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LA TERAPIA OMEOPATICA PER I DISTURBI DEGLI OCCHI 1/2

A cura di Marta Chiappetta

Organo base del nostro sistema visivo, l'occhio può essere colpito da numerosi disturbi. Estremamente delicato, esso rappresenta uno specchio della salute; spesso, quando gli occhi si ammalano, le loro alterazioni possono essere una spia che ci aiuta ad individuare la presenza di malattie sistemiche, che spesso emergono in seguito ad un accurato esame oculistico e all’analisi dei sintomi correlati al disturbo.
La maggior parte delle patologie a carico dell’occhio sono di tipo infiammatorio e possono avere diverse origini. Le più comuni vengono trattate con terapie topiche o con interventi terapeutici più mirati nel caso di fenomeni resistenti e cronici.

La congiuntivite è un’infiammazione molto frequente che colpisce la congiuntiva, la membrana lubrificata dal liquido lacrimale che ricopre la superficie anteriore del bulbo oculare e la parte interna delle palpebre. La funzione della congiuntiva è quella di proteggere l’occhio; tuttavia, entrando continuamente in contatto con l’esterno, è molto soggetta ad aggressioni di varia origine.
La causa di questo disturbo risiede in una serie di fattori: infezioni batteriche o virali, funghi, allergeni, traumi, agenti chimico-fisici (radiazioni ultraviolette o infrarosse, raggi X, gas irritanti, polveri, liquidi, acidi, calore, esposizione a fonti di luce molto intense), traumi, corpi estranei (ad esempio le lenti a contatto).
Anche alcune malattie sistemiche come il raffreddore o il morbillo possono essere causa di congiuntivite. I sintomi principali sono arrossamento oculare diffuso dovuto ad iperemia (dilatazione dei vasi sanguigni congiuntivali), presenza di secrezione muco-purulenta (nella forma batterica), prurito, sensazione di corpo estraneo (nelle forme irritative), fotofobia, palpebre incollate al mattino. Non è presente una vera e propria sensazione di dolore ma, piuttosto, una percezione di fastidio.
Nelle terapie convenzionali il trattamento è locale e si stabilisce in base all’agente scatenante; può comprendere antibatterici, antibiotici o corticosteroidi. La forma infettiva è altamente contagiosa per cui è necessario utilizzare oggetti ad uso personale per l’igiene in modo da non contaminare altre persone.

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La congiuntivite su base allergica è un’infiammazione causata da allergeni come polline, erba, peli di animali, polveri, medicamenti, inquinanti atmosferici, contatto con materiali irritanti negli ambienti di lavoro, fumo. I sintomi più comuni sono prurito, lacrimazione, arrossamento e bruciore sia degli occhi che delle palpebre. Questa forma si associa spesso ad una sintomatologia allergica a carico di naso e gola (rinite e tosse).

L’orzaiolo è un piccolo ascesso, tondeggiante e dolorante, che si forma lungo il margine palpebrale. Quando si sviluppa all’esterno, l’infezione è causata dalla suppurazione di una delle ghiandole a secrezione grassa che circondano le ciglia, la ghiandola di Zeiss; quando compare internamente, invece, colpisce una delle ghiandole escretorie interne dell’occhio, chiamata ghiandola di Meibomio. La suppurazione è causata da una congiuntivite non ancora guarita o dall’instaurarsi di un’altra infezione, soprattutto quando c’è una predisposizione ai disturbi oculari e l’organismo è indebolito da stress e stati ansiosi, che determinano un cambiamento di tutto l’equilibrio psico-fisico del paziente colpito.
I sintomi principali sono fastidio, irritazione, arrossamento, dolore, gonfiore generalizzato, lacrimazione, fotofobia, sensazione di corpo estraneo. Nella fase di maturazione della suppurazione compare un puntino giallo al centro dell’orzaiolo. In questi casi si consigliano impacchi caldi che accelerano il processo suppurativo. Nelle forme a lenta risoluzione si ricorre ad un’incisione associata ad un’adeguata terapia antibiotica, sia a livello topico che sistemico.

Il calazio, molto simile all’orzaiolo con il quale viene spesso confuso, è un piccolo nodulo benigno che attacca le palpebre superiori dove provoca gonfiore e tumefazione; può comparire sia all’esterno che all’interno, verso la congiuntiva. La causa di questo disturbo risiede nell’ostruzione della ghiandola che contiene le secrezioni dell’occhio che, non potendo fuoriuscire, si diffondono all’interno della palpebra causandone il rigonfiamento. A differenza dell’orzaiolo ha carattere cronico, non nasce sul bulbo pilifero e non provoca dolore. A volte può comparire una crosta sul bordo esterno del rigonfiamento che procura un fastidio causato dallo sfregamento.
La terapia prevede impacchi caldi per sfiammare e decongestionare l’occhio, farmaci a livello topico come i colliri e le pomate oftalmiche, eventuali infiltrazioni di cortisone; nel caso in cui il disturbo non riesca a risolversi si interviene chirurgicamente praticando una piccola incisione.

La blefarite è un’infiammazione molto tenace che si localizza ai margini delle palpebre a livello angolare o ciliare ma può estendersi anche ad altre parti dell’occhio e della cute. Questo disturbo è piuttosto frequente e può avere diverse cause come fattori allergici (spesso da cosmetici), irritanti (polvere, fumo), agenti infettivi (streptococchi e stafilococchi), intossicazioni alimentari, dispepsie, carenze di vitamine, diabete, fattori costituzionali, endocrini, ambientali. I sintomi principali sono edema palpebrale, bruciore, formazione di forfora su ciglia e sopracciglia, arrossamento, prurito, perdita delle ciglia, forte irritazione della congiuntiva accompagnata da lacrimazione, secrezione, fotofobia, sensazione di sabbia negli occhi. Se la cute del paziente è predisposta, la blefarite è difficile da risolvere e tende a recidivare; tuttavia, con le terapie adeguate si può ridurre la sintomatologia e il numero di episodi acuti.

Gli occhi possono manifestare anche altri disturbi non necessariamente legati a patologie di tipo infiammatorio o infettivo.
Nella sindrome da affaticamento visivo (detta anche stanchezza oculare o astenopia) gli occhi diventano doloranti, deboli e pesanti. Questo disturbo è causato da tutte quelle attività nelle quali gli occhi sono sottoposti ad un sforzo intenso e prolungato, come avviene ad esempio nei soggetti che utilizzano i videoterminali per esigenze lavorative o nel tempo libero; altre cause sono una scarsa o errata illuminazione, guidare l’auto per periodi prolungati, leggere per molte ore consecutive o svolgere altre attività che richiedono un intenso sforzo visivo per un lungo periodo di tempo.
I sintomi principali della stanchezza oculare sono arrossamento della congiuntiva, bruciore, difficoltà nella lettura e nell’accomodazione ottica (funzione per la quale l’occhio può vedere a diverse distanze), ipersensibilità alla luce, lacrimazione, sensazione di pesantezza e indolenzimento degli occhi. Questi sintomi generano altri problemi conseguenti come la riduzione quantitativa del film lacrimale (definita come la “sindrome dell’occhio secco”), nausee, intense cefalee, abbassamento della vista, vertigini, dolori al collo, alla schiena e alle spalle, stanchezza generalizzata.

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Gli occhi, come gli altri organi, sono soggetti a traumi; quelli più rilevanti avvengono normalmente negli ambienti esterni (durante le pratiche sportive, sul posto di lavoro, nelle attività di giardinaggio o del fai-da-te) e sono più frequenti nell’uomo, mentre nella donna l’ambiente più pericoloso è quello domestico. I bambini sono particolarmente a rischio rispetto agli adulti per i traumatismi che spesso si verificano durante le attività di gioco.
I traumi oculari sono molteplici; i più frequenti sono quelli sportivi, quelli conseguenti alle aggressioni o legati a cadute o incidenti. Anche alcune patologie possono procurare traumi all’occhio, soprattutto negli anziani. Altre cause di lesioni traumatiche sono contatti accidentali con rami e foglie degli alberi, frammenti metallici o di vetro, molle elastiche, vari utensili domestici.
Anche alcune attività che si svolgono durante le feste sono una causa frequente di incidenti agli occhi come i tappi delle bottiglie di spumante o lo scoppio dei petardi. In tutti i casi di trauma oculare, più o meno violento, è importante recarsi il prima possibile da un oculista per eseguire una visita di controllo. In caso di trauma severo è consigliabile recarsi con urgenza ad un pronto soccorso oculistico per evitare danni gravi (come infezioni, abrasioni della cornea, lesioni del bulbo)

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