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IL QI GONG E L'ALZHEIMER

A cura di Anna Paola Tortora con la consulenza della Dott.ssa Rosa Brotzu

L'Alzheimer è una demenza degenerativa e progressiva che porta il soggetto a presentare deficit neurologici di vario livello, secondo lo stadio di avanzamento della patologia: dalla difficoltà a ricordare persone ed eventi fino a sintomi più gravi come disorientamento, afasia e perdita dell'autosufficienza. La patologia non è curabile perché le cellule neurologiche, a differenza di altre, non si rigenerano. Tuttavia è possibile tentare strategie e approcci terapeutici mirati a ritardarne gli effetti.
Tra questi vi è la pratica del Qi Gong, in grado di prevenire la comparsa dei sintomi, rallentare l'iter della malattia e, in alcuni casi, anche arrestare la sua degenerazione. In senso più ampio, il Qi Gong si è rivelato un valido approccio terapeutico nel caso di patologie di origine neurologica, come la sclerosi multipla e i danni cerebrali derivanti da ictus o ischemie.

L'invecchiamento secondo la Medicina Classica Cinese

La Medicina Classica Cinese considera l'invecchiamento come la degenerazione della Jing, un'energia potenziale, molto densa, che rappresenta una sorta di serbatoio energetico che l'essere umano ha dentro di sé e che può essere equiparata in qualche modo all'aspettativa di vita. Il Jing è un'energia costitutiva ed ereditaria, rappresenta la capacità di vivere in modo sano, più a lungo possibile; posseduta dall'individuo fin dal momento della sua nascita, va incontro ad esaurimento fisiologico e può solo essere preservata, praticando una vita sana improntata su un'alimentazione sana e una respirazione corretta.
Attraverso il Jing l'organismo è in grado di mettere in latenza fattori patogeni ai quali non riesce a trovare soluzione. Ciò significa che se l'individuo è predisposto a contrarre determinate patologie, finché il proprio Jing sarà florido e scorrerà correttamente, esse saranno tenute a bada. L'invecchiamento corrisponde al decadimento del Jing che diminuisce in modo naturale ma la cui riduzione può essere accelerata da una condotta di vita sregolata caratterizzata ad esempio da eccessi sessuali (per gli uomini soprattutto), da un'alimentazione scorretta, da disturbi emotivi, da alterazione sonno veglia, ma anche da fattori esterni come l'inquinamento ambientale o alcuni traumi. Il processo di invecchiamento, così postulato, è descritto anche nel So Wen all'interno del quale si parla di cicli che caratterizzano le varie età della vita della persona (pubertà, adolescenza, vita adulta, senescenza), cicli che durano 7 anni per la donna e 8 per l'uomo.
Quando il Jing non riesce più a gestire le latenze patogene che l'organismo non ha risolto, queste emergono. Il processo descritto, in base alla costituzione del singolo, influisce sugli organi secondo le predisposizioni e le debolezze che esso presenta.

La diminuzione del Jing e le ripercussioni a livello di organo e di meridiani
Al consumo e alla diminuzione di Jing sono collegate alcune alterazioni che nel corpo dell'uomo si ripercuotono su alcuni meridiani e organi; in questo secondo caso a essere penalizzati sono principalmente il cervello e il rene.
Secondo la Medicina Cinese Classica, il cervello è il deposito del Jing, responsabile di vari aspetti che riguardano la vita di una persona: in esso ha origine l'individualità del soggetto, il suo modo di interagire con il mondo esterno, è la sede dell'accumulo delle esperienze su cui si riflette attraverso la memoria. Nel cervello risiede la curiosità che è veicolo di conoscenza e, in ultimo, esso organizza le esperienze e agisce sullo Shen, l'aspetto psico-spirituale della vita. L'organo svolge quindi una funzione molto importante e al suo interno risiede la capacità di gestire e coordinare tre aspetti della vita: la sopravvivenza, l'interazione con il mondo e la differenziazione dell'individuo e quindi lo sviluppo della sua intelligenza e della personalità.

Il rene è l'organo dove viene conservato il Jing ereditario. Se agli altri organi del corpo è attribuita la funzione di mantenere la vita grazie alla loro capacità di elaborare gli alimenti e le energie prese dal mondo esterno, rendendole fruibili, il rene è l'organo collegato alla longevità. Sono i reni a gestire il cervello che di conseguenza subisce un danno quando ci sono problematiche a carico di essi, per cui un lavoro energetico mirato aiuta a prevenire la degenerazione e il consumo del Jing.

Al livello di meridiani, invece, il deterioramento del Jing influisce principalmente su quelli che sono definiti i canali straordinari e canali distinti. I meridiani sono in totale 72 e si distinguono in varie categorie: i canali principali (12) fanno riferimento ai vari organi. I canali secondari (non in senso gerarchico) specificano in modo più dettagliato alcune funzioni che i meridiani principali possiedono in modo più generale. A loro volta i secondari sono suddivisi idealmente in gruppi, ognuno legato maggiormente ad un tipo di energia: tra questi si annoverano i meridiani straordinari e i distinti. I primi sono legati al Jing, e in particolar modo ad una energia, la Yuan Qi, che è la messa in atto del Jing. I canali distinti, invece, fungono da raccordo tra le varie energie che scorrono all'interno del corpo.
Esse sono tre: la Wei Qi, una forza legata all'istintualità, è un'energia più superficiale e immediata; il Ying Qi, l'aspetto emotivo e sentimentale, rappresenta il modo in cui un individuo assorbe il mondo attraverso la nutrizione emotiva; la Yuan Qi è invece collegata all'energia ancestrale, è l'attuazione del Jing attraverso il corpo, inteso come potenzialità ed energia unica e irripetibile.

L'esaurimento del Jing, avendo ripercussioni sui reni, sul cervello e sui canali, ha di riflesso un'azione negativa anche sullo Shen, quindi sulla psiche dell'individuo, determinando così la comparsa della sintomatologia tipica del malato di Alzheimer come le problematiche di riconoscimento e di memorizzazione, influendo sulla sua capacità di apprendimento e di affermazione dell'individualità.

Qi Gong e Alzheimer
Tra i vari stili di Qi Gong, alcuni sono particolarmente indicati per affrontare l'Alzheimer e prevenire la degenerazione neurologica. Essi, molto in generale, mirano tutti a preservare e distribuire correttamente il Jing attraverso la Yuan Qi, mediante il suo principale veicolo di scorrimento, i canali straordinari.
In particolare i gruppi di esercizi cui si fa riferimento sono tre. Delle tecniche di cui si parlerà, la prima agisce principalmente sul Jing e la sua conservazione, le seconde due invece, si concentrano sui meridiani e mirano al rafforzamento e alla corretta distribuzione del Jing.
1) Il Qi Gong alchemico
Questa serie di esercizi è legata all'armonizzazione di quelli che sono definiti i "tre tesori": il Jing, il Qi (energia vitale) e lo Shen. Questi esercizi mirano a preservare il Jing ma anche a permettere la distribuzione di quello che serve per vivere in modo corretto e senza sprechi. Attraverso il Qi Gong alchemico si cerca quindi di ottimizzare la quantità di Jing rimasta all'interno del corpo.
2) Il Qi Gong Ba Duan Jin
Questi esercizi risalgono alla dinastia Song (X-XII secolo d.C.). Secondo la leggenda essi sono stati suggeriti nel sonno a un membro della famiglia da medici taoisti mortali. Gli esercizi del Ba Duan Jin rientrano all'interno della più ampia branca di Qi Gong medico-curativo. Essi agiscono sulla costituzione e sono legati ai canali straordinari.
3) Il Qi Gong del lavaggio del midollo
Questo tipo di Qi Gong agisce principalmente sui meridiani distinti, quindi sul raccordo tra le varie energie che albergano nel corpo e che in esso scorrono, e i visceri curiosi (l'utero, le ossa, la cistifellea, i vasi sanguigni, il cervello e il midollo).

Ognuno di questi esercizi agisce diversamente sulle differenti energie e sul modo in cui esse comunicano tra di loro. Attraverso la pratica si tiene allenato il cervello, rendendolo efficiente e facendo sì che si evitino sprechi. Grazie al Qi Gong, quindi, non solo si ottimizza il serbatoio energetico dell'individuo, ma si fa sì che esso rimanga il più intatto possibile. In più, essendo il Jing anche materia, attraverso gli esercizi sopra menzionati si riesce a prevenire la degenerazione organica cellulare responsabile dell'invecchiamento e di conseguenza della comparsa di svariate patologie che viene quindi rallentata. Non a caso questi esercizi vengono definiti “taoismo della longevità”.

Se a ben vedere tutti i gruppi di esercizi citati, trovano applicazione nell'approccio all'Alzheimer, ognuno di essi presenta alcune particolarità e si rivela più indicato in uno specifico caso piuttosto che in un altro. Per scegliere quale dei tre Qi Gong prediligere, è importante capire cosa abbia determinato la comparsa della malattia e il suo significato simbolico.

Secondo alcune teorie mediche proprie della tradizione occidentale, la degenerazione cerebrale determinata dall'Alzheimer sembrerebbe essere determinata dalla presenza di anticorpi anomali, prodotti dallo stesso organismo, responsabili della distruzione delle cellule neurologiche. Il Qi Gong del lavaggio del midollo agisce nel trattamento delle malattie autoimmuni; nell'ipotesi che l'Alzheimer sia a eziologia sconosciuta per la medicina occidentale e quindi di tipo autoimmunitario, questa serie di esercizi è la più indicata.

Un invecchiamento precoce può essere determinato da molti fattori, non esclusi quelli di derivazione emotiva. Alcuni individui, secondo la Medicina Cinese, invecchiano perché rinunciano a vivere. Questo può succedere quando un soggetto ritiene che la sua esperienza di vita non sia stata soddisfacente. Può capitare a persone che hanno trovato un ostacolo nel proprio cammino, che ha impedito loro di esprimere se stessi (paura, ambiente ostile, lavoro che non si ama e via dicendo). In questo caso gli esercizi del Ba Duan Jin sono i più indicati perché la malattia è provocata da una vera e propria rinuncia alla vita.

Infine, il Qi Gong alchemico: esso agisce, come descritto, preservando il Jing rimasto e ottimizzandone l'utilizzo. Questi esercizi sono dunque più indicati per chi, conducendo uno stile di vita sregolato, ha sprecato o utilizzato in modo erroneo la sua energia ereditaria. Il Qi Gong alchemico è consigliato per le persone il cui invecchiamento è stato determinato da un abuso del Jing. Al contrario della tipologia di persona descritta sopra, questi individui hanno “vissuto troppo”, però in modo scorretto. Rientrano in questa categoria anche le persone che hanno perduto il proprio Jing perché esposti, ad esempio, a un inquinamento ambientale o hanno subito traumi di vario genere. Il minimo comune denominatore tra i due è lo sperpero: o perché non si è saputo preservare la propria energia o perché essa è stata consumata in modo rapido e incontrollato da fattori esterni. Il Qi Gong alchemico è utile anche nel caso in cui un individuo possieda uno scarso Jing ereditario.

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