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LA TERAPIA OMEOPATICA PER L’IMPOTENZA 1/2

A cura di Marta Chiappetta

La disfunzione erettile, comunemente definita impotenza, è l’incapacità di raggiungere o di mantenere l’erezione durante il rapporto sessuale. L’erezione rappresenta la fase finale di una serie di eventi complessi che si verificano durante lo stadio dell’eccitamento. La potenza sessuale di un individuo maschio si basa sulle caratteristiche dell’erezione e cioè sulla facilità di comparsa, sulla durata, sulla stabilità e la frequenza. A livello organico l’impotenza si manifesta con un problema del meccanismo vascolare riflesso che non riesce a pompare nei corpi cavernosi del pene una quantità di sangue sufficiente a renderlo rigido ed eretto. Il disturbo si può manifestare o come un’incapacità ad avere l’erezione già all’inizio dell’approccio sessuale oppure come una perdita improvvisa dell’erezione successiva alla penetrazione.
La caratteristica di questo disturbo è che la mortificazione della funzione erettiva avviene comunque e non può essere controllata, nonostante il forte desiderio e l’elevata eccitazione sessuale. Nonostante la difficoltà erettiva, tutte le fasi della risposta sessuale (desiderio, orgasmo ed eiaculazione) possono restare inalterate, oppure si può verificare la situazione contraria: l’impotenza, cioè, può essere accompagnata da diminuzione o perdita della libido e da difficoltà eiaculatorie.
Di solito l’erezione viene mantenuta durante la masturbazione o è presente al risveglio ma non è una regola: in alcuni casi anche in tali condizioni può venire meno.

L’impotenza viene classificata in base alle caratteristiche del disturbo che può essere:
Primario o permanente, quando si presenta fin dai primi tentativi di rapporto sessuale.
Secondario o acquisito, quando si presenta successivamente ad un periodo di normale funzionamento.
Situazionale, quando si presenta solo in determinate situazioni o con una partner specifica.
Generalizzato, quando è sempre presente in tutte le condizioni.

La disfunzione erettile più comune è quella secondaria mentre quella primaria può essere espressione di patologie più importanti e complesse.
Nella fase di diagnosi è importante l’analisi del meccanismo del disturbo che permette anche di distinguere i problemi legati all’erezione da quelli legati all’eiaculazione. I due meccanismi si possono dissociare nell’atto sessuale e un uomo impotente può eiaculare pur non raggiungendo mai l’erezione.

Le turbe dell’eiaculazione comprendono: eiaculazione prematura o precoce (prima della penetrazione o prima dell’orgasmo della partner); eiaculazione ritardata (dopo l’atto sessuale); eiaculazione retrograda (verso la vescica, disturbo causato da interventi chirurgici); eiaculazione assente (con orgasmo ma senza emissione di sperma).
La forma più frequente è l’eiaculazione precoce. Questa, come le altre, non viene classificata come una forma d’impotenza ma influisce in modo marcato sull’atteggiamento maschile e può portare a mancata erezione.

La definizione delle cause dell’impotenza è stata ed è tutt’ora oggetto di ampie discussioni. Più della metà della popolazione maschile ha presentato nel corso della sua vita episodi passeggeri di impotenza legati a molteplici motivi ma questo costituisce un fenomeno che rientra nella normalità.
A prescindere dalle varie teorie che cercano di inquadrare il problema sulla base di rigidi parametri, nella pratica clinica emerge che la disfunzione erettiva si può verificare in uomini di tutte le età ed è particolarmente frequente tra gli adolescenti che sperimentano per la prima volta il mondo della sessualità.
Il meccanismo dell’erezione è influenzato da una serie di fattori, fisici e psichici, ognuno dei quali è determinante per identificare l’origine del sintomo in quel particolare soggetto.
La disfunzione nasce da un intreccio di più elementi che vanno compresi ed analizzati per poter instaurare un’adeguata terapia.
Le cause organiche più comuni dell’impotenza sono:
−  stress e forte affaticamento
−  disturbi vascolari
−  diabete
−  malattie debilitanti
−  patologie neurologiche (ad esempio la sclerosi multipla)
−  traumi del sistema nervoso
−  insufficienza cardiaca
−  perdita di ormoni sessuali maschili (frequente nei soggetti anziani)
−  uso di psicofarmaci, alcol e droghe
−  malattie e farmaci che determinano l’abbassamento del livello degli androgeni
−  forme tumorali
−  interventi chirurgici alla prostata

Anche se nella valutazione del disturbo è essenziale un’accurata indagine medica per stabilire le cause organiche è importante ricordare che tali disturbi danneggiano la risposta sessuale solo parzialmente. Il fattore determinante è il terreno psicosessuale nel quale è inserita la disfunzione.

La mancata erezione nel pieno dell’eccitazione è una delle esperienze più frustranti e umilianti per l’uomo che la vive. In quasi tutte le culture la potenza sessuale rappresenta l’autostima e la virilità del maschio che identifica il suo valore assoluto nella capacità di avere un’erezione immediata, adeguata e duratura.
La mortificazione della funzione erettiva entra in gioco nel momento in cui l’uomo prova uno stato d’ansia legato alla prestazione. Questo quadro ansioso deriva da situazioni sessuali che variano molto da paziente a paziente.
Nelle attuali procedure terapeutiche utilizzate per la cura dell’impotenza si tenta di modificare quei fattori che influenzano in modo negativo la qualità erettiva dell’uomo.
Alla base del disturbo c’è quasi sempre una grande paura: quella dell’insuccesso. Questo timore profondo e radicato si lega alla paura, inconscia e profonda, di essere abbandonato dalla partner. Anche quando l’ansia non ne è la causa primaria, il meccanismo si verifica come reazione ad un episodio di impotenza. Quel fenomeno, anche se passeggero o irrilevante, produrrà nel soggetto vulnerabile dei dubbi sull’esito del successivo incontro sessuale, generando un pensiero ossessivo di non riuscire a riottenere l’erezione. Proprio questo pensiero carico di aspettative negative diventa la causa di un nuovo insuccesso che conferma la paura del fallimento. Questo pericoloso circolo vizioso trasforma l’impotenza in un disturbo cronico.

Sul piano psichico esistono molteplici cause alla base di questo disturbo che vanno da quelle che vengono definite immediate, come il timore dell’insuccesso, fino a quelle più profonde che risiedono nel vissuto inconscio dell’individuo e si riferiscono al significato simbolico racchiuso nella risposta sessuale.
L’analisi di queste dinamiche è estremamente complessa poiché nel disturbo confluiscono sia fattori individuali del soggetto, sia problematiche che investono il rapporto di coppia. La stessa paura dell’insuccesso può essere legata sia ad esperienze negative del passato, sia ad un’eccessiva attenzione al piacere e alle richieste della partner che influenza l’abbandono e l’ascolto del proprio sentire, fisico ed emotivo.
Tra le cause immediate figurano anche atteggiamenti di difesa involontari nei confronti delle sensazioni erotiche che non permettono di perdersi nell’esperienza sessuale. Un fenomeno molto frequente è quello che Masters e Johnson, i pionieri nell’ambito degli studi sulla sessualità umana, definiscono Spectatoring; il soggetto diventa spettatore di se stesso ponendosi fuori di sé, criticando e osservando in maniera ossessiva le proprie reazioni.
Accade spesso che la mente venga “distratta” da preoccupazioni e pensieri antierotici e ciò influisce molto sulla prestazione. Allo stesso modo timori e sensi di colpa legati alla sessualità impediscono, più o meno inconsapevolmente, un comportamento sessuale efficace e l’esplorazione di tecniche amatorie più attente e adeguate.
L’inesperienza è la causa di fenomeni di impotenza transitoria che affligge spesso i giovani che approcciano per la prima volta alla sessualità o che temono fortemente il confronto con il passato sessuale della partner.
Molte delle cause riscontrate nella pratica clinica risiedono nelle dinamiche di coppia e nello sviluppo del disturbo sono sempre coinvolti entrambi i soggetti. Un rifiuto della partner spesso non riconosciuto, sul piano fisico e psicologico, può provocare la disfunzione erettile. In questo caso il soggetto si convince di avere una disfunzione, in realtà quel sintomo è una semplice risposta fisiologica.
La mancanza di fiducia nell’altro, la difficoltà nella comunicazione di desideri ed emozioni, lotte di potere all’interno del rapporto e importanti aspettative deluse e non esplicitate sono solo alcuni degli aspetti della coppia che emergono maggiormente come fattori scatenanti. Nell’individuazione delle cause psicosomatiche è importante valutare gli aspetti intrapsichici e inconsci della disfunzione erettile. Spesso l’origine del disagio risiede nello sviluppo psicofisico dei primi anni di vita del soggetto e nelle dinamiche delle relazioni con le figure di riferimento, madre e padre in primo luogo. Le problematiche che si riscontrano sono legate al timore di fondersi e perdersi nell’altro, all’angoscia di disintegrazione o a pensieri persecutori legati all’atto fusionale.
Un elemento molto importante che emerge dall’analisi di questi aspetti è rappresentato dalle proiezioni dei vissuti legati ai rapporti con i genitori sulla figura della partner. La proiezione di immagini interne di una madre autoritaria, critica o punitiva, ad esempio, possono rendere complesso l’abbandono sessuale e generare problemi che sfociano nel disturbo erettivo.
L’impotenza è uno tra i sintomi più frequenti nelle sindromi depressive dove è presente un notevole calo del desiderio. Ma in alcuni casi il sintomo può esserne causa. Questa interdipendenza rende molto difficile la diagnosi e la scelta dell’approccio terapeutico.
In generale, i soggetti che vanno incontro a questa disfunzione sono uomini molto ansiosi, introversi, poco comunicativi; hanno difficoltà ad esprimere liberamente le emozioni e sono bloccati da forti tabù sessuali. Anche lo stress e le preoccupazioni quotidiane hanno un peso notevole nello sviluppo dei problemi erettivi. Il fattore età, invece, non è causa di impotenza: quello che genera il sintomo è la tendenza ad ignorare o ad interpretare come inefficienze quelli che sono i normali cambiamenti fisiologici. Con l’avanzare dell’età i rapporti sono meno frequenti, l’erezione è più lenta, il gettito è meno potente e si riduce l’indurimento del pene.
La pressione dell’ambiente sociale, l’ansia di non riuscire a rispondere alle richieste sessuali della partner e il mancato accoglimento di questi naturali cambiamenti rendono l’uomo incerto e spaventato. Il risultato è l’impotenza che diventa disagio ma anche un luogo sicuro dove riversare l’angoscia.

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