LA TERAPIA OMEOPATICA PER LE VERTIGINI |
A cura di Marta Chiappetta |
Le vertigini sono una sensazione soggettiva e illusoria di oscillazione o rotazione del proprio
corpo e dell’ambiente circostante. Tale sensazione comporta una difficoltà a restare
in posizione eretta ed un senso di instabilità. La vertigine è uno di quei sintomi
considerati dei veri e propri disturbi e non semplicemente segni di una patologia.
Si distinguono due tipologie: le vertigini periferiche oggettive e le vertigini centrali o soggettive. Nel primo caso il paziente avverte lo spostamento dello spazio circostante e questo genera gravi disturbi dell’equilibrio. Nel caso di vertigini soggettive il malato avverte un senso di instabilità riferita al proprio corpo e non all’ambiente esterno (soggettiva, appunto).
La vertigine può presentarsi da sola o associata e sintomi neurovegetativi quali
nausea, vomito, ipotensione, sudorazione, pallore, sensazione di testa vuota.
Sono molte le patologie che generano questo sintomo, in particolare quelle legate
a problemi del labirinto dell’orecchio che è l’organo che presiede il senso dell’equilibrio. Tra queste patologie rientrano
la labirintite, la sindrome di Meniére, malattie cerebro-vascolari, traumi, emicrania, epilessia, patologie oculari o odontogene, anemie gravi, disturbi della pressione (ipertensione e ipotensione), disordini metabolici, problemi alla cervicale (artrosi cervicale).
Ci sono anche delle condizioni non patologiche che possono causare le vertigini
come le intossicazioni e gli abusi di alcol, tabacco, uso di sostanze stupefacenti, effetti collaterali di alcuni farmaci.
Inoltre esiste una vertigine legata all’altitudine; in questo caso il sintomo
rientra nei disturbi fobici.
Un discorso diverso va fatto per le vertigini di origine psichica che è una delle
cause più frequenti del sintomo, contrariamente a quanto si crede.
| Pubblicità |
|
|
La terapia omeopatica agisce molto sulla correlazione tra vertigini e stato emotivo ma fa un’analisi accurata del quadro sintomatologico tenendo in considerazione anche le modalità di manifestazione e le patologie da cui il sintomo deriva.
Argentum nitricum si usa quando il paziente è molto ansioso, fobico, ipocondriaco. Ha uno stile di vita stressante e frenetico, soffre di ansia anticipatoria prima di prove, esami o eventi importanti. È una personalità molto sensibile e timorosa, non ama stare solo e cerca sempre la compagnia e il sostegno da parte degli altri. Le vertigini di argentum peggiorano guardando dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto oppure chiudendo gli occhi. Il paziente soffre di turbe del coordinamento motorio: vacilla e barcolla. Altri sintomi tipici sono astenia, tremori, diarrea e disturbi gastrici. Le vertigini peggiorano con gli occhi chiusi e si presentano anche associate al vuoto del quale il paziente ha paura ma ne è attratto allo stesso tempo. Sono scatenate anche dall’osservare edifici molto alti.
L’ansia anticipatoria è tipica anche di Gelsemium, un rimedio adatto a personalità fortemente ansiose, apprensive. La tensione emotiva si traduce in una condizione di grave astenia e debolezza di tutto l’organismo. Le vertigini di gelsemium iniziano dall’occipite e si irradiano alla testa e alle palpebre; ad occhi chiusi il paziente ha la sensazione di perdere l’equilibrio. A livello emotivo ha molte paure che scatenano crisi d’ansia con tremore. Tutti i sintomi, compresi i capogiri, peggiorano quando il paziente deve affrontare eventi o situazioni che generano ansia, paura o preoccupazione. Gelsemium peggiora con il tempo umido e prima della pioggia mentre migliora all’aria aperta e con il movimento.
Le vertigini di Bryonia si manifestano principalmente al risveglio o associate al minimo movimento. Sono scatenate da collere e tensioni o da turbe digestive. Si associano a nausea, dolori alla testa e al collo. I capogiri sono talmente forti che il paziente è costretto a restare disteso e immobile. Il rimedio ha una personalità irritabile e collerica: quando sta male desidera restare solo. Tutti i sintomi migliorano con il riposo e con le bevande calde mentre peggiorano con il freddo e con gli sforzi.
Il rimedio più importante per la cura delle vertigini è Cocculus, soprattutto in relazione ad una crisi vestibolare (vestibolo = organo dell’equilibrio). La sindrome vertiginosa è intensissima: il paziente ha la sensazione che il mondo stia ruotando e i capogiri peggiorano sedendosi e girando lo sguardo. Si scatenano anche con movimenti bruschi del rachide (asse di sostegno) cervicale. Il sintomo si manifesta in seguito a lunghi periodi di insonnia, veglie notturne e intenso affaticamento psico-fisico e si accompagna a nausee e avversioni verso gli odori (fumo, cibi), ipersalivazione, pallore. Le vertigini peggiorano in movimento o muovendosi rispetto ad altri oggetti ecco perché cocculus è indicato nel malessere da mezzo di trasporto (nave, treno, auto). È utile l’assunzione del rimedio alle basse diluizioni un’ora prima e al momento della partenza per combattere la chinetosi (mal d’auto).
Ci sono delle vertigini che compaiono all’improvviso in seguito a forti spaventi, agitazione, arrabbiature. In questi casi si utilizza il rimedio di tutti gli stati acuti, Aconitum napellus. Il sintomo è accompagnato da tachicardia, cefalea, sudorazione, polso accelerato. Si manifesta quando sono presenti nevrosi d’ansia, forti attacchi di panico, crisi ipertensive. Il soggetto è aggravato dal rumore e dal freddo mentre migliora all’aria aperta e con il riposo.
| Pubblicità |
|
|
Conium ha una vertigine che peggiora stando distesi o muovendosi nel letto. Il paziente ha una sensazione di rotazione del letto e della stanza. Il capogiro è associato anche al movimento degli occhi. Il rimedio identifica un soggetto vivace ma dall’aria invecchiata; ha paura di stare solo ma ha anche un’avversione alla compagnia di persone che non conosce. I sintomi peggiorano al freddo, con l’affaticamento fisico e mentale e con l‘astinenza sessuale. Conium è indicato nei dolori e nelle paresi degli arti inferiori, per questo motivo il paziente migliora lasciando pendere le gambe o stirandole. Altri sintomi tipici del rimedio sono sudorazione, fotofobia con lacrimazione oculare, anoressia.
Tutti i rimedi elencati possono essere assunti alle diluizioni più basse (5-30 CH) quando le vertigini si presentano come un sintomo acuto e occasionale; per un’azione più profonda, soprattutto quando il sintomo è cronico e il rimedio più adatto è facilmente inquadrabile, sono indicate le diluzioni alla 30 CH o oltre secondo la prescrizione del medico curante.
Bibliografia:
- Ugolini P., Graziosi S., Terapia omeopatica degli stati acuti, Edi- Lombardo, Roma,2007.
- Mandice A., Pronto soccorso omeopatico, Urra - Apogeo, Milano, 2009.
- AA.VV. , Dizionario di psicosomatica, Edizioni Riza, Milano, 2007
- Demarque D., Jouanny J., Poitevin B., Saint- Jean V., Farmacologia e materia medica omeopatica,Tecniche Nuove, Milano, 1999