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KINESIOLOGIA E MAL DI TESTA

A cura di Anna Paola Tortora con la consulenza del Dott. Ottavio de Clemente e della Dott.ssa Angela Savino

Il mal di testa, o cefalea, è uno dei disagi più comuni, riconducibile a varie cause e trattabile con vari rimedi, alcuni dei quali efficaci nell'immediato - agendo solo sul dolore - e altri mirati alla sua risoluzione. La Kinesiologia è una pratica olistica che consente di intervenire alla radice del problema, cioè l'alterazione di equilibri all'interno dell'organismo, mettendo in atto una serie di tecniche finalizzate alla rimozione delle cause della patologia.

Le cause del mal di testa

Le varie ossa che compongono il cranio sono interconnesse da articolazioni dette "suture". Il cervello, a sua volta, è ricoperto da vari "strati" di tessuti di protezione, uno dei quali è la dura madre che si trova sotto le ossa del cranio ed è la parte più spessa ed esterna delle meningi, presente lungo tutta la spina dorsale fino all'osso sacro, ricoprendo il midollo spinale fino al coccige. All'interno dello strato che separa la materia grigia dalle ossa del cranio, scorre il liquido cefalorachidiano (detto anche "liquor") il cui fluire a intervalli regolari è alla base della “respirazione cranio-sacrale”. Il suo movimento è scandito da intervalli e pulsazioni regolari, al ritmo di circa 8-12 al minuto. La sua funzione è quella di pompare il liquor verso barriere filtro, in modo da proteggere il cervello e reagire in conseguenza alle modifiche che avvengono nell’ambiente esterno.
Ogni alterazione dell'equilibrio del liquor può portare alla comparsa di problematiche di differenti entità a gravità crescente, tra le quali, appunto, il mal di testa. Le cause che possono portare a questo squilibrio sono molteplici e dunque prima di iniziare qualsiasi trattamento è necessario discernere e indagare lo stato di salute di due macro aree dell'organismo: quella sistemico-metabolica e quella strutturale. Nel primo caso l'origine del problema potrà essere individuata nei visceri o in un altro organo, nel secondo caso in un deficit muscolare o osseo. In entrambi i casi, il disturbo può provocare un "effetto domino" che determinerà poi l'esistenza di più concause contemporaneamente. Il lavoro del kinesiologo sarà quindi quello innanzitutto di dialogare con il paziente, per arrivare a una corretta ed approfondita anamnesi, trovare la ragione primaria del mal di testa e affrontare in modo globale la problematica.

Problematiche di tipo viscerale
In seguito al malfunzionamento di un organo, all'interno del corpo e dei suoi vasi possono iniziare a circolare tossine e agenti inquinanti. Questo avviene generalmente quando, per qualche ragione, l'organismo non è in grado di espellerli come fa normalmente. Un esempio è rappresentato da una patologia, apparentemente banale, come la stitichezza; essa è il risultato del rallentamento del transito delle feci all'interno dell'intestino, con conseguente ristagno del materiale fecale all'interno del colon e produzione di tossine che vengono assorbite dal sangue. Una parte di esse viene eliminata grazie all'azione del fegato, altre invece restano nella circolazione sanguigna, aumentando la quantità di tossine in circolo. Alcune di queste tossine hanno il potere di superare la barriera encefalica: una volta in circolo, dunque, possono arrivare ad alterare lo stato di salute del liquor (che deve essere fisiologicamente purissimo) determinando la comparsa del mal di testa.
Non è detto che un problema viscerale non possa causarne uno strutturale: è il caso, anche questa volta, dell'infiammazione dell'intestino che, attraverso il tessuto fasciale - viscerale e muscolare - che circondano l'organo, può contaminare e irritare anche le aree muscolari lombari della schiena, rendendosi responsabile di problematiche strutturali di vario genere.
In breve: quando la naturale funzionalità biologica di grandi apparati è, per qualche motivo, ridotta o ferma, è necessario intervenire prima che si inneschino all'interno dell'organismo reazioni a catena globali delle quali un sintomo è, appunto, il mal di testa.

Problematiche di origine strutturale

Anche i disagi posturali possono portare alla comparsa di mal di testa ove il fluire del liquor viene così messo a dura prova. Ad esempio: trascorrere troppo tempo seduti, magari davanti al monitor di un computer, è una condizione che rischia di "stressare" più di un distretto dell'organismo, dagli occhi al collo, dai muscoli della parte alta del corpo all'osso sacro.
Anche assumere una postura anomala all'altezza dell'articolazione tra l’atlante e l’epistrofeo (le due vertebre cerebrali che mantengono in stabilità il cranio) può portare alla compromissione di una funzione molto importante: l'atlante-epistrofeo, infatti, oltre a sorreggere la testa, mette in collegamento quest'ultima con le restanti vertebre cerebrali. Un problema a carico dell'atlante epistrofeo può determinare un'ostruzione: il flusso del liquor all'interno del canale rallenta e le tossine non vengono espulse correttamente. Questa condizione si riflette immediatamente sui nervi del cranio dando luogo alla comparsa di mal di testa, irritazione del trigemino o problemi a carico della vista.
L'elenco delle cattive posture che possono mettere a repentaglio la salute del liquor non finisce qui. Contratture anomale di muscoli come il trapezio, deltoidi (anteriore, posteriore e medio), muscoli pettorali o scapolari, possono portare a condizioni dolorose e all'assunzione di posizioni antalgiche e di compenso con relativo danno strutturale e posturale. In questo caso il mal di testa conseguente è la classica cefalea muscolo-tensiva che solitamente si localizza sulla nuca.
Problematiche a livello strutturale possono essere determinate anche da traumi o incidenti. Un esempio su tutti è il cosiddetto "colpo di frusta" che si verifica in seguito ad un tamponamento tra automobili. Esso può essere posteriore o laterale e può causare un disallineamento della struttura i cui sintomi possono emergere anche a molto tempo di distanza dell'episodio. Ciò avviene perché ad un certo punto l'organismo slatentizza la patologia, ovvero quelli che vengono definiti "sistemi tampone" (i meccanismi compensativi che il corpo mette in atto per sopperire all'asimmetria della propria struttura) vengono meno, facendo emergere la disfunzione.
Problematiche a carico dell'articolazione temporo-mandibolare con conseguente danno all'occlusione e alla masticazione, mal di testa anomali e frequenti, problemi di vista, sono solo alcune delle conseguenze di traumi non affrontati correttamente. Per evitare che ciò accada il consiglio è di verificare con l'aiuto di un osteopata o un terapista cranio-sacrale lo stato di salute della struttura muscolo-scheletrica ed eventualmente riportarla in asse, qualora questa condizione sia venuta a mancare.

Problematiche a carico dell'ATM

Ad influire negativamente sul cranio sono anche i disturbi a carico dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM). Malocclusione, bruxismo e squilibri delle due ATM possono portare facilmente alla comparsa di mal di testa. Esercizi di allungamento muscolare, stretching e dislocazione della mandibola, operati da un kinesiologo esperto o sotto la sua guida, intervenendo sul disturbo dell'ATM possono rivelarsi molto utili nel combattere l'emicrania in soggetti che ne soffrono in modo ripetuto nel tempo. Alleviare le tensioni che interessano la muscolatura facciale aiuta a preservare anche la salute del liquido cefalorachidiano.

Problemi di origine psicologica

Non sono da sottovalutare, poi, tutte le problematiche viscerali e strutturali determinate dalla somatizzazione di disagi di origine psicologica. Il forte stress può rendersi responsabile di irritazioni di stomaco e intestino, come anche di contratture della parte alta del corpo (spalle, trapezio e muscoli facciali). Tutte problematiche già affrontate nei paragrafi precedenti che hanno un ruolo preminente nella comparsa di mal di testa ricorrenti.

L'importanza del colloquio con il paziente: l'anamnesi
La Kinesiologia è una tecnica diagnostica e terapeutica che tiene in considerazione, mantenendole sullo stesso piano, tre aree fondamentali: quella biochimica, strutturale e psicologica. Per indagare problematiche di organo o di muscolo, il terapista impiega il test kinesiologico: interrogare il corpo, osservando e registrando le sue reazioni, fornisce una risposta che va al di là della storia clinica del paziente. Questo non significa che si debba sottovalutare il colloquio con il soggetto. Anzi, raccogliere un'anamnesi completa è indispensabile per ottenere un quadro completo della sua condizione. 

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