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LA TERAPIA OMEOPATICA DI SOSTEGNO IN ONCOLOGIA 2/3
Le terapie complementari

Nel panorama attuale molti dei terapeuti che si impegnano ogni giorno per migliorare e sviluppare nuove strategie di cura in ambito oncologico stanno valutando, in modo sempre crescente, nuove strategie che permettano di affiancare alle terapie ufficiali delle terapie di sostegno o di accompagnamento che possano limitare i danni e mantenere integre le parti sane dell’organismo colpito dalla malattia. Tali strategie prevedono l’utilizzo in ambito clinico di diverse sostanze naturali che intervengono con innumerevoli vantaggi, sia nella fase di prevenzione che nella cura, come accompagnamento e supporto alle terapie con farmaci biologici.

In ambito oncologico non si parla di medicina alternativa ma, piuttosto, di medicina complementare.
Tra queste, l’omeopatia sta assumendo un ruolo sempre più importante. In tutto il mondo, più del 60% delle persone ricorre alle terapie complementari (CAM – Complementary and Alternative Medicines). I più importanti centri di oncologia hanno inserito le CAM tra le prestazioni offerte ai pazienti; tra questi il Centro di Medicina Integrata dell’ospedale di Pitigliano in Italia. Ed è proprio in Italia che quasi 3 malati su 4 ricorrono alle CAM per alleviare gli effetti collaterali dei trattamenti tumorali e per avere un sostegno durante tutto il percorso terapeutico.

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Le terapie più diffuse sono quelle fitoterapiche, omeopatiche e trattamenti a base di vitamine e minerali.
Con il “Progetto Cancro” realizzato in Francia negli anni 2003-2007 (il terzo Piano Cancro è previsto nel periodo 2014-2018), l’integrazione dei medicinali omeopatici con le cure oncologiche è già diventata una concreta realtà. Nel progetto sono stati definiti i punti chiave delle terapia d’accompagnamento, nella quale l’omeopatia ha un ruolo rilevante, che chiariscono anche le motivazioni della scelta di questo approccio da parte di molti pazienti.
Nell’individuazione di adeguate terapie di supporto ai malati di tumore che possano affiancarsi a quelle oncologiche ufficiali, il paziente viene inquadrato in un contesto molto ampio che tiene conto di tutti gli aspetti: sociali, emozionali, cognitivi, psicologici ed estetici. Lo scopo della terapia complementare è quello di incoraggiare i malati di tumore a diventare protagonisti della loro guarigione, favorendo l’adesione ai trattamenti e rafforzando la fiducia nelle loro risorse e nell’aiuto degli altri.
Chi mette in atto la terapia di accompagnamento avrà più di un obiettivo finale:
- migliorare la qualità di vita del paziente, aiutarlo a comprendere meglio la malattia e i trattamenti che dovrà affrontare;
- alleviare, attraverso l’uso di preparati omeopatici, gli effetti collaterali legati alle terapie antitumorali tradizionali;
- aumentare le difese dell’organismo colpito;
- diminuire l’affaticamento.

Nonostante le numerose evidenze scientifiche, la questione in merito alla scelta dell’omeopatia come strategia terapeutica di sostegno a quella ufficiale è molto controversa. L’omeopatia, come le altre terapie complementari, fa parte di un approccio olistico alla cura del cancro, ovvero una metodologia di cura che interviene su diversi piani (corpo, spirito e mente) per stanare le cause della malattia e per raggiungere come fine ultimo non solo l’eradicazione della malattia e la guarigione, ma anche un totale stato di benessere e un miglioramento della salute del paziente che possa durare nel tempo. Gli oncologi ufficiali, insomma, guardano verso il tumore, gli omeopati verso il malato con il quale instaurano un rapporto di comunicazione sul quale basano tutto il percorso terapeutico, che continuerà anche nella fase successiva alla malattia.

L’omeopatia ha molti vantaggi che la rendono una scelta vincente per sostenere il paziente oncologico, primo fra tutti quello di avere un’efficacia priva di effetti tossici o indesiderati gravi; essa non interferisce con le cure ufficiali, limita gli effetti delle terapie anti-cancro e permette di gestire le patologie intercorrenti, anche quelle generate dagli stessi farmaci sintomatici.
Uno degli aspetti fondamentali che vengono trattati ampiamente nello studio delle cause dell’insorgenza del cancro è l’efficienza del sistema immunitario. La terapia convenzionale si focalizza essenzialmente sui neutrofili (globuli bianchi presenti in maggiore quantità nel sangue e prodotti dal midollo osseo) ignorando i linfociti (responsabili della risposta immunitaria) che sono in realtà i veri contenitori dell’integrità delle cellule. Le terapie anti-cancro, in primis la chemioterapia, portano ad una drastica diminuzione della quantità leucocitaria lasciando i pazienti immunodepressi al termine delle cure. La lotta terapeutica si focalizza sulla rimozione della malattia ma senza “allearsi” con il corpo, presupponendo una sfiducia nella capacità reattiva dell’organismo.

L’omeopatia lavora molto sul sistema immunitario che viene continuamente “risvegliato”, in linea con la metodologia prodotta dalla visione olistica; studiare i meccanismi di difesa consente di trovare un aggancio con la parte sana dell’organismo per stimolarla affinché si attivi contro il tumore. L’intervento sui processi immunitari permetterà una selezione dei rimedi omeopatici che lavorano a sostegno del corpo e che, quindi, non interferiscono con la cura ufficiale che il paziente sta già seguendo. Il ruolo dell’omeopatia nell’approccio integrato non rappresenta una cura del cancro ma è uno strumento di supporto che interviene, in sinergia con le altre terapie (interventistiche, farmacologiche, dietetiche e psicologiche) per mirare al medesimo obiettivo, che non è solo la guarigione, ma anche permettere al paziente di ristabilire una condizione di salute e armonia psicofisica tale di impedire al corpo di riammalarsi.
Ai fini di una corretta gestione di una terapia complementare di sostegno, è molto importante che i pazienti si possano affidare a personale sanitario realmente competente, che conosca limiti e potenzialità di questo approccio e sia preparato sui concetti che rappresentano il fondamento dell’alleanza terapeutica. I farmaci devono sempre essere prescritti dal medico omeopata che, in seguito ad una accurata visita, farà una valutazione di tutti gli elementi che riguardano la condizione psico-fisica del paziente per definire un corretto percorso di cure che si possa integrare con quello ufficiale.

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I criteri utilizzati dalla medicina complementare sono diversi nella pratica clinica. I rimedi scelti possono essere usati come sintomatici, come avviene inevitabilmente nella maggior parte dei casi, ma la strategia terapeutica adottata è finalizzata alla persona malata e non solo alla risoluzione del sintomo, metodologia che rappresenta l’essenza stessa della visione olistica.
L’aspetto psicologico è fondamentale non solo nel trattamento del cancro ma anche nell’individuazione delle cause. Una delle rivoluzioni scientifiche degli anni Ottanta sono gli studi sulle evidenze di interazioni molto strette tra sistema nervoso e immunitario che, a loro volta, sono legati al sistema endocrino, costituendo i tre maggiori sistemi di comunicazione e di trasmissione dei segnali.
Lo stress, in particolare, è una delle cause dirette del cancro poiché induce delle modificazioni sul sistema neuroendocrino e una conseguente reazione biochimica che determina la trasformazione delle cellule normali in maligne; lo stress, inoltre, indebolisce il sistema immunitario tanto da renderlo incapace di tenere sotto controllo un tumore in fase iniziale. Se il tumore si è già formato, lo stress agisce comunque aumentandone la velocità di proliferazione.
L’individuazione dell’assetto psicologico del paziente che si ammala di cancro è fondamentale perché dimostra come la mente influenzi il fenomeno morboso. Da numerosi studi sulla relazione tra cancro e psicologia è emerso che esistono persino delle personalità predisposte al cancro. Appare chiaro, dunque, che la gestione emotiva e l’atteggiamento mentale del paziente sono fondamentali, non solo per indagare le cause ma anche per indurre il processo di autoguarigione. In questa direzione la medicina omeopatica ha una doppia valenza: non solo individua dei rimedi che fungono da sostegno nel disagio psichico causato dalla malattia, ma stimolano il malato all’ascolto del corpo rendendolo parte attiva del processo di guarigione, allontanandolo dall’estraneità indotta dai pensieri d’angoscia e di impotenza.

I rimedi seguono una suddivisione legata allo scopo del trattamento: riduzione degli effetti collaterali delle terapie convenzionali con l’utilizzo di rimedi sintomatici; riduzione dei sintomi legati alla malattia tumorale; miglioramento del tono dell’umore e rafforzamento della fiducia nella guarigione con rimedi costituzionali o di terreno, supportare il lavoro del midollo osseo e degli altri organi durante i trattamenti con chemioterapia e radioterapia, accompagnare il malato nella fase terminale per evitare di peggiorare la sua condizione con gli inevitabili effetti collaterali delle cure palliative tradizionali.

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