LA RISONANZA MAGNETICA È SEMPRE ALL’AVANGUARDIA AL POLITERAPICO POLIDIAGNOSTICO DI MONZA È una delle conquiste più importanti della tecnologia applicata in campo medico. E la sua storia è piuttosto recente: messa a punto intorno agli anni ’80, la Risonanza Magnetica si è conquistata in poco tempo un ruolo di primaria importanza in campo diagnostico, permettendo la visualizzazione dell’interno del corpo umano senza ricorrere alla chirurgia o alla somministrazioni di radiazioni ionizzanti. Sono tante le malattie che possono essere individuate o prevenute per mezzo della risonanza magnetica, ma la sua efficacia si è rivelata soprattutto nel caso dell’osservazione del cervello e della colonna vertebrale, pur offrendo importanti informazioni in campo traumatologico, cardiologico, ortopedico, oncologico e gastroenterologico. L’elevato costo delle apparecchiature e delle operazioni di manutenzione rappresentano tutt’oggi un limite alla disponibilità diffusa dell’esame diagnostico per mezzo della risonanza diagnostica. Un limite che non ha scoraggiato quelle strutture che da sempre guardano all’innovazione tecnologica e funzionale. Come nel caso del Politerapico Polidiagnostico a Monza che è da oltre mezzo secolo all’avanguardia nel campo degli esami diagnostici e che nel caso della risonanza magnetica si è dotato delle migliori apparecchiature disponibili sul mercato. La risonanza magnetica, come si è detto, è utile per esplorare diverse zone,
organi e distretti del corpo umano: encefalo e midollo spinale, ossa, muscoli
ed articolazioni, torace, addome e pelvi, cuore e vasi, offrendo ovunque immagini
estremamente dettagliate. La più moderna tecnologia oggi esistente è la risonanza
magnetica Philip 1,5 Tesla, della quale il Direttore Sanitario del Politerapico
Polidiagnostico a Monza, il Dott. Giovanni Rechichi, è una vera autorità in materia.
Esame non invasivo e senza raggi X, tale metodica consente di effettuare esami
diagnostici sia al cervello che alla colonna, agli organi addominali, ai vasi,
ai polmoni e alle articolazioni.
Controindicata in presenza di pace-maker, di protesi articolari ferro-magnetiche
o di protesi valvolari con parti in metallo, di spirale endouterina e di placche
e viti metalliche, sconsigliata (a meno che non sia assolutamente indispensabile)
nelle prime dodici settimane di gravidanza, la risonanza magnetica resta lo strumento
più efficace e affidabile per offrire immagini anatomiche molto precise di tutti
gli organi e distretti, permettendo di identificare lesioni non ben valutabili
con altri esami, talvolta più efficace della TAC e può sostituire l’angiografia
nello studio di alcuni distretti vascolari.
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