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LA TERAPIA OMEOPATICA PER LA STOMATITE 1/2

A cura di Marta Chiappetta

La stomatite è un’infiammazione, fastidiosa se non dolorosa, della mucosa della bocca. Le parti interessate sono l’interno delle guance, il palato e le labbra ma anche le gengive (gengivite) e la lingua (glossite). L’infezione è causata da organismi patogeni (batteri, virus, funghi) che attaccano l’organismo penetrando dall’esterno o per via ematica.
Nelle forme primarie generiche il fenomeno infiammatorio attecchisce a causa di fattori irritativi locali come l’azione meccanica di protesi taglienti o mal adattate, traumi della bocca, cattiva igiene orale.
Le stomatiti più frequenti sono quelle secondarie che rappresentano il sintomo di stati patologici generali. Quelle più comuni derivano da condizioni di avitaminosi (in particolare vitamina C, vitamina B12 e carenza di ferro) procurate da alimentazione scorretta o da terapie antibiotiche prolungate. Altre cause di forme secondarie sono i disturbi gastrointestinali ed endocrini, le intossicazioni (soprattutto da metalli e da farmaci), diverse malattie infettive, cutanee e del sangue, alcuni tipi di angine (tonsillari o faringee), allergie e intolleranze alimentari. Spesso la stomatite si manifesta in seguito ad affezioni croniche e debilitanti ed è frequente nel periodo mestruale.
Il processo degenerativo della malattia è favorito anche da carie, gengiviti, alterazioni della flora batterica, uso di farmaci (antibiotici, antinfiammatori, chemioterapici ecc.) tabagismo, scottature, assunzione di cibi piccanti e di alcol. La stomatite, inoltre, è una conseguenza molto comune di chemioterapie e radioterapie.

Nello sviluppo della stomatite ha un ruolo fondamentale lo stress psicofisico al quale l’organismo risponde con il progressivo indebolimento delle difese immunitarie: il corpo diventa vulnerabile e le stomatite è una tra le tante manifestazioni psicosomatiche più frequenti che si verificano nella fase di esaurimento dopo un prolungato stimolo stressante.
La malattia si manifesta con sintomi specifici di base che variano a seconda della causa scatenante. Il quadro sintomatologico tipico è caratterizzato da:
− Arrossamento delle mucose del cavo orale
− Aumento della salivazione
− Comparsa di ulcere o afte sulle mucose (l’infiammazione può estendersi anche ai margini esterni)
Alitosi
− Sanguinamento delle gengive
− Dolori e bruciori, in particolare durante la masticazione
− Ingrossamento dei linfonodi
− Febbre
− Debolezza e malessere

Esistono diverse tipologie di stomatiti che si distinguono in base alle cause e alle manifestazioni cliniche; alcune di esse sono le forme riscontrate con maggiore frequenza.

La stomatite eritematosa, caratterizzata da eritema semplice ed essudato (liquido infiammatorio che si raccoglie nei tessuti del corpo) patinoso, compare solitamente nel corso di malattie infettive (scarlattina, tifo, rosolia e stati influenzali) o a causa di disturbi gastrointestinali.

La stomatite erpetica è provocata dall’Herpes, virus che resta silente finché non viene riattivato da determinati fattori come scottature solari, trattamenti traumatici ai denti, ansia, mestruazioni, allergie alimentari. L’infezione attacca anche la faringe (angina erpetica), dura circa una settimana e si manifesta con placche bianche e ulcere sulla mucosa della bocca, dolore gengivale, malessere e febbre che precede l’eruzione. Nel bambino questa forma causa forti dolori che impediscono di alimentarsi normalmente.

La stomatite ulcerosa provoca arrossamento della mucosa orale con formazione, nella parte interna delle labbra e sulle gengive, di piccole ulcere superficiali coperte da una patina bianca maleodorante. L’eruzione è accompagnata da febbre, alitosi, aumento di volume delle ghiandole.

La stomatite catarrale (o stomatite semplice) è un’infiammazione della cavità orale caratterizzata da arrossamento, tumefazione e aumentata salivazione che, fuoriuscendo, infiamma gli angoli esterni della bocca dove, a volte, si formano delle piccole ragadi dolorose. La lingua ha un aspetto granuloso per il rigonfiamento delle papille ed è ricoperta da una patina giallo-grigiastra. Il malato accusa secchezza del cavo orale, alito cattivo, sete e senso di bruciore.

Durante i trattamenti antibiotici prolungati la flora batterica viene alterata e sono molto frequenti le infezioni da fungo come quelle da Candida albicans responsabile di una stomatite detta mughetto. La candida può invadere anche altre sedi del corpo come la faringe, la laringe, l’intestino, la pelle e la vagina. Il mughetto colpisce prevalentemente i bambini tra i 3 e i 9 anni ma può interessare anche gli adulti debilitati e con difese immunitarie molto basse. La malattia si presenta prima con mucosa arrossata, liscia e brillante e successivamente compaiono piccole macchie bianche simili a grumi di latte che si concentrano all’interno delle guance, delle labbra, sul palato e sulla lingua. L’infiammazione causa forti bruciori e difficoltà ad alimentarsi.

La forma più nota e comune è la stomatite aftosa, caratterizzata dalla comparsa di ulcere dolorose (afte) sulle mucose della bocca. L’eruzione è preceduta da ipersensibilità e bruciore. Successivamente compaiono delle piccole vesciche con margini rossi che si trasformano prima in ulcerazioni con il centro bianco-giallo e poi, dopo la rottura, in ulcere a fondo grigiastro. Le afte provocano dolori urenti e questo rende molto difficile parlare, sorridere, muovere la bocca e mangiare. Spesso si associano sintomi come diarrea, febbre e malessere. Generalmente la stomatite aftosa regredisce spontaneamente in 10-14 giorni ma tende a recidivare; spesso le afte guariscono in una sede e compaiono in un’altra.
L’origine di questa forma è poco chiara ma gli studi più recenti considerano cause principali problemi del sistema immunitario, fattori psicosomatici, tutti gli stati di affaticamento (mentale e fisico), ansie, preoccupazioni, difficoltà sessuali ed economiche, ritmi di vita frenetici. È maggiormente contratta dalle donne e spesso compare nel periodo mestruale.

Esistono molte altre forme di stomatiti, alcune più gravi e pericolose.

La stomatite di Vincent si manifesta con sintomi importanti: forti dolori, emorragie, infiammazione e aumento delle ghiandole linfonodali con febbre, fino ad arrivare alla necrosi delle parti compromesse. Viene chiamata anche “bocca di trincea” poiché veniva contratta da molti militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Le cause sono cattiva igiene orale, malnutrizione, privazione del sonno e forti stati di stress. Una complicazione pericolosa della malattia è un’acuta infiammazione delle tonsille chiamata angina di Plaut-Vincent.

La stomatite gangrenosa (detta anche noma) è la forma più grave di questa malattia. I sintomi sono molto dolorosi, vengono colpite tutte le aree molli del cavo orale e l’infezione attacca anche le parti muscolari del volto fino a corrodere i tessuti. Il tasso di mortalità è molto alto ed è stimato intorno al 70-80% dei casi. Le cause della malattia risiedono in patologie debilitanti come la malaria o la dissenteria grave.

Nella pratica clinica sono state individuate anche altre forme di stomatite legate ad agenti esterni. La stomatite da avvelenamento si manifesta quando il soggetto entra in contatto con sostanze chimiche nocive come i metalli pesanti, l’arsenico, il piombo e il bismuto; questi composti sono dannosi per l’organismo e comportano la comparsa di infezioni anche molto gravi.

Esiste un’altra forma specifica che si manifesta nei fumatori: è chiamata stomatite da nicotina ed è causata dall’assunzione frequente di tabacco.

A prescindere dalla causa, stress, ansia e disturbi emotivi hanno un ruolo importante nella comparsa della malattia ma c’è sempre un motivo per il quale chi soffre di stomatite “sceglie” inconsapevolmente questo tipo di patologia per comunicare qualcosa. Il paziente-tipo ha dentro di sé una grande e profonda “energia di fuoco” che, inespressa e compressa, cerca di uscire all’esterno bruciando e arrossando la bocca, il luogo dove si ferma e decide di manifestarsi. Questo silenzioso “urlo” interiore ha diversi significati: spesso rappresenta il dolore per una grave perdita affettiva, per una separazione o per eventi che gettano il soggetto in uno stato di angoscia e disorientamento. La sofferenza è annientante e genera un senso d’impotenza che si trasforma in rabbia che, però, non riesce ad avere voce.
Spesso accade che la stomatite si manifesti quando si è sottoposti ad un intenso (e non necessariamente prolungato) periodo di stress psicofisico, quando corpo e mente avvertono il carico che ha costretto il soggetto a schiacciare la sua personalità o a sacrificare tempo libero e spazi personali. La stomatite ha un duplice ruolo: serve ad esprimere la contrarietà e allo stesso tempo a sottrarsi alla situazione stressante; infatti il malessere che deriva dal vistoso calo energetico costringe il paziente a rallentare le sue attività e gli impone, a livello inconscio, di limitare gli scambi con l’ambiente esterno (alimentarsi, parlare, relazionarsi). Il calo viene ribadito anche a livello estetico perché la stomatite deforma le labbra e rovina il sorriso.
Spesso compaiono solo le afte senza i sintomi tipici della stomatite e questo avviene dopo un periodo impegnativo caratterizzato da troppi incontri, troppa attività sociale e troppo parlare. Le vescicole impediscono o rendono difficile alimentarsi ma anche parlare e questa difficoltà simboleggia il bisogno di stare a riposo in silenzio, di vivere una dimensione più introspettiva. In questi casi è molto importante seguire ciò che il sintomo tenta di dirci riducendo le attività e la vita sociale in favore del riposo mentale.
I soggetti più a rischio di sviluppare stomatiti sono le persone che nelle relazioni, anche in quelle più distaccate e formali, mettono in campo una componente affettiva, si coinvolgono troppo e si fanno carico dei problemi degli altri.

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La terapia omeopatica per la stomatite Omeopatia e stomatite: i rimedi

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