essere curati con l’aiuto delle piante. In questo caso le droghe maggiormente utilizzate sono il rosmarino, il cipresso, la melissa e i gemmoderivati di cedro del libano e ribes nigrum: in particolare il cedro è efficace contro le dermatosi secche e pruriginose mentre il ribes nigrum è un potentissimo antinfiammatorio naturale ed è per questo considerato alla stessa stregua dei cortisonici di sintesi. Una miscela di questi due gemmoderivati diluita in alcol a 90° insieme agli oli essenziali di rosmarino, cipresso e melissa, è un rimedio antinfiammatorio e antistaminico eccellente per uso interno (30-40 gocce prima dei pasti). Esternamente è possibile applicare, come coadiuvante, il decotto di viola del pensiero sulla zona interessata facendo degli impacchi con il liquido ottenuto facendo bollire 6 g della pianta in 100 ml di acqua.
Contro le otiti sono vari i rimedi offerti dalla natura, secondo la gravità della patologia e del tratto del condotto uditivo interessato. Quando l’infiammazione è esterna, oltre alla pulizia della parte, è consigliato un trattamento locale a base di calendula, echinacea e agrimonia: le tinture madri di queste erbe disinfettano e svolgono sulla zona un’azione antinfiammatoria. Valide alternative sono le gocce a base di chiodi di garofano – che svolgono un’azione antimicrobica – oppure per bocca 2 capsule di estratto secco al giorno contenenti timo (40 mg), cipresso (20 mg) e arpagofito (400 mg). Quest’ultimo, detto anche artiglio del diavolo, ha dimostrato un’efficacia ottima nella cura di tutte le affezioni che provocano dolore causato dalla presenza di un’infiammazione, oltre a donare al paziente che ne fa uso una sensazione di benessere generale e di vitalità. Spesso alle forme più gravi di otite è associata la fuoriuscita di liquido dal condotto uditivo ma anche di forme catarrali più o meno importanti. In questo senso un aiuto considerevole è fornito proprio dal timo che ha proprietà anticatarrali, antisettiche e revulsive. Quest’ultima proprietà consiste nello stimolare la circolazione sanguigna nella zona interessata da un’infezione (in particolare sugli strati superficiali della pelle) e ha un buon effetto quando lo scopo è decongestionare un organo.
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Sempre per combattere le otiti più gravi è possibile utilizzare gocce nasali contenenti efedrina (un alcaloide contenuto nelle piante del genere Ephedra) ed eucaliptolo diluiti in olio d’oliva; l’eucalipto possiede infatti proprietà balsamiche, sedative e antisettiche e trova ambito d’applicazione ampio nella cura delle patologie del tratto otorinolaringoiatra come anche catarro laringeo, asma, bronchiti e febbri intermittenti e leggere. Altre piante con azione antinfiammatoria e decongestionante sono ananas, propoli e macerato glicerico di rosa canina. È possibile utilizzare anche delle gocce auricolari a base di olio di iperico (20 ml) nel quale diluire 2 g di O.E. di lavanda, 0,25 g di O.E. di cannella e 0,25 g O.E. di timo nella cura delle otiti dei bambini; anche un composto contenente 1 g di O.E. di timo, 1 g di O.E. di niauli (o gomenolo), 0,5 g di santoreggia diluiti in 45 ml di olio d’uva somministrato per via orale aiuta a guarire l’otite e a donare sollievo ai più piccoli.
L’orecchio, come tutti gli organi del corpo, va incontro ad invecchiamento con conseguente calo dell’udito che peggiora con l’avanzare dell’età. Contro questo fenomeno fisiologico e biologico è impossibile intervenire in modo definitivo ma è possibile, tuttavia, utilizzare delle piante che ritardino i sintomi: una compressa di estratti secchi di aglio (150 mg), ginkgo biloba (150 mg) e carciofo (200 mg) 3 volte al giorno. L’estratto secco di aglio combatte l’invecchiamento dei tessuti, in particolare aumenta l’elasticità delle arterie e riduce la deposizione di grassi al loro interno combattendo quindi anche l’arteriosclerosi. Una ridotta capacità uditiva può derivare anche da traumi acustici, da affrontare secondo l’entità del danno: in questi casi, buoni risultati possono essere ottenuti utilizzando, come coadiuvanti ad una terapia farmacologia, piante come la passiflora e il ginkgo biloba.

Bibliografia
- Briscese M.L., Manuale di fitoterapia. Misteri e poteri delle piante, Editrice Pisani, 2004, Isola del Liri (Frosinone);
- Bouhours J., La salute del bambino con le piante, Giunti Martello, 1985, Città di Castello;
- Firenzuoli F., Fitoterapia in otorinolaringoiatria. Come utilizzare le piante medicinali nella cura delle malattie dell’orecchio, del naso e della gola, Tecniche Nuove, 1993, Milano;
- Sarandrea M., Culicelli W., Dall’abete allo zafferano. Atlante e schede di cento piante officinali italiane, 2009, Edizioni Grafiche Ambrosini.

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