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INFLUENZA A: COS’È, COME DIFENDERSI

A cura di Maura Peripoli

Il termine influenza suina (dall’inglese swine) indica l’influenza provocata dalla trasmissione di un virus (Orthomyxovirus) dai suini all’uomo. Generalmente questa malattia colpisce i maiali (da cui il nome) e normalmente gli esseri umani non vengono colpiti anche se i dati riportano 12 casi di contagio negli Stati Uniti (dal 2005 al 2009) relativi a persone che erano state a contatto con i suini. Chiamata influenza A/H1N1, dal mese di aprile 2009 questo tipo di virus ha contagiato gli esseri umani ed è stata dimostrata la sua diffusione tra di essi, anche se non sono ancora disponibili dati certi che indichino la semplicità o meno del passaggio del virus da un essere umano all’altro.

L’influenza A, considerata una nuova pandemia (il termine indica che l’influenza è presente contemporaneamente in più parti del mondo, a prescindere dalla stagione) è arrivata a distanza di 41 anni dall’ultima, “la Hong Kong” del 1968.
Il virus A/H1N1 è il prodotto di otto geni che provengono da tre specie diverse (suina, aviaria e umana) i quali combinandosi insieme, hanno dato vita al quarto virus pandemico ( i precedenti sono quello della Spagnola del 1918, quello dell'Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968). L’H1N1, composto da parti di virus suino, aviario e umano è giunto dall’occidente e in pochissimo tempo si è diffuso in cinque continenti: America, Europa, Oceania, Asia e Africa, soprattutto attraverso i viaggi aerei, favorito dal freddo dell’inverno. Secondo i ricercatori dell'Università di Pittsburgh, il virus apparve per la prima volta nel 1918 e con il trascorre degli anni ci sono stati periodi alternati di diffusione e di recessione e dal 1977 il virus accompagna l'influenza stagionale. È stato l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a dare un nuovo nome alla febbre che dai suini ha contagiato l’uomo. Esistono tre sottotipi del virus che causa l’influenza: A, B, C. Il virus “imputato”, quello che ha provocato l’influenza e quindi la trasmissione da suino a uomo, appartiene al sottotipo A, ecco quindi spiegata la sigla A/H1N1.

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Origine e trasmissione del virus
I primi focolai di infezione sull’uomo sono stati accertati ad aprile 2009 in Messico e il numero dei casi, delle morti accertate e la trasmissione da uomo a uomo hanno fatto salire notevolmente il livello di allarme. Attualmente sono stati registrati anche casi sporadici (da accertare) in altri paesi americani. A seguito dei nuovi casi di infezione nell’uomo, il 24 aprile 2009, L’Oms ha messo in allerta i governi sui possibili rischi legati alla diffusione di questa nuova influenza e al suo potenziale pandemico, elevando il “livello di attenzione”. Attualmente tale livello è a 6 (limite massimo) proprio a causa del nuovo aumento di casi in numerosi Paesi del mondo, anche se si è tenuto a precisare il carattere “moderato” di questa pandemia, così come è stato anche dichiarato dal Vice Ministro della Salute Ferruccio Fazio, il quale ha piuttosto sottolineato che lo stato di allerta non deve essere rivolto tanto alla gravità clinica dei sintomi, quanto alla grande diffusione geografica del virus. In Italia è stata istituita un’apposita unità di crisi per “controllare” e prevenire l’influenza A/H1N1 ed è stato avviato un piano, concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea, per dare risposte e contenere la pandemia influenzale. Inoltre è stata anche rafforzata una rete di sorveglianza epidemiologica e virologica (tramite la raccolta di informazioni e campioni virali) in modo da poter riconoscere tempestivamente i casi di influenza (rete Influnet), ed adottare quindi efficaci misure di sanità pubblica. A tal fine sono state allertate in ogni regione d’Italia, tutte le strutture di ricovero in generale e quelle specifiche per malattie infettive in particolare. Nella circolare del 27 luglio 2009, è possibile trovare quindi, le principali informazioni per gli operatori, con le indicazioni per la prevenzione, la sorveglianza e il controllo della nuova influenza da virus influenzale A/H1N1. La trasmissione può avvenire attraverso piccole particelle di saliva disperse nell’ambiente con starnuti e colpi di tosse.

Il virus H1N1 è stato definito pandemia influenzale, che significa?
Il termine pandemia (dal greco antico pan-demos, “tutto il popolo”) è un’epidemia caratterizzata dalla veloce diffusione di un’infezione in più parti del mondo, con un elevato numero di casi gravi appartenenti a tutti i gruppi di età e una mortalità elevata. La pandemia è differente dalle influenze stagionali perché, mentre queste ultime sono generate da sottotipi di virus influenzali già esistenti, le pandemie sono causate da sottotipi virali nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. Tuttavia, la comparsa di un nuovo ceppo virale non è caratteristica sufficiente di per sé a causare una pandemia:occorre anche che il nuovo virus sia in grado di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace.

Categorie a rischio
Si è venuta affermando la falsa convinzione che ad essere contagiati dalla nuova influenza, siano solo le persone con un quadro clinico compromesso: il virus H1N1 può colpire chiunque ma può portare complicazioni solo in caso di una pregressa malattia. Come accennato, questo tipo di influenza “attacca” molto meno le persone anziane e i bambini, ma il motivo di ciò è da ricercare nel fatto che generalmente queste due categorie di persone, ogni anno, vengono preventivamente vaccinati contro l’influenza stagionale e questa “protezione” sembra essere in grado di rendere minore la possibilità di un eventuale contagio. È importante sapere anche che l’alimentazione a base di carne suina, non aumenta le probabilità di contrarre l’infezione che viene trasmessa da uomo a uomo per via aerea, esattamente come tutte le influenze comuni.

I sintomi
I sintomi da tenere sotto controllo sono quelli di una normale influenza: febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari, mal di testa e senso di spossatezza; solo in alcuni casi anche nausea, vomito e diarrea. Come in tutte le influenze, il contagio può avvenire da un giorno prima fino a una settimana dopo la comparsa dei sintomi. A seconda delle zone però, i disturbi possono essere diversi: nella zona di origine dell’infezione (Messico), il tratto più caratteristico del virus è una sintomatologia legata ad infezioni respiratorie, negli Stati Uniti invece “prevalgono” vomito e disturbi gastroenterici. Ma i casi più comuni sono rappresentati da febbre di diversa intensità, sonnolenza, malessere, scarso appetito e cefalea, associati spesso a raffreddore, tosse e mal di gola. Qualora dovessero comparire questi sintomi, sarà opportuno consultare tempestivamente un medico.

Come riconoscere l’influenza A
Come riconoscere il virus H1N1 dagli altri “normali” virus stagionali? Il pediatra Italo Farnetani ha ideato un vero e proprio “influenzometro”, un test a punti per riconoscere i sintomi dell'influenza e non confonderla con la “suina” o altre. Dopo essersi muniti di carta e penna, si legge il testo e quando il sintomo corrisponde al proprio disturbo, si segna il punteggio che riportato accanto: alla fine, se il punteggio è uguale o superiore a 130, è influenza, se è inferiore a questa cifra, si può stare tranquilli.

Aggressività del virus
I casi registrati fino ad oggi, si sono dimostrati piuttosto lievi e la guarigione completa è arrivata in una settimana. Le morti di cui si ha avuto notizia, sono relative a persone con problemi respiratori e già indebolite da altre malattie; anche se per alcuni casi apparentemente normali nei quali sono avvenuti decessi, gli esperti non hanno ancora trovato una spiegazione. Secondo l’Oms, i casi più critici, riguarderebbero al momento le persone più anziane. Attualmente c’è ancora confusione circa il quadro complessivo della malattia le cui caratteristiche sono difficili da prevedere considerando che l'epidemia è appena all'inizio: quali sono le fasce d'età più colpite, la media dei casi e la media dei casi fatali, la durata e il numero di eventuali ondate, le eventuali complicanze. Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta attuando una capillare e costante sorveglianza e raccomanda, per evitare ulteriori contagi, di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, specialmente se si frequentano luoghi affollati.

Con quali farmaci si cura l’influenza A?
Per combattere l’influenza, andrà bene l’utilizzo di comuni antivirali come l'Oseltamivir la cui efficacia però non è del tutto dimostrata (in occasione dell’influenza del 2008, questo antivirale si è dimostrato buono nel 90% dei casi); mentre gli esperti danno via libera allo Zanamivir che si è dimostrato risolutivo anche nella “normale” influenza. Occorre anche dire che la guarigione avviene in genere senza grossa difficoltà, i sintomi infatti regrediscono in 2–4 giorni e il tasso di mortalità, attualmente, è assolutamente basso (0,9%) ancora minore rispetto alle influenze stagionali.

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La situazione in Italia
Attualmente in Italia sono 1.800 i casi di influenza da virus A/H1N1; il Ministero del Welfare a tale proposito, afferma che il numero dei contagi è assolutamente in linea con quanto ci si aspettava e conferma che la campagna di vaccinazione in Italia andrà ad immunizzare circa il 40% della popolazione e inizierà presumibilmente quando il vaccino sarà disponibile (a partire da ottobre 2009). La produzione è già iniziata e si stanno attendendo i testi clinici per verificarne sicurezza ed efficacia. Inoltre il Ministero sta definendo con le regioni, le modalità operative per eseguire i vaccini ed è stato presentato un piano che verrà reso pubblico, dopo l’approvazione dell’Unità di crisi. I primi ad essere vaccinati saranno gli anziani e le persone con patologie pregresse. Successivamente il vaccino verrà somministrato alla popolazione compresa nella fascia d’età che va dai 2 ai 27 anni poiché i dati resi noti da aprile ad oggi, dimostrano che la malattia “predilige” questa categoria di persone e tra di essi quindi è più facile la trasmissione.

Vaccini: a che punto siamo?
In base ai piani in corso, per la produzione del vaccino, la sua fase di sviluppo dovrebbe concludersi entro il mese di ottobre 2009. Il Ministero del Welfare dovrebbe quindi avere a disposizione 48 milioni di dosi di vaccino pandemico. La prima fase della campagna di vaccinazione contro l’influenza A/H1N1 dovrebbe iniziare entro la prima metà di novembre 2009 e verrà rivolta ad 8 milioni di persone, iniziando dalla categorie più “esposte”: le donne incinte, i lavoratori del settore sanitario e le persone con problemi medici cronici. Il vaccino verrà distribuito gratuitamente attraverso la rete dei pediatri e dei medici di base e sono previste per ogni persona, due dosi e quindi due somministrazioni a distanza di un mese l’una dall’altra.

Il vaccino influenzale è efficace al 100%?
Innanzitutto occorre dire che l’efficacia del vaccino può essere riscontrabile a distanza di alcune settimane dalla sua somministrazione: questo significa che la “protezione” dall’infezione non inizierà subito. Bisogna anche tener conto che un vaccino influenzale non “garantisce” l’immunità nel 100% dei casi, ma offre garanzie solo nel 50–60% e quindi si può essere colpiti dal virus e ammalarsi anche se ci si è sottoposti al vaccino. Nonostante ciò, gli esperti di tutto il mondo sono concordi sul fatto che il vaccino rimane comunque la migliore arma contro i virus influenzali e, quindi, anche contro il virus della nuova influenza perché in ogni caso “garantisce” una certa copertura.

Uso inadeguato di farmaci antivirali
Attenzione ad assumere farmaci antivirali senza essere stati contagiati dall’influenza, in particolar modo senza prescrizione medica: ciò potrebbe dar luogo a tutta una serie di effetti collaterali. Oltre a nausea e vomito, disturbi “tipici” di questi farmaci, usare gli antivirali senza averne effettivo bisogno, potrebbe favorire la comparsa di virus resistenti. In questo modo, si creerebbe un danno non solo per la propria persone, ma anche per tutta la comunità.

Il vaccino ha effetti collaterali?
Attualmente sono in corso alcuni test dai quali emergeranno dati in grado di spiegare se esistono particolari effetti collaterali rispetto alla somministrazione del vaccino, soprattutto per proteggere i più piccoli, anche se al momento nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci. Naturalmente gli antivirali andranno utilizzati solo su prescrizione medica, per casi gravi e persone in cattive condizioni di salute. In ogni caso, chi deciderà di vaccinarsi dovrà firmare un consenso informato che illustri con precisione benefici e rischi anche alla luce del fatto che, nel Regno Unito, il 18% dei bimbi in età scolare, ai quali è stato somministrato l’antivirale Oseltamivir in occasione dell’influenza A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% gastroenterici.

Le donne incinte rischiano più delle altre?
Il Comitato per la sicurezza della salute dei 27 paesi dell’Unione Europea, raccomanda di vaccinare in via prioritaria, le donne in gravidanza, che rappresentano una delle categorie più a rischio di complicazioni in caso di contagio, e di ricovero in ospedale.

Esistono restrizioni per i viaggi all’estero?
Per il momento non ci sono particolari problemi per quanto riguarda i viaggi internazionali anche se per le persone con malattie croniche (diabete, asma, tumori, stati di immunodeficienza) è sconsigliato viaggiare. Chi ha sintomi che in qualche modo possono essere collegati ad un’infezione da virus H1N1, dopo un viaggio internazionale, dovrà comunque rivolgersi ad un medico e a tale proposito, sono stati allertati gli Uffici di sanità marittima e aerea di frontiera del Ministero, presenti nei porti e negli aeroporti, affinché attivino misure di sorveglianza straordinaria e siano in grado di fornire informazioni ai viaggiatori internazionali diretti o provenienti dai Paesi interessati all'epidemia.

Perché l’OMS definisce moderata la pandemia influenzale A H1N1?
La maggior pare delle persone che hanno contratto la nuova influenza, sono guarite senza terapia farmacologica e ricovero ospedaliero. Inoltre, i Servizi sanitari dei Paesi colpiti dalla nuova influenza sono riusciti a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Attualmente l’influenza A, anche se si dimostra particolarmente contagiosa, ha tuttavia causato, in persone sane, sintomi leggeri facilmente risolvibili, s
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