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LA TERAPIA OMEOPATICA DI SOSTEGNO IN ONCOLOGIA 3/3
Il trattamento omeopatico di sostegno

Le potenze indicate costituiscono solo uno schema di base dei rimedi che vengono prescritti comunemente nel corso delle terapie omeopatiche in ambito oncologico. La posologia e i piani terapeutici specifici per ogni paziente vanno sempre affidati al medico curante che deciderà anche come integrare i diversi percorsi di cura. Nell’approccio complementare, tra medico e malato si crea un rapporto di reciproca fiducia e attraverso il colloquio, l’ascolto dei bisogni e l’osservazione, vengono individuati i rimedi adatti tra quelli indicati in oncologia omeopatica per le singole problematiche.
La prima cosa da curare è lo stato psicologico, il trauma, le paure, la disperazione, l’angoscia di morte vissuta dai pazienti, in particolare dopo la comunicazione della diagnosi. Ai rimedi sintomatici indicati per le singole situazioni cliniche verranno affiancati, successivamente o in parallelo, quelli costituzionali o di terreno stabiliti dal medico curante dopo un’accurata e attenta anamnesi del paziente.
Una volta scelto il rimedio più adatto si utilizzano, come regola generale, le basse potenze per sintomi locali (fino alla 7 CH), quelle medie per sintomi generali (dalla 7 CH alla 15 CH) e quelle alte (30 CH, 200 CH o K) per sintomi nervosi ed emotivi.

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Il trattamento inizia con la somministrazione di rimedi acuti per i disturbi ansiosi, distinti in base alle diverse reazioni del paziente:
- Ignatia amara per lo stato emozionale negativo.
- Aconitum napellus per il terrore e le crisi di panico.
- Arsenicum album per l’angoscia di morte.
- Nux vomica per la reazione rabbiosa.
- Staphysagria se la diagnosi genera ribellione o sensi di colpa.
- Sepia se subentra uno stato depressivo.
- Pulsatilla se il paziente piange ma migliora con la consolazione.
- Natrum muriatricum se la consolazione aggrava la crisi di pianto.

Per lo stress che accompagna le indagini diagnostiche (agoaspirato, TAC, risonanza magnetica) e i cicli di trattamenti antitumorali (chemio/radioterapia, terapie ormonali)
- Ignatia amara: ansia caratterizzata da iperemotività e nodo in gola
- Gelsemium: ansia da anticipazione con perdita di fiducia, tremori e diarrea emotiva
Iniziare il trattamento 1 o 2 giorni prima di effettuare le indagini o di cominciare le cure.

Per l’intervento chirurgico:
- Arnica: è il rimedio dei traumi utilizzato nella prevenzione di interventi chirurgici, ematomi, fragilità capillari. Somministrare una monodose 200 CH la sera prima dell’intervento.
- Phosphorus: per prevenire le emorragie. Somministrare alla vigilia dell’intervento.
- Gelsemium: tre volte al giorno per i tre giorni che precedono l’intervento. Il rimedio è indicato nei soggetti ansiosi e paurosi.

Nel post-intervento per riassorbire gli edemi, diminuire il dolore e la sintomatologia legata all’anestesia
- Arnica: per gli ematomi, da alternare ogni due ore con Graphites per le lesioni cutanee.
- Apis: per gli edemi rossi e i dolori brucianti.
- Ledum palustre: ecchimosi traumatiche, mancato riassorbimento di ematomi, versamenti sottocutanei nerastri o violacei per ferite che non hanno sanguinato.
- Hypericum:  dolori pungenti e strappanti alle terminazioni nervose.
- Bellis perennis: azione simile ad arnica ma specifico per i traumi al seno.
- Staphysagria: accelera la guarigione della ferita, migliora la cicatrizzazione.
- Nux vomica: rimedio disintossicante, utile per smaltire l’anestesia.
- Gelsemium: se l’ansia persiste anche dopo l’operazione.
- Silicea: in caso di complicanze infettive con suppurazione nella zona su cui si è intervenuti.
- Causticum: se c’è ritenzione urinaria.
- Camphora: se è presente uno stato di shock con freddo e prostrazione.
- China: in caso di emorragia con conseguente debolezza, pallore e vertigini.
Assumere i granuli con somministrazioni ravvicinate e continuare per qualche giorno dopo l’intervento. Dopo aver tolto i punti utilizzare Calendula tintura madre ( 20 gocce in un po’ di soluzione fisiologica) per i lavaggi delle ferite o delle piaghe.

Trattamento dei disturbi digestivi, in particolare quelli legati alla chemioterapia
Per la scelta di questi rimedi è molto importante l’osservazione delle modalità di manifestazione dei sintomi e l’aspetto della lingua del paziente.
- Nux vomica: nausea con ipersensibilità ad odori e profumi che peggiora mangiando e migliora con il vomito e dormendo. Lingua pulita nella parte anteriore con patina bianco-giallastra alla base.
- Ipeca: nausea con lingua pulita che non migliora con il vomito; salivazione abbondante.
- Antimonium crudum: lingua con patina secca e pastosa, simile a gesso. Eruttazioni con il gusto degli alimenti ingeriti. Vomito profuso.
- Tabacum: nausea e vomito con ipersalivazione, prostrazione, debolezza e cute fredda.
- Cocculus: nausea associata a vertigini, debolezza muscolare, sensazione di testa vuota. I sintomi peggiorano con l’affaticamento e la mancanza di sonno.

Per la diarrea da chemioterapici o in seguito all’assunzione dei farmaci
- Arsenicum album: diarrea bruciante con intensa agitazione e astenia, dimagrimento. I sintomi peggiorano con il freddo e nelle ore notturne.
- China: diarrea abbondante con perdita di liquidi ma senza dolori, gonfiore dell’addome e forte spossatezza generale.
 
Trattamento in presenza di sindrome simil-influenzale con febbre, mialgia in un quadro di astenia marcata e prolungata
- Eupatorium perfoliatum: febbre associata a dolori ossei e ai bulbi oculari con ipersensibilità dolorosa alla pressione, agitazione e sete intensa.
- Gelsemium: febbre bassa ad esordio progressivo con debolezza generale, sonnolenza, senso di confusione e torpore, cefalea occipitale, pesantezza degli arti.
- Rhus toxicodendron: febbre alta, ipersensibilità al freddo, dolori muscolari che migliorano con il movimento e le applicazioni calde; il paziente sente la necessità di cambiare posizione.
I granuli del rimedio prescritto vanno assunti più volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.

Trattamento delle mucositi orali, complicanze frequenti di chemio e radioterapia
- Kalium bichromicum: ulcerazioni dolorose della cavità orale con bordi regolari e membrane giallo-verdastre; salivazione vischiosa.
- Mercurius corrosivus: gengiviti e stomatiti ulcero-emorragiche che si estendono rapidamente con dolori intensi e brucianti.
- Borax: mucosa della bocca bruciante con afte dolorose e sanguinanti, herpes; il dolore peggiora a contatto con alimenti acidi o salati.
È utile associare alla terapia omeopatica sciacqui frequenti con acqua, bicarbonato di sodio e 15 gocce di tintura madre di Calendula.

Trattamento omeopatico delle lesioni da radioterapia (radiodermiti)
- Apis: gonfiore ed edema rosso-rosato, con dolori di tipo pungente e bruciante.
- Belladonna: cute calda, rossa e congesta, con ipersensibilità al tatto e dolori pulsanti.
- Radium bromatum: ulcerazioni profonde, eritemi seguiti dalla caduta dei peli, prurito in tutto il corpo con sensazione di bruciore che migliora grattandosi.
Dopo ogni seduta radioterapica applicare una pomata alla Calendula sulla zona irradiata. Non effettuare l’applicazione della pomata prima della seduta.

Per le ulcerazioni cutanee da radioterapia

- Petroleum: eruzioni vescicolose, crostose, con cute secca.
- Nitricum acidum: ulcerazioni con fondo sottostante che sanguina al minimo contatto, ragadi che provocano dolori trafittivi.

In caso di vesciche, eruzioni bollose, ustioni di secondo grado e cistiti acute con dolori brucianti e lancinanti conseguenti alla chemioterapia
- Cantharis vescicatoria: tre granuli 2 volte al giorno per tutta la durata della chemioterapia.

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Bibliografia
- La nuova enciclopedia medica Garzanti, Garzanti Editore, Milano, 1989
- Boiron M., Roux F., Omeopatia e prescrizione in farmacia: 43 situazioni cliniche, Tecniche Nuove , Milano, 2010
- Spinedi D., L’Omeopatia in Oncologia. Accompagnamento e cura del paziente oncologico, Edizione Tecniche Nuove, Milano, 2011.
- “Omeopatia ed oncologia: l'esperienza del reparto di omeopatia della Clinica Santa Croce di Orselina” a cura di Raffaella Ortelli, PerCorsi BioSalute, Febbraio 2011.
- Terapia oncologica integrata: un approccio al trattamento della malattia tumorale, a cura di G. Felice, Medicina Naturale n. 2, Tecniche Nuove, aprile 2013.
- Locke S., Colligan D., La mente che guarisce, Giunti, Firenze, 2001.
- SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata), Homeopathy and Integrated Medicine vol. 3 n. 2, Terapia complementare di supporto in corso di radio-chemioterapia a cura di Walter Legnani, novembre 2012.
- Salmi, M., P., "Effetti collaterali da chemio, l'omeopatia li può alleviare", articolo di Repubblica del 2012 sulla conferenza-dibattito dal titolo “Oncologia, cure di sostegno e omeopatia”, Facoltà di Medicina e Maieutica Charles Mérieux di Lione, 12 gennaio 2012.
- Ugolini P., Graziosi S., Terapia omeopatica degli stati acuti, Edi- Lombardo, Roma, 2007.
- Demarque D., Jouanny J., Poitevin B., Saint- Jean V., Farmacologia e materia medica omeopatica, Tecniche Nuove, Milano, 1999.

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